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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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venerdì 18 gennaio 2019

"A VOLTE PENSO TANTO CHE LA TESTA SEMBRA SCOPPIARMI": LA RINASCITA DI UNO ZOMBIE

LETTERA

Salve,
ho 35 anni e ho sofferto di disturbi ossessivi compulsivi curati all'inizio in maniera molto efficace con antidepressivi.

Dopo un po', un altro medico mi volle far provare lo Zyprexa ed il Tolep, che ho assunto per 9 anni insieme a benzodiazepine. Per nove anni sono stato uno zombie. Appena ho iniziato a ridurre mi è cambiata la vita in positivo, tantissimo. E' quasi un anno che non prendo piu' niente.

Sto vivendo di nuovo emozioni ed è fantastico ma sono diventato irascibile, irritabile ed agitato.

A volte penso tanto che la testa sembra scoppiarmi. C'è una soluzione a tutto questo? A riprendere di nuovo psicofarmaci non se ne parla proprio. Posso in qualche modo allontanare questi pensieri negativi senza ricorrere nuovamente ai farmaci? Il fatto che ho piena consapevolezza di quello che mi succede. Se può consigliarmi qualcosa gliene ne sono grato.

Saluti

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Il solito errore MADORNALE fatto da tutti: soffocare i sintomi senza SRADICARE le cause.

Si assumono psicofarmaci, si ha l'iniziale FINTO senso di benessere indotto da una sostanza stupefacente; quando l'"idillio" finisce, ci si ritrova con il DOPPIO dei problemi: la tossicità dei farmaci e l'iniziale problema MAI AFFRONTATO.

Dalla mia lunga esperienza, i problemi relativi alle compulsione, al rimuginamento, al pensare troppo sono DIRETTAMENTE collegati a una specie di "cortocircuito" cerebrale causato da una biochimica alterata, instabile, fuori equilibrio.

Quindi il problema NON è quello che continua a venire in mente ma il fatto che CONTINUI a venire in mente.

In pratica, NON si deve affrontare il pensiero intrusivo ma la CAUSA per cui il corpo è incastrato in un loop di pensieri che non riesce a scardinare.

E questo lo si fa cominciando a sistemare cosa si INALA, ci si FICCA IN BOCCA e si METTE SULLA PROPRIA PELLE...insomma, tutto quello che viene a contatto con il nostro corpo.

Cibi sbagliati, fumo di ogni tipo e sostanze chimiche hanno una ENORME influenza su tutta la nostra salute, quella mentale non fa eccezione.

Quindi, prima comincia a fare una PULIZIA TOTALE di cosa entra nel suo corpo, prima comincerà a stare bene.

Senza dimenticare che lo scalaggio stesso degli psicofarmaci è la causa di una marea di problemi poiché il corpo stesso, nel tentare di ritrovare l'equilibrio perduto, può arrivare a manifestare sintomi anche severissimi, che altro non sono che una vera e propria "crisi eliminativa", cioè, come già detto, il passaggio da uno stato di intossicazione a uno di salute.

Piano di battaglia:

1) Acquistare e leggere IMMEDIATAMENTE il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere",

2) Leggere questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html

Io ci sono

Pietro Eupremio Maria Bisanti


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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.


Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.















domenica 13 gennaio 2019

DEPRESSIONE MAI RISOLTA E DIABETE DI TIPO "2" CHE "BUSSA ALLA PORTA": "CERCO DISPERATAMENTE UNA GUIDA"

LETTERA

Buongiorno Pietro,

Le scrivo innanzitutto per esprimerle la mia profonda stima e ammirazione per la sua competenza, integrità e coerenza. Seguo da tempo il suo blog ed è sempre un grande arricchimento e anche un'emozione leggere i consigli che prodiga a chi si rivolge a lei.

Lo faccio anch'io adesso, pur non appartenendo (non più, almeno) alla categoria numericamente prevalente dei lettori di Alimentazione & salute, che peraltro in passato è stata anche la mia. Nella mia vita ho avuto due depressioni: una prima, lieve, intorno ai vent'anni, e una seconda, maggiore, a 32 (adesso ne ho 55), quest'ultima durata sei anni. 

Nessuna delle due è stata trattata, né farmacologicamente né in alcun altro modo: ero completamente sola e convinta che nessuno mi potesse aiutare e così non ho cercato aiuti a cui non credevo. 

La depressione grave è stata terrificante, una morte vivente. In una certa fase avevo persino i deliri paranoici: ero convinta che mi volessero uccidere e le rare volte che riuscivo, con uno sforzo sovrumano, ad alzarmi dal letto e uscire - ho passato mesi, non so più neppure quanti, barricata in casa al buio - di punto in bianco vedevo passanti assumere lineamenti mostruosi ed esibire ghigni satanici e allora tornavo a rinchiudermi nel bozzolo, terrorizzata. 

All'epoca abitavo a ******. Un giorno ho alzato lo sguardo e ho visto in lontananza le colline coperte di alberi fioriti. Ho visto - è stata proprio una istantanea mentale chiarissima - i miei piedi calzati di scarponi da montagna camminare nella natura, un passo dopo l'altro. 

È stata un'indicazione chiarissima e l'ho ascoltata, anche se ero più morta che viva e - ripeto - completamente sola. Ho preso la mia cagnolina, unico essere vivente con cui avessi mantenuto dei rapporti in quel deserto, sono salita in macchina e ho cominciato a camminare sulle colline ******: un po' troppo antropizzate per i miei gusti, ma era quello che offriva il convento e non ero in condizioni di sottilizzare troppo. 

Camminavo anche dieci ore di seguito, a passo lento ma continuo. Dopo un certo tempo, quasi da un giorno all'altro, mi sono accorta di essere guarita, e benché da allora la mia esistenza sia entrata in una lunghissima fase di fortissime turbolenze, che perdura tuttora, di depressioni non ne ho più avute e credo che non ne avrò più, perché ho deciso che avrei fatto di tutto per non ricaderci. Ho intrapreso un profondo lavoro su di me, che a poco a poco mi sta trasformando in una persona nuova, libera dai condizionamenti causati dalla sofferenza che mi portavo addosso dalla più tenera infanzia. 

Sei anni però sono stati eterni. Mi ci sarebbe voluto accanto uno come lei, ma quella volta della correlazione tra alimentazione, igiene di vita e malattia mentale non sapevo assolutamente niente. Ecco perché, adesso  che per fortuna la conosco, le scrivo per un'altra questione. 

Mi è stato diagnosticato il diabete di tipo 2 e prescritta Metformina, ma anche stavolta il mio scetticismo nei confronti dei farmaci mi ha impedito di assumerla. Di conseguenza anche il mio attuale diabete, come la depressione di allora, è scompensato e non trattato. So che, contrariamente a quanto viene fatto credere, si tratta di una malattia reversibile e sono disposta, anzi, desiderosa di apportare qualunque cambiamento per riuscirci, e a vita. 

Accanto alla depurazione mentale e spirituale che ho intrapreso e che sta dando grandi frutti, sento la necessità di una depurazione totale anche sul piano fisico, ma non so da che parte cominciare. Non mi mancano le conoscenze teoriche (leggo moltissimo, anche di alimentazione e igiene naturali) ma da sola mi sento schiacciata e avverto l'assoluto bisogno di essere guidata dalla A alla Z in questo percorso di rinascita. Altrimenti non mi sento in grado di imboccarlo, ma non posso neppure continuare a rinviare la soluzione di un problema di salute che, per quanto quasi asintomaico, è comunque grave.

Perciò le chiedo se, come spero, il mio referente potrà essere lei, oppure, qualora non le fosse possibile, se mi può indicare qualcuno che mi possa seguire per tutto il tempo necessario, che immagino non sarà brevissimo.

Alla fine, per farle questa semplice domanda, sarebbe bastata una lettera molto più breve, ma ho voluto raccontarle gli antefatti per farle capire fino a che punto, con un'esperienza del genere alle spalle, ritengo prezioso il contributo di persone come lei e perché è a lei che sento di rivolgermi adesso.

Grazie di tutto e buona domenica.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

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Veniamo a noi.

Quante cose avrei da dirle...cominciamo.

Lo ha già ben capito lei... mente e corpo sono inscindibili, una influenza l'altro e viceversa.

Questo diabete di tipo 2 che "bussa alla sua porta" mi fa propendere per il fatto che il suo corpo fisico abbia DISTRUTTO (e stia continuando) per anni la sua salute mentale. Nel senso che, seppur i traumi e le avversità della vita abbiano una loro nefasta influenza sulla nostra salute fisica e mentale, non posso negare che in innumerevoli occasioni è la nostra parte organica a distruggere la nostra salute mentale; e per salute mentale intendo TUTTO il nostro range cognitivo ed emozionale.

Insomma...come ho detto prima, sono due cose che vanno di pari passo, ma il succo del discorso è che si può avere una vita tutto sommato tranquilla ma avere una salute mentale DISASTROSA solo ed esclusivamente per come nutriamo il nostro lato organico; e per nutriamo intendo qualunque cosa che ENTRI nel nostro corpo, dal cibo alle sigarette a TUTTE le sostanze.

Quindi, mi viene da associare le sue mostruose crisi depressive al limite del delirio con un gravissimo problema di glicemia, che può portare ad uscire letteralmente di testa.

Un sangue ULTRAGRASSO, perché, LO RICORDO A TUTTI, il diabete di tipo 2 non è causato dagli ZUCCHERI bensì da un sangue talmente grasso da non permettere il corretto funzionamento dell'insulina, che ha COMPROMESSO tutto il suo funzionamento organico ed emozionale.

Ora, che si siano altre cause alla base del suo pessimo stato di salute non ce ne frega niente.

Da qui dobbiamo partire.

Sono pronto NON a seguirla perché medico non sono e quindi non posso prendere in carico nessuno ma a DIRLE la mia idea ben precisa e poi lei, con l'autodeterminazione sanitaria che TUTTI abbiamo e che TUTTI dobbiamo pretendere, deciderà se quello che le dirò ha un senso.

Si comincia, ovviamente, da quello che mettiamo in bocca perché sono sicuro che lei in tutti questi anni abbia trattato il suo corpo come una latrina.

E una latrina, seppur circondata di persone e pensieri positivi, PUZZERA' sempre.

Avanti così
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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sabato 12 gennaio 2019

"VOGLIO SCALARE 15 ANNI DI PSICOFARMACI A MIO PADRE": PERCHE' SCAPPATE DAI MEDICI E VENITE DA PIETRO BISANTI?

LETTERA

Salve Pietro,
Intanto la ringrazio per essersi messo a disposizione costantemente.
Le scrivo per mio padre. Lui assume da 15 anni circa psicofarmaci: ansiolitici e antidepressivi. Non le sto a scrivere tutti i nomi perché in questi anni ne hai cambiati molti. 

Attualmente assume in ordine di quantità: Quetiapina , Pregabalin, Fluvoxamina.
Lui vorrebbe iniziare lo scalaggio. Vengo al punto: i farmaci gli sono stati prescritti in questo modo perché interagiscono l'uno con l'altro. E mantengono una sorta di "equilibrio". È meglio scalarli tutti contemporaneamente di un 10%, o scalare uno alla volta fino a toglierlo?

Glielo chiedo perché da ignorante mi verrebbe da pensare che se togliamo un farmaco, ma lasciando gli altri questa sorta di equilibrio viene a cascare. 
Grazie in anticipo
P.s: se le serve sapere i dosaggi specifici me lo faccia sapere.

Lettera firmata


RISPOSTA

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Veniamo a noi.

Darò una risposta completa alla sua domanda... ma prima voglio portarla a RAGIONARE.

A che diamine serve scalare i farmaci, che per anni sono stati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE uno stroncasintomo se non si agisce sulle MOTIVAZIONI per cui si è deciso di assumerli?

Qui ci troviamo davanti a un DOPPIO problema medico-indotto: da un lato, nessuno ha mai sradicato le cause (siano essere alimentari/emozionali/ambientali o tutte e tre) alla base della sintomatologia in atto; dall'altro, il corpo si trova ora PESANTEMENTE intossicato ed assuefatto a delle sostanze che sono PEGGIO delle droghe da strada.

Pensare di scalare i farmaci SENZA cambiare stile di vita, alimentare in primis, è a mio avviso un SUICIDIO.

La mia idea, da NON medico, rimane la stessa: scalaggio del 10% al mese un farmaco alla volta.

Il suo discorso sull'"equilibrio" ha sicuramente un suo senso. Il problema è che scalare più farmaci contemporaneamente mette il corpo veramente a dura prova nel ritrovare un equilibrio.

Questo per dirle che NESSUNO ha la formula magica... quando si comincia questa merda, ognuno reagisce in maniera diversa alla sua dismissione.

Rimango quindi dell'idea che scalare un farmaco per volta sia la soluzione giusta, anche perché la lentezza permette al corpo di adeguarsi alla nuova situazione e di ricominciare a camminare con le "sue gambe".

Questo da quello che ho personalmente visto dalla mia esperienza personale come igienista, poi ognuno DEVE assumersi le proprie responsabilità, smettendo di delegare la propria salute al prossimo per poi finire ridotti così.

Ma, le ricordo ANCORA UNA VOLTA: senza cambiamento di stile di vita, il mio consiglio è di tenersi A VITA i farmaci.

Legga immediatamente il mio libro: "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" e questo link http://pietrobisanti.blogspot.com/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html.

Senza dimenticare, per ultimo, il GRANDISSIMO periodo di assunzione. Io "sacrificherei" tre anni della mia vita per uno scalaggio FATTO BENE unito a un PERFETTO stile di vita.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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mercoledì 2 gennaio 2019

PIETRO BISANTI SBARCA IN SARDEGNA. ED E' UN SUCCESSO

LETTERA

SUPER BUONDI' SUPER PIETRO!
Sono Cristina dell'Istituto di Scienze Olistiche Cagliari (la più "secca" del gruppo che hai conosciuto!!!!).. domenica non ho fatto in tempo a salutarti mentre rimuovevamo lo stand per questo ci tenevo a farlo e ti scrivo dunque (non ho mai avuto Facebook né WhatsApp per scelta e intenzionalmente scelgo le vie più lunghe) qui.
GRAZIE infinite per quello che fai e per come lo fai. In molti siamo rimasti colpiti dall'energia, dall'amore, dall'integrità, dal coraggio che rifletti. Personalmente, lavorando con le disabilità incontro spesso giovani sedati; è una scelta dei genitori che mira ad una migliore gestione per se stessi e non certo per benefici al figlio!
Mi auguro che possa tornare presto in terra sarda!!!! CON GRATITUDINE E AMMIRAZIONE, splendida giornata, Cristina.


RISPOSTA

Che dirti Cristina? Abbiamo tutti un tempo limitato su questa Terra.

La maggior parte di noi sopravvive, vivendo da pavidi, vigliacchi, leccaculo, opportunisti, carrieristi di merda venduti al potere (con la "p" rigorosamente minuscola).

Io, con tutti i miei difetti, cerco ogni giorno di migliorarmi, portando le persone a responsabilizzare se stesse, perché ognuno di NOI è artefice della PROPRIA vita.

Sicuramente ci rivedremo.

Ti abbraccio forte,

Pietro

PS: un grazie VERO va ad Antonio Pala, per avermi invitato, per aver creduto in me e per essere quello che è: un uomo INTEGRO.

Avanti così






martedì 1 gennaio 2019

DALLO STRESS PER LA MATURITA' AD OTTO ANNI DI FARMACI E RICOVERI. FACCIAMO CHIAREZZA

LETTERA

Ciao Pietro,
Mi chiamo ****** e ho 27 anni. 
Ti racconto brevemente la mia storia. 
Nel 2010 sono stato ricoverato in psichiatria per uno stato confusionale dovuto allo stress della maturità. 
Mi hanno diagnosticato il disturbo bipolare che ho sempre negato di avere. 
Dal 2010 ad oggi sto lottando con questa etichetta che mi hanno messo con diversi psicofarmaci. 
Dal 2010 ho avuto diversi ricoveri perché ho eliminato i farmaci di botto. 
L’ultimo ricovero è stato nel novembre del 2017. 

Da qualche mese a questa parte ho smesso di nuovo di prendere i farmaci. Questa volta molto lentamente, monitorando ogni giorno dal mio risveglio il mio umore e la mia salute. 
Ci tengo a dire che da due anni a questa parte sono diventato vegano e ho iniziato un percorso di dieta fruttariana. Ho conosciuto di persona anche Gabriele Ceracchini e gli altri membri del “movimento” igienista fruttariano. 

Ho scritto a lei questa e-mail perché ho sinceramente molta paura di riconfrontarmi con la mia famiglia che mi considera malato e mi obbliga a prendere i farmaci (che ribadisco non prendo da mesi). 

Ho tanta paura, perché a febbraio mi hanno prescritto di fare di nuovo le analisi del sangue per controllare i livelli dei farmaci. Io per cercare di nascondere tutto, sto pensando di fare gli esami e modificarli. Ma ho paura delle conseguenze. Ho paura che si scopra poi la verità e ho letto che modificare un documento come delle analisi cliniche, è un reato con a seguito un processo. 

Ho intenzione di rivolgermi a un avvocato, anche mio amico. Sono molto confuso e ho tanta paura di ritornare in ospedale e di morire là dentro. L’ultima volta mi hanno immobilizzato e mi hanno tenuto 2 settimane dentro all’ospedale di *******. 

Mangiavo frutta la prima settimana in ospedale che mi facevo portare dai miei genitori. Poi non so se per colpa dei medici, la frutta è iniziata a mancare e mi hanno praticamente obbligato a mangiare altro. Sono riuscito a mangiare vegano tutto il tempo del mio ricovero, ma ne sono uscito veramente male, anche se i miei continuano a dire che grazie a questi pezzi di merda ho ripreso a vivere. 
Ho bisogno di avere un suo consiglio vero. 
Le ho scritto anche su messenger. Siamo amici su Facebook. 
Mi dispiace di averti scritto nei giorni di festa. Proprio oggi ho visto i suoi video e i suoi post e mi sono rivolto a lei perciò. 
Ho scritto tutto di getto, ma la mia storia in breve è questa. 
Spero che leggerà questo messaggio. 
La ringrazio.
Un caro saluto. 
Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L'Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell'autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

Veniamo a noi.

Premettiamo questo, e cioè che faccio fatica a credere che si finisca in stato confusionale per lo stress da maturità.

Mi piacerebbe sapere, in quel periodo, come vivesse emozionalmente ma anche come si alimentasse, se fumasse, se si facesse la canne, quanti caffè bevesse e/o quante bevande energetiche...

Perché la testa svalvola quasi sempre per la spazzatura che ci buttiamo in bocca...

Al di là di tutto, ora lei ha le idee chiare, e cioè ha ben compreso che quello stesso sistema che avrebbe dovuto aiutarla in un momento di difficoltà le ha invece dato il colpo di grazia.

Come avrà letto, conosco un solo modo per uscirne, e cioè attraverso lo scalaggio lento e costante dei farmaci unito ad un IMPECCABILE stile di vita alimentare/emozionale/ambientale.

Lei lo sta facendo da quanto vedo (anche se non so come e quindi se correttamente); il problema ora sorge nel fatto che qualunque crisi da dismissione (che è una reazione BENEFICA e di aggiustamento del corpo) verrà vista da TUTTI come una ricaduta della sua inesistente malattia.

Questo per farle capire che DA SOLO non va da nessuna parte. Qui ci vuole un'assistenza legale che potrei darle personalmente unita a un percorso igienista e alla consapevolezza DA PARTE DELLA SUA FAMIGLIA che questo è il percorso giusto.

Sono pronto a parlarvi tutti insieme se sarò invitato in tal senso.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.


Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.