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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista alimentare specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 16 luglio 2018

NON CE NE FREGA UN CAZZO DELL'UNIVERSITA', QUI BISOGNA LAUREARSI "ALLA VITA": SONO PRONTO A DARVI ASSISTENZA LEGALE

LETTERA

Buongiorno sig. Pietro Bisanti, 


Le scrivo per conto di una mia carissima amica, la quale nel 2012 ha subito un ricovero coatto ed è stata dimessa dall’ospedale con la diagnosi di psicosi, lei si è sempre rifiutata di assumere la terapia dopo il ricovero , in quanto le procurava non pochi effetti collaterali.

In seguito, più precisamente nel 2015 ha dovuto far ricorso alle cure ospedaliere per una grave carenza di sodio e potassio (sostanze fondamentali per la vita stessa delle cellule e quindi per la vita  della persona).

La situazione era questa, le riporto quanto scritto nella lettera di dimissioni della mia amica dall’ospedale.

Motivo del ricovero: "assunzione accidentale di bicarbonato di sodio, subito dopo il ricovero la paziente presenta una grave  carenza di sodio e potassio, diagnosi psicosi".

A detta dello psichiatra il motivo della carenza di questi minerali era dovuto all’ingestione, specifico accidentale, del bicarbonato di sodio (faccio presente che lei lo usa talvolta per “sbiancare” leggermente i denti, sostanza la quale viene utilizzata anche dagli odontoiatri  per fare l’ablazione del tartaro e togliere eventuali macchiette sui denti, quindi non in grado di causare una tale carenza).

Secondo la mia amica la carenza dei sopra citati minerali era prodotta dai farmaci che lei stava assumendo in quel periodo per curare una sinusite, gli antibiotici, ai quali risultava intollerante cagionandole continua diarrea e quindi debilitando il suo fisico, riscontro avuto anche da una ricerca fatta in Internet.

La situazione attualmente è la seguente, la mia amica tornata dall’ospedale si è rifiutata di assumere farmaci, si prede cura di stessa e di ciò che è necessario per il vivere quotidiano, inoltre come gli altri fratelli presta assistenza alla madre una domenica al mese dalle otto del mattino alle 8 di sera.

Faccio presente che ella si è iscritta all’università, facoltà di Psicologia e sta portando avanti  i suoi studi con successo, l’ultimo esame dato di neurofisiologia ha ottenuto 28/ 30, mi sembra un buon risultato.

Io le scrivo perché la mia amica a volte è un po’ preoccupata e spesso mi dice “spero di non aver mai bisogno delle cure ospedaliere perché ho compreso che una volta che sei stata ricoverata lì quello diventa il tuo reparto per il resto dei tuoi giorni, ed io ho fatto una dannata fatica per scrollarmi di  dosso tutti gli abusi subiti, cercando di  recuperare la fiducia e l’autostima che un tempo mi apparteneva”.

La mia domanda è semplicemente questa: nella sciagurata ipotesi che tale situazione si ripresentasse Lei come potrebbe aiutare la mia amica? Mi potrebbe dire in cosa consiste il suo aiuto? Intendo dire cosa potrebbe fare concretamente?

La mia amica non è a conoscenza di questo mio scritto, mi sono riservata di informarla in seguito ad una Sua risposta, preciso che ella ha una figlia adulta, una sorella e ben quattro fratelli (nessuno a parte io è a conoscenza del fatto che lei è iscritta all’università, lei desidera dirlo al termine del percorso di laurea), ma purtroppo non ha il supporto di nessuno di loro, anzi secondo loro lo psichiatra ha ragione, questo è il motivo per cui io mi sono assunta la responsabilità di chiederle un eventuale supporto o aiuto nel  caso di effettiva necessita o meglio di un eventuale ricovero nel medesimo reparto.

Spero che Lei cortesemente mi possa darmi  una risposta nel più breve tempo possibile 

La ringrazio per la Sua attenzione 

Le porgo cordiali saluti 

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Mi perdoni se potrò apparirle brusco ma quello che deve arrivare FORTE e CHIARO è il mio messaggio, in quanto qui c'è di mezzo la vita di un essere umano.

Ho personalmente assistito a talmente tante storie che ormai ritengo di avere una esperienza granitica in merito...

Quindi, la prima cosa che mi viene da chiedere è: "Ma come diamine sta vivendo questa donna la propria vita OGNI GIORNO?".

Vivere non significa SOPRAVVIVERE. Vivere significa GODERE della vita, anche delle sue difficoltà, PADRONI del PROPRIO CORPO e della PROPRIA MENTE.

Siamo sicuri che questa donna lo sia? Io dico di NO, altrimenti non avrebbe bisogno di "cure", non avrebbe bisogno di farsi di antibiotici, non avrebbe carenze di alcun tipo... insomma...come vive questa persona? Come mangia? Come respira? Che relazioni ha con il mondo esterno? Quanti psicofarmaci ha assunto?

Non "me ne faccio niente" di un esame universitario magari passato ripetendo a mo' di pappagallo delle nozioni lette su di un libro.

Qui bisogna prima di tutto laurearsi all'"università della vita", che significa avere un CORPO e una MENTE in perfetta salute ed efficienza.

Io non so nulla di questa donna ma non ci vuole niente per capire quanto ci si trovi di fronte a una persona che, volente o nolente, ha maltrattato da sempre il proprio corpo... e continua a farlo.

Rispondendo alle sue domande, le preciso che NESSUNO può imporre la somministrazione di farmaci al di fuori di un atto di trattamento sanitario obbligatorio.

Bisogna però anche capire quale sia la "posizione" di questa donna: è in carico a un Centro di Salute Mentale?

Se sì, come detto poc'anzi, può rifiutarsi di assumere i farmaci ma questo va comunque fatto con cautela ed intelligenza: nella pratica, i CSM si sentono responsabili delle persone a loro assegnate dopo un ricovero ospedaliero e quindi si allarmano quando le medesime rifiutano le terapie e/o risultano "sfuggenti". Il mio consiglio è quindi di sganciarsi dal CSM con intelligenza e per questo è necessario farsi affiancare da una figura competente in materia, come il sottoscritto.

Potrò quindi fissare un appuntamento con il CSM di zona e accompagnare la signora a un colloquio in qualità di "persona di fiducia sanitaria", che è un figura espressamente prevista dalla Legge, facendo valere le sue ragioni.

Perché, se ci si limita a "sparire" i CSM hanno comunque l'arma dell'accertamento sanitario obbligatorio, con cui, in pratica, possono coattivamente sottoporre a visita una persona di cui si sospetti uno stato di sofferenza mentale... e da questo il passo al trattamento sanitario obbligatorio è spesso molto veloce e automatico, specialmente quando si è SOLI.

Detto questo, nel caso invece non fosse assegnata ad alcun CSM (ma la vedo dura), e comunque a prescindere da tutto, se fosse emesso un accertamento sanitario obbligatorio e/o un trattamento sanitario obbligatorio posso in prima persona intervenire presenziando agli stessi e fornendovi assistenza legale.

Ma tutto ciò NON PUO' PRESCINDERE dal fatto che la cosa principale per evitare tutto questo sia TORNARE IN SALUTE.

Che significa trattare il proprio corpo alimentarmente/emozionalmente/ambientalmente come una reliquia...

E su questo, sia lei che questa donna, siete a DIGIUNO COMPLETO.

Quindi, lettura IMMEDIATA del mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cominciate a informarvi. 

Questa è l'arma vincente.

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.



DISMISSIONE RIVOTRIL E NON SOLO: VA BENE LA SPIRITUALITA' MA RIMANIAMO CON I PIEDI BEN PIANTATI PER TERRA

LETTERA


Ciao Pietro,
Io sono 2 mesi che faccio Rivotril. Ero contraria al massimo perché a 27 anni ebbi un'apertura che avrebbe potuto guarirmi e con uno psicofarmaco mi fecero bloccare il processo. 

A 42 anni di nuovo sull'orlo di un cambiamento dovuto a una grossa apertura spirituale, alla fine dopo 6 mesi ho ceduto a prendere il Rivotril. 

Io sono sensibilissima alle molecole di ogni tipo. Sono a metà di una fase di transizione verso il mio vero sé ma l'Ego ha reagito in modo violento più tutta una serie di traumi grossi sono venuti a galla. 

Voglio assolutamente dismettere il Clonazepam ma so già che avrò da attraversare l'inferno. Mi sono tenuta a solo 9 gtt, adesso sono ad 8 e già il mio sonno è scarso e di poca qualità. 

La mia energia interna, già completamente scompensata a causa di ciò che è accaduto, adesso è congelata e scorre peggio di prima. Secondo te scalare in un periodo che andrà da ora a metà dicembre, cioè di metà goccia a settimana fino a 5 e di 1/4 di goccia fino a 0 mi porterà comunque a soffrire sintomi di astinenza? 

Se potessi tornare indietro lo farei. La mia mente era nel caos, ma il cuore sotto anche se represso dai traumi e dall'Ego era forte. 

Adesso non posso più neppure piangere. Per l'alimentazione, io per il tipo di squilibrio energetico che ho al momento devo mangiare cibi che radicano, quindi molta carne, latticini etc... Ma modificherò se e quando riuscirò ad uscire da questo inferno. Grazie dei tuoi consigli.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

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Veniamo a noi.

Non prendere come un fatto personale la veemenza con cui mi approccerò a te ma non posso non farti capire, anche duramente, l'accozzaglia di FESSERIE che hai scritto, una via l'altra.

Ho un ENORME rispetto per ogni essere umano, e anche per il tuo personale percorso spirituale e di Vita ma qui non dobbiamo TRASCENDERE.

Anzitutto, ci vuole SINCERITA', che significa dire TUTTO e non so quello che fa comodo.

Sono frasi assolutamente senza senso quelle come "a 27 ebbi un'apertura che poteva guarirmi...A 42 anni di nuovo sull'orlo di un cambiamento dovuto a una grossa apertura spirituale...Sono a metà di una fase di transizione verso il mio vero sé ma l'Ego ha reagito in modo violento".

Queste frasi, oltre a non avere un senso, dicono TUTTO e NIENTE... Sei sempre "sull'orlo del cambiamento" ma in realtà continui a vivere una vita di merda...

Sicuramente, come essere umani, siamo sempre tutti in un percorso evolutivo ma NON SIAMO SU QUESTA TERRA PER VIVERE DI MERDA E FLAGELLARCI OGNI GIORNO.

Durante il nostro percorso abbiamo il DIRITTO e il DOVERE di STARE BENE.

Ci si può evolvere anche con GIOIA, non dimenticatelo mai!

Ora, subodoro che TUTTA la tua vita sia stata incentrata sugli psicofarmaci ed è arrivato il momento di conquistare un equilibrio.

Questo lo si fa agendo su due fronti: il primo, trattando il proprio corpo come una reliquia e non come un sacco dell'immondizia... e qui non posso non riportare la tua TERRIFICANTE frase finale "Per l'alimentazione, io per il tipo di squilibrio energetico che ho al momento devo mangiare cibi che radicano, quindi molta carne, latticini etc...".

Ma che diamine di castroneria è questa? Proprio perché sei "squilibrata" DEVI alimentarti nella migliore delle maniere!

Il secondo punto è, ovviamente, quello emozionale ma solo DOPO aver riconquistato FINALMENTE un corpo e una mente PULITI.

Per lo scalaggio, io rimango della mia idea, e cioè che si scali molto lentamente, del 10% al mese.

Quindi, nel tuo caso, una GOCCIA AL MESE. I sintomi di astinenza sono spesso un "terno al lotto"... Alcune persone li hanno moderati, alcune non li hanno, altre li hanno fortissimi. In ogni caso VANNO AFFRONTATI sapendo che le crisi sono il meccanismo riparatore del corpo umano per poter tornare in salute e non un mostro che arriva senza motivo per farci del male.

Il piano di battaglia rimane il medesimo: lettura IMMEDIATA del mio libro e di questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html.

Io sono un IGIENISTA e non UN MEDICO e ne sono fiero. Sono qui per RESPONSABILIZZARTI e per far sì che tu DECIDA autonomamente cosa fare.

La mia idea ce l'hai.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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mercoledì 11 luglio 2018

"CREDO CHE IMBATTERMI IN LEI SIA STATO UN IMMENSO COLPO DI FORTUNA": ORA PIANTIAMOLA DI STARE DI MERDA!

LETTERA

Salve, 

gentile signor Bisanti, ho scoperto da poco il suo blog. 

Ieri sera sul tardi per un caso fortuito, ho scoperto un suo video intitolato "Come sganciarsi dal centro di salute  mentale", sono stato ricoverato a soli 30 anni in un reparto psichiatrico fuori dalla mia città. 

Mi hanno dato Alprazolam 10 mg la mattina e Xanax 0,50 mg la sera, ora premessa fatta che io non amo la Psichiatria e che non ho voluto assumere volontariamente l'Alprazolam a causa degli effetti negativi che questo comportava al mio organismo. 

Quando ne sono uscito, dopo circa un mese, sono stato affidato da un parente a me vicino al centro di salute mentale della mia città, io vorrei un po' sganciarmi, all'inizio andavo alle visite di controllo perché avevo timore di ritorsioni da parte dello psichiatra, adesso ci vado ancora e vorrei sapere se potesse fornirmi una consulenza legale in merito, perché non conosco tutti i miei diritti. 

Ho avuto una vita complicata, di certo non posso dire di essere stato risparmiato dalle bufere della vita, la mia famiglia d'origine è letteralmente andata in pezzi in maniera definitiva circa un anno fa, dopo anni di soprusi io e mia madre abbiamo trovato il coraggio di denunciare mio padre, alla fine lei è finita in un centro anti violenza per donne maltrattate e io in mezzo ad una strada abbandonato da tutti i parenti. 

Mi hanno aiutato poche persone, ironia della sorte son dovuto ritornare a casa sotto lo stesso tetto con mio padre perché non sapevo dove altro andare. Ammetto di aver pensato seriamente al suicidio in un momento di disperazione, nessuno sembrava volermi dare veramente ascolto, nessuno sembrava volermi dare veramente aiuto, avevo tutte le porte chiuse in faccia. 

Ho cacciato mio padre di casa, il 1° gennaio perché non ne potevo più dei suoi soprusi psicologici e delle sue frecciatine e battutine, così quando ha capito che non avevo intenzione di subire se ne è andato. 

Mi sono rivolto ai servizi sociali che han chiamato a mia sorella, anziché suggerirmi comunque un terapeuta mi han suggerito una visita psichiatrica, a cui io non sono andato perché in quel momento avevo bisogno di esternare il mio dolore con un bravo psicologo e di curarlo non di qualcuno che mi riempisse di psicofarmaci fino a stordirmi e a dormire tutto il giorno. 

Dopo il ricovero ma anche durante, non provavo più niente, mi sentivo un invalido, tra l'altro soffro di attacchi di panico da anni che vanno e vengono a intermittenza, quindi mi sono sentito frustrato quando nonostante assumessi la terapia farmacologica, io non riuscissi neppure a stare in pubblico con un'amica in mezzo ad altre persone come una panineria, questo mi ha causato momenti di disperazione profonda, tanto da pensare al suicidio. 

Credo che imbattermi in lei per caso sia stato un immenso colpo di fortuna o un'opportunità in più per crescere e per cambiare in meglio e magari anche per avere informazioni in più e imparare qualcosa di nuovo. 

Lettera firmata


RISPOSTA

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e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.


Davanti alla Vita si hanno due possibilità: o la si rifugge (in questo caso imbottendosi di farmaci), oppure la si "aggredisce", soffrendo anche come CANI ma arrivando ad ottenere quello che denaro e prestigio non potranno mai ottenere e che sembra al giorno d'oggi una chimera: UN EQUILIBRIO PSICOFISICO.

In entrambi in casi, va giocata immediatamente una carta, e cioè quella del RAFFORZAMENTO ORGANICO.

Intendo il trattare il nostro corpo come una reliquia (a cominciare da quello che si mangia/beve/fuma) in modo da mettere la nostra MENTE nelle condizioni ottimali per affrontare tutte le tempeste che la vita, a chi più a chi meno, ci porta.

La sua esistenza terrena fino a questo momento non è certo stata semplice e chi avrebbe dovuto fornirle un aiuto umano si è limitato a questa strafottutissima chimica che sembra la soluzione per tutto...

Lei è giovane e ha il DIRITTO/DOVERE di stare bene.

La scelta è sua.

A livello giuridico, lei non ha alcun DOVERE di assumere farmaci fuori da un trattamento sanitario obbligatorio né di dover presenziare alle visite del CSM.

Certo, lo sganciamento dallo stesso va effettuato con intelligenza e cautela, in primis per le armi che potrebbero mettere in campo in buona o cattiva fede (ad esempio i provvedimento di accertamento sanitario obbligatorio), e in secundis perché gli psichiatri sentono spesso addosso una responsabilità giuridica che riescono a colmare solo attraverso i farmaci.

Quindi, sono pronto ad assisterla, se lo vorrà, durante i colloqui con il CSM in modo da poter fare uno sganciamento intelligente, anche, magari, attraverso un primo stacco verso uno specialista privato di fiducia.

Questo, legalmente...

Nella pratica, la mia idea è e rimane una: ognuno deve gestire la propria salute in prima persona ma limitarsi ad eliminare i farmaci, seppur scalandoli con intelligenza, non è la soluzione definitiva.

DEVE esserci, di pari passo, un miglioramento lento ma INESORABILE dello stile di vita, soprattutto alimentare, perché non smetterò mai di ripetere quanto sia FONDAMENTALE che il corpo venga nutrito e trattato con rispetto per ottenere una mente pronta a reagire alle difficoltà dell'esistenza.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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PENSATE VERAMENTE CHE UN RICOVERO POSSA GUARIRVI IL CERVELLO?

LETTERA

Salve Pietro, 
ho 20 anni e le scrivo da ***** per la seconda volta.. 
Da novembre/dicembre, dopo avere subito un trauma a livello psicologico, ho iniziato a sviluppare idee persecutorie e dopo un attacco di panico avuto intorno a febbraio è scattata la mia chiusura graduale, fino ad arrivare al punto di recarmi al CSM della zona.

Partendo così da 10 gocce di Xanax, siamo passati a una terapia antipsicotica a base di Sertralina da 50 mg e Olanzapina da 2,5 mg alla mattina e 10 mg alla sera.

Dopo essermi accorto che la situazione stava diventando invalidante, avendo incrementato il mio peso di quasi 15 kg in tre mesi di terapia e vedendo che le cose continuavano ad andare per lo stesso verso anche a livello psicologico, iniziai a sviluppare idee autolesive, cosa che ho ancora ora.

Ho appena effettuato un ricovero in cui mi sembrava di avere ritrovato in parte la serenità giusta, ma arrivato a casa le cose sono tornate come prima.

Inoltre mi hanno modificato la terapia con Sertralina 50 mg e Invega da 6 mg.

Anche come farmaci posso dire che non mi stanno e non mi hanno mai aiutato, anzi.. 

Però sono tornato che non so più come prendere in mano la mia situazione e le chiedo gentilmente un suo aiuto..

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Lei mi scrive una volta, io le rispondo esponendole la mia idea.

Lei "torna da me" quando è stato ben ben "triturato" dal sistema medico/psichiatrico... Che cosa dovrei aggiungere?

Io ho imparato a non giudicare mai nessuno e a mettermi sempre nei panni degli altri... quindi, mi sorge spontanea solo questa domanda... e cioè che altro le serve per capire che una sostanza chimica al 100% mai e poi mai potrà interagire con il cervello umano andando ad "aggiustare" selettivamente quello che vogliamo noi?

Nessun "luminare" si è degnato di andare a capire ed ERADICARE le VERE cause della sintomatologia in atto, limitandosi ad imbottirla di molecole POTENTISSIME che non fanno altro, quando va bene, che soffocare quelli che sono segnali del nostro corpo, fornendo un ILLUSORIO quanto TEMPORANEO senso di guarigione.

Per poi tornare sempre alla stessa, medesima situazione di MERDA, aggravata dalla tossicità della porcheria che ha assunto.

Ora, alla luce di tutte le sue esperienze, SI DECIDA.

Decida se passare il resto della sua vita con un dosatore chimico andando a rincorrere l'inesistente pillola della felicità, oppure se capire che la salute è la DIRETTA CONSEGUENZA di come noi trattiamo il nostro corpo, alimentarmente ed  emozionalmente in primis.

La salute è SUA. Nessuno può/deve decidere per lei.

Legga il mio libro, si faccia una SUA idea ed agisca di conseguenza.

Io non ho i titoli legali per poterla seguire, e da buon igienista rimango dell'idea che "nessuno segua nessuno" e "nessuno salvi nessuno". 

Diventi, una volta e per tutte, responsabile di SE STESSO.

L'unica cosa che posso dirle è che io, nella medesima situazione, sceglierei senza alcun dubbio la strada igienista, che è quella della dismissione graduale dei farmaci e del rinnovamento TOTALE dello stile di vita, a cominciare da quello che metto in bocca.

Forza e coraggio
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.



Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.






lunedì 9 luglio 2018

SOSPENSIONE TRITTICO: "LEI PUO' AIUTARMI?"

LETTERA

Salve dottore,
ho provato più volte la sospensione dal tradozone ma con fallimento. 

Lei può aiutarmi?

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.


Veniamo a noi.

La decisione l'ha presa: vuole vivere senza questa merda, che merda rimane.

Basta fare un ragionamento logico, e cioè capire che altro non è se non una sostanza stupefacente, che chimicamente nasce per alzare determinati livelli di determinati neurotrasmettitori.

Questa lei può anche lontanamente chiamarla "guarigione"? Non vedo nessuna differenza con una pippata di cocaina. Il metodo di funzionamento è esattamente lo stesso.

Se questo non dovesse bastare, è sufficiente dare un'occhiata veloce al bugiardino, nella sezione "precauzioni d'uso".

Trittico non deve essere assunto da bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. È inoltre opportuno sapere che, in caso di assunzione di questa classe di medicinali, i pazienti al di sotto di 18 anni di età presentano un rischio aumentato di effetti indesiderati quali tentativi di suicidio e ideazione suicida e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera). Inoltre, gli effetti sulla sicurezza a lungo termine di Trittico relativi alla crescita, alla maturazione e allo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono ancora stati dimostrati.
Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/Foglietti-illustrativi/Trittico.html

In pratica, un farmaco che dovrebbe "aiutare" a eliminare i sintomi depressivi porta invece a un aumento degli stessi... Questa è veramente da premio Nobel.

Detto questo, se lei legge il mio blog sa quale sia esattamente il mio pensiero.

La guarigione NON è il soffocamento dei sintomi bensì la comprensione degli stessi e la loro ERADICAZIONE attraverso il miglioramento dello stile di vita alimentare/emozionale/ambientale.

La prima cosa da fare, come lei ha precisato, è lo scalaggio del farmaco.

Ribadisco, ANCORA UNA VOLTA, che certo non posso seguirla o darle indicazioni di carattere medico.

Io, se fossi nel suo caso, seguirei le linee guida ampiamente descritte da moltissime cliniche straniere che si occupano di dismissione, e cioè un calo del 10% al mese.

Significa che se assume 50 mg, ne scalerà 5 ogni mese.

Bisogna però stare attenti alle cosiddette compresse a "rilascio prolungato" perché non sempre sono divisibili. In questo caso ci si farà prescrivere dal medico il principio attivo in posologia inferiore, oppure in gocce (ancora meglio per lo scalaggio) oppure in modalità non a rilascio prolungato.

Insomma, bisogna assumersi le proprie responsabilità e gestire in prima persona la situazione, anche perché la procedura di scalaggio PUO' AUMENTARE LE IDEAZIONI SUICIDIARIE.

Per Legge, al di fuori dei casi di TSO, NESSUNO è obbligato ad assumere farmaci. Questo lo dice l'art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Se uno lo desidera (e se trova un professionista disposto) può scalare sotto la supervisione del medesimo, altrimenti è LIBERO di farlo da solo.

Certo NON pretendete che io vi segua: non posso né legalmente né moralmente.

La salute è VOSTRA, e dovete gestirla in prima persona.

Infine, la mia idea è e rimane la stessa: il "semplice" scalaggio NON serve a nulla se non è inserito in un piano TOTALE di rinascita fisica/mentale/spirituale: qui l'alimentazione la fa da padrona.

Si parte da quello che si mette in bocca, per poi arrivare ad analizzare il proprio lato emozionale.

Questa è la strada che io percorrerei.

Potrà trovare una marea di informazioni utili nel mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" e a questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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