mercoledì 11 aprile 2018

"SIG. BISANTI, LA STIMO INFINITAMENTE": RISOLVIAMO ORA E PER SEMPRE AL POSTO DI ASSUMERE TONNELLATE DI ANTIBIOTICI

Salve Sig Bisanti
Io la stimo infinitamente.
Fin da piccolina, dall’età di otto anni rifiutavo la carne in tutte le sue forme, ero sensibile e sola. Oggi vedere persone come lei e Valdo Vaccaro mi riempie di speranza e ottimismo .

Ora non vorrei raccontarle tutta la mia storia,
mi limiterò a chiederle brevemente quello che più mi preme ora.

Sig. Bisanti soffro di placche batteriche fin da piccola, sono sempre stata trattata con cicli antibiotici, ho avuto davvero pochi, pochissimi anni di tregua ed ora da questo inverno si è re- instaurato il circolo vizioso placche batteriche e antibiotico febbre.
Ogni mese o due mi riammalo nonostante l'antibiotico, e il malessere che caratterizza questa patologia è terribile da affrontare.
Ho finito da pochi giorni di riassumere per l’ennesima volta l'antibiotico.

La mia domanda è Si può affrontare questa “patologia” batterica senza antibiotico?
Io dopo quattro giorni dall’inizio dell'insorgenza dei primi sintomi non vado che peggiorando, mi sembra di morire e mi chiedevo se non c’è il rischio che lo streptococco si diffonda alle orecchie e polmoni .....
Anche se conosco il pensiero igienista e ho letto le tesine di Valdo mi chiedevo se non fosse il caso di toglierle chirurgicamente vista la gravità. Non vivo più e mi sono fatta distruggere il macrobiota intestinale. Sono afflitta da fatica cronica con attacchi di mal di testa, non ho la forza di stare sveglia, dormo tutto il tempo e benché reintegro con probiotici sto sempre peggio. Soffro di insufficienza ipofisaria iatrogena e artrite.
Sto limitando l’assunzione del cortone acetato che assumo per il cortisolo a zero e l’insufficienza surrenale correlata ma mi chiedo a cosa serve quando devo bombardarmi di antibiotici (anti vita!) tutto il tempo.
Lei crede davvero che sarebbe possibile affrontare la tonsillite batterica con streptococco o altri patogeni correlati , senza l’aiuto farmacologico al prossimo attacco o mi suggerisce l’asportazione?
Sono a pezzi. È vero che il batterio può compromettere il cuore, i polmoni, le orecchie ecc se non curato? È possibile che invece passi da solo ?

Ultimamente da sei mesi sto mangiando prevalentemente frutta e comunque vegano nel peggiore dei casi. Qualche cibo confezionato purtroppo ma sono stata intossicata per anni dai farmaci che tuttora assumo.

CHIARAMENTE LA ESONERO DA OGNI RESPONSABILITÀ. ACCETTO QUALSIASI SUGGERIMENTO A SOLO SCOPO INFORMATIVO E  MI ASSUMO LA RESPONSABILITÀ DI EVENTUALI SCELTE MEDICHE FUTURE.

Erika

RISPOSTA

Buongiorno sig.ra Erika,
grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Non ripeterò le mie solite "avvertenze" dato che lei è stata così brava da averle già precisate lei stessa.

Veniamo a noi...

Lei ha letto le tesine di Valdo Vaccaro ed i miei articoli ma dalle sue parole comprendo che non è riuscita a coglierne a pieno il significato.

FINO A QUANDO C'E' SPAZZATURA INTERNA IL PROBLEMA NON SI RISOLVERA' MAI!

Se lei ha la casa (il suo corpo) pieno di mosche (batteri), per farle andare via continua a spruzzargli sopra l'insetticida (antibiotico) o decide, una volta e per tutte, di portare via la spazzatura (tossemia interna)?

Nella risposta a questa banale domanda c'è la soluzione ad un problema tanto cronicizzato quanto NON CAPITO.

Lei continua imperterrita nei suoi cicli antibiotici, dando la colpa di tutto questo alle sue tonsille mentre in realtà sono loro stesse a SALVARLE LA VITA.

Si ricordi che il CORPO NON VA MAI CONTRO SE STESSO: se lei avesse la SCIAGURATA idea di volerle togliere, tutta la spazzatura che prima veniva conglobata in esse (per questo si gonfiano e si infiammano, per una reazione di DIFESA: l'infiammazione è sempre un'azione RIPARATORIA) dovrebbe gioco forza trovare un'altra valvola di sfogo, ancora più grave...E' così che ci si ammala sempre di più, arrivando a patologie importanti come il cancro!

D'altro canto però, esiste il rischio SERIO che le tonsille stesse, ormai allo stremo, non abbiano la forza, assieme al suo sistema immunitario ormai prossimo allo zero, di arginare una proliferazione batterica che NON E' LA CAUSA DEL SUO MALESSERE bensì solo la naturale CONSEGUENZA.

Le tonsille si infiammano e si gonfiano per arginare la tossemia interna; tossemia richiama batteri, il cui compito e inglobare la spazzatura.

Il problema però sorge quando i batteri, seppur arrivati per una giusta causa, si moltiplicano in maniera incontrollata a causa della presenza di troppo materiale di scarto.

I batteri sono PARTE DI NOI, non esisteremmo se non ci fossero. Il problema, come detto, sorge quando l'esagerata tossemia interna porta essi ad una moltiplicazione fuori controllo, unita ad un loro cambiamento da aerobi ad anaerobi quando il nostro terreno è troppo compromesso.

Ma, lo ripeto, la COLPA NON E' MAI LORO. I batteri agiscono per NOI e non CONTRO DI NOI.

Detto questo, bisogna agire con estrema intelligenza.

Dopo aver compreso anche che TUTTE LE SUE PATOLOGIE ALTRO NON SONO CHE LA DIRETTA CONSEGUENZA DELLA TOSSEMIA INTERNA e non sono certo "mandate dal Cielo", io, se fossi in lei, mi muoverei in questa maniera:

1) Dare finalmente riposo ad un corpo martoriato: in questo caso l'arma dei DIGIUNO è in assoluto quella migliore. Non ha più spazio per immagazzinare spazzatura, deve LIBERARSENE. Ricordando BENE che il digiuno è INCOMPATIBILE con l'assunzione di farmaci, quindi dovremo valutare anche questo aspetto.

2) Dopo alcuni giorni di digiuno a succhi (concorderemo insieme quanti farne in relazione a come va), si deve partire con un'alimentazione VIVA. Ci dobbiamo arrivare gradualmente ma senza tentennamenti perché siamo sull'orlo di un precipizio.

3) Lo spazio agli sgarri sarà veramente ridotto al lumicino: qui bisogna puntare TUTTO sulla frutta e sulle verdure crude. Concorderemo insieme come arrivarci in relazione alla sua situazione generale.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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