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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 2 luglio 2018

DISMISSIONE PAROXETINA: "HO MOLTA PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO"

LETTERA

Gentilissimo sig. Bisanti,
Ho scoperto quest’oggi il suo blog, aggiungerei purtroppo, in quanto da più di un anno assumo Paroxetina.
Spero di non annoiarla raccontandole brevemente la mia storia. 

Da quando sono bambina soffro di attacchi di panico, ho avuto molti problemi familiari in quanto ero maltrattata dai miei genitori, venendo picchiata quotidianamente; scappai di casa a 18 anni costruendomi una vita privata che purtroppo sfociò in una brutta situazione in quanto il mio ex compagno mi obbligò a prostituirmi. Fortunatamente riuscii a liberarmi da quella persona ed attualmente la mia vita prosegue nel migliore dei modi.

Non sono mai riuscita ad affrontare da sola questi problemi, che descritti così sembrano forse pochi, ma alla quale si aggiungono mille sfumature.

Sono sempre stata in grado di gestire i miei attacchi di panico, ma un anno fa sono diventati qualcosa di ingestibile, tanto che pensavo solo a volermi suicidare.

Ahimè, andai da una psicologa per farmi aiutare e mi consigliò assolutamente di andare in cura da uno psichiatra il quale mi diede la Paroxetina.

Presa dal panico di fare un gesto avventato e di recare dolore a chi mi sta accanto, decisi di intraprendere tale cura, sebbene il mio corpo rifiutasse totalmente tale farmaco con svenimenti, capogiri e vomito. 

Ovviamente mi dissero che dovevo abituarmi. Venni abbandonata dal centro psichiatrico in quanto mi dissero che curavano solo casi border-line, mi trasferirono altrove ma non riuscii più ad avere supporto da parte di qualcuno.

Da circa due mesi mi sono messa in testa di sospendere questa schifezza che ingerisco da un anno e che tra l’altro mi ha fatto ingrassare tantissimo, ormai non ho più un metabolismo.
Sono in cura da una psicanalista contraria anche lei a questo tipo di farmaci, e mi sta aiutando a risolvere i miei problemi per poter vivere serenamente.

Le scrivo perché ho molta paura, ho paura di come possa reagire la mia mente. In due mesi, da 20 mg che assumevo sono arrivata a 5 mg (da ca. una settimana) mi sento come quando iniziai ad assumerla, capogiri, vomito e ho degli sbalzi d’umore non indifferenti.

Sto cercando di mangiar sano e di fare attività sportiva per educare il mio corpo a stare bene, ma ho sempre paura che da un momento all’altro la mia mente possa prendere nuovamente il controllo.

Spero di non averla annoiata, e di poter avere un consiglio ed un sostegno da parte sua.
Non è facile trovare qualcuno che possa realmente capire i meccanismi degli psicofarmaci.

La ringrazio molto per il tempo che mi ha dedicato e le auguro una buona serata.

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Partiamo da una premessa: QUALUNQUE, dico QUALUNQUE cosa dovesse mai succedervi nella vita, NON assumete MAI e poi MAI psicofarmaci: significa soffocare temporaneamente un problema per poi svegliarsi con DUE.

Detto questo, la vita non è stata gentile con lei ma proprio per questo è il momento di tirare fuori le palle. Perché siamo VIVI, perché siamo QUI, perché VOGLIAMO VIVERE e NESSUNO potrà mai toglierci questo, qualunque cosa sia successa in passato.

La parola d'ordine si chiama "riequilibrio totale del corpo e della mente". Non ci sono vie d'uscita facili, non ci sono scorciatoie, non ci sono mezze misure. Qui bisogna IMPEGNARSI con tutte le proprie forze. Ne va della SUA VITA.

La parola d'ordine, soprattutto con un farmaco devastante come la Paroxetina, è la CALMA.

Lei sta scalando, a mio parere, TROPPO VELOCEMENTE. Nel suo caso, pur ricordandole che non posso darle consigli di carattere medico, IO STESSO scalerei massimo del 5% al mese. Significa che se parte da 20 mg, ne deve scalare UNO al mese. In pratica, ci impiegherà 20 mesi per eliminarlo.

Si ricordi BENE che le crisi da dismissione, soprattutto degli antidepressivi SSRI-SNRI, possono comportare rischi importanti. Io, nel suo caso, soprattutto all'inizio, NON rimarrei MAI da sola, per l'alto rischio suicidiario che può insorgere in taluni soggetti. Non si spaventi di questo avviso ma ritengo doveroso ricordarglielo.

Parallelamente, non basta "mangiare una mela" o "farsi una passeggiata". Qui bisogna SPOSARE senza se e senza ma l'intero pacchetto igienista, che significa miglioramento lento ma costante dell'alimentazione fino a sposarne una vegancrudista, ad altissimi livelli di frutta e a bassissimi livelli di grasso, esercizio fisico giornaliero e tanto tanto sole ed aria pulita.

Piano piano che il corpo si riequilibra, i pensieri diventeranno più tendenti al positivo e LI' giocherà tantissimo il dialogo, la PAROLA, in pratica il lato emozionale.

Acquisti SUBITO il mio libro e cominci a farsi una VERA cultura igienista.

Forza e coraggio
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

"DUE MESI DI IGIENISMO E NESSUN RISULTATO": PIANTATELA DI AVERE FRETTA!

LETTERA

Salve avrei una domanda che ultimamente mi assilla in modo fastidioso, le volevo chiedere se la depressione è un fattore genetico e se ci sono persone predisposte, la ringrazio in anticipo, sto seguendo alla lettera da più di due mesi tutti i principi dell’Igienismo ma ancora niente risultati né dal lato fisico né dal lato psicologico, vorrei sapere cosa ne pensa, grazie un saluto.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Non capisco come non si faccia comprendere un concetto di una semplicità disarmante: buttiamo merda nel nostro corpo per ANNI e ANNI e poi pensiamo di mangiare "due mele e quattro banane" e di tornare in due mesi floridi e in salute...

Il corpo, quando si fanno le cose giuste, GUARISCE ma GUARISCE quando lo decide lui, non certo a nostra discrezione.

L'arma segreta sono la COERENZA e la PERSEVERANZA. 

Vada avanti e si ricordi BENE che se vuole VERAMENTE massimizzare dei risultati dovrà avvicinarsi molto a un'alimentazione vegancrudista ad altissimi livelli di frutta e a bassissimi livelli di grasso.

Questo significa alimentarsi BENE.

E non abbia timore, il corpo si riprende molto più velocemente di quanto noi ci abbiamo messo per demolirlo ma LA PREGO gli dia almeno 1-2 anni (e anche un poco di più in caso di assunzione pregressa di psicofarmaci).

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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mercoledì 27 giugno 2018

"IL NEUROLOGO DISSE: 'TU GUARIRAI (GRAZIE AI FARMACI)'. COL CAZZO (AGGIUNGO IO). HO MILLE DOMANDE SUL TUO LIBRO"

LETTERA

Ciao Pietro,

ho letto il tuo libro e mi ritrovo piena di domande.

Ti racconto brevemente la mia storia.

Nel 2006 in seguito ad un brutto attacco di panico mentre ero in macchina la mia vita è cambiata, si è rotto qualcosa.

Ho lottato per sei anni contro un'ansia feroce alla quale non ho potuto cedere per non perdere il lavoro, ma la mia vita era annullata...non avevo più una vita, nel 2012 ho dovuto capitolare e contattare un neurologo (la notizia che mia madre sarebbe morta di li a poco mi ha dato il colpo di grazia).

Contatto il neurologo e, ricordo ancora quel giorno, lui mi ascolta mi guarda fissa negli occhi e mi dice "tu guarirai", col cazzo (aggiungo io).

Mi prescrive il depakin (anche se sono stata sempre contraria ai farmaci ho dovuto fidarmi e affidarmi), lo prendo mi sento strana glielo comunico mi risponde "fidati", mi fido per un anno, prendo 10kg e perdo molti capelli. Decido di smetterlo, nel frattempo ho assunto anche il cymbalta da 30mg tutti i giorni!!!

Non solo la mia vita non è cambiata ma ad oggi prendo un farmaco che non mi è di alcun aiuto e non riesco a dismetterlo (è terribile l'effetto dell'astinenza quando lo salto anche un solo giorno). Nel corso dei 5 anni in cui ho affidato la mia vita a questo uomo ho fatto presente più volte che questo medicinale non era per me...ma niente. L'anno scorso dopo una brutta ricaduta (ma in realtà ho cominciato a stare peggio del solito) l'ho mandato a quel paese. 

Ora sono in compagnia della mia ansia feroce che in 12 anni mi ha tolto la vita, la possibilità di avere un compagno, la possibilità di essere madre...tutto, e con un cazzo di farmaco che da due anni mi sembra che mi stia avvelenando. 

Non so come scalare il dosaggio, ma soprattutto ho paura di stare anche peggio nonostante il cymbalta non mi sia di alcun aiuto. In termini poveri sono terrorizzata anche dalla mia ombra. Esco di casa per non perdere il lavoro ma ogni giorno per me è un inferno e non ti nego che spesso mi sono chiesta se ne valga la pena.

Comunque tornando alle domande:

1) è possibile che il cibo sia la causa del mio malessere?

2) allora tutti dovremmo stare così, con un'ansia limitante coma la mia, ma mi guardo intorno e non mi sembra!

3) se riesco a smettere questa porcata di farmaco starò peggio?? (perché il peggio di così non lo reggo).

Ti ringrazio infinitamente per l'attenzione che vorrai dedicarmi e ti auguro un buon week end.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
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Veniamo a noi.

Mettiamo un PUNTO FISSO: non potremo MAI e poi MAI sapere chi TU "SIA" VERAMENTE fino a quando non avrai eliminato tutta la merda farmacologica che è presente dentro di te.

Sei anni di farmaci hanno RADICALMENTE cambiato tutta la biochimica cerebrale. E quelle che tu chiami
erroneamente "ricadute", altro non sono che il disperato tentativo del tuo corpo di tornare a uno stato di equilibrio.

Come al solito, chi avrebbe dovuto aiutarti, in realtà ti ha dato il colpo di grazia, nella loro malsana logica di soffocamento dei sintomi e NON dello sradicamento della cause.

Ora, inutile piangere sul latte versato. Rimbocchiamoci le mani perché è un DOVERE tornare in salute.

Mi chiedi se il cibo possa essere una causa/concausa del tuo malessere: la mia risposta è ASSOLUTAMENTE SI'.

Ora, però, la maggior parte della tua sintomatologia è da ricondurre allo schifo che assumi. Quindi, prima ti liberi dei farmaci, meglio sarà. Tutto questo, come tu ben sai, deve essere fatto con grandissima cautela, con uno scalaggio del 10% al mese PER FARMACO. Correre significa solo farsi male, molto male.

Parallelamente a questo è INDISPENSABILE agire sullo stile di vita, soprattutto alimentare.

Io comincerei da QUI http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html

Mi chiedi se starai peggio? Assolutamente sì. Purtroppo le crisi da dismissione sono a volte pesanti, pesantissime, ma sono l'UNICO modo per poter tornare a stare VERAMENTE in salute.

Sono il modo che il corpo ha per ricalibrarsi, per tornare in equilibrio, una vera e propria crisi di astinenza da stupefacenti. Ma PASSANO.

E qui l'alimentazione gioca un ruolo da padrona. Meno il corpo sarà impegnato a digerire merda, più avrà la forza di affrontare la disintossicazione, non dimenticarlo MAI.

Mi chiedi perché tu stia male e le altre persone bene nonostante il cibo sbagliato? 11.000.000 di italiani sono sotto psicofarmaci. Tu, della gente, vedi solo quello che LORO VOGLIONO FARTI VEDERE. Devo aggiungere altro?

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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lunedì 25 giugno 2018

DISPERATA RICHIESTA DI AIUTO DALLA FRANCIA: TORNANO DEREALIZZAZIONE E ATTACCHI DI PANICO E I FARMACI MI STANNO DISTRUGGENDO

LETTERA

Ciao Pietro. Ti reinvio questo messaggio sperando tu mi risponda. E' il glutine e i latticini il problema del mio ritorno di derealizzazione? Grazie per la risposta.

Buon giorno Pietro. Abito in Francia. Erano due anni circa che non avevo derealizzazione e attacchi di panico. Poi la settimana scorsa i sintomi sono tornati. Mi sono dovuto far ospedalizzare e ora che sono a casa mi danno risperidone, loxapac e temesta. Aiutami, da quando li prendo alla mattina mi sento annebbiato, mi sembra di non riuscire a fare le cose, di essere stanco sempre e di voler mangiare di più. 

Cosa devo fare? E' una questione di cibo che mangio? Vorrei fare il salto a sola frutta e vedere cosa mi succede.
Grazie per il tuo aiuto
Lettera firmata

Envoyé de mon iPhone

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
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Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

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Veniamo a noi.

Fino a quando la strada percorsa sarà quella sbagliata, i risultati NON arriveranno mai.

Derealizzazione e attacchi di panico sono figli della stessa madre: intossicazione interna ad altissimi livelli, con incapacità del corpo di controllare la glicemia, con conseguente sovrapproduzione di adrenalina e cortisolo, oltre a uno sbilanciamento endocrino.

Questo è il risultato di un corpo alimentato a spazzatura, glutine e latticini in primis, ma anche zuccheri industriali, proteine animali e cereali in generale.

L'alimentazione è FONDAMENTALE per recuperare e/o mantenere uno stato di salute eccellente.

Ora, però, nel tuo caso specifico ci troviamo davanti a due problemi: lo stile di vita ed i farmaci. Oltretutto non mi hai raccontato nulla riguardo le tue abitudini di vita e/o se hai già assunto psicofarmaci in passato.

A prescindere da tutto, è ora di darsi UNA BELLA SVEGLIATA. La frutta deve essere il traguardo finale ma da raggiungere GRADATAMENTE ma INESORABILMENTE:

Piano di battaglia:

1) Leggere e applicare quanto scritto a questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html

2) Acquistare e leggere IMMEDIATAMENTE il libro che ho scritto, in modo da farsi una solida cultura igienista e capire, una volta e per tutte, quale strada si voglia percorrere.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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LETTERA

Buongiorno sig. Pietro Bisanti,
Sono *************** e la avevo già contattata quest'inverno prima di Natale per la questione del depot xeplion !!Ci siamo sentiti anche telefonicamente !!

Per ricordale un po' la mia storia, io ho avuto un tso a novembre in seguito ad una specie di psicosi ... mi hanno diagnosticato disturbo schizofrenico (non lo sono per niente)! Sono stato dimesso con terapia da seguire xeplion, Haldol e Depakin !! 

Ho letto molto il suo blog su Internet e seguendo i suoi consigli mi sono rivolto a uno psichiatra privato che mi ha tolto il depot xeplion, e nel frattempo la psichiatra del csm ha chiuso la mia cartella clinica!! 

Io però non vorrei prendere nessun farmaco per via degli effetti collaterali ma anche perché ho sentito che fanno malissimo !!

Nel mio caso in ospedale mi trovavo un po’ confuso e impaurito anche dalla presenza delle forze dell'ordine e dalla situazione che era la prima volta che mi capitava e accettai senza condizioni la terapia !! 

Oggi stesso son stato con mia madre dal mio psichiatra privato e io ho detto di non voler più proseguire con la terapia orale di Haldol e Depakin ... lui mi ha detto che avrebbe avvisato la psichiatra del csm, quindi ho detto che continuerò con terapia ancora per un po’ , per paura di altre conseguenze ; il mio psichiatra dice che se non prendo terapia mi fanno depot tra tre mesi e questa cosa non la capisco proprio..perché dovrebbero se sto bene?

Io non sono più da ricovero come a novembre e sento di potercela fare anche senza i farmaci... possono al csm farmi un tso perché decido io stesso di non prendere più la terapia orale ? Anche se sto bene ?

Da quando sono stato ricoverato sento la Psichiatria come un abuso, perfino i miei genitori si fidano degli psichiatri perché dicono che prima bevevo ed ero alcolizzato..

Cosa posso fare per evitare in ogni modo i farmaci?
Posso decidere volontariamente di rifiutarli senza conseguenze di tso o altro ??

Grazie per il suo aiuto 
Buona giornata 

Inviato da iPhone

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Rispondo ora alle sue domande:

1) Per effettuare un TSO devono essere presenti, TUTTE insieme, tre circostanze:
  • trovarsi in uno stato di scompenso psichiatrico tale da necessitare di cure immediate (ATTENZIONE: non è vero che bisogna essere un "pericolo per sé e/o per gli altri; è "sufficiente" trovarsi in un grave stato di alterazione);
  • rifiutare le cure;
  • impossibilità di intervento extraospedaliero.
2) Anche durante il TSO si può scegliere TRA UN VENTAGLIO DI TERAPIE. Non si è obbligati ad assumere per forza il farmaco che dicono loro ma bisogna PER FORZA assumerne uno.

3) Fuori dal TSO NON SI E' OBBLIGATI AD ASSUMERE NULLA NE' A RECARSI AL CSM NE'  A FREQUENTARE CENTRI DIURNI. Il problema però sorge dal fatto che lo psichiatra, per Legge, rimane comunque "responsabile" della persona che gli è stata "assegnata". Quindi, uno può sicuramente impuntarsi ma loro hanno sempre l'arma dell'ASO, attraverso il quale saranno loro stessi a valutare lo stato di salute mentale dell'interessato... e da qui l'abuso è sempre dietro l'angolo. Quindi, le cose si fanno per bene, anche per creare un distacco "tranquillo" tra paziente e CSM. In pratica, ci si stacca con gradualità, dimostrando loro di potercela fare piano piano. Se uno sparisce, loro si allertano.

4) Nel suo caso specifico, lei si è fatto prendere in carico da uno psichiatra privato (e questa è un'altra strada percorribile) e il CSM ha "chiuso" la sua cartella. Ora però lei, come è suo diritto, vuole eliminare completamente i farmaci. 

5) Lo psichiatra privato HA L'OBBLIGO DI MANTENERE IL SEGRETO PROFESSIONALE. Al di là dell'obbligo di denuncia e/o referto, il medico può derogare da tale divieto solo ed esclusivamente se dovessero sorgere problematiche di incolumità del paziente e/o di terzi. 

6) Nel suo caso specifico, a mio parere, NON vi sono elementi affinché lo psichiatra privato possa comunicare al CSM la sua intenzione di non assumere farmaci. Ripeto, a mio parere, se dovesse farlo lei potrebbe denunciarlo per rivelazione di segreto professionale (art. 622 c.p.).

7) La situazione però mi fa capire quanto il suo rapporto con lo psichiatra privato si sia ormai incrinato. I fatti sono due: o se ne trova un altro oppure scala da solo. Sono entrambi suoi DIRITTI.

8) La mia avvertenza, nelle more di una totale autodeterminazione sanitaria, è di fare le cose PER BENE. Lei sa bene cosa penso sullo scalaggio farmaci e quanto sia importante l'ALIMENTAZIONE. Si ricordi che se arriva una crisi incontrollabile, torna diretto in ospedale, con tutte le conseguenze del caso.



Pietro Eupremio Maria Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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