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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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sabato 21 dicembre 2013

PERDE I GENITORI E IL FRATELLO NELLA STRAGE DI LINATE. SI SUICIDA, MA SECONDO ME È OMICIDIO

Sabato 21 Dicembre 2013
di Simone Pierini

BERGAMO - Perse i genitori e un fratello nel tragico incidente di Linatenel 2001, Paola Rota si è uccisa ieri nella sua casa di via Marconi a Clanezzo (Bergamo).
 
TROVATA DAL COMPAGNO A trovare il corpo senza vita della 32enne è stato il compagno. Non riuscendo a contattarla, è tornato a casa e ha fatto la drammatica scoperta. Per Paola Rota era stata una mattinata come le altre: aveva accompagnato il figlio maggiore alla fermata dello scuolabus e si era fermata a chiacchierare con altre mamme, prima di tornare a casa.
 
SUICIDA ANCHE IL FRATELLO Dodici anni fa era stato il fratelloMatteo, anch'egli suicida un anno fa, ad accompagnare a Linate i loro genitori, papà Giovanni e mamma Clara che, assieme al fratellino Michele (l'altro fratello Clemens, oggi 22 anni, era rimasto a casa), erano diretti in Danimarca per trovare proprio Paola, che studiava là. In fase di decollo l'aereo si schiantò con un Cessna entrato per errore in pista, provocando 118 morti.
 
118 VITTIME Paola «ha voluto concludere il suo percorso terreno». Così Paolo Pettinaroli, il presidente del 'Comitato 8 ottobre, per non dimenticare', l'organizzazione nata dopo la tragedia in cui persero la vita 118 persone nello scalo milanese, annuncia sul sito la scomparsa di una delle parenti delle tantissime vittime del tragico schianto. «La tragedia di Linate in cui ha perso i genitori ed il fratellino Michele e la disperata fine di suo fratello Matteo (anche lui morto suicida, ndr) -conclude sul sito il presidente della Fondazione- l'hanno fortemente segnata». La giovane, 32 anni, lascia un figlio di 6 anni ed una bimba di 3 mesi. Si è tolta la vita ieri impiccandosi nella casa in cui viveva a Clanezzo, nella bergamasca, dove viveva con i figli e il compagno.


Fonte: leggo.it


COMMENTO

La tragedia è immane, e non voglio perdermi in inutili parole strappalacrime, degne solo dell'ipocrisia e della falsità più sfrenate.

Voglio solo vedere, nel più profondo rispetto per la morte e la sofferenza altrui, questo episodio sotto un'angolazione diversa.

Nei miei 20 anni di operatore nelle Forze di Polizia ho assistito a numerosissimi casi di suicidio, e moltissimi di questi erano farmaco-indotti.

Sì, farmaco indotti, come "urlo" da sempre su questo blog.

Perché ormai solo un cieco non si accorgerebbe che gli psicofarmaci, e in particolare gli antidepressivi delle categorie SSRI e SNRI (rispettivamente, selettore della ricaptazione della serotonina e della serotonina-noradrenalina) trasformano le persone in assassine di se stesse e/o degli altri.

Analizziamo l'articolo, ove dice "Per Paola Rota era stata una mattinata come le altre: aveva accompagnato il figlio maggiore alla fermata dello scuolabus e si era fermata a chiacchierare con altre mamme, prima di tornare a casa".

Calma totale, apparente tranquillità, quando ormai qualcosa si è rotto, e il malcapitato di turno ha già deciso di lasciare questo mondo.

Ma non per volontà sua, ma perché "costretto" sotto l'impulso di farmaci che obnubilano la coscienza e spingono le persone a fare cose che mai farebbero da lucide.

Andiamo avanti: "La giovane, 32 anni, lascia un figlio di 6 anni ed una bimba di 3 mesi. Si è tolta la vita ieri impiccandosi nella casa in cui viveva a Clanezzo, nella bergamasca, dove viveva con i figli e il compagno"

Una donna laureata, con un compagno e due figli si impicca.

L'impiccagione è e rimane il modo di suicidarsi in assoluto più cruento, e il suo perfezionarsi ha alla base o una insormontabile disperazione o un totale stato di incoscienza, come quello indotto dai farmaci.

Vorrei tanto sbagliarmi, ma ho la convinzione che la moderna, demoniaca, malefica psichiatria debba contare una nuova vittima.

È possibile che la sig.ra Rota non assumesse alcun farmaco, e che tutto possa essere ricondotto a quanto accadutole nella vita.

Ma è molto più semplice dare la colpa a un evento, seppur dolorosissimo, avvenuto più di 12 anni fa, piuttosto che finalmente cercare di aprire gli occhi e capire che le persone non vengono uccise dalla depressione, ma dalla cura che viene loro data.

Consiglio, per comprendere a pieno il messaggio di questo blog, la lettura del mio articolo
"PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE", oltre ai numerosi altri e similari che si possono trovare nel blog utilizzando il motore di ricerca interno posto sulla colonna a destra.

Pietro Bisanti

Per tutti: a breve uscirà il mio primo libro "ASSASSINI IN PILLOLE: La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere": prenotazioni a pbisant@hotmail.com

Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.

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mercoledì 18 dicembre 2013

FARMACI, MINACCE E CONTENZIONE: BENVENUTI NEL XXI SECOLO

COMMENTO AL MIO ARTICOLO "QUATTRO RICOVERI, DUE TSO E UNA VAGONATA DI FARMACI"

Buonasera, sono Lucia l'autrice della lettera di cui sopra. Vorrei rispondere alla sig.ra Rossella dicendo che tante volte ho sperato che la mia storia fosse "pura invenzione" come dice lei, un brutto incubo da cui svegliarsi. Affermazioni come la sua, date dall'ignoranza, sono offensive non solo nei confronti di chi ha sofferto e soffre come me a causa degli accanimenti terapeutici psichiatrici, ma, nel mio caso, soprattutto nei confronti dei miei figli ai quali per oltre sei anni è stata "rubata" la mamma e che hanno rischiato seriamente di finire nelle grinfie degli assistenti sociali. Le consiglio di farsi un giro negli SPDC o negli ospedali psichiatrici delle grandi città per vedere in cosa consiste la cosiddetta "cura". Persone vittime di tre tipi di contenzione, fisica con i legacci, chimica con i farmaci e psicologica con le minacce. Questo stride fortemente con la frase "prendersi cura di una persona, di un malato". Al sig. Pietro invece vorrei dire che da questo nostro primo contatto sto notevolmente meglio, ho dismesso completamente i farmaci, a parte poco valium al bisogno, supportata ovviamente da una psicologa e da un medico di base, una donna, finalmente umana che non mi dispensa solo farmaci ma umanità, tatto e comprensione oltre che consigli per una corretta alimentazione. Come ultimo grosso problema mi è rimasto il sonno ma col tempo spero di ottenere risultati apprezzabili anche su questo fronte. A ben pensarci, è difficile chiudere gli occhi e rilassarsi senza che mi si ripresenti davanti l’infermiere-poliziotto che mi fa aprire la bocca per controllare l’assunzione della terapia o la compagna di stanza che si dimena perché rifiuta la terapia e viene quindi legata al letto. La ringrazio pertanto perché da questo nostro primo contatto di giugno è iniziata la mia risalita e spero possa ricevere tante mail di speranza come la mia. Buon proseguimento di questo lavoro di informazione importante e necessario, cordiali saluti. Lucia





RISPOSTA

Gent.ma sig.ra Lucia,
sono io che devo ringraziare Lei.

Se questo piccolo uomo riesce a far uscire dall'incubo della psichiatria e degli psicofarmaci anche una sola persona, anni di studi e lavori non saranno andati sprecati.

Come operatore delle Forze di Polizia, con una ventennale esperienza alle spalle, non riesco comunque a non schifarmi di quanta cattiveria fluisca nelle vene di chi sarebbe deputato, in un modo o nell'altro, a tutelare i più deboli.

Questa testimonianza mi da ancora di più la forza per continuare questa opera informativa senza precedenti e per aiutare il vero datore di lavoro di ogni persona che lavori nel sociale: il Popolo italiano e chiunque calpesti il suolo del nostro Paese.

Ora, avanti così. Migliori sempre di più l'alimentazione come già spiegato e vedrà che anche il valium sarà presto un ricordo.

Pietro Bisanti

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lunedì 16 dicembre 2013

DEPRESSIONE, INSONNIA E ANNI DI FARMACI: CHE SIA LA CELIACHIA?

LETTERA

Salve,
dall'età di 13 anni soffro di depressione e insonnia, dall'età di 15 assumo farmaci e faccio psicoterapia senza risultati concreti, solo nel luglio 2012 mi hanno scoperto la celiachia che sto tentando di curare, ma ancora gli esami sono postivi.
Volevo chiederle un consiglio perché sono stufa di farmaci, sono stufa di pagare gli psicologi senza ottenere risultati, nel frattempo l'insonnia mi perseguita.
Un caro saluto.


S. C.


RISPOSTA

Buongiorno S,
e grazie della sua mail.

Veniamo a noi, senza se, senza ma, e facendo una cosa che i dottori di raro fanno, e cioè parlare chiaro, senza paroloni, senza mezzi termini, senza giri di parole.

Lei, dopo anni di farmaci, dopo anni di inutili psicoterapie, dopo soldi buttati al vento, ha deciso di "rivolgersi" a questo piccolo uomo, che medico non è, che non cura nessuno, che non fa diagnosi né prescrive farmaci, che si affida totalmente solo ed esclusivamente alla saggezza del proprio sistema immunitario, unica "entità" in grado di autoguarire il corpo umano.

Lei in tutti questi anni non è guarita, e continuando così non guarirà mai. 

Lo sa il perché?

Semplice, perché tutti i dottori super laureati che l'hanno seguita e che la stanno seguendo hanno impostato il loro modo di agire esclusivamente aggredendo la sintomatologia presente, cercando di stroncarla a tutti i costi, senza pietà.

La depressione e l'insonnia sono solo dei segnali, dei campanelli d'allarme, che devono farci riflettere e portarci a capire quale sia la causa a monte.

Stroncare l'insonnia a suon di tranquillanti e la depressione a suon di antidepressivi è l'idiozia più grande che si possa fare, poiché, quando va bene, si ottiene un falsato senso di tranquillità farcito di pesanti effetti indesiderati (che sempre effetti del farmaco sono, seppur definiti collaterali) che svanirà tanto velocemente quanto è arrivato, mentre, quando va male, questi farmaci demoniaci possono veramente trasformare chi li assume nell'assassino di se stesso e/o degli altri.

Non ci credete? Vi porto 20 anni di esperienze quale operatore delle Forze di Polizia, dove ho visto persone uccidere e uccidersi sotto l'influenza di queste micidiali pozioni chimiche, con aneddoti ampiamente descritti nel mio libro di prossima uscita: "Assassini in pillole. La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

E se non vi bastano le mie parole, accendete la televisione e sentite giorno dopo giorno le notizie che riguardano madri che uccidono i propri figli o insospettabili persone che si uccidono sotto terapia psichiatrica.

Torniamo a noi cara amica.

Anzitutto lei non è malata per niente, è semplicemente vittima della tossemia alimentare, fisica e mentale che non permette al suo corpo di funzionare correttamente.

Quindi, il piano di battaglia è di informarsi, diventare consapevoli e prendersi in toto la responsabilità della propria salute, senza delegarla a nessuno.

Il passo successivo è uno scalaggio intelligente e attento dei farmaci che sta assumendo, preparandosi agli effetti da sospensione, che possono essere terrificanti, e per questo le consiglio di scandagliare per bene il blog, anche attraverso il motore di ricerca interno, per assumere più informazioni possibili.

Di pari passo, deve seguire un'alimentazione vegana il più crudista possibile, condizione indispensabile per ottenere quel riequilibrio a livello fisico indispensabile per ottenere finalmente una buona salute mentale.

Veniamo ora ai cereali...

Odio le etichette, odio sentir dire "quello è celiaco".

Se Madre Natura avesse deciso di creare i cereali per il consumo umano, li avrebbe resi immediatamente consumabili, come la frutta.

I cereali sono e rimangono un alimento nato per i granivori, inadatto per il consumo umano, e forzosamente inseriti nella nostra dieta.

Alcuni li tollerano altri no, e quelli contenenti glutine sono i peggiori.

Se mi chiede se i suoi problemi possano derivare dalla reazione che il suo corpo ha all'introduzione degli stessi, la mia risposta è assolutamente sì, e con un'alta probabilità.

Il glutine, assieme al lattosio, è una delle proteine più indigeribili sulla faccia della Terra, oltre a essere causa di disturbi psichiatrici anche gravissimi.

Si sta finalmente capendo infatti che il glutine non causa solo mal di pancia, ma anche severissime manifestazioni psichiatriche, che vanno dall'ansia, alla depressione, al disturbo ossessivo compulsivo, fino alla schizofrenia.

Quindi, per i primi tempi, via tutti i cereali, anche quelli senza glutine, per un periodo di almeno sei mesi, e vedere che cosa succede.

Sono convinto che si sgonfierà come un palloncino e che il suo buonumore, piano piano tornerà a livelli che mai lei credeva potesse.

Vediamo, ancora una volta, i peggiori nemici della nostra psiche:
-Carne, pesce e proteine animali: causano putrefazione al livello del colon, che è il nostro secondo cervello e il luogo dove si producono i neurotrasmettitori celebrali. Intestino in putrefazione=depressione.
-Zuccheri raffinati: in primis il famigerato saccarosio (zucchero bianco) da tavola: favorisce picchi glicemici che possono portare falsa euforia e conseguente stato depressivo; sballa la produzione di testosterone nell'uomo e interferisce con la normale produzione ormonale; sottrae preziose sostanze nutritive al corpo umano, in quanto è un alimento morto che necessita di enzimi per essere digerito.
Nessuno sconto a zucchero di canna grezzo e non in quanto si tratta sempre e comunque di alimenti raffinati, morti e sepolti. 
Non pensate che sia innocuo solo perché lo vendono al supermercato: è una sostanza chimica che di naturale non ha nulla, potente, dannosa e catastrofica per chi ne è particolarmente suscettibile.
Bocciati senza riserve anche tutti gli edulcoranti, capeggiati dall'aspartame.
-Metalli pesanti: mercurio, alluminio. Il peggio del peggio. Occhio alle amalgame dentali, che causano una continua e incessante intossicazione all'organismo. Il mercurio è risaputo per creare stati mentali che  possono arrivare alla schizofrenia.
-Bibite gassate: quando ingurgitate una lattina di coca cola non fate altro che bere, assieme ad essa, una quantità di saccarosio impressionante. Lo stesso vale per tutte le altre bibite in lattina.
-Glutine e caseina: i cereali non sono cibo per tutti. Non sono cibo nato per l'Uomo, bensì per i granivori. L'intolleranza al glutine è ormai considerata un'epidemia su scala mondiale, mentre in realtà è la diretta conseguenza della normale reazione del corpo umano all'introduzione di una proteina a esso incompatibile e sconosciuta.
Sono associati al glutine diversi stati mentali: dalla depressione agli stati immotivati di rabbia, fino alla psicosi.
La caseina, veleno pari alle proteine animali, ha in più il difetto di essere un grande allergene e di incollarsi ai villi intestinali e di non permettere quindi la normale assimilazione dei cibi.
La rimozione del glutine e della caseina in bambini con autismo sta dando risultati impressionanti.
-Vaccinazione: i vaccini sono forse il peggior insulto che può essere fatto a un essere umano. Metalli pesanti, DNA umani e animali. Un insieme di porcherie di cui non vale nemmeno la pena ribadire la tossicità.
-Farmaci: moltissimi farmaci agiscono sui recettori nervosi pur non essendo definiti "psicofarmaci": dagli antistaminici alla pillola per la pressione; dal farmaco contro la tosse a quello per il mal di testa.
-Denti devitalizzati: un dente devitalizzato è un'appendice morta tenuta attaccata al corpo con la forza. È come se volessero tenervi attaccato un dito putrefatto. La proliferazione incontrollata di tipo batterico, dovuta al marciume presente in una zona così delicata come quella del viso-cranio, può drenare le capacità di reazione del sistema immunitario portando stati depressivi anche gravi.
-caffè, sigarette, alcolici, sostanze stupefacenti.

Intestino e psiche sono una cosa sola, non lo scordi mai.

E ora parta all'attacco della riconquista della sua salute: la Natura è prosperità, non sofferenza e applichi il binomio da me coniato "cibi puliti - pensieri puliti" e il corpo la ripagherà con la stessa moneta.


Pietro Bisanti

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mercoledì 4 dicembre 2013

VOLEVATE DISTRUGGERE QUESTO RAGAZZO CON INVEGA E ABILIFY? MI DISPIACE CARI PSICHIATRI, LA CONSAPEVOLEZZA HA VINTO

LETTERA
GRAZIE PIETRO
Inizio in modo così semplice queste mie righe.
Grazie a una persona speciale come poche, una persona così SCHIETTA e CHIARA nelle parole e nella forma, una persona che pur non conoscendoci , ci ha accolto, ci ha ascoltato, ci ha consigliato, ci ha seguito, è stato presente a ogni squillo di telefono.
Grazie a una persona che non ringrazierò mai abbastanza per aver salvato me e mio figlio da un futuro che non si può sapere come sarebbe stato, magari sempre in compagnia di psichiatri e psicofarmaci che altro non fanno se non annientare le persone.
Grazie al giorno che l'ho incontrata che da subito si è mostrato una splendida persona, sempre molto disponibile e gentile. 
Per tutti i lettori voglio riassumere brevemente la mia storia iniziata con un episodio psicotico molto probabilmente a seguito di cannabis, ci siamo recati in pronto soccorso dove hanno proposto il ricovero in psichiatria. Noi alle prime armi con questi eventi abbiamo accettato.  Subito ansiolitici, antipsicotici e quant'altro, l'episodio è rientrato subito. Forse una piccola cura sarebbe pure servita, ma non continuata.
Con il passare del tempo sembrava migliorasse, invece ci rendevamo sempre più conto era soltanto lobotomizzato, sonnolento, apatico, svogliato, senza nessun entusiasmo, senza nessun sorriso, senza nessuna emozione, non gradiva nessuna compagnia, parlava pochissimo .....
Non riuscivo a darmi pace nel  vedere mio figlio in quello stato e inoltre non vedevo chiaro né nella malattia né sulla cura che stava portando avanti, più andava avanti con la terapia e più saltavano fuori effetti collaterali di ogni genere e nessun miglioramento, per contrastare gli effetti collaterali venivano aggiunti altri farmaci.
Fortunatamente sono arrivata a questo blog che mi ha subito fatto pensare. Grazie al maresciallo Bisanti, adesso mio figlio sta tornando piano piano alla sua vita di prima, sorride, si arrabbia,  va al lavoro e riesce ad eseguire delle commesse, si muove diversamente , parla diversamente....
Non so dove saremmo andati a parare, per quanto tempo avremmo continuato ad assumere psicofarmaci se non avessimo incontrato il Maresciallo Bisanti che, come dice lui, altro non è che un carabiniere.........
So soltanto e lo dico ad alta voce che GRAZIE a una persona come Lui stiamo uscendo dalla situazione più nera che io abbia mai provato e vissuto.
Un Cordiale Saluto
Maria Rosa 
RISPOSTA
Gent.ma Maria Rosa, pubblico questa testimonianza non per vanità, ma per far capire ancora una volta come la consapevolezza possa trionfare sull'arroganza della moderna psichiatria, ormai diventata una demoniaca dispensatrice di pillole di morte.
Ricordo ancora quando mi ha chiamato disperata e speranzosa durante lo scorso mese di agosto, e quanti passi abbiamo fatto insieme.
Avete avuto il coraggio di prendervi la responsabilità, tutti insieme, di uscire dal tunnel degli psicofarmaci: io vi ho fornito solo delle linee guida, il resto lo ha fatto l'amore per vostro figlio.
Che questo articolo venga affisso ovunque gli psicofarmaci la fanno da padrona. 
Non dovete credere a questo piccolo uomo che medico non è. Ma nessuno, dico nessuno, potrà mai togliervi la libertà di informarvi.
Pietro Bisanti

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martedì 3 dicembre 2013

ZOLOFT E VOGLIA DI UCCIDERE IL MIO PSICHIATRA

Gianluca Melappioni ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "ACCOLTELLA LA FIGLIA E SI UCCIDE: IL RAPTUS NON ES...": 

ho avuto un ricovero in psichiatria nell'aprile 2011, volontario nel senso che avendo avuto un momento di depressione dopo diversi anni che non lo avevo e che non avevo mai provato a curare in qualche modo volevo andare a fondo a questa cosa facendomi anche una TAC al cervello avendo avuto qualche problema umorale fin da bambino, mi avevano detto che sarei stato pochi giorni lì... risultato: al PRIMO ricovero in vita mia (e spero ultimo) rimasto lì 3 settimane, imbottito di antipsicotici e antidepressivi (Zyprexa Risperdal En...) iniziati ancora prima di fare colloquio con la psicologa lì dentro, uscito di lì stato sempre più male, dismesso assunzione farmaci di mia volontà senza essere minimamente informato dell'effetto rebound, collegato ad uno psichiatra esterno altro farmaco Zoloft del tutto inutile, se non dannoso, pensieri ossessivi suicidi e omicidi nei confronti di quello psichiatra (un giorno fissavo i coltelli in cucina pensando a questo...), interrotto pure quello e mi ci sono voluti mesi per uscirne e stare meglio, e secondo quel medico stavo male solo perché ero depresso di mio, ma vafff... dopo la prima crisi in ospedale stavo già meglio prima di assumere i farmaci che mi hanno incasinato completamente, questi non sanno manco come funzionano ste droghe, o forse lo sanno sin troppo bene e ci giocano sopra con i pazienti come cavie?? 


Postato da Gianluca Melappioni in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 29 novembre 2013 01:38


RISPOSTA

Buongiorno sig. Melappioni,
e grazie del suo commento e di aver voluto condividere la sua esperienza personale.

Dopo un periodo di assenza forzata dovuta a ritmi di lavoro insostenibili, riparto da dove mi sono fermato, e cioè all'abominevole sfacelo che la moderna psichiatria sta compiendo davanti agli occhi di tutti.

Veniamo a noi: via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Quale bambino oggi non ha problemi umorali?

Vaccini, medicine pediatriche, e quintalate di cibo spazzatura pieno di zuccheri artificiali sono il mix perfetto per rendere la generazione futura un ammasso di flaccidi e depressi zombie.

E lei, vittima anch'ella di questo mondo moderno che vuole farci credere che i problemi si possano risolvere con un controllo medico, ha deciso di finire direttamente e volontariamente fra le fauci della bestia.

Che invece di ascoltarla, capire le possibili cause organiche alla base del suo disturbo psichiatrico, hanno optato per fare quello che sanno fare meglio (che è poi l'unica cosa), e cioè bombardarla di psicofarmaci.

Fortunato è stato il suo psichiatra, che è riuscito a salvarsi solo ed unicamente perché il suo cervello non era stato ancora completamente controllato dallo Zoloft, antidepressivo della categoria SSRI (selettori della ricaptazione della serotonina) e facente parte di una serie di farmaci similari ormai noti per essere la causa di atti di natura violenta contro se stessi e gli altri.

Lo dica invece alle migliaia di madri che sotto questi farmaci ammazzano i loro figli, alle migliaia di persone che sotto questi farmaci si impiccano senza motivo apparente, alle migliaia di mariti che sterminano la propria famiglia.

Ogni singolo giorno, quale operatore delle Forze di Polizia con una ventennale esperienza alle spalle, mi accorgo di come dietro il 90 per cento delle liti, dei dissidi, degli atti di natura violenta ci siano sempre le droghe, sia quelle da strada che quelle legali, quali sono gli psicofarmaci.

L'unico e il solo modo di guarire è attraverso il binomio da me coniato che è "cibi puliti-pensieri puliti": tutto il resto significa giocare bendati con le milioni di sinapsi cerebrali, di un organo che è e rimane praticamente sconosciuto.


Pietro Bisanti

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