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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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martedì 28 maggio 2013

BUTTA I FIGLI DAL BALCONE: GRAZIE PSICOFARMACI

Tragedia della depressione a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove questa mattina una madre ha gettato i suoi due figli di sei e tre anni dal balcone della propria abitazione, al terzo piano. 

A dare l’allarme, chiamando la polizia e il 118, sono stati i vicini di casa. Precipitatisi sul posto gli agenti si sono sentiti dire dalla donna che “non ce la faceva più”, che non riusciva ad affrontare la vita di tutti giorni e i suoi problemi perché profondamente depressa.

I bambini, che dopo un volo di 8-9 metri si sono schiantati sul pavimento di un balcone al primo piano dello stabile, sono ora ricoverati in gravi condizioni; per entrambi la prognosi è riservata. Il figlio maggiore della donna ha subito un trauma cranico e si trova adesso all’ospedale di Legnano, la sorellina ha invece riportato un trauma addominale ed è stata ricoverata nel nosocomio di Busto Arsizio.

Secondo quanto ricostruito fin qui dalla polizia la madre, un’italiana, era da sola in casa con i figli quando si è consumato il dramma. Il marito era andato a fare la spesa. Conoscenti e vicini parlano ora di un fulmine a ciel sereno, di una famiglia all’apparenza tranquilla.
La donna è stata accompagnata in commissariato a Busto dove il suo racconto dei fatti e le sue condizioni psichiche sono state vagliate da chi indaga. Al pm che l’ha interrogata la madre avrebbe detto di essere terrorizzata per il futuro dei suoi figli. Secondo i primi accertamenti la donna era in cura con psicofarmaci e poco tempo fa era stata ricoverata per un mese. Ora è in stato di fermo, posta ai domiciliari in un ospedale psichiatrico.

Fonte www.crimeblog.it



COMMENTO

Non mi sembra ci sia molto da aggiungere.
Questa donna ha finito ormai la propria vita.
Gli psicofarmaci l'hanno a mio parere portata a compiere questo gesto, e gli psicofarmaci saranno parte della sua vita per sempre.
Probabilmente nessuno, ai primi segnali di "squilibrio", ha avuto il tempo o la voglia di prendersi cura di questo essere umano, scandagliando abitudini alimentari, di vita e spirituali per affrontare e sradicare la sintomatologia alla base.
Invece, si è deciso di sopprimerla con sostanze che mi fanno venire in mente le pozioni delle streghe nel Medioevo.
Arriverà un giorno in cui saliranno sul banco degli imputati i veri responsabili di questi allucinanti crimini: gli psicofarmaci.

IO SONO UN PSICHIATRA E HO SEMPRE RAGIONE: ZITTO, ALTRIMENTI TI IMBOTTISCO.

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "DEGLI PSICOFARMACI SI PUO' SOLO PARLARE MALE":

CONCORDO con GALA anche io sono un operatore in una psichiatria e posso dire che ruota solo attorno ai farmaci sempre e comunque..O prendi i farmaci o li prendi lo stesso anche CRIPTATI a a tua insaputa..
 
È così, perché la legge da una importanza massima allo psichiatra, che se fa un TSO O ASO il sindaco lo firma e basta e si procede al ricovero coatto ..

Da lì in poi anche le famiglie sono convinte che ogni volta che il loro congiunto sara' nervoso o altro la soluzione unica sara' la spdc e prendere medicine sempre a vita natural durante.
 
Anche negli spdc piu' umani, si vietano comunque diritti elementari,  ricevere o fare telefonate,  uscire dal reparto da soli anche in regime di TSV ricovero volontario..ed altre cavolate inutili.
 
Il paziente bravo e' quello che prende i farmaci e non rompe i corbelli ai medici o al personale

Poi imbottito di medicine, chi lavorava come fa a lavorare di nuovo? Chi faceva sport come fa a praticarlo con sonnolenze e venti, trenta chili in piu' addosso minimo??...
 
Ai tossici non si permette la droga giustamente, ma si da la droga legale, metadone e psicofarmaci a bizzeffe perché sono si dice "doppia diagnosi" drogati o ex drogati e malati di mente..
 
Le case famiglia appena un paziente non prende la terapia o si arrabbia te lo rispedisce in psichiatria e quando si sarà calmato lo riprendono piu' rimbombato di medicine di prima.
 
La psichiatria è un fallimento totale perché le medicine non curano nulla ma bloccano taluni sintomi in maniera devastante..niente piu' sport, sessualita'..fame da lupi e obesi..
 
Se prendete una ragazza/o normale di peso e fisico dopo anni di medicine fisicamente non la riconoscete piu' ..devastata fisicamente obesa e sformata
 
È un fallimento totale perché è una pseudoscienza che funziona in base a chi vede il malato, uno psichiatra dice una cosa un altro ne dice un'altra e si va per tentativi sempre farmacologici e basta..
 
Nessuna tac, radiografia, esame ematico dice se lo psichiatra ha ragione. Nessun esame prova, nulla di nulla di nulla, solo quanti farmaci hai nel corpo misurano..

Ritornano a casa e poi ritornano in psichiatria a vita..solo pochi fortunati ne escono ma sono veramente pochi..

Quando uno e' incazzato perché ricoverato ha sempre torto !!
Il medico prerisce farlo sedare che parlarci..tanto sa già che la ragione è sua perché medico laureato..

CHE SCIENZA È QUESTA ??...

F.to uno qualsiasi 



RISPOSTA
Buonasera "uno qualsiasi",
e grazie della sua testimonianza.
Senza se, senza ma, senza girarci intorno, senza mezze parole.
Quello che sta accadendo a milioni di esseri umani come noi è forse il più grande crimine contro l'umanità mai perpetrato fin d'ora.
Come Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri ho il dovere di proteggere i miei concittadini contro un sistema malato e marcio, dove si sono persi di vista il vero valore e l'integrità di ogni essere umano in quanto tale.
Ho bisogno di testimonianze, tutte quelle che potete (email pbisant@hotmail.com).
A fine giugno uscirà il mio libro "LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE", dove si evidenzierà il fallimento totale di praticamente tutta la medicina allopatica, e della psichiatria in particolare.
La mia battaglia è informarvi, aprirvi gli occhi, in modo tale da poter fare delle scelte consapevoli.
Basta morti, basta vite rovinate. È ora di reagire. Adesso.





venerdì 24 maggio 2013

ANSIA E DEPRESSIONE COME CONSEGUENZA DI IPERTROFIA PROSTATICA

LETTERA

Per via di un'ipertrofia prostatica che non mi fa fatto dormire la notte e mi dava ansia per i continui stimoli diurni e notturni sono arrivato ad accumulare un'ansia che mi ha portato insonnia e depressione che sto curando con l'urologo (avodart e un integratore) e con lo psichiatra (remeron che è un antidepressivo e gocce di en).
Ho fatto psicoterapia e adesso sto facendo ipnosi. Erano 25 anni che non vedevo medici e medicine e farmacie, sportivo, nuotatore, corridore e praticante di yoga; ho cercato di fare attenzione anche all'alimentazione evitando le proteine animali. Vorrei eliminare tutti i farmaci e ritornare "puro" nel sangue e nell'anima come ero in prevalenza prima. Ho 59 anni e sono single. 
Lo psicoterapeuta mi ha detto una frase che mi ha colpito: la mia prostata è incazzata! Sarà che da tempo dopo una tormentata relazione non ho più avvicinato donne per provare sensazioni e sentimenti offuscati dalla mia eccessiva razionalità e dall'illusione che l'attività sportiva mi avrebbe preservato dai disturbi della prostata da cui poi sono seguiti i disturbi di ansia, insonnia e depressione. Vi ringrazio di un vostro parere  e come uscire da questi veleni
Bruno



RISPOSTA
Buonasera Bruno,
e grazie della sua mail.
Come dico sempre, non sono un dottore, non curo nessuno, non faccio diagnosi, non prescrivo nulla e ben me ne guardo dal farlo.
Questo non impedisce di esprimere un mio parere, e anche questa volta sarò duro, molto duro.
Non riesco infatti a stare zitto davanti all'annientamento dell'essere umano che la medicina allopatica e in generale la moderna psichiatria compiono giornalmente nei confronti di inermi esseri umani che a loro, volontariamente o no, si affidano.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Rispedirei immediatamente sui banchi di scuola il suo urologo, per primo, seguito dal suo psichiatra, ai quali comincerei ad insegnare che utilizzare farmaci per sopprimere i sintomi senza eradicare a monte le cause è la follia più grande che un medico possa compiere.
La prostata è una ghiandola con moltissime funzioni importanti, e il suo ingrossamento è sempre e comunque la diretta conseguenza, data anche la sua posizione vicino al colon, della tossemia interna dell'organismo, quasi sempre riconducibile allo stile di vita, e quindi in primis all'alimentazione.
La sua infiammazione, il suo conseguente ingrossamento (che va a premere contro la vescica, causando la sintomatologia da Lei evidenziata) non sono altro che sintomi, paradossalmente salvavita, in quanto qualunque infiammazione, alterazione, ingrossamento non sono altro che lo sforzo che l'organismo fa per "contenere i danni".
E il suo medico, al posto di dirle di fare una netta inversione di rotta, ha preferito somministrarle farmaci dannosi e integratori inutili, che non hanno fatto altro che "traghettarla" verso lo psichiatra, il quale, a sua volta, ha soppresso i sintomi con bombe chimiche quali il Remeron e l'EN.

L'attività fisica non è purtroppo sufficiente a contenere i danni, e seppure ha evitato le proteine animali, è verosimile che la prostata si sia ingrossata comunque a causa delle sue abitudini alimentari scorrette.

Infatti, anche i cereali sono un cibo altamente infiammatorio e dovrebbero essere usati con assoluta parsimonia (eliminando per sempre quelli contenenti glutine).
Per non parlare del cibo cotto: bisogna sempre e comunque viaggiare su una percentuale di cibo crudo intorno al 70-80% per poter avere dei veri benefici per la propria salute.

Comunque, il corpo umano è una macchina potente, pronta a riprendersi allorquando gliene venga data la possibilità.
Il primo consiglio che le posso dare è di fermarsi, senza panico, a ragionare.
E la domanda sorge spontanea: "A che diamine serve fare psicoterapia e ipnosi, e sentirsi dire, sborsando centinaia di euro, cosa che Lei sa già, e cioè che il problema è la sua prostata?".
Siamo alla follia.

Tutti sul lettino dello psicologo, anche per evidenti e innegabili problemi di tipo organico.
Il secondo consiglio che posso darle è questo.
Vuole tornare "pulito", ma ora ha due problemi: il primo, che sta assumendo farmaci che sono assolutamente difficili da scalare, e il secondo che le motivazioni che hanno causato la sua sintomatologia non sono state eradicate, e sono lì pronte a riaffiorare.
Quindi, come dice il grande Valdo Vaccaro, si chiude piano piano il rubinetto dei veleni (scalando i farmaci, e facendo molta attenzione per gli effetti di rimbalzo degli psicofarmaci, che possono essere veramente infernali) e piano piano si apre quello dell'acqua biologica della frutta e del succo clorifilliano della verdura.
Lei ha bisogno di cibo vero, al suo stato naturale.
Quindi tutto crudo.
Via tutto quello che a prima vista non è un cibo, via tutto quello che è confezionato, cotto, pastorizzato, via tutti gli zuccheri artificiali, via le cole, thè, caffè.
Accurata visita odontoiatrica per escludere intossicazioni da amalgame in mercurio o sacche di batteri a causa di cavità non ben trattate o denti devitalizzati ormai morti.
La prostata infiammata è direttamente ricollegabile all'acidificazione dell'organismo, quindi, al mattino, abbondanti spremute di agrumi, e soprattutto di pompelmi, per le loro qualità antiinfiammatorie.
E una volta fuori da questo tunnel, sarà Lei a decidere se vuole andare con una, 100, 1000 donne, oppure vivere casto per sempre.
Ma sarà una scelta sua, non farmaco-indotta.

giovedì 23 maggio 2013

NEUROPATIA DIABETICA: E TI RIFILO SUBITO IL DENIBAN

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "PSICOFARMACI: QUANTI PESCI CADUTI NELLA RETE DEL DENIBAN":

Grazie sig. Pietro Bisanti, condivido in pieno, sono ignorante in medicina, ma ho sempre odiato gli psicofarmaci, anche quando verso i 30 anni ho avuto una forte depressione, con la forza del Signore e la mia volontà ne sono uscita fuori, ma ora sono andata a fare una visita neurologica perché ho dei sintomi poco chiari, come dei crampi sotto al dito medio e una piccola parestesia alle dita dei piedi, e la dottoressa mi ha prescritto il denibon, e non deniban, ma prima di comprarlo, ho voluto capire di che cosa si trattava, e meno male, perché altrimenti buttavo 14 euro, mentre ne potrò fare un uso migliore. Dirò al medico che lo sto prendendo!!!!!!!!! Grazie Maria.

ULTERIORE COMMENTO

Gent. Sig. Pietro Bisanti, non so se lei è medico, ma approfondendo un po' il perché il medico mi avesse prescritto il farmaco denibon o deniban, è perché soffro di diabete, e di conseguenza, mi ha diagnosticato una neuropatia diabetica, che ho letto che purtroppo va curata solo con gli antidepressivi. COSA DEVO FARE???? La ringrazio se mi risponde.
 


RISPOSTA

Buonasera sig.ra Maria,
e grazie per il suo intervento.
Non sono medico, non faccio diagnosi, non prescrivo farmaci e ben me ne guardo dal farlo.
Al tempo stesso non serve una laurea per capire quello che è ovvio, e quanto viene pubblicato in questo blog è semplicemente ciò che si vedrebbe se si avesse la voglia di andare un po' più in là del proprio naso.
Veniamo a noi.

Come dico sempre, via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Mi scuso anzitutto con chi è ancora in attesa di una risposta: questo blog è nato in sordina, ma si espande ogni giorno di più (segno che l'argomento psichiatria e psicofarmaci è attualissimo e sentito) e non sempre riesco a rispondere a tutti in un lasso di tempo decente.

Le dico, a mio umile parere, cosa Le è successo.
La famosa dieta mediterranea, con la sua carne, il suo pesce, i suoi latticini, i suoi carboidrati raffinati non ha fatto altro che farla diventare diabetica, e su questo è in buona compagnia, con milioni di persone nel mondo sofferenti come Lei.

Il medico che l'ha "curata" non ha fatto altro che darle o una pastiglia o l'insulina (a seconda del tipo di diabete diagnosticato), avvertendola di stare lontana dagli zuccheri (anche da quelli naturali della frutta, come se lo zucchero bianco e il fruttosio di una mela fossero la stessa cosa), e di mangiare abbondanti proteine animali, che a suo dire non interferiscono con la glicemia.

In più le ha detto che la "cura" sarebbe stata a vita, dato che dal diabete non si guarisce.
Tutte palle.
Dal diabete si guarisce eccome, basta andare al di là del proprio naso e vedere cosa fanno in alcune cliniche statunitensi, dove prendono la gente e la mettono a dieta 100% crudista, eliminando gradualmente i farmaci e riempiendo la gente di frutta e verdura.

E perseverando nel suo stile di vita sbagliato, unito ai farmaci tossici o all'insulina artificiale che le hanno prescritto, ecco che arrivano tutte le complicanze, compresa la neuropatia.
E tutto questo le è accaduto non perché si è abbuffata di frutta e verdura, non perché era geneticamente e inevitabilmente portata ad ammalarsi, ma perché le proteine animali le hanno ridotto il sangue alla stregua del catrame, e quindi il pancreas, vedendo che l'insulina prodotta non riusciva ad arrivare dove doveva, semplicemente smetteva di produrla, andando a riversare gli zuccheri in eccesso nelle urine.

E quindi chi l'ha avuta in cura avrebbe dovuto semplicemente capire le vere cause del suo diabete, e non semplicemente ammazzarne i sintomi.
E ora che la loro cura fallimentare l'ha devastata, vogliono devastarla ancora di più dandole uno psicofarmaco che agisce sui recettori della dopamina come fa la cocaina?

Questa è la vera follia. 

Ha fatto bene a ribellarsi, e non deve nasconderlo al medico.
Deve andare dal suo medico e chiedergli: "Dottore, perché continuiamo a sopprimere i sintomi senza eradicarne le cause?"

Ora, legga questo blog dall'inizio alla fine, e da domani, se vuole veramente riconquistare la propria salute, cominci ad alimentarsi secondo il nostro disegno divino, e cioè quello vegano, nel suo caso il più crudista possibile.
Non lo dico io, umile gestore di questo blog, ma migliaia di persone che sono guarite, che hanno eliminato farmaci e addirittura l'insulina.
Ma la cosa più spaventosa è che il medico che le ha prescritto il Deniban non si è reso minimamente conto di quello che le stava dando.
Della potenza di questo farmaco.
Della infernale difficoltà nel dismetterlo.
Nel fatto che diventa un altro ammazza-sintomo e non una risoluzione.

Le cose devono cambiare. Ma ognuno deve prendere in mano la propria salute. Ora.

 

CHI NON SI IMPASTICCA È TROPPO ESTREMISTA

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "SCALAGGIO PSICOFARMACI: BENVENUTI ALL'INFERNO.":

Scusa Pietro, a questo punto vorrei intervenire perché mi sembra che tu sia troppo estremista. Ma gli psicofarmaci, aiutano indubbiamente nei periodi di maggior crisi (hai presente, Pietro quando uno è sul punto di buttarsi dal balcone? Probabilmente non lo hai provato perché non parleresti così). Okay, certamente non vanno prescritti con tanta leggerezza. Okay, prima bisognerebbe indagare su cause organiche.

Ma a volte, sono necessari. Anche io ho avuto esperienze negativissime con la psichiatria e come Valentina sto diminuendo le benzodiazepine che prendo. E voglio dire a Valentina che non è un inferno, se lo fa nel modo giusto, cioè molto molto gradualmente. Io faccio così per il lorazepam che assumo da qualche anno e non ho avuto disagi, tremori. 
Quindi Valentina ti faccio gli auguri per la tua laurea e ti invito a non ascoltare chi è troppo estremista. Pietro, ero arrivata sul Suo blog perchè mi pareva interessante, ma la Sua rigidità è veramente sconcertante.

Sara



RISPOSTA


Buonasera Sara,
e grazie per essere nuovamente intervenuta.
Nella vita non le mando a dire: dico in faccia sempre quello che penso.

E le dico che se una persona si stesse buttando dal balcone, bisognerebbe intervenire non  trasportandola in psichiatria per essere bombardata di farmaci, bensì anche con una contenzione se serve, senza farmaci, al solo fine di salvaguardare la sicurezza della persona e degli altri.

Per poi investigare a fondo le cause organiche/psicologiche/ambientali che hanno portato quella persona ad agire in quel modo.
L'essere umano ha bisogno di amore e cibo adatto al proprio disegno divino, e non siringoni fatti di pozioni dal sapore medievale.

martedì 21 maggio 2013

DEGLI PSICOFARMACI SI PUO' SOLO PARLARE MALE

Gala ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "I CARABINIERI E LA PSICHIATRIA":

La soluzione è così semplice, ma nessuno sembra volerla afferrare. non la afferrano perché riempire di m..... milioni di persone nel mondo è un affare colossale. Possiamo tentare di diffondere la "buona novella", che c'è una salvezza, ma è molto difficile che ci ascoltino. Noi comunque è un bene che tu continui a dire la verità....anche perché magna est vis veritatis et praevalebit (si spera che gli antichi avessero ragione). Grandiosi i tuoi post e pure molto coraggiosi, visto la posta in gioco non ti vorranno molto bene gli informatori scientifici ...


Postato da gala in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 19 maggio 2013 21:51



RISPOSTA

Ciao Gala, e grazie a te per i grandiosi complimenti, che fanno sempre piacere.
Questo blog nato dal nulla sta piano piano diventando un punto di riferimento per chi ha capito quali danni facciano gli psicofarmaci e di cosa il nostro corpo e la nostra anima abbiano realmente bisogno.
Io ci metto faccia, nome e cognome, e quando si dice la verità, in funzione di aiutare il prossimo, non bisogna temere nulla.
Ma non voglio combattere questa battaglia da solo: chiunque voglia contribuire raccontando la propria esperienza può scrivere a pbisant@hotmail.com: nessuna guerra si è mai vinta da soli, l'unione fa la forza.

FIBROMIALGIA, STANCHEZZA CRONICA, TIROIDITE DI HASHIMOTO E GLAUCOMA

Buonasera signor Pietro, sono una, diciamo ragazza di 51 anni. Mi è stata diagnosticato un disturbo bipolare, ho la fibromialgia\stanchezza cronica, la tiroidite di Hashimoto, il glaucoma e qualche altra cosa.
La psichiatra mi ha consigliato di prendere il lito ed io sono ingrassata diversi kg, sono andata da un medico omeopata, adesso sto prendendo il litio in oligoelemento.

Sono completamente d'accordo con Lei a proposito degli psicofarmaci. Io ne ho presi per un periodo in dose minore di quella prescritta ed ero una zombie, non provavo più emozioni, andavo a rilento.
Invece il litio mi ha fatto molto bene.
Sono per natura una persona molto tranquilla, ma ho avuto un'infanzia molto infelice, ho sempre dovuto contare su me stessa. Adesso ha una bella famiglia, sono amata da mio marito e dalle mie figlie. Purtroppo quello che ho passato da piccola riemerge sempre. Inoltre con una delle figlie ho avuto dei periodi di notevole stress, nonostante che l'abbia portata x tre volte  a fare dei controlli per capire se avesse problemi di apprendimento mi sono sentita dire che ero io la nevrotica.  Non le dico la sofferenza di mia figlia e la mia. Poi a 18 anni senza alcuna speranza è arrivata la diagnosi di dislessia.
A scuola come l'hanno presa? Non volevano accordarle i provvedimenti che spettano ai ragazzi con DSA.
I problemi non sono finiti perchè questa ragazza ha avuto dei problemi depressivi e adesso sta molto meglio. Quindi può capire lo stress elevato che questo mi ha sottoposto. Le tralascio anche suocera con Alzheimer e suocero pluri90enne da accudire.
Sono credente e la fede devo dire mi aiuta moltissimo. Inoltre cerco di pensare anche agli altri e questo mi reca felicità.
Ho fatto anche psicoterapia, mi ha aiutata sotto molti punti di vista. Adesso sto cercando di cambiare alcune mie lacune e vorrei migliorare la mia vita. 
Aspetto di ricevere la Sua newsletter, buona serata
Alessandra



RISPOSTA

Buonasera Alessandra,
è quasi mezzanotte, ho avuto una giornata pesantissima, ma non posso non dedicarle lo spazio che merita.
Sa subito cosa mi viene in mente?
Che la fibromialgia, la stanchezza cronica, la tiroidite di Hashimoto, il glaucoma e il disturbo bipolare siano tutti figli della stessa madre, e cioè della tossemia interna dell'organismo.
Non voglio neanche immaginare quanti farmaci le abbiano propinato, senza contare il litio, un minerale tossico, che a nulla serve e tanti danni provoca (basti pensare alle continue analisi di funzionalità epatica a cui si viene sottoposti quando lo si prende).
Lei dice che il litio le ha fatto bene.
Non ci credo.
Credo che le abbia fatto apparentemente bene, andando a sopprimere una sintomatologia in atto senza eradicarne le cause.
Come avrà modo di leggere in questo blog, il concetto che si esprime è che il nostro corpo è nato per funzionare bene, senza supplementi inorganici, senza farmaci chimici e che tutte le manifestazioni che accadono sono sintomatologie che vanno comprese, ascoltate e indirizzate, e non soppresse a suon di cannonate farmacologiche et simili.
Quindi, se vuole veramente dare una svolta alla sua vita, niente può prescindere dallo smettere di ingozzarsi di cadaveri marini e terrestri, del latte di altre specie, e di tutti i cibi sbagliati che introduciamo tre volte al giorno nel nostro corpo.
Non ho dubbio alcuno che il fattore alimentare abbia un rilievo enorme nella "cura" del disturbo bipolare: basti pensare alla continua stimolazione che danno gli zuccheri artificiali, capaci di farti passare dall'euforia alla depressione in un battito di ciglia.
Legga attentamente questo blog, e indirizzi anche sua figlia verso uno stile di vita e alimentare finalmente consono al nostro disegno.
Non credo in Dio in quanto tale: credo nella Natura, nel bene, nell'amore e nel rispetto reciproco.
Ma credo anche nel libero arbitrio, nel fatto che siamo fatti anche di carne e sangue, che devono essere alimentati nel modo giusto per funzionare.
Per qualunque approfondimento vorrà chiedermi, sono a sua disposizione, e sono io che ringrazio Lei per leggermi.
 

MORBO DI CHRON E SCHIZOFRENIA: IL DEMONIACO ZYPREXA COLPISCE ANCORA

LETTERA


Salve signor Pietro, ho mio fratello che è stato operato per morbo di Chron all'ileo e da quattro anni prende psicofarmaci per la schizofrenia. Vorremmo sapere se c'è una relazione tra morbo di Chron e schizofrenia e se in Italia c'è qualche medico che ci aiuta nella dismissione. Dall'improvvisa interruzione dello Zyprexa "2,5 mg", ha presentato crisi neurologiche come distonia, crisi oculogire e scariche elettriche, ma soprattutto aggressività. La situazione è drammatica perché qui in Italia non vediamo strutture che ci appoggiano in questa lotta così impari, così pure avendo capito la dannosità di queste droghe ci troviamo soli contro il sistema psichiatrico.

 Grazie per la gentile collaborazione. F.to Daniel F.



RISPOSTA


Buongiorno sig. Daniele,
grazie anzitutto per sua testimonianza, preziosa più che mai.
Non sono medico, non curo nessuno, non faccio diagnosi e ben me ne guardo dal farlo, ma la mia ormai ventennale esperienza in qualità di operatore di polizia mi permette di poter guardare le cose da un angolo diverso.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Lei mi chiede se possa esserci una correlazione tra il morbo di Chron e lo stato schizofrenico in cui è piombato suo fratello.
Facciamo un passo indietro, e vediamo anzitutto cosa è esattamente il morbo di Chron.
Esso è una infiammazione cronica del tratto gastrointestinale, dalla bocca all'ano.
Solitamente, come nel suo caso, colpisce il tratto intestinale denominato "ileo".
La farlocca medicina allopatica la definisce malattia "autoimmune", dove il sistema immunitario, impazzito, in pratica aggredisce se stesso.
E come soluzioni, prevede terapia farmacologica a base di bombe chimiche come gli antibiotici a largo spettro , i farmaci anti-infiammatori e i corticosteroidi.
E terapia chirurgica di resezione della parte "malata" allorquando non si abbia una soddisfacente risposta farmacologica.
Si parla anche di predisposizione genetica, quando invece gli ultimi studi in merito stanno finalmente facendo capire al mondo intero che i nostri geni sono in continua mutazione in relazione alle nostre abitudini di vita e all'ambiente circostante.
Se i medici, una volta e per tutte, cominciassero a vedere il paziente non come un essere fatto di mattoncini tutti diversi (vds. il mio articolo "NON SIAMO I MATTONCINI DELLA LEGO"), ma come un insieme di organi, tessuti, sangue, anima ed emozioni che lavorano tutti in maniera sinergica, finalmente usciremmo dal Medioevo.
Le dico la mia opinione sig. Daniele.
Il morbo di Chron, come qualsiasi altra infiammazione, è semplicemente un sintomo, e nulla di buono si può fare andando a sopprimerlo prima con farmaci potentissimi, per poi rimuoverlo con un'operazione chirurgica che è andata ad asportare una parte importantissima del nostro corpo.
I sintomi vanno capiti, ascoltati, indirizzati, per poi curare le vere cause a monte.
Invece la medicina allopatica ha rovinato suo fratello, menomandolo prima, e imbottendolo dopo con un farmaco potente come lo Zyprexa.
Rispondendo alla sua domanda: certo che c'è una correlazione tra il morbo di Chron e la schizofrenia di suo fratello.
Sappia che nell'intestino ci giochiamo tutta la nostra salute, compreso il nostro buonumore e la nostra sanità mentale.
I neurotrasmettitori che ci permettono di essere calmi, riflessivi, di emozionarci, di vivere sereni, di addormentarci si formano tutti a livello intestinale.
E quando l'intestino non va, la testa lo segue.
Cosa fare ora?
Il morbo di Chron e la conseguente schizofrenia devono essere affrontati anzitutto fornendo finalmente al proprio corpo tutti gli elementi nutritivi di cui disperatamente necessita.
Suo fratello si è ridotto così non certo ingozzandosi di frutta e verdura, bensì di proteine animali e latticini (e su questo persino i medici sono d'accordo).
Quindi, si armi di pazienza, e legga questo blog attentamente.
Eliminare tutti i cibi commerciali, thè, caffè, zuccheri artificiali, tutto quello che non assomiglia a un cibo non va consumato.
Via le proteine animali e i latticini.
Via per ora anche i cereali, che in una situazione così compromessa sono assolutamente da sconsigliare.
Come dice il grande Valdo Vaccaro, chiudere il rubinetto dei veleni, scalando i farmaci in maniera assolutamente lenta e attenta, e aprire il rubinetto dell'acqua biologica della frutta e del succo clorofilliano delle verdure crude.
Come ha scritto nella sua lettera, suo fratello ha manifestato grossi problemi durante l'iniziale scalaggio.
Purtroppo in Italia siamo ancora molto indietro per quanto riguarda centri ad hoc per assistere nella dismissione da psicofarmaci, e spero un giorno di poter raggiungere l'obiettivo di aprire una struttura proprio con queste finalità (e chiunque leggesse queste righe e avesse proposte in merito, è invitato a contattarmi).
Quindi, bisogna evitare che lo scalaggio diventi un'altra scusa che i medici possono addurre per imbottire ancora di più suo fratello.
Scandagli Internet, faccia una ricerca completa, e se serve provi a vedere anche all'estero.
Chiunque legga questo blog, e ha suggerimenti in merito mi contatti.
Il corpo umano è una macchina meravigliosa e potente, e anche se i medici hanno rovinato suo fratello, non tutto è perduto.
Nulla però può prescindere, come detto, da un graduale passaggio a un'alimentazione vegana, il più crudista possibile.
L'infiammazione intestinale è infatti il risultato di anni e anni di cibi errati, di disbiosi, di proliferazione incontrollata di batteri che vivono senza ossigeno, a causa delle continue putrefazioni ch gli alimenti di origine animale causano.
Aggiungerei anche che i cereali, soprattutto quelli contenenti glutine, sono un'altra categoria di cibi inadatti per l'uomo, e vanno consumati con estrema moderazione, ed eliminati totalmente quando ci si accorge di non riuscire a sopportarli.
La rabbia che provo per questa situazione è il continuo non capire da parte dei medici chei l morbo di Chron è un sintomo, che soppresso ha scatenato a sua volta la schizofrenia.
Suo fratello non è pazzo. I pazzi non esistono.
Il problema è molto più basso, nell'intestino e non nella testa.


 

lunedì 20 maggio 2013

PSYCHIATRIC PATIENTS: AN INDELIBLE LABEL


COMMENT ON ARTICLE: "PSYCHIATRY: YOU'RE NORMAL ONLY WHEN YOU'RE DEAD (NOT YET TRANSLATED INTO ENGLISH)."

Hello, I am a guy who has been diagnosed with a disease that does not really have, and they ruined my whole life ... without the right of reply, since the disease that have attributed to him is very serious (it is paranoid schizophrenia, second-degree epilepsy, which has never been shown, by any medical examination, but which was caused by  synthetic drugs intoxication, like MDMA and LSD to be clear). Many other quarrels were invented out of whole cloth. I no longer take medication (3 years) and I cared for and still continue to treat me with the help of dietary supplements and other natural cures. I'm fine ... but no one gives a shit about how he is. They just want to continue to invent that I am unaware of my disease! I can say that I personally in my life have seen many different situations and psychiatry still threatens me, now trying to force me to psychiatric visits that I do not show up to anymore .... since I do not have a real need!: They continue to rave that I do not realize ... but I need them. I just say one thing: I have an IQ above average and I do not suffer neither paranoia nor of other shi ... BBIIIPP like that! I suffer from having lost my dignity as a human being, to have a label stuck on me indelibly, not being able to ever take a qualifying asset, given my personal skills and my level of knowledge that often exceeds their graduates who are (in conspiracy ... the science of how to stick it in your butt!). The police often came to get me with their hands on the gun: though I never had any violent physical reaction, but I was beaten to death, without that being reported by the paramedics. Of course I have always rebelled verbally and continue to do so until they kill me! Better to die standing than live on my knees licking the hand that tortures you! I was stripped naked in public in the midst of the people of the emergency room to be able to have an injection of a psycho-drug brickbat super, super-powerful and super-dumbing! I was locked up in a psychiatric community, robbed by two lawyers without having any feedback, other than I was deprived of my money! I lived in a gated community and still live on my own, on condition of having to communicate all my address changing! Yet I have heard that they proposed 1 year and 8 months for two psychiatrists who killed a person in a psychiatric ward. One year and 8 months for a murder ... me feel sick! Justice is non-existent and ridiculous ... as well as money-driven! Yet this person who was killed was a person who was simply expressing their right to be able to continue to sell like his stuff in front of the City Council of a Sardinian city apparently, not a dangerous criminal! Not a serial killer! Yet I know of a person (and many others like them) that have been and are currently held in in horrific psychiatric hospitals for 20 or even 30 years just for a robbery of 2 dollars, miming with his hand in the pocket of jeans to have a gun ... obviously this person did not! How about the last  studie psychiatrists are carring out to approve MDAM- and LSD-related drugs (watch the movie "The Marketing of Madness", part one and part two on You Tube ... if you do not believe me! You will have the sickening feeling that should freeze the blood in the veins of any person yet still feel spart of the human species! Have a nice day.
F.to Anonymous
 
RESPONSE

Hello Anonymous,
and thank you for your testimony.
Throw away immediately the lobotomy, and see things for what they are.
In my upcoming book "MODERN PSICHIATRY VIEW WITH THE EYES OF A POLICE OFFICER", I devote a chapter about the indelible label that is glued to the unlucky person who finds themselves in need of psychiatric "help" (especially involuntary). 
Unprepared doctors, unprepared law enforcement, zero sensitivity, ignorance, all this goes on to form the mix that will make the experience for those who suffer terrifying, and certainly not allow a healing, now or ever.
The anger and pissed off that flow from this letter made me realize how modern psychiatry, for the vast majority, is plunged back into habits and customs worthy of the medieval period.
The psychiatric symptomatology is always a symptom, not to be quelled or crushed or suppressed, but it needs to be understood and addressed.
The psychiatric symptoms vanish as a any skin manifestation when the underlying causes, whether psychological, organic or environmental, or all three, are understood and identified.
As a skin cream does not make psoriasis go awayt, because it comes from within and not from outside, an injection of tranquilizers does not heal a "psychiatric patient."
I will not dwell further on the approach to mental illness that I specify in this blog: those who happened here for the first time, can read hundreds of articles available also by using the search engine.
Anonymous, go on like this, there will come a day when psychiatry, as it is being carried out today, , will be banned.
In the words of William Wallace in "Braveheart": they can take away everything, but our dignity.

MALATO PSICHIATRICO: UN'ETICHETTA INDELEBILE


Ciao, sono un ragazzo a cui è stata diagnosticata una malattia che realmente non ha, e a cui hanno rovinato la vita intera... senza il diritto di replica; dato che la patologia che gli hanno attribuito è molto grave (si tratta di schizofrenia paranoide, e epilessia di secondo grado, di cui non è mai stato ritrovato nessun focolare, dalle tac eseguite, e che invece era stato causato da intossicazione da droghe sintetiche tipo mdma e lsd per capirci). Molte altre beghe si sono inventati di sana pianta. Ormai non prendo più medicine da svariati anni (3) e mi sono curato e ancora continuo a curarmi con l 'aiuto di integratori alimentari e altre cure naturali. Sto benissimo... ma a nessuno gliene frega niente di come stia. Vogliono solo continuare a inventarsi che non mi rendo conto della mia patologia! Posso dire che io personalmente nella mia vita ne ho viste di tutti i colori e ancora la psichiatria mi minaccia adesso cercando di obbligarmi a visite psichiatriche a cui non mi presento più....dato che non ne ho la reale necessità!: continuano a vaneggiare che io non mi renda conto... ma ne abbia bisogno. Dico solo una cosa: ho un quoziente intellettivo superiore alla media e non soffro nè di paranoie nè di altre ca... BBIIIPP del genere! Se mai soffro del fatto di avere perso la mia dignità di essere umano, di avere appiccicata addosso un'etichetta indelebile, di non potere mai più intraprendere un'attività qualificante, date le mie doti personali e il mio livello di conoscenze che molto spesso supera il loro che sono laureati (in dietrologia... la scienza di come mettertelo dietro!). I carabinieri spesso mi venivano a prendere con le mani sulla pistola: benchè non abbia mai avuto una qualsiasi reazione violenta fisica; però sono stato picchiato a sangue, senza che la cosa venisse refertata dall'ambulanza sopraggiunta dopo i poliziotti. Certo verbalmente mi sono sempre ribellato e continuerò a farlo fino a che non mi uccidono! Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio leccando la mano di chi ti tortura! Sono stato denudato in pubblico in mezzo alla gente del pronto soccorso per potermi fare un'iniezione di uno psico-farmaco super stroncante, super- potente e super-rimbecillente! Sono stato rinchiuso in una comunità psichiatrica, derubato da due avvocati senza avere nessun riscontro, a parte quello di essere stato privato del mio denaro! Ho vissuto all'interno di una comunità protetta e tutt'ora vivo per conto mio, a condizione di dovere comunicare ogni mio variamento di residenza! Eppure ho sentito che hanno proposto 1 anno e 8 mesi per due psichiatri che hanno ucciso una persona in un reparto psichiatrico. Un anno e 8 mesi per un omicidio... mi viene il vomito! La giustizia è inesistente e ridicola... nonchè al soldo del denaro! Eppure questa persona che è stata uccisa era una persona che stava semplicemente manifestando il proprio diritto di potere continuare a vendere come ambulante davanti al comune di una città sarda a quanto pare, non un pericoloso criminale! Non un serial- killer! Eppure so di una persona (e di molte altre come questa) che sono state e che sono attualmente detenute in quegli orrori dell'inciviltà che osano chiamare ospedali psichiatrici giudiziari da 20 o anche 30 anni! Per avere rapinato un bar di 2500 lire mimando con la mano nella tasca dei jeans di avere una pistola... che ovviamente questa persona non aveva! Che ne dite dell'ultima trovata degli psichiatri di cercare di fare approvare "farmaci" a base di lsd e mdma ( guardate il filmato "il marketing della pazzia", parte uno e parte due su U tube... se non mi credete! A voi la stucchevole sensazione che dovrebbe fare raggelare il sangue nelle vene di qualsiasi persona che ancora si senta ancora facente parte della specie umana! Buona giornata a tutti.
F.to Anonimo
RISPOSTA

Ciao Anonimo,
e grazie della tua testimonianza.
Via subito la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Nel mio libro in uscita "LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE", dedico un capitolo proprio all'etichetta indelebile che viene appioppata al malcapitato di turno allorquando "necessiti" di interventi psichiatrici, soprattutto di natura coatta.
Medici impreparati, forze dell'ordine impreparate, sensibilità zero, ignoranza: tutto questo va a formare il mix che renderà l'esperienza per chi la subisce terrificante, e non certo permetterà una guarigione, né ora né mai.
La rabbia e l'incazzatura che sgorgano da questa lettera mi fanno capire come la moderna psichiatria, per la stragrande maggioranza, sia ripiombata in usi e costumi degni del periodo medievale.
La sintomatologia psichiatrica rimane sempre e comunque una sintomatologia, che non va sedata o stroncata o soppressa, ma capita.
La sintomatologia psichiatrica svanisce come una qualunque manifestazione di tipo cutaneo allorquando le cause alla base, siano esse psicologiche, organiche o ambientali o tutte e tre, sono state capite e individuate.
Come una pomata non fa passare la psoriasi, dato che viene da dentro e non da fuori, un siringone di tranquillanti non guarisce un "malato psichiatrico".
Non mi dilungo ulteriormente sull'approccio alla malattie mentale che si specifica in questo blog: chi vi è capitato per la prima volta, può leggere le centinaia di articoli a disposizione utilizzando anche il motore di ricerca.
Anonimo, vai avanti così, arriverà un giorno in cui la psichiatria, così come portata avanti oggi, verrà bandita.
Come diceva William Wallace in "Braveheart": possono portarci via tutto, ma non la nostra dignità.

DEPRESSA E DROGATA DI ZUCCHERO, MA CON UNA MARCIA IN PIU'.

LETTERA

Ciao Pietro sono Catia da Lucca. Ho 47 anni e mi sono avvicinata da poco all'alimentazione naturale, è da 1 anno che leggo il blog di Valdo Vaccaro, ma non sono mai riuscita a mettere in atto quello che dice Valdo. Due mesi fa ho iniziato a eliminare dalla mia alimentazione lo zucchero in tutte le sue forme, caffè tisane varie, thè vino, birra e bevande gassate e tutti i latticini e da 15 giorni ho eliminato carne e pesce. Il mio menù quotidiano è fatto così :
colazione: al primo mattino verso le 7, bicchiere di acqua calda e mezzo limone poi dopo spremuta di aranci o pompelmo e dopo il corso in piscina altra frutta o una mela o 2 kiwi;
pranzo: 1 piatto insalata mista, 2 piatto 50 gr pasta integrale o riso o pasta di kamut o quinoa o miglio con verdure o pommarola o minestrone di verdure con legumi per pranzo o cena
pomeriggio: se ho fame una centrifuga di mela sedano e carota
sera insalatona mista e verdure cotte esempio carciofi e  peperoni o verdure al forno o 2 patate al cartoccio al forno o calvolfiore al vapore ..... il pane lo ho eliminato.
Il mio problema più grosso di salute è che sono obesa: kg 117 per 162 di altezza! Tanto vero? Mi sono sempre alimentata malissimo, il cibo e specialmente i dolci sono sempre stati per me un rifugio! Ti puoi immaginare quante schifezze ho mangiato! Ti faccio un esempio, la mia colazione è sempre stata con cappuccino e 2 cornetti alla crema e mi facevo al giorno 500 gr. di gelato! Ero drogata di zucchero (anche se ora è da 2 mesi che non lo mangio delle volte mi viene una voglia incontrollata di mangiarli è come se avessi crisi di astinenza!!). Il cibo per me è sempre stato un riempire un vuoto che mi sono sempre portata dentro. Un anno fa ho passato il periodo più brutto della mia vita, ero diventata insensibile alla vita e ai miei cari e non sentivo più niente, passavo le mie giornate rinchiusa in casa (uscivo solo per comprarmi i dolci e gelati che mi facevo fuori durante il giorno) ogni cosa non aveva uno scopo per me, tutto era buio e non volevo vedere nessuno, sono stata rinchiusa in casa per ben 6 mesi! Pensa che mio marito Angelo (di nome e di fatto) quando tornava la sera dal lavoro  faceva le pulizie di casa, mi faceva da mangiare e mi lavava perché non facevo nulla per me ! Ma la mia fortuna e che non mi sono mai curata con gli antidepressivi! Ne ho avuto sempre paura! Già di mio ero drogata di cibo, non volevo essere drogata di farmaci! Come ci sono uscita dal tunnel? Grazie all'amore e pazienza di mio marito e il favoloso dottore di psicoterapia che mi ha aiutato senza cure a capire da dove partivano i miei disagi. Pensa che ogni sabato mattina mio marito mi portava a Firenze per le sedute, e questo è durato per sei mesi. Sono uscita dal tunnel e ora posso dire che mi voglio bene e sono felice di essere riuscita ad uscire con forza e tenacia dalla depressione. Ci si può riuscire senza farmaci e ne sono la riprova! Non dico che sia facile, anzi!! Ma se vogliamo la possiamo combattere! E sono daccordo con te che la buona alimentazione può aiutare tanto! lo vedo ora che levando tutte le schifezze sto già meglio,  ho la mente più lucida e più energia anche se devo ancora pulire per bene il mio corpo che deve eliminare tante tossine! Ma vedo dei miglioramenti!! Faccio molto più movimento, vado 4 volte alla settimana in piscina a fare corsi!! Ma voglio farti una domanda, come farla per bene questa alimentazione? Il mio menù è buono? O sbaglio? Mi puoi dare delle dritte? Te ne sarei grata! Mi piace il tuo blog, è molto interessante! L'ho conosciuto tramite una lettera che hai scritto a Valdo. Voglio prenotarmi per il tuo libro. Ti saluto sperando di sentirti presto , con profonda stima per tutto ciò che fai !! (per il tuo lavoro e il tuo blog), un salutone Catia. 




RISPOSTA

Ciao Catia,
grazie anzitutto della tua testimonianza, preziosa, ove si evince quante tu ne abbia passate, ma a tratti anche troppo simpatica.
Veniamo a noi.
Ti ho già messo in lista per ricevere il mio prossimo libro "LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE", che uscirà, se tutto va bene, entro il 30 di giugno (prenotazioni a pbisant@hotmail.com).
Grazie anche per questo.
Cosa mi fa capire innanzitutto la tua lettera?
Mi fa capire quanto il cibo, quello sbagliato, possa mostruosamente influire sul benessere psicofisico di un essere umano.
Il cibo sbagliato è una droga, e come tale può influire tanto sul nostro corpo, quanto sulla nostra mente.
Da sempre dico in questo blog che per uscire da qualunque "malattia mentale" non si può prescindere da una corretta alimentazione, quella vegana il più crudista possibile, che Madre Natura ha scelto per noi.
E per capirlo, basta guardarci allo specchio e vedere come siamo fatti: niente zanne, artigli, niente vista notturna, molari piatti e non a forbice, mandibola mobile e non fissa, intestino lungo e non tozzo etc...
Oppure, altro esempio lampante: prendi un passante e chiedigli se da domani riuscirà a rinunciare a banane, mirtilli, more, arance, lamponi, prugne, asparagi, ananas...Ti dirà certo di sì. Prova a dirgli di rinunciare a pane, pasta, pizza, latticini, carne e pesce e vedrai la risposta...
Il cibo sbagliato è e rimane una droga.
E nel tuo caso, lo zucchero bianco, il killer per eccellenza della salute mentale, ha colpito perfettamente il bersaglio.
Lo zucchero bianco, il bianco, puro e "innocente" saccarosio da tavola è uno degli "alimenti" più tossici al mondo, capace di mandare in subbuglio l'intero sistema endocrino, ormonale, inducendo stati di euforia e depressione anche gravi.
Hai fatto benissimo a rimetterti in carreggiata sviando pozioni chimiche medievali come gli psicofarmaci.
Ora, avanti così.
Il mio consiglio sul tuo piano alimentare: benissimo gli agrumi al risveglio.
Ora più crudo, più frutta, più verdura.
Meno cereali (ed elimina per sempre quelli senza glutine), meno legumi.
Più avocado (fregatene se ti dicono che è "grasso", sono grassi buoni), più more, mirtilli, fragole, ananas, anguria e melone (da mangiare rigorosamente da soli).
Insomma, più frutta e verdura.
Inondati di acqua biologica e succo clorofilliano e, in maniera graduale e armoniosa, riconquisterai il tuo peso ideale.
Nessun animale in natura è obeso: è una caratteristica dell'essere umano e dei suoi, quando alimentati a crocchette, animali da compagnia.
 

venerdì 17 maggio 2013

WOMEN WHO DO NOT SLEEP AND KILL THEIR CHILDREN


Anonymous has left a new comment on your post "SHE TRIES TO KILL HER DAUGHTER AND COMMIT SUICIDE (not yet available in English)":Women subjected to unbearable stress have always killed their children and then themselves - it is a very ancient and primitive reaction. I myself when I was very exhausted every night before going to sleep I used to lock all the knives. We are not so civilized as we would like to think. Ask some psychiatrists how many women confess that they have the fear of hurting their children unintentionally. Stress is a real killer - especially when you get insomnia - and is the real wake-up call and should never be underestimated. Then I think that psychiatric drugs are very dangerous and according to people's reactions can be dangerous and unpredictable, but there is no need for them to kill ......

Posted by Anonymous on FOOD AND HEALTH PIETRO Pietro Bisanti on May 16, 2013 19:59
RESPONSEHello Anonymous, 

and thank you for your testimony.
I repeat always in this blog that I certainly do not presume to say that all violent acts of this world are always associated with the use of drugs and / or psychotropic drugs. 
We are primates, and primates do not kill their children. Point. 
Let's come to your words.
Throw away the lobotomized world, and see things for what they are. 
Killing your child is one thing. Being afraid to kill him is another. 
Millions of women are afraid to kill or unintentionally do harm to their children, yet they raise them without hurting them. 
What does this mean? It means that you kill, especially when you get to a state of unconsciousness. State of unconsciousness that, can not be denied, is caused, too many times, just by psychiatric drugs that are used to "cure" a depressive disorder obsessive-compulsive disorder. 
Pregnancy is a natural fact, not pathological. 
The only problem that may arise is the fact of depleting vital internal resources, which must be "replaced". 
I will never stop screaming the motto "a healthy mind in a healthy body". 
Example: a woman gives birth, with a great deal of physical and psychological energy. 
We add the stress of a crying baby and a consequent insomnia.
To this we add the lifestyle and the monstrous eating habits that most of us have, and the explosion is guaranteed. 
Why can not you understand that the human body is also made of flesh, blood, enzymes, hormones, and that the physical part can not and will never be left out? 
Treating postpartum depression with drugs is an attack on the integrity of a woman, who instead need  love, help and proper nutrition - a vegan nutrition, as raw as possible. 
Anyone who still thinks, in 2013, that food has nothing to do with psychiatric symptoms is either  blind or ignorant.
 I shudder to think that modern psychiatry, to prevent the killing of children by their mothers, use massive doses of antidepressants, when these drugs are the real cause of such acts of a violent nature. 
You say that "you locked all the knives before going to bed." 
 Very often, those who are on anti-depressants, do not lock them at all. 
They think they feel good. And in the night-time they use them on their children.

DONNE CHE NON DORMONO E UCCIDONO I PROPRI FIGLI

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "TENTA DI UCCIDERE LA FIGLIA E DI SUICIDARSI":

le donne sottoposte a stress insopportabile hanno sempre ucciso i figli e poi loro stesse - è una reazione molto antica e primitiva.
Io stessa quando ero molto esaurita ogni sera prima di andare a dormire chiudevo a chiave tutti i coltelli. Non siamo tanto evoluti come ci piacerebbe pensare...chiedi a qualche psichiatra quante donne esaurite gli confessano di avere paura di fare del male involontariamente ai figli. Lo stress è un vero killer - soprattutto quando si comincia a non dormire piu' - è il vero campanello di allarme e non va mai sottovalutato. Poi penso che gli psicofarmaci siano molto pericolosi e secondo le persone le reazioni possono essere pericolose ed imprevedibili ma non c'è bisogno di loro per uccidere......



Postato da Anonimo in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 16 maggio 2013 19:59




RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie della sua testimonianza.
Ripeto da sempre in questo blog che non ho certo la presunzione di affermare che tutti gli atti violenti di questo mondo siano sempre e comunque associabili all'utilizzo di droghe e/o psicofarmaci.
Noi siamo primati, e i primati non ammazzano i propri figli. Punto.
Veniamo a Lei.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Ammazzare il proprio bambino è un conto. Avere paura di ammazzarlo è un altro.
Milioni di donne hanno paura di ammazzare o di fare involontariamente del male al proprio bambino, eppure lo crescono senza torcergli un capello.
Cosa significa?
Significa che si ammazza, soprattutto, quando si arriva a uno stato di incoscienza.
Stato di inoscienza che non si può negare venga causato, in una enormità di volte, proprio dagli psicofarmaci che si intendono utilizzare per "curare" un disturbo di tipo depressivo-ossessivo compulsivo.
La gravidanza è un fatto naturale, non patologico.
L'unico problema che può sorgere è il fatto di depauperare risorse interne vitali, che devono essere "rimpiazzate".
Non smetterò mai di urlare il motto "mente sana in corpo sano".
Esempio: una donna partorisce, con un grandissimo dispendio di energie fisiche e psicologiche.
Aggiungiamo lo stress di un bambino che piange sempre e di una conseguente insonnia della madre.
A questo aggiungiamo lo stile di vita e l'alimentazione mostruosa che la maggior parte di noi ha, e l'esplosione è garantita.
Perché non si riesce a capire che il corpo umano è fatto anche di carne, sangue, enzimi, ormoni, e che la parte fisica non può e potrà mai essere tralasciata?
Curare la depressione post-partum con psicofarmaci è un attentato all'integrità di una donna, che invece necessità di amore, aiuto e un'alimentazione adeguata al nostro disegno.
Chiunque pensi ancora, nel 2013, che il cibo non c'entri nulla con le sintomatologie psichiatriche o è un cieco o è un ignorante.
Rabbrividisco al solo fatto che la psichiatria moderna pensi di prevenire l'uccisione dei figli da parte delle proprie mamme a suon di botte di antidepressivi, quando sono proprio questi ultimi a causare tali atti di natura violenta.
Lei dice che "chiudeva a chiave tutti i coltelli prima di andare a letto".
Molto spesso, chi è sotto antidepressivi, non li chiude a fatto a chiave.
Pensa di stare bene, e la serà si alza e li usa.

PSYCOTROPIC DRUGS AND SUICIDE BY HANGING


In my long career as a law enforcement officer, I was able to personally check and touch as the act of committing suicide has many different facets. The act of suicide may be the consequence of the decision taken in a flash, or the thoughtful consideration that maybe lasts for months or years. 

No one denies that many people in the world commit suicide every day without ever having touched a drug in their life. But we can not ignore the disproportionate number of people who commit suicide solely because of drugs. And suicide under the influence of psycotropic drugs is particular, different from others.
Let's step back a little. 
Suicide, as I have just said, it is a serious matter, and no one can deny that. But the way you commit suicide is something equally serious. Why are police officers more likely to so-called impulsive suicide? 
Because the availability of a firearm makes this gesture simpler, less bloody. 
Imagine having to defend against an attacker with a knife. Not everyone would be able to have the necessary "oomph" to stab someone, and pull a trigger is much easier, it almost seems not to hurt anyone. You will not feel the impact of the meat with a knife ... it's just like if you delegate the bullet the task of doing harm.
The same happens for suicide. Shooting yourself, jumping out of a window, overdosing with pills is far different from hanging yourself. Suicide by hanging and that by overdosing with drugs are those that mostly involve people whose brain is no longer under their control. 
In fact, you can commit suicide perfectly aware you want to do it. But with the drugs is different: they are the ones that push you to do so when it is the last thing you want to do.
It happened many times to me to witness suicides by hanging. And, in fact, I thought a lot on the degree of despair that could have led an individual to commit this act. I was wrong. It was not despair but unconsciousness.Yes, unconsciousness. 
The drugs in general, but especially SSRI antidepressants (selective serotonin reuptake inhibitors, and then Fluoxetine - Prozac - Paroxetine - Paxil, Sereupin, Seroxat, Eutimil, Daparox - Sertraline - Zoloft - Citalopram - Elopram, Seropram - , Escitalopram - Cipralex, Entact -) and those of category SNRI (Selective Serotonin-Norepinephrine Reuptake Inhibitors, and then venlafaxine - Efexor - Duloxetine - Cymbalta, Xeristar) and all the generics of these drugs have a strong relationship with violence. But violence against others will be a future topic entitled "ATTENTION TO YOUR WIFE UNDER PSYCHIATRIC DRUGS: DANGER OF DEATH", now I dwell on that against yourself. 
Unconsciousness I said. Yes, because only a blind man wouldn't be able to see that these categories of drugs interfere in a manner so monstrous with the biochemistry of the brain to make the gesture of suicide even desired. And who does it, usually does so in a totally quiet manner.
Usually, in fact, nothing transpires, indeed. So what happens in reality? The person begins to suffer from "depression" for whatever reason, be it organic, psychological, environmental, or all three. 
The person visits a psychiatrist  (when not only a simple primary care physician), which prescribes in a five minute visit an SSRI or SNRI, without investigating, without understanding the basics of the problem, nothing. The victim begins to take the prescribed medication, and the cases are divided here:  
option "1": after a few weeks of nausea, side effects of any kind, blunders, physical distress, the person begins to "feel good", then appears on the face the so-called "smile of a madman," and all shout to the miracle. In this case we have a person that is likely to remain chained for life to the drug, or will be taken forever with periods of suspension;
option "2" means the person is sick now, with episodes of mental and physical destabilization very strong. And usually the smart doctor , ignorant on the subject, thinks that the body should "get used" to the drug (such as whether it is possible to get used to a poison!) And says to hold on. This leads to the inevitable suicide by hanging, if not to other acts of a violent nature against themselves and others;
option "3": the person is feeling bad right from the start, with episodes of mental and physical destabilization very strong. In this case, however, the doctor, even more ignorantly, after a period with no results, raise your dose. This leads to the inevitable suicide by hanging, if not to other acts of a violent nature against themselves and others.  
I fully understand that summarize the immense series is utopian, but also presumptuous. 
But what I want you to understand is that these particular categories of drugs lead to suicide causing it to become a normal gesture. So if you have a loved one who has, however, decided to take these drugs, absolutely monitor him/her during:
 -The very early stages of the "cure" (even the first pill); 
-Whenever you decide to raise your dose;
 -When you scale to eliminate it, or even to try to assume a lower dose. 
And, no doctor will ever tell you to pay attention to periods of calm. Suicide by hanging, so typical of these drugs, comes into being in complete calm. A large number of cases, especially in the United States, have shown, that those who have committed such acts seemed very calm, even had dinner with loved ones, then go hanging in the tavern or in their own room. This happens even in children, such as Candace Downing, who committed suicide at 12 years by hanging under Zoloft. 
And for those who still decided to take these drugs: at the first idea of death, please immediately talk with a loved one. Because when the drug has taken control of your actions, you will not be you. 
It takes your life.