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NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 16 aprile 2012

DA DEPRESSO A BIPOLARE: GRAZIE PSICOFARMACI!

COMMENTO ALL'ARTICOLO "DEPRESSO, PSICOTICO, BIPOLARE? GIRA LA RUOTA!"

Buonasera,
Ho letto con attenzione questa lettera e ho pensato di intervenire in quanto e' un tipo situazione quella descritta che mi riguarda da vicino purtroppo.Ho 29 anni e sono vegetariana da circa 19 anni e vegana solo da qualche anno secondo una ben precisa scelta etica piuttosto che salutare.Da sempre sono stata contraria all'assunzione di ogni tipo di farmaco fin quando circa 3 anni fa sono caduta in una profonda depressione che mi ha spinta a rivolgermi ad un medico.Mi sono ritrovata ad assumere degli antidepressivi che mi hanno portata,a detta del medico stesso,ad una forma di disturbo bipolare.E' stato drammatico l'impatto che ha avuto sulla mia vita che da quell'anno e' profondamente cambiata.Ho seguito una terapia per il disurbo bipolare con sertralina e depakin fin quando ho deciso da sola di interromperne gradualmente l'assunzione.Praticamente non assumevo piu' nulla quando nella mia vita e' successo un episodio veramente tridste che mi ha portata a sperimentare un'altra volta la depressione.Non ho nessuna intenzione di riprendere la terapia ma devo ammettere che a distanza di 7 mesi dall'inizio di questa maledetta depressione non sono ancora riuscita a ritrovarmi..provo sempre quella sensazione di apatia e vuoto,come se stessi vivendo nell'ombra di me stessa.Sono una persona caratterialmente molto sensibile alla sofferenza,soprattutto quella di miliardi di animali massacrati ogni giorno in nome della nostra "evoluzione",sofferenza che investe la mia vita ogni giorno tutti i giorni.Sono una persona che non riesce ad adattarsi in una societa' dove i principi fondamentali degli esseri viventi,tutti,vengono costantemente oltraggiati e violati.Passera' questo mio periodo,spero presto,ma non cambiera' purtroppo la sete si sangue dei membri della mia specie!!!



RISPOSTA

Cara Anonima, anzitutto firmati con il nome, che mi piace sapere con chi sto parlando.
Vuoi sapere chi sei? Sei una delle innumerevoli vittime di questo schifoso sistema, che ha dato e continua a dare soprattutto alla moderna psichiatria il diritto di etichettare e di rovinare persone perfettamente sane.
Ma la buona notizia è che sei perfettamente in grado di riappropriarti della tua vita.
Primo errore: esserti rivolta ad uno psichiatra in un momento di depressione della tua vita.
Cosa pensavi che facesse, che ti prendesse per mano per parlarti? No...troppo tempo...e quindi sei uscita con la tua bella prescrizione in mano.
E hai quindi assunto delle sostanze stupefacenti legalizzate che hanno interferito con la misteriosa e delicata biochimica celebrale, sballottandola e trascinandoti verso un'altra etichetta: "disturbo bipolare".
Per carità, niente fraintendimenti: la depressione e il disturbo bipolare esistono eccome, ma non derivano sicuramente dai loro tanto decantati squilibri chimici all'interno del cervello.
Il cervello è un organo come gli altri, e se il corpo è indebolito da un'alimentazione e da una spiritualità errate ecco che anch'esso si ammala, con tutte le nefaste conseguenze del caso.
Pensa solo a quello che può fare il glutine (leggi il mio articolo SBROCCATI DAL GLUTINE) per capire come il nostro corpo mal sopporti alimenti non strutturati per noi.
Non voglio relegare tutto alla mera alimentazione, ma non posso non evidenziare come gli alimenti abbiano una profonda interferenza con la biochimica celebrale.
Dai un piatto di pasta di frumento a un celiaco, e vedrai che un bel 10-20% non avrà problemi di stomaco, ma cadrà in una depressione nera, anche se avesse contestualmente vinto al Superenalotto.
Purtroppo non precisi perché sei caduta in depressione tre anni fa, ma purtroppo hai scelto la strada sbagliata, proprio perché in questa società nessuno ha voglia di perdere tempo per comprendere la vera natura del disturbo.
I sintomi sono solo la punta dell'iceberg di qualcosa che non va.
Ma lasciamo stare il passato.
Guardiamo il presente.
Ora sei in modalità "bicchiere mezzo vuoto" e quindi tutto ti darà fastidio, compresa l'innegabile crudeltà dell'Uomo nei confronti delle altre creature.
Ma ora non hai la forza sufficiente per vedere quello che comunque c'è di buon nel mondo perché secondo me il corpo è troppo indebolito.
Pensi che la tua seconda depressione sia dovuta all'episodio in sé o al fatto che il corpo fosse già ulteriormente indebolito dalla pregressa assunzione di farmaci?
I drammi fanno parte della vita, e anche se forti e spiacevoli, vanno affrontati ma mai e poi mai a suon di farmaci.
Mettere un coperchio instabile su una pentola a pressione significa solo ritardare il disastro, che avverrà con ancor più veemenza.
Ora fottitene della bramosia di sangue dei membri della tua specie.
Il mondo non va come lo decidiamo noi.
Possiamo fare qualcosa per cambiarlo, ma prima dobbiamo essere in pace con noi stessi.
Figurati se avrei voglia di rispondere al tuo commento se non fossi equilibrato di mio.
Quindi il mio consiglio è di rinnovarti fisicamente e psicologicamente.
Niente farmaci, che hai peraltro già eliminato.
Digiuno depurativo di tre giorni, per poi continuare con la tua alimentazione vegana, ma tendente ad un crudismo quasi assoluto.
In casi di emergenza non si sgarra, si potrà sgarrare quando si starà meglio.
Quindi frutta e verdura crude a volontà, centrifugati, spremute, tutte vitamine a costo digestivo zero.
ZERO caffè, bibite gassate e qualunque cibo manipolato.
ZERO cereali contenenti glutine, che sono la rovina mentale per un sacco di gente.
Preparati a crisi eliminative anche pesanti: i farmaci che hai preso sono tutt'altro che eliminati, e quindi potrebbero causarti ulteriori crisi depressive durante la loro eliminazione e il tentativo del tuo corpo di ristabilire un equilibrio.
Un grande in bocca al lupo.
 

BRAVI CON LA PALLA, MA CADONO COME BIRILLI

LETTERA

Ciao Pietro,
seguo sempre le tue newsletter.
Proprio oggi mi chiedevo il perchè di tutte queste morti sui campi di calcio, in poche settimane penso siano almeno 3 i casi in Europa e anche alcuni ripresi in tempo (come Cassano per esempio)
Sembrerebbe strano visto che è gente tosta, fisici massicci, giovani, controllati nei minimi dettagli nei parametri cardiaci.
Qui sotto sento puzza di bruciato, peggio di quegli arrosti che propinano loro i nutrizionisti sportivi.
Federico


RISPOSTA

Ciao Federico, grazie come sempre per la fiducia.
Veniamo alla tua domanda, assolutamente non semplice se devo dire la verità.
Da un lato, infatti, tali episodi potrebbero rientrare in una casistica generale e quindi non fare testo di per sé, ma penso ci sia molto di più.
Sai che sono un accanito sostenitore del fatto che il corpo umano sia praticamente una macchina perfetta e indistruttibile se alimentato fisicamente e spiritualmente in modo corretto,  e che possieda anche un grande margine di tollerenza ai veleni (altrimenti i tre quarti della popolazione mondiale sarebbero già sotto terra).
Ma devo pur sempre ammettere che anche in Natura possano accadere degli "errori" e cioè individui che nascono con dei "punti deboli" che in determinate condizioni ambientali possono sfociare in qualcosa di serio.
Partiamo al concetto che non ho mai creduto al fatto "ho il padre diabetico e quindi avrò grandi possibilità di essere diabetico anche io". Io credo al fatto "ho il padre diabetico, quindi se seguo le sue stesse malsane abitudini avrò una maggior percentuale rispetto ad altri di sviluppare il diabete".
In pratica esistono sì delle predisposizioni, ma che esplodono solo quando anche le similari malsane condizioni ambientali si ripropongono.
La legge della Natura di causa-effetto non può essere ignorata: tutto avviene per un motivo.
Veniamo ai calciatori.
Mi fa riflettere anzitutto che le morti avvengano in campo, anche se il fatto di essere sotto sforzo potrebbe essere una risposta sensata e ragionevole.
Ma come dici tu non si può non sentire puzza di bruciato, e non posso non pensare che ci sia qualcosa sotto.
Partiamo da un concetto: non tutto quello che è legale è per forza salutare.
Infatti la marijuana fa male, ed è illegale. Ma il Prozac è ancora peggio, dato che induce persino la gente o uccidersi o a uccidere, eppure è legale praticamente in tutto il mondo.
Quindi, quanti preparati "legali" vengono somministrati a questi poveri malcapitati?
Anche un idiota capirebbe che sono soggetti a performance fisiche difficilmente raggiungibili con il mero allenamento.
Li paragono spesso a motori costantemente su di giri, che prima o poi scoppiano.
Quindi, per rispondere bene alla tua domanda: sì, sono convinto che non sia assolutamente una coincidenza.
Viviamo in mondo in cui il muratore si fa di coca per lavorare senza fatica. Il manager beve 10 caffè al giorno per essere reattivo. L'insegnante si fa di tranquillanti per affrontare i propri alunni. Il carabiniere fuma due pacchetti di sigarette al giorno per compensare e affrontare la propria giornata. E quindi mi domando: i calciatori invece?
Ogni persona deve appoggiarsi su qualcosa. Siamo tutti profondamente drogati di qualcosa.
E tutto questo per cosa? Per stare al passo con una società che non ammette debolezze, non ammette che si possa "rimanere indietro" rispetto agli standard imposti.
Due cose mi hanno fatto tristezza nella vicenda del calciatore scomparso: tutta questa ipocrisia da strapazzo, con gente che metterà la sua foto nel proprio profilo di Facebook magari senza sapere nemmeno chi fosse (cosa analoga successa con Simoncelli) e la Cuccarini, che ha preso al balzo la sciagura per promuovere una campagna di raccolta fondi per i defibrilatori.
Per i defibrilatori ci pensi lo Stato, noi siamo già super tassati. E inoltre che venga promossa una sana alimentazione e un esercizio fisico coerente con la nostra Natura: nessun animale si ammazza di pesi o di corsa; quando è stanco si ferma e prova a cacciare dopo essersi riposato. Non ha bisogno di pasticche per correre di più.
Così vedrete che di defibrilatori ce ne serviranno molti di meno.
Per il resto, tiriamo tutti il freno a mano, che tanto il mondo va avanti anche senza di noi. E questo lo potrete vedere tutti dalla velocità con cui questo povero giovane verrà dimenticato.


sabato 14 aprile 2012

GLI SBROCCATI DEL GLUTINE

Che ci crediate o no, una infinitesimale particella di una proteina contenuta nei cereali che consumate quotidianamente può portarvi dritti dritti in emergenza psichiatrica, senza contare gli altri innumerevoli problemi che può causare.
Non ci credete?
E invece è proprio così.
Finalmente si sta cominciando a studiare la correlazione fra l'ingestione di cibi contenenti glutine e l'insorgenza di sintomi psichiatrici anche molto severi.
Depressioni maggiori, stati d'ansia cronici e acuti, psicosi, e persino schizofrenie hanno un profondo legame con il glutine.
Partiamo da un concetto base: i cereali sono cibi addomesticati, impossibili da consumare nel loro stato naturale se non dai granivori, e quindi non progettati per l'Uomo dalla Natura.
Solamente grazie a tecniche come la molitura, la macinazione e la cottura l'uomo è riuscito a trasformarli in cibo per lui consumabile.
Ma tutti i trucchetti portano il conto da pagare, per alcuni molto salato.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
In passato, le diagnosi di celiachia erano inferiori solo perché il problema non era ancora stato affrontato e studiato a dovere.
Oggigiorno, invece, le persone intolleranti al glutine sono in costante aumento.
Il glutine provoca in moltissime persone una abnorme reazione immunitaria, che conduce a una moltitudine di sintomatologie diverse.
Alcuni scappano in bagno per la diarrea, altri diventano stitici, altri ancora sviluppano dermatiti di origine sconosciuta definite "erpetiformi", altri ancora hanno forti problemi di stomaco.
E questi sintomi, fisici, aiutano il malcapitato ad accorgersi magari in tempo che qualcosa non va.
Mentre non è ancora ben diffusa la circostanza che il glutine possa causare severi sintomi di ordine psichiatrico.
I peptidi non digeriti del glutine viaggiano nel corpo umano e la reazione allergica agli stessi provoca una vera e propria irritazione del sistema nervoso.
Ci sono persone talmente sensibili che basta un microgrammo per scatenare stati d'ansia e depressivi molto gravi.
Mettiamoci bene nella zucca che non tutte le sintomatologie psichitriche sono direttamente collegate a motivi di ordine psicologico.
Siamo fatti di spirito e carne, e se la carne è marcia, lo spirito traballerà anch'esso.
E il glutine è subdolo.
Infatti, molti possono sviluppare sintomatologie anche a distanza di ore o di giorni.
Alcuni cominciano con un senso generale di rabbia, arrivando a vere e proprie crisi depressive con tendenze suicidiarie.
Per non parlare delle dilaganti epidemie di autismo, causate sicuramente sia dai vaccini che da normali intolleranze a cibi a noi estranei, quali glutine e lattosio.
I cereali quindi andrebbero consumati con molta parsimonia escludendo quelli contenenti glutine, in un contesto alimentare vegano tendenzialmente crudista con prevalenza di frutta e verdura.
Quindi, prima di correre dallo psicologo o dallo psichiatra, informatevi, e prendete in mano la vostra salute.
Nessun medico ve lo accennerà mai, dato che i primi ignoranti in materia sono loro.



giovedì 5 aprile 2012

UNA STRAZIANTE RICHIESTA DI AIUTO

COMMENTO anonimo al mio articolo "DEPRESSO, PSICOTICO BIPOLARE? GIRA LA RUOTA!"

ho 25 anni, laureato,buona famiglia,come tanti in cerca di stabilità lavorativa,ricadute di melanconia,tono dell'umore variabile,un Io da scoprire,asociale,pochi interessi,ma molta voglia nascosta di fare e di essere,sotto prescrizione medica faccio Samirfast,eDeporax,e xanax al bisogno,attraverso adesso un momento NO,ma ho avuto momenti tranquilli con voglia di fare e di dare.chiedo aiuto ,rischio di isolamento dal mondo.


RISPOSTA

Caro Anonimo, ho letto il tuo commento e posso dirti una cosa? Ci sono rimasto male, davvero male.
Male perché fai parte ormai della moltitudine di persone che combattono contro un solo nemico: loro stessi.
E secondo perché, a mio parere, lo stai facendo nel peggiore dei modi.
Qui non si fanno diagnosi, non si prescrivono terapie, e non si impone un dogma.
Qui si fa presente solamente quello che all'apparenza dovrebbe essere ovvio: la Natura è la madre medicatrice di tutti i mali e non le pasticche chimiche inventate dall'uomo.
Torniamo a noi.
Sai cosa mi sembri? Mi sembri una pentola a pressione a cui hanno messo un coperchio. E il coperchio è sempre lì a traballare a causa della forte spinta.
Quanto questo coperchio farmacologico durerà non è dato saperlo, ma il fatto è che comunque è un coperchio che copre male, in quanto non mi sembra che la tua vita scorra al meglio.
Non so nulla di te, delle tue abitudini, della tua vita, cosa mangi, cosa bevi, se hai assunto o assumi stupefacenti.
Non so nulla, ma proverò comunque a dirti la mia.
Tra tutti i farmaci prodotti, quelli più demoniaci sono proprio gli psicofarmaci.
Ti ammaliano, quando va bene, come le sirene di Ulisse, dandoti dei periodi in cui pensi di sentirti bene.
Ma poi ti portano il conto da pagare ancora più salato: oltre a sconquassarti internamente provocando diabete, tumori, danni al sistema endocrino, impossibilità ad avere rapporti sessuali e chi più ne ha più ne metta, ti avvinghiano ad essi, rendendoti impossibile la vita senza.
I dottori dicono che gli antidepressivi non danno assuefazione? Balle cosmiche. Prova a scalare la paroxetina ad esempio e vedrai che sofferenze.
Nel tuo caso specifico comunque persino i momenti "chimici" di tranquillità sono pochi.
Parti da un concetto: la salute è la regola, non un optional, e il cervello è un organo fatto di carne e sangue.
Sangue scadente=cervello che funziona male. Cervello che funziona male=sintomatologia psichiatrica.
Solo che il problema non sta nel cervello, ma nel sangue che gli arriva, a sua volta condizionato dalle condizioni digestive. Tutto parte dal nostro secondo cervello: il nostro intestino.
Con questo non voglio negare che chi subisce per anni esperienze negative non possa avere un contraccolpo depressivo, ci mancherebbe.
Dico solo che mente e corpo devono andare di pari passo. Un corpo intossicato non reagisce a dovere ai problemi giornalieri e non che si dovessero presentare nel corso della vita.
Il classico bicchiere mezzo vuoto. Il depresso lo vede mezzo vuoto. Chi è carico di forza vitale lo vede mezzo pieno.
Troppo tardi per cambiare? Ma manco per sogno.
Ti dico cosa farei se io fossi in te. Le diagnosi e le terapie le facciano i medici, io proprio non mi ci vedo in tale categoria, oltre a non esserlo.
Se mi trovassi nella tua situazione comincerei a scalare, in maniera lenta e costante, i farmaci che stai prendendo.
Sicuramente non sarà una cosa indolore, ma è il primo passo per smettere di essere un tossicodipendente e di essere controllato da una pastiglia.
Secondo passo: riattivare il corpo nella sua totalità, a cominciare dalle digestioni.
Qui è indispensabile passare a un'alimentazione vegana il più crudista possibile: via la carne, il pesce, lo zucchero, gli stimolanti, i cibi cotti e devitalizzati.
E dentro l'acqua biologica della frutta e della verdura crude. Inonda il tuo corpo di vitamine vere e non sintetiche.
Ricordati che il corpo guarisce se stesso se messo nelle condizioni di farlo.
Le leggi della Natura non le sovvertirà mai nemmeno il più sponsorizzato dei medici.

martedì 3 aprile 2012

UNA BELLA PERNACCHIA AL DERMATOLOGO

Oggi sarò duro, molto duro.
Se c'è una categoria di medici che veramente ritengo inutile è quella dei dermatologi.
Analizzano campioni di tessuto, osservano, scrutano, e poi, tutti uguali e all'unisono, escono fuori con le loro diagnosi strampalate e i soliti rimedi tampone che nulla risolvono e tanto danno fanno.
Chiunque pensi che si possano sconfiggere una psoriasi, una vitiliggine, un'acne nodulo cistica o una qualsiasi forma di dermatite con creme, cremine, cremette o, ancora peggio, con farmaci da prendere per bocca è un ingenuo, per  usare un eufemismo.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Via le lauree, via gli studi tutti standardizzati. Osserviamo la Natura e cerchiamo di comprendere.
Il leone state sicuri che non soffre di dermatite, nemmeno l'elefante, e nemmeno il rinoceronte.
La Natura non deturpa la pelle dei propri esseri senza un motivo ben preciso.
La Natura, innanzitutto, se ne infischia se voi volete avere una pelle liscia e vellutata ma al contempo vi rimpinzate di cibo e pensieri sbagliati.
La pelle è in primis infatti un organo emuntore, e attraverso di essa il corpo fa quello che deve fare, e cioè buttare fuori i veleni in eccesso.
E lo farà senza tanti complimenti, con dolore e deturpamento.
Ma lo fa per salvarvi la vita, e non per gioco.
Ogni brufolo, ogni arrossamento, ogni desquamazione, ogni pustola arrivano per un motivo ben preciso: il vaso è colmo e la spazzatura va buttata fuori per forza.
E il caro dermatologo cosa fa?
Prescrive creme, solitamente a base di cortisone, che illudono, ingannano il povero malcapitato che dapprima si trova a ottenere dei risultati, e poi, sconsolato, si accorge quanto temporanei essi siano.
Perché avviene questo?
Perché il cortisone disinfiamma artificiosamente, e in pratica ributta dentro il corpo quello che il sistema immunitario stava disperatamente cercando di buttare fuori.
Siamo alla follia pura: il corpo spinge da una parte, e l'uomo spinge dall'altra, ributtando dentro veleni che o usciranno ancora in forma più pesante, oppure creeranno uno sconquasso interno ben più grave.
Per non parlare dei farmaci come l'isotretinoina, tuttora utilizzato, o il famigerato ROUCCATAN, ritirato dal commercio.
Ma almeno avete idea di come agiscono tali farmaci?
Bloccano in pratica la risposta immunitaria, addormentando forzosamente l'organismo e non facendolo reagire.
Il delirio in pratica.
E chi utilizza l'isotretinoina si trova ad avere, quando va bene, la pelle liscia come una pesca dopo pochissimi giorni, per poi ripiombare nel buio pochi giorni dopo aver smesso di assumerla.
Infatti tanto è veloce la "guarigione" quanto lo è la "ricaduta".
In Natura esiste una legge di causa-effetto: il brufolo in faccia non arriva per caso, e vi è quindi  un motivo alla base.
Fino a quando questo motivo non viene estirpato, il brufolo continuerà a ripresentarsi.
Addormentare l'organismo con farmaci potentissimi, con effetti collaterali che arrivano fino alle malformazioni del feto e a disturbi psichici gravissimi (il ROUCCATAN è stato ritirato dal mercato anche per questo) significa fare un attentato alla salute del proprio organismo.
E le soluzioni ci sono?
Certo che ci sono, e io ne sono l'esempio più eclatante.
Guarito da un herpes devastante al volto, al torace e in parte ai genitali senza aver fatto nulla di nulla.
Nel mio caso era una crisi eliminativa dovuta al mio totale cambiamento di alimentazione verso lo stile vegano tendenzialmente crudista (vedasi mio articolo "GUARIGIONE DA DEVASTANTE HERPES").
Stesso herpes che prima di diventare vegano avevo rispedito in corpo quattro anni prima con tonnellate di antibiotici e antivirali.
Svegliatevi: ognuno ha diritto di avere una pelle liscia.
Ognuno ha diritto di guardarsi allo specchio e di essere felice.
La soluzione: fate il contrario di quello che il dermatologo vi direbbe di fare, in quanto il problema non è nella pelle ma nell'intestino.
Vi dice di non prendere il sole? Ammazzatevi di sole.
Vi dice di prendere il cortisone? Buttatelo nel cesso.
Vi dice di prendere farmaci per bocca? Fategli il terzo grado sugli effetti collaterali e poi ditegli di prenderli lui.
Vi dice di mangiare quello che volete, ma di evitare cioccolato, insaccati e noccioline? Ditegli che non capisce una fava di alimentazione e di come si comporta il sistema immunitario.
Abbracciate lo stile di vita che la Natura ha scelto per noi: essere vegani (anche se odio le etichette) significa alimentare corpo e spirito con cibi e pensieri a noi confacenti.
Siamo portati all'amore verso le altre creature, e quando invece di accarezzarle le mangiamo ecco che la nostra pelle ce lo fa capire.
Dopo questo, uscite dallo studio del dermatologo e fategli una bella pernacchia.