lunedì 2 luglio 2018

DISMISSIONE PAROXETINA: "HO MOLTA PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO"

LETTERA

Gentilissimo sig. Bisanti,
Ho scoperto quest’oggi il suo blog, aggiungerei purtroppo, in quanto da più di un anno assumo Paroxetina.
Spero di non annoiarla raccontandole brevemente la mia storia. 

Da quando sono bambina soffro di attacchi di panico, ho avuto molti problemi familiari in quanto ero maltrattata dai miei genitori, venendo picchiata quotidianamente; scappai di casa a 18 anni costruendomi una vita privata che purtroppo sfociò in una brutta situazione in quanto il mio ex compagno mi obbligò a prostituirmi. Fortunatamente riuscii a liberarmi da quella persona ed attualmente la mia vita prosegue nel migliore dei modi.

Non sono mai riuscita ad affrontare da sola questi problemi, che descritti così sembrano forse pochi, ma alla quale si aggiungono mille sfumature.

Sono sempre stata in grado di gestire i miei attacchi di panico, ma un anno fa sono diventati qualcosa di ingestibile, tanto che pensavo solo a volermi suicidare.

Ahimè, andai da una psicologa per farmi aiutare e mi consigliò assolutamente di andare in cura da uno psichiatra il quale mi diede la Paroxetina.

Presa dal panico di fare un gesto avventato e di recare dolore a chi mi sta accanto, decisi di intraprendere tale cura, sebbene il mio corpo rifiutasse totalmente tale farmaco con svenimenti, capogiri e vomito. 

Ovviamente mi dissero che dovevo abituarmi. Venni abbandonata dal centro psichiatrico in quanto mi dissero che curavano solo casi border-line, mi trasferirono altrove ma non riuscii più ad avere supporto da parte di qualcuno.

Da circa due mesi mi sono messa in testa di sospendere questa schifezza che ingerisco da un anno e che tra l’altro mi ha fatto ingrassare tantissimo, ormai non ho più un metabolismo.
Sono in cura da una psicanalista contraria anche lei a questo tipo di farmaci, e mi sta aiutando a risolvere i miei problemi per poter vivere serenamente.

Le scrivo perché ho molta paura, ho paura di come possa reagire la mia mente. In due mesi, da 20 mg che assumevo sono arrivata a 5 mg (da ca. una settimana) mi sento come quando iniziai ad assumerla, capogiri, vomito e ho degli sbalzi d’umore non indifferenti.

Sto cercando di mangiar sano e di fare attività sportiva per educare il mio corpo a stare bene, ma ho sempre paura che da un momento all’altro la mia mente possa prendere nuovamente il controllo.

Spero di non averla annoiata, e di poter avere un consiglio ed un sostegno da parte sua.
Non è facile trovare qualcuno che possa realmente capire i meccanismi degli psicofarmaci.

La ringrazio molto per il tempo che mi ha dedicato e le auguro una buona serata.

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Partiamo da una premessa: QUALUNQUE, dico QUALUNQUE cosa dovesse mai succedervi nella vita, NON assumete MAI e poi MAI psicofarmaci: significa soffocare temporaneamente un problema per poi svegliarsi con DUE.

Detto questo, la vita non è stata gentile con lei ma proprio per questo è il momento di tirare fuori le palle. Perché siamo VIVI, perché siamo QUI, perché VOGLIAMO VIVERE e NESSUNO potrà mai toglierci questo, qualunque cosa sia successa in passato.

La parola d'ordine si chiama "riequilibrio totale del corpo e della mente". Non ci sono vie d'uscita facili, non ci sono scorciatoie, non ci sono mezze misure. Qui bisogna IMPEGNARSI con tutte le proprie forze. Ne va della SUA VITA.

La parola d'ordine, soprattutto con un farmaco devastante come la Paroxetina, è la CALMA.

Lei sta scalando, a mio parere, TROPPO VELOCEMENTE. Nel suo caso, pur ricordandole che non posso darle consigli di carattere medico, IO STESSO scalerei massimo del 5% al mese. Significa che se parte da 20 mg, ne deve scalare UNO al mese. In pratica, ci impiegherà 20 mesi per eliminarlo.

Si ricordi BENE che le crisi da dismissione, soprattutto degli antidepressivi SSRI-SNRI, possono comportare rischi importanti. Io, nel suo caso, soprattutto all'inizio, NON rimarrei MAI da sola, per l'alto rischio suicidiario che può insorgere in taluni soggetti. Non si spaventi di questo avviso ma ritengo doveroso ricordarglielo.

Parallelamente, non basta "mangiare una mela" o "farsi una passeggiata". Qui bisogna SPOSARE senza se e senza ma l'intero pacchetto igienista, che significa miglioramento lento ma costante dell'alimentazione fino a sposarne una vegancrudista, ad altissimi livelli di frutta e a bassissimi livelli di grasso, esercizio fisico giornaliero e tanto tanto sole ed aria pulita.

Piano piano che il corpo si riequilibra, i pensieri diventeranno più tendenti al positivo e LI' giocherà tantissimo il dialogo, la PAROLA, in pratica il lato emozionale.

Acquisti SUBITO il mio libro e cominci a farsi una VERA cultura igienista.

Forza e coraggio
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

2 commenti:

  1. buongiorno, volevo porre all'attenzione una domanda relativa alla dismissione di farmaci: secondo lei Signor Bisanti è consigliabile cominciare la dismissione se si hanno nel presente e nel futuro prossimo impegni di lavoro? mi riferisco soprattutto agli antipsicotici. Ho paura che i sintomi di astinenza possano impedirmi di prestare fede ai miei impegni

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    1. Buongiorno, rimango dell'idea che la dismissione sia una fase talmente delicata che vada affrontata nella calma più assoluta. Questo non deve essere un lasciapassare però per procrastinare all'infinito...

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