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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
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Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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martedì 30 aprile 2013

GUARITA DALL'ARTRITE REUMATOIDE CON LA DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "ARTRITE REUMATOIDE E LUPUS ERITEMATOSO. DOVE LA MEDICINA MISERAMENTE FALLISCE IL CORPO PUO' VINCERE":

Buonasera,
provi a cercare su google dottor mozzi artrite reumatoide.
io sono riuscita seguendo i suoi consigli a guarire dall'artrite reumatoide, che avevo gia da 9 anni, che curavo con cortisone e METOTREXANTE, adesso sotto controllo medico non prendo nessun farmaco. Spero che anche lei con tanta forza di volontà e con i consigli del dottor PIERO MOZZI possa guarire



RISPOSTA

Buonasera,
e grazie della sua testimonianza.
Premetto che sono sempre estremamente felice quando una persona mi scrive dicendo di stare bene, indipendentemente dal fatto che segua o meno il mio stesso filone di pensiero.
Anzitutto, cosa dice il dott. Mozzi?
Il dott. Mozzi si basa sulla teoria portata avanti anche dall'americano Peter D'Adamo, la cosiddetta "dieta del gruppo sanguigno", dove per ogni gruppo sanguigno, appartenente a ceppi più o meno antichi dell'uomo, vi sono alcune categorie di alimenti utili, mentre altre sono dannose.
Ad esempio, per il dott. Mozzi, il gruppo "0" dovrebbe abbuffarsi di carne per stare bene.
Il mio parere personale?
Una teoria più strampalata e poggiante sul nulla non l'avevo mai sentita.
Quanto ci vuole per smontarla?
Due minuti.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Carne: se Madre Natura avesse inteso creare alcuni di noi quali mangiatori di carne, avrebbe loro "donato" tutte le caratteristiche antropometriche tali da poter ricavare e digerire tale alimento.
Invece, nessun essere umano possiede artigli, denti affilati, intestino corto, enzima uricasi, vista notturna, bramosia di sangue, mandibola fissa per strappare...e potrei andare avanti ancora
Latticini: nessun essere umano potrà mai trarre beneficio dal latte di un'altra specie assunto oltretutto dopo lo svezzamento. Il latte di mucca, a livello proteico una bomba rispetto al latte materno, serve a far crescere un vitello di molti chili in un breve periodo di tempo. Che cosa può mai c'entrare con un essere umano? In Natura, nessun animale su 170.000 specie viventi esistenti beve il latte di un'altra specie, oltretutto, come già detto, dopo lo svezzamento. Abbiamo ragione noi, o 170.000 specie animali che ragionano ancora con l'istinto vecchio di milioni di anni?
Cereali, legumi: tutto quello che allo stato come viene trovato non può essere consumato, non è cibo per l'uomo. Ritengo i cereali, soprattutto quelli contenenti glutine, uno dei cibi più mal digeriti e sopportati dall'intera umanità. I cereali e legumi sono cibi nati per chi li possa digerire allo stato in cui sono, e cioè i granivori. Possono a mio giudizio far parte della dieta umana (quelli senza glutine) in quantità veramente molto moderata
Pesce: stesso discorso della carne...provate a catturare un pesce a mani nude o a mangiarlo crudo senza vomitare.
Cosa rimane quindi, che può essere mangiato così come si trova, senza pentole, fornelli, piatti e forchette? La frutta.
L'uomo è nato nella zona subtropicale. Non ha peli, ha denti piatti e il pollice opponibile.
Siamo simili ai primati, e condividiamo con loro gran parte del nostro DNA.
Quindi l'Uomo può e deve vivere con frutta e verdura al loro stato naturale.
Quando vedrò un gorilla rincorrere un'antilope o un lupo fare il barbecue cambierò idea.
Nel suo caso specifico, pur avendo pochissime notizie, sono più propenso a pensare che le abbiano drasticamente ridotto le proteine animali, oppure i cereali, ecco il motivo del suo netto miglioramento.



NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti


lunedì 29 aprile 2013

GLI PSICOFARMACI GIUSTI CURANO: PAROLA DI CARABINIERE

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "VALERIANA, IPERICO, MELATONINA E ATTIVITA' FISICA CONTRO L'ANSIA":
 
"L'ansia non deve esserci....non deve esistere....", ma come si può affermare certe cose...come pensare di eliminare le origini dell'ansia alimentandosi in maniera vegan? Conosce così tanti ex malati di ansia e depressione guariti senza psicofarmaci ma semplicemente nutrendosi di frutta fresca? Lei alimenta false speranze e perdipiù influenza le persone malate ad abbandonare le terapie prescritte da specialisti. Io sono un suo collega, i casi nella mia famiglia mi hanno portato a studiare molto sull'argomento e testimonio che i farmaci giusti curano. Gli omicidi non dipendono tutti dagli psicofarmaci, forse più dagli stupefacenti, la dieta giusta può aiutare ma non è la soluzione di tutti i mali della psiche umana, molto più complessa di una insalatona di stagione e crudita varie.... 


RISPOSTA

Caro Collega,
la Costituzione ci permette la libertà di parola, e quindi Lei ha espresso la sua opinione.
Quanto da Lei scritto evidenzia però il pressapochismo, la poca voglia di informarsi, la sudditanza di una società ormai incapace di reagire.
È talmente banale smontare pezzo per pezzo quello che Lei scrive, oltretutto "qualificandosi" come collega ma lungi dal presentarsi, mentre io metto faccia, nome, cognome...e pure il grado...
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Io amo arrivare al sodo, senza perdermi in chiacchiere.
1) Non ho mai affermato in questo blog che l'alimentazione curi tutte le manifestazioni di natura psichiatrica: Lei si è limitato a leggere e capire quello che le faceva comodo.
Scrivo sempre che qualunque manifestazione di tipo psichiatrico, così come qualunque manifestazione del nostro corpo, non può essere affrontata a prescindere da un'alimentazione di tipo vegano, che è quella che il Creatore ha deciso per noi: se per Lei bere il latte di un'altra specie animale dopo lo svezzamento, mangiare il cadavere di un altro essere vivente quando non abbiamo unghie, artigli, enzima uricasi, intestino corto e tozzo, mandibola fissa per strappare e tante altre peculiarità che hanno solo carnivori, bere una coca cola che contiene decine di grammi di saccarosio, masticare una cicca contenente un veleno come l'aspartame...insomma alimentarsi secondo la "divina" Dieta Mediterranea è normale, allora non è nemmeno capace di guardarsi allo specchio e vedere come è fatto, né tantomeno è in grado di distinguere cosa sia un cibo e cosa non lo sia.
2) Se Lei si prendesse la briga di informarsi, saprebbe bene come la nutrizione sia alla base della salute anche mentale (dato che il cervello è un organo irrorato anch'esso dal torrente sanguigno, e, se non lo sa, i neurotrasmettitori cerebrali si formano a livello intestinale). E non lo dico io. Le è mai giunto all'orecchio cosa sia "The China Study", il più grande studio su larga scala riguardo gli effetti del cibo sul corpo umano? Digiti su google e le si aprirà un mondo a Lei evidentemente sconosciuto.
3) Io alimento false speranze? E gli psichiatri che invece somministrano bombe atomiche chimiche dicendo al malcapitato di turno che guarirà? Ma perfavore...si cosparga il capo di cenere... Inoltre, dato che ha scritto sul mio blog, si prenda la briga di leggerlo meglio, in quanto esordisco sempre con "Non sono medico, non curo nessuno, e non prescrivo nulla". Siamo ancora in una democrazia, e dico quello che penso, e ognuno è libero, se vuole, dopo essersi informato (anche da me), di interrompere la propria terapia. Rilegga la Costituzione dove dice che "nessuno può essere sottoposto a terapie mediche contro la propria volontà".
4) Lei dice che i farmaci "giusti" curano. Quali sono questi farmaci giusti? Cosa intende Lei per essere curato? Intende forse diventare uno zombie con il pisello che non funziona, come accade praticamente a tutti i pazienti psichiatrici? Io per "guarito", intendo una persona capace di funzionare in questa società, di emozionarsi, di sorridere, di piangere se serve, di provare emozioni, di poter avere una vita sessuale, di non dover ingrassare 40 kili. Questo per me è guarire.
5) Non ho mai detto che tutti gli omicidi dipendano dagli psicofarmaci. Ho detto che moltissimi atti di natura violenta sono ricollegabili all'utilizzo di psicofarmaci. 
Non nego che gli stupefacenti siano altrettanto pericolosi, ma almeno sono illegali...comprende questa sottile differenza?

La "mente umana è più complessa di un'insalatona", come dice Lei. Ma Lei, purtroppo, da più fiducia al Prozac piuttosto che all'insalata.
Il suo commento è tipico di chi purtroppo nulla ha capito di come funzioni il corpo umano e che, facendo un lavoro come il nostro, continuerà a vedere il malcapitato di turno sottoposto a un TSO come un povero pazzo che non guarirà mai e che dovrà prendere i suoi bei farmaci a vita per "stare tranquillo".
Poveri noi.




VALERIANA, IPERICO, MELATONINA E ATTIVITA' FISICA CONTRO L'ANSIA

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "XANAX, LYRICA, TRITTICO, CYMBALTA, SAMIR...E SONO ANCORA DEPRESSO":

posso solo consigliare per l'ansia cosa ha funzionato per me..ogni giorno almeno 45 minuti di camminata veloce, non occorre correre..ma stare all'aria aperta ..sfoga il fisico ..aiuta il metabolismo e crea poco alla volta del buon umore !..
quei farmaci ti ottundono la mente rendendoti una persona priva di energie te lo dice uno che per dieci anni e piu' ne e' stato schiavo di xanax e similari credendoci...

Posso dire che ho anche accettato l'ansia in quanto non posso eliminarla del tutto e' parte di me ma posso attenuarla senza farmaci con lo sport fisico...Prova anche eventualmente ad andare in una palestra, sfogarti con i pesi ad esempio fa molto bene all'umore !!..

ci sono prodotti non forti per stare meglio vedi melatonina ad esempio per dormire o erbe tipo valeriana o iperico per il buon umore e l'ansia..vendibili senza ricette anche al supermercato..

la depressione dipende anche dal fatto di non parlare con amici o conoscenti e ci si rinchiude in noi stessi..

provi a fare attivita' fisca !

un abbraccio

fab


RISPOSTA

Buongiorno Fabio,
e grazie del suo intervento.
Voglio però dire la mia sull'argomento.
Non sono d'accordo infatti sul dover cercare a tutti i costi il "rimedio".
L'ansia, a livelli patologici e non fisiologici, non deve esistere. Punto.
Non è possibile non riuscire a stare in tranquillità quando non ci sono situazioni così pesanti da dover tenere un individuo sempre in uno stato di continua tensione.
Valeriana, iperico, melatonina, così come gli psicofarmaci - scusate il paragone e cercate di comprendere il perché lo faccio - sono sempre e comunque utilizzati per la soppressione di una sintomatologia e non per l'eradicazione delle cause che stanno alla base.
L'esercizio fisico, così come acqua, sole, frutta e verdura, è alla base della buona salute, ma non deve essere utilizzato e concepito come rimedio anti-ansia.
L'ansia non deve esserci, e se c'è bisogna scandagliare le motivazioni (siano esse organiche/psicologiche/ambientali) alla base della sua comparsa.
Anche la seconda affermazione non mi trova d'accordo.
Chiudersi in se stessi è la conseguenza di uno stato depressivo.
E quindi il rimedio non è solo "parlare con gli altri", ma eliminare lo stato depressivo che ci impedisce di voler interloquire volentieri con gli altri.
Eliminiamo le cause. Questa è la vera vittoria contro la "malattia mentale".

venerdì 26 aprile 2013

OMICIDIO-SUICIDIO ALESSIA OLIMPO: LETTERA APERTA ALL'ECO DI BERGAMO

Buongiorno,
Mi chiamo Pietro Bisanti e sono un maresciallo dell'Arma dei Carabinieri in servizio a Milano.
Da anni studio la correlazione fra l'utilizzo di determinate classi di antidepressivi, soprattutto SSRI e SNRI (rispettivamente selettori della ricaptazione della serotonina e della serotonina e della noradrenalina) e atti violenti come omicidi/suicidi e omicidi-suicidi.
Sto scrivendo un libro a riguardo e gestisco anche un blog specifico all'indirizzo www.pietrobisanti.blogspot.com.
Raccolgo ogni giorno testimonianze in tal senso e anche se e' possibile che quanto accaduto alla sig.ra Olimpo non abbia niente a che fare con quanto da me detto, ritengo che un approfondimento di tipo anche giornalistico sia doveroso per capire finalmente se sempre piu' persone compiono tali gesti perche' "pazze" o se invece perche' indotte da sostanze il cui funzionamento e' ancora sconosciuto.
Questo almeno per onorare la memoria di chi finisce sotto terra etichettato, magari falsamente, come malato o assassino dei propri figli.
In quasi 20 anni di esperienza su strada potrei anche sbagliarmi, ma la correlazione tra psicofarmaci e tali atti di natura violenta e' invisibile solo a chi non vuole vedere.
E sono stanco di vedere gente finire in galera o al camposanto o chiusa negli ospedali psichiatrici giudiziari solo perche' ha commesso reati poiche' indotta da farmaci che seppur legali poco si differenziano dalle sostanze stupefacenti.
Questa mail per darvi uno spunto di riflessione.
Preferisco interloquire con un giornale locale che con uno di tiratura nazionale.
Non sono in cerca di fama o gloria, ma il mio compito e' proteggere i cittadini del mio Paese e proteggere almeno la loro memoria quando si fallisce.
Pietro Bisanti

Questo è quanto ho scritto, mettendoci faccia, professione, nome e cognome.
Perché nella vita chi tace diventa complice.
Per continuare incessantemente nel mio lavoro, ho bisogno di collaborazione, di ricevere più testimonianze possibili da tutti voi miei lettori.
Chiunque sia stato in qualche modo danneggiato dagli psicofarmaci, scriva a pbisant@hotmail.com
La consapevolezza è l'unica arma vincente.

 

giovedì 25 aprile 2013

XANAX, LYRICA, TRITTICO, CYMBALTA, SAMIR...E SONO ANCORA DEPRESSO

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "VAGONATE DI PSICOFARMACI, MA UNA BELLA GITA DOMENICALE IN CAMBIO":

Io sono in cura da uno psichiatra privato, soffro d'ansia, depressione reattiva ed attacchi di panico. La mia terapia consiste: Xanax 1 mg 3 cpr al dì; Lyrica 150 mg 3 cpr al dì; Trittico 150 mg 1 cpr la sera e 2/3 di cpr la mattina; Cymbalta 60 mg 1 cpr la mattina; Samir 400 mg 1 cpr la mattina. Continuo lo stesso ad essere depresso, tranne brevi sprazzi di buon umore. Ho constatato che, parecchio tempo fa, quando era possibile fare una seduta di psicoterapia alla settimana prendevo meno farmaci e stavo molto meglio, adesso, al cim dove faccio psicoterapia, siccome i pazienti sono aumentati a dismisura, mentre il numero degli psicoterapeuti è rimasto lo stesso, in quanto non è stato inviato altro personale, almeno così mi è stato detto, posso fare una seduta solamente ogni 20 giorni. Secondo il mio modesto parere una seduta sporadica non può sortire nessun effetto, fatto sta che lo sto constatando di persona.
Fabio




RISPOSTA

Buongiorno Fabio,
e grazie della sua testimonianza, preziosa perché mi permette di aggiungere un altro tassello ai miei anni di studi su cosa la psichiatria moderna sia diventata.
Non sono un medico, non curo nessuno, non prescrivo nulla e ben me ne guardo, ma uno sguardo alla sua "terapia" voglio darlo eccome...
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
In nome di quale scienza si può prescrivere tutto questo a un essere umano?
DIAGNOSI: Disturbo d'ansia, depressione reattiva con attacchi di panico.
CURA: 
XANAX - 1 mg: benzodiazepina tra le più difficili da dismettere, creante una dipendenza fisica e psicologica veramente potente, con una emivita breve e quindi, come detto, terrificante da dismettere. Persino le indicazioni terapeutiche prescrivono il suo utilizzo tassativamente per brevi periodi.
Andiamo avanti...
LYRICA  - 150 mg: principio attivo "pregabalin", utilizzato per il dolore neuropatico, l'epilessia, e per il disturbo d'ansia generalizzato
Ora aggiungiamo un po' di...
TRITTICO - 150 mg: principio attivo "trazodone cloridato", assimilabile, anche se non totalmente, alla categoria degli antidepressivi SSRI (che bloccano la ricaptazione neuronale della serotonina)
E un pizzico di...
CYMBALTA - 60 mg: principio attivo "duloxetina", antidepressivo di nuova generazione facente parte della classe SNRI (blocca la ricaptazione della serotonina e della noradrenalina a livello neuronale)
E per finire...
SAMYR - 400 mg: principio attivo "ademetionina", catalogato quale antidepressivo.

E lei, nonostante tutta questa "roba", ha solo degli "sprazzi di buon umore"?
Ma io mi chiedo come lei possa ancora funzionare in questa società.
Come faccia ad emozionarsi, a relazionarsi, ad avere inventiva, attenzione, curiosità, concentrazione e una vita sessuale decente.
Chiunque le abbia prescritto tutto questo dovrebbe essere radiato dall'Ordine dei Medici per aver infranto il giuramento di Ippocrate, che dice "Primo non nuocere".
Ma la colpa è anche sua, che ha permesso a questi spocchiosi e ignoranti dottoroni di arrivare a somministrarle cocktail di farmaci che la distruggeranno fisicamente e mentalmente.
Io non salvo nulla degli psicofarmaci. Niente di niente.
E nessuno che si sia preso la briga di scadagliare le possibili cause fisiche/organiche, oltre che psicologiche, alla base della manifestazione che lei evidenziava.
Nessuno che abbia preso in carico l'alimentazione moderna (e a questo invito i lettori nuovi giunti a districarsi da soli nel blog, ove in molti altri articoli affronto l'argomento dell'importanza fondamentale di un'alimentazione di tipo vegano), le intossicazioni da glutine, caseina, cadaverina, da metalli pesanti, da dolcificanti artificiali...
Nulla di nulla.
Scommetto in una diagnosi lampo in pochi minuti, poi via con i primi farmaci, e poi via via si aggiungono gli altri, per mascherare gli "effetti collaterali" (che sempre effetti sono) di quelli presi per prima.
Il delirio...la follia...
Ma per la società è tutto a posto: le case farmaceutiche fanno i soldi sulla sua pelle, e lei rimane grasso, depresso e tranquillo: il classico zombie-style che va tanto di moda.
Lei Fabio, e glielo dico con il cuore, rimarrà sempre depresso così.
Non ne uscirà mai...anche con un milione di sedute di psicoterapia.
Dai disturbi mentali si guarisce eccome, basta affrontarli nel modo giusto e capire che va affrontata la causa a monte (sia essa fisica/ambientale/psicologica) e mai e poi mai coperta la sintomatologia con sostanze psicotrope quali sono gli psicofarmaci.
E niente, anche il peggior trauma che abbiamo subito, può prescindere, per la sua guarigione, da un'alimentazione vegana, il più crudista possibile.
Siamo quello che mangiamo, e questo vale anche per il nostro cervello.


NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

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Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

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E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

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Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti


 


mercoledì 24 aprile 2013

ARTRITE REUMATOIDE E LUPUS ERITEMATOSO. DOVE LA MEDICINA MISERAMENTE FALLISCE, IL CORPO PUO' VINCERE

LETTERA

Mia moglie scopre una decina di anni fa di essere affetta da Artrite reumatoide ( lupus erit.), gia il nome ti mette inquetudine. Per fortuna fino ad ora non ha dovuto prendere cortisonici. La medicina ufficiale non conosce nemmeno la causa dell'artrite reu., figuriamoci la cura. Abbiamo provato con la medicina alternativa: picche! Inoltre soffre di endometriosi uterina con cisti ovariche, con vari disturbi che sembrano aggiungersi ogni anno, compreso di frequente una difficile digestione. Cerca spesso alimenti dolci, mi dice che è il suo corpo a richiederli. Le chiedo cortesemente consigli o eventuali suggerimenti. A proposito di recente abbiamo scoperto carenza di vitamina D, potrebbe avere un collegamento ? Un grande saluto con stima da   CLAUDIO


RISPOSTA

Bungiorno Claudio,
e grazie per la stima, che non merito, essendo io un granello di sabbia, che tenta però a tutti i costi di svegliare le menti intorpidite delle persone.
La medicina brancola nel buio non solo su queste patologie, ma su praticamente tutto.
E come rimedi ha solo armi di distruzione di massa, che coprono quando va bene i sintomi, lasciando intatte le cause all'origine.
Io non ragiono così.
Non sono un medico, non curo nessuno, non prescrivo niente e ben me ne guardo dal farlo.
So, avendolo provato su me stesso, che solo il corpo umano può guarire se stesso se gliene viene data la possibilità.
Che senso ha somministrare anti-infiammatori o immunosoppressori quando non si sa quale sia la causa di una sintomatologia?
Nessuno...anzi..rasenta la follia.
Praticamente tutte le patologie hanno una base tossica, e quindi quello che bisogna combattere è la tossemia interna e l'acidificazione dell'organismo.
Quindi niente può prescindere da un'alimentazione vegana il più crudista possibile.
Via la carne, via i latticini, via il pesce, via il caffè, via il thè, via i cereali per il momento (e per sempre quelli contenenti glutine), via le sigarette, via lo zucchero e i dolcificanti, via tutto quello che può acidificare l'organismo.
Inondare l'organismo, ma sempre con gradualità, di frutta e verdura allo stato naturale.
Il corpo di sua moglie richiede dolci come un drogato è attratto dall'eroina: sono segnali sfalsati di un corpo impregnato di tossine.
E non serve a nulla imbottirsi di una vitamina, per lo più in maniera sintetica.
Solo il corpo sa come far funzionare tutto in maniera sinergica, e rincorrere una presunta mancanza una ad una non serve a nulla.
Partite immediatamente con un'alimentazione vegana, come prima detto con gradualità, immettendo gli alimenti giusti e togliendo quelli sbagliati.
Nessuna guarigione può prescindere da un'alimentazione di questo tipo, conforme al nostro disegno biologico.


PSORIASI SPARITA E LATTE CHE MI RINCRETINISCE

LETTERA

Ciao Pietro,

questa mattina dopo molto tempo ho azzardato a fare colazione con un bicchiere di latte... cioè
ho dei sintomi stranissimi alla testa e mi sento in uno stata depressivo e fortemente suscettibile.

E' la seconda volta che nel corso di questi mesi in cui ho completamente sospeso il latte faccio questo esperimento con risultati a dir poco inquietanti :-)

La cosa strana è però che a volte faccio uso di formaggi , in maniera molto limitata e non ho nessun disturbo...

A volte faccio uso sempre molto raramente di integratori proteici a base di proteine isolate del latte e idrolizzate... in quel caso ho lo stesso sintomo di oggi ma per manifestarlo necessito di assumere 20-30 gr al giorno di proteine in polvere per 4-5 giorni..invece con il latte l'effetto è devastante.

Comunque da alcuni mesi ho aggiustato pesantemente la mia dieta escludendo del tutto pane e pasta ad eccezione alcune volte della pasta di farro dicoccum che è una varietà molto antica.
Risultato la psoriasi dopo circa 30 anni (ce l'ho dai 3-4 anni) è quasi sparita senza che io prendessi il sole.

F.to Daniele


RISPOSTA
Ciao Daniele...e avanti così.
La spiegazione è presto detta: il latte è un veleno.
Dobbiamo bere il latte di nostra madre fino alla svezzamento e non quello di una mucca ben oltre tale fisiologico periodo.
Il latte è colpevole di una miriade di disturbi, anche di natura psichiatrica, con il tuo stato depressivo che conferma quello che ho sempre pensato.
I formaggi, utilizzati in maniera limitata, data anche la trasformazione che hanno subito, possono darti meno disturbi apparenti, ma sono sempre da considerare spazzatura.
Via anche le schifose proteine solubili.
Ormai ci sei.
Spostati verso un'alimentazione vegana il più crudista possibile e la psoriasi sarà solo un ricordo, in barba a tutti quelli che dicono che sia incurabile.
Questa tua mail dovrebbe avere riservata una pagina di giornale, mentre invece è più importante sapere cosa il VIP di turno ha indossato mentre partoriva.
Continua così.


ARTRITE PSORIASICA: IMMUNOSOPPRESSORI, SALAZOPIRINA, ARAVA, METHOTREXATE, MEDROL E DICLOREUM. NON ANCORA GUARITA CON TUTTO QUESTO BEN DI DIO?

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "ARTRITE PSORIASICA: DERMATOLOGO + REUMATOLOGO = TOMBA GIA' PRONTA":

Sono affetta da artrite psoriasica grave da luglio 2012 (in 2 mesi mi ha deformato 4 dita delle mani e quasi tutte le dita dei piedi tanto che non toccano più il pavimento) senza psoriasi (c'è familiarità), ho 41 anni e la mia vita è diventata molto difficile a causa del dolore atroce diffuso. La malattia a me ha colpito praticamente quasi tutte le articolazioni : piedi (dolori atroci zona metatarsi), mani, caviglie, ginocchia, spalle, articolazione mandibolare...con grande fatica ho accettato gli immunosoppressori, salazopirina (senza risultato) Arava (senza risultato) ora dovrei provare Il Metotrexate ed io ho detto NO. Riesco ad alleviare i dolori solo se mi imbottisco di medrol 16 o dicloreum 150......ma questa non è vita, perchè non penso che il mio corpo possa reggere a tutti questi veleni.
Ti scrivo perchè ho deciso di sospendere tutti i farmaci, quindi voglio provare un pò di digiuno terapeutico e dieta rigida prevalentemente crudista perchè la ns. malattia pare parta dall'intestino anche senza sintomi apparenti.
Mi piacerebbe sapere più su di te (nel senso della malattia) e di come procedono i progressi legati all'alimentazione.


RISPOSTA

Cara Anonima,
pur essendo questo un blog specifico per gli psicofarmaci, non lesino di affrontare anche altri argomenti relativi alla salute.
Premetto che non sono un medico, non guarisco nessuno, non prescrivo nulla e ben me ne guardo dal farlo.
Sono un sostenitore della capacità guaritiva del corpo umano allorquando gliene venga data la possibilità.
Subito mi saltano all'occhio due cose:
1) con tutto il ben di Dio che ti hanno prescritto, dovresti esserti tramutata in Wonder Woman, invece stai peggio di prima.
2) Sei ancorata ancora al concetto della vecchia genetica, che sentenzia che si nasce "bacati" e nulla si può fare a riguardo, quando ormai si è capito che anche i nostri geni reagiscono alle condizioni ambientali.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Hai detto una cosa giustissima: tutto parte dall'intestino, e da lì devi cominciare.
Scalaggio graduale dei farmaci e incremento graduale della frutta e della verdura allo stato crudo.
Non hai bisogno di veleni, bensì del succo zuccherino e della clorifilla che solo tali alimenti nel loro stato possono darti.
Io non soffro e non ho mai sofferto di tale condizione, che sono sicuro porti delle sofferenze indicibili, e da quanto sono diventato vegano, con elevati picchi di crudismo, posso dire di non soffrire di niente e di non avere paura di morire miseramente tra atroci sofferenze come ormai accade a quasi tutti.
La tua condizione è direttamente e inequivocabilmente connessa al tuo stile di vita, soprattutto in campo alimentare.
Ora però devi essere intelligente anche nelle tue contromisure.
Vietato digiunare con i farmaci, vietato fare le cose di corsa, vietato passare da uno stato di intossicazione a uno stato di purificazione in maniera troppo veloce, rischiando uno scarico di tossine che il corpo potrebbe far fatica a gestire.
Tutto deve avvenire in maniera graduale.
Il digiuno è un'arma potentissima, e va usata con intelligenza.
Comincia a spostarti gradualmente verso un'alimentazione vegana, ma non correre, in quanto potresti avere effetti di rimbalzo molto forti.
E scala i farmaci sempre gradualmente e con attenzione.
La tossemia interna, causa di praticamente quasi tutte le condizioni patologiche, si combatte con sole, aria pulita, alimentazione vegana il più crudista possibile e pensieri positivi, e non con bombe chimiche atte solo a mascherare la sintomatologia.
Via la carne, via i latticini, via il caffè, via il thè, via i cereali per il momento (e per sempre quelli contenenti glutine), via le sigarette, via lo zucchero e i dolcificanti, via tutto quello che può acidificare l'organismo.
Il nostro corpo non è nato per deformarsi: si deforma quando lo trattiamo con un sacco dell'immondizia.




AUTOLESIONISMO CON CITALOPRAM E XANAX, MA RINATA CON IL DENIBAN....FINO A QUANTO?

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "OGGI MI FACCIO UNA BELLA SNIFFATA DI DENIBAN, TANTO È LEGALE":

Prima di tutto chiedo scuse per il mio Italino, sono spagnola.
Immagino che la persona che parla così male del Deniban lo abbia usato per un tempo abbastanza come per parlare dei suoi effetti e anche come ti senti al smettere di prenderlo vero?mica parlerà così per avere studiato come funziona....
A me mi ha pratticamente salvato la vita nel 2011, dopo un tentativo di suicido per un ansia che mi uccideva giorno a giorno. Avevo un trattamento da mesi con citalopran e xanax, che non mi aituava per niente, ho inizito pure a essagerar col alcol per sfogare la disperazione, lo ricordo tutto come un incubo. Dopo questo incidente la psichiatra mi ha tolto il xanax, che nel mio caso non serviva a niente e poteva provocare queste tentativi di autolesione che avevo, e mi ha dato Deniban in dose di 50 mg al giorno, e per la prima volta da che di adolescente ho iniziato ad avere ansia e depressione ogni tanto,mi sono sentita IO, la io che ero di bimba. Non mi bloccava o nascondeva le mie emozioni, ne mi lasciava come zombie, nemmeno come la cocaina(e so di cosa parlo purtroppo), semplicemente una io lucida, felice, senza paura.La mia vita è cambiata, nel amore, la famiglia, il lavoro, gli amici, felicità per sentirmi normale, non sù ne giù.
E nella mia vita ho passato anche 2 ani facciendo trattamenti naturali, fiori di Bach, yoga,meditazione,scrittura automatica, coloreterapia..tutto per non prendere chimica,dato che anche a me piace questo stilo di vita naturale, ma quando non serve non serve! (questo anche facciendo SEMPRE terapia psicologica)
quindi, per piacere, nessuno mi venga a dire a me, che ho provato con tutte le mie forze di sentirme meglio senza medicine, che sempre è possibile e che il Deniban fa male.
Attualmente sono mamma di un bambino di 3 mesi, e appena ho saputo che ero in cinta ho smesso di prendere il Deniban e la mia vita non si è rovinata, ne intontita ne depressa!
ci sono periodi difficili per noi che soffriamo di disturbi psicologichi, e dobbiamo farci aiutare di ogni cosa che ci faccia bene(intendasi con permesso medico ed ecc), e chi non pensi cosí e che no sa cosa sia l'ansia nella depressione.



RISPOSTA

Gent.le Anonima,
grazie per la sua testimonianza.
Questo blog è imparziale e diretto, e quindi non pubblico solo quello che "mi fa comodo", e cioè quando gli psicofarmaci "non funzionano".
Eppure, questa storia, che sembra dipingere il Deniban come il salvatore della patria, rafforza ancora di più in me quanto demoniache siano queste sostanze.
Veniamo e noi.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Nulla lei dice delle sue abitudini di vita, tranne che utilizzava cocaina.
E questo basta, in ogni caso, a mettere a dura prova la salute mentale di ogni singolo essere umano.
Xanax e Citalopram (antidepressivo della categoria SSRI) la avevano indotta a gesti di autolesionismo, portandola pure a bere enormi quantità di alcolici.
E ora, dopo una vita di abusi sul suo corpo, rimedi naturali e chimici inefficaci, ore inutili di psicoterapia sul lettino, ecco che le somministrano una pasticca di Deniban, e lei torna felice, sicura di sé, lucida, una "bambina" come dice lei.
E la vita tutto ad un tratto le sorride: evviva l'amore, la famiglia, gli amici, il lavoro.
Sembra una favola, mentre in realtà è un incubo, ma di quelli veramente spaventosi.
Piuttosto che affrontare le cause dei suoi disturbi, siano esse fisiche, ambientali, psicologiche, con la cocaina che, come già detto, tramuta chiunque in maniaco-depressi cronici, ecco che comincia la trafila degli psicofarmaci, che all'inizio non funzionano come vorrebbe, fino a trovare quello "giusto".
Io voglio sempre il bene delle persone, sia chiaro, ma le cose vanno dette per quello che sono, senza mezzi termini.
Quindi....due anni prima una persona vuole ammazzarsi, e magicamente, dopo la somministrazione di un farmaco, ama la vita, e tutto quello che ne consegue.
Nella vita non ho mai, dico mai, creduto alla realizzazione facile di qualunque cosa.
Vuoi fare i soldi? O lavori duramente, oppure, la via facile, è delinquere
Vuoi raggiungere la felicità? O ti impasticchi, legalmente o illegalmente, oppure tratti il tuo corpo e la tua anima come si deve.
Quindi cara Anonima, lei ora si trova in uno stato che io definisco "del limbo".
Il farmaco ragiona per lei, il farmaco si sostituisce a lei, e lei non è lei, ma una brutta copia apparentemente felice.
E la domanda di rito è...fino a quando?
Lei dice di averlo smesso in gravidanza...e ora la prende?
E se non lo prende...quanto pensa di riuscire a starne senza?
Il Deniban, ma in generale tutti gli psicofarmaci, sono strutturati per non poterli mai abbandonare completamente, con tutto il disastro che ne consegue.
Ricordo la madre di una mia amica, andata incontro in pochi anni a ben cinque episodi depressivi maggiori.
Passava dal "mi ammazzo" a "va tutto benissimo", nel giro di tre settimane, dalla crisi all'inizio di "efficacia" della terapia antidepressiva.
Le auguro tutto il bene del mondo, ma questo non rispecchia il mio personale concetto di guarigione.

martedì 23 aprile 2013

ANTIDEPRESSIVI SSRI: SMETTO DI AMARE E SPACCO TUTTO

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "ACCOLTELLA LA FIGLIA E SI UCCIDE: IL RAPTUS NON ESISTE":

posso dire che per tanti anni ho assunto ssri e ho avuto spesso crisi di violenza ( per fortuna solo verbale e su alcuni oggetti ) che non avevo mai avuto prima di prendere farmaci..Inoltre spesso ti tolgono anche la normale reazione di fronte a eventi tristi di altre persone ad esempio dove non provavo commozione alcuna..ma assenza di emozioni..cio' non e' giusto ho dismesso da molti mesi questi farmaci scalandoli anche perche' danno grosse crisi di astinenza come le droghe ( non mi pare che togliendo invece farmaci non psichiatrici si vada incontro ad astinenze )..sono bene o male sostanze stupefacenti anche se non lo ammettono mai chi li prescrive..capaci di alterare le normali emozioni o ad esempio l'amore che ha una persona per familiari o amici..

Firmato uno dei tanti


RISPOSTA

Buongiorno "uno dei tanti",
e grazie per la sua testimonianza.
"Uno dei troppi" direi io. E il mondo potrà finalmente ricominciare a vivere quando, fra tutti i problemi che ci sono, verranno finalmente considerati gli psicofarmaci tutti come sostanze stupefacenti, e relegati a un utilizzo eccezionale e solo in modalità di vera urgenza da pronto soccorso (anche se, personalmente, faccio fatica a vederne un uso positivo anche in questo caso).
Veniamo a noi.
Qui sotto evidenzio il commento di un altro utente, relativamente al mio medesimo articolo:
"Pietro, ho la sensazione leggendoti che la maggioranza dei lettori psichiatrizzati pensi che tu stai esagerando e comunque a parte la tua professione non sei a sufficenza qualificato per fare queste pericolose associazioni. Vorrei percio' aggiungere che questa correlazione e oggetto di discussioni in USA fino ad interessare l`amm. Obama. David Healy e Peter Breggin per fare due nomi illustri sono tra quelli che hanno denunciato e studiato il fenomeno. Il sito ssristories.com e` stato creato apposta per raccogliere prove. Noi iun italia siamo indietro per merito dei nostri illustri psichiatri organicisti. Grazie e buon lavoro. Marc"

Grazie anche a Marc della sua testimonianza.
Ora via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Sono un operatore di polizia e non un medico psichiatra (e me ne guardo bene dall'esserlo), ma 1+1 fa sempre 2, e non ci vuole la laurea per capirlo.
Gli psicofarmaci portano alla violenza, e soprattutto gli antidepressivi SSRI.
Nel caso in questione, dato che ognuno ha una capacità di resistenza e autocontrollo diversi, la violenza si è dirottata sulle cose e verbalmente sulle persone.
Ma in un numero ormai spropositato di persone, la violenza si manifesta ammazzando e ammazzandosi.
Ti tramutano in un essere umano zombie-style, con urgenze omicidiarie e suicidiarie, e con l'alterazione delle emozioni così forte da fottertene di tutto e di tutti.
Sono anni che studio il fenomeno, anche senza laurea in medicina, tutto torna purtroppo.
Che nessuno diventi la prossima vittima.
Inviate la vostra storia a pbisant@hotmail.com
 

domenica 21 aprile 2013

ACCOLTELLA LA FIGLIA E SI UCCIDE: IL RAPTUS NON ESISTE.

Ha ucciso la figlia di un anno e mezzo accoltellandola e poi si è tolta la vita, tagliandosi la gola. E' accaduto ieri sera in un appartamento di Bergamo. Alessia Olimpo, dentista di 36 anni, e la figlia sono state trovate senza vita nella camera da letto della piccola. A fare la macabra scoperta il marito della donna, Alberto Calderoli.
Il marito era rientrato in tutta fretta da un congresso dentistico a Riva del Garda (Trento) dopo che il padre gli aveva riferito di non aver ottenuto risposta dalla moglie in casa.

Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Sul posto il magistrato di turno, Franco Bettini, gli uomini della Squadra mobile della questura e la polizia scientifica. I rilievi sono proseguiti fino a tarda notte.

Per lasciare intatta la scena del crimine, i tecnici della scientifica sono dovuti entrare da una finestra: il corpo di Alessia era infatti disteso proprio dietro la porta della stanza e, se la polizia fosse entrata aprendola, avrebbe inevitabilmente spostato il corpo e compromesso la scena.

FONTE TGCOM
 
 
Davanti a questa notizia il 99 per cento degli italiani penserà: "Oddio, ha ucciso la figlia e si è uccisa perché si stava separando con il marito"; oppure "Eh si...tutta colpa della crisi".
Non diciamo minchiate.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Nessuno nega che i problemi di ogni giorno possano metterci sotto stress, ma ormai tutti stanno cadendo nell'errore di pensare che sotto stress si possano compiere atti simili.
E i telegiornali parlano sempre di "raptus", come se la mente umana potesse sbroccare così pesantemente da un momento all'altro.
No, la risposta è ben altra, e si chiama "antidepressivi della categoria SSRI".
Come ho ben evidenziato nel mio blog, e come continuo da sempre a dire come operatore di polizia, questa particolare categoria di psicofarmaci riesce a trasformare persone in lucidi assassini prima degli altri e poi di se stessi.
Questa è, a mio parere, una morte da addebitare all'ignoranza di chi prescrive bombe atomiche senza saperne gli effetti; è una morte da addebitare alla nostra marcia società ormai psicomedicalizzata; è una morte da addebitare alla spocchiosa e putrida psichiatria moderna.
Magari posso sbagliarmi, e questa donna ha ucciso sua figlia e si è poi uccisa in preda alla disperazione per un vero problema, e che non stava assumendo alcun tipo di farmaco.
Ma la mia esperienza mi fa invece pensare che questa donna abbia cominciato a soffrire di depressione, e al posto di investigare le cause fisiche/psicologiche/ambientali alla base del problema, il suo medico di base o una psichiatra le abbia prescritto uno psicofarmaco della categoria SSRI.
Da operatore di polizia sono abituato ad analizzare bene le situazioni.
Il marito, come scritto sui giornali, era via a un convegno (e mai penso se ne sarebbe andato se avesse anche lontanamente subodorato uno stato mentale alterato della moglie).
Tutto quindi accade senza preavviso, lucidamente, come se fosse la cosa più normale di questo mondo.
Questo fanno gli antidepressivi della categoria SSRI e SNRI.
Trasformano madri in assassine dei propri figli.
E la violenza ne è sempre parte integrante: uccidere con coltellate significa essere vittima di uno stato che si chiama "akatisia", dove il corpo entra in una vera e propria "urgenza omicidiaria e suicidiaria", dove l'unico momento di pace si ha quando si riescono finalmente a compiere tali gesti.
Magari era una depressione dovuta a uno stile di vita errato, alla presenza di amalgame in mercurio, a una fortissima intolleranza al glutine.
Possono esserci 100 motivi diversi, eppure è, sempre secondo me, stata fatta l'unica cosa sbagliata: somministrare psicofarmaci.
E ora, in pochi mesi tutto verrà archiviato.
Altre morti etichettate come "raptus di follia".
Sì, ma farmaco-indotto.
 

sabato 20 aprile 2013

PSICOSI DA CANNABIS: E GIU' DI PSICOFARMACI

Da operatore di polizia, e come descrivo bene nel mio libro di prossima uscita "LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE" (prenotazioni a pbisant@hotmail.com), mi sono sempre chiesto se il legislatore avesse dovuto esprimersi in maniera chiara sulla distinzione fra droghe "leggere" o "pesanti".
La risposta me l'ha fornita la mia carriera, fatta prevalentemente in mezzo alla strada.
Ed è molto semplice.
Tutti noi, pur funzionando in base alle stesse, medesime leggi della Natura, siamo profondamente diversi, e reagiamo in maniera completamente differente all'introduzione di sostanze "estranee", siano esse di origine naturale che sintetica.
Infatti, non tutto quello che Madre Natura produce è adatto all'uomo, basti pensare ai funghi velenosi ad esempio.
Quindi, in linea generale, nessun uomo può essere allergico alla frutta o alla verdura commestibili, in quanto nostro cibo d'elezione, mentre è una reazione normale essere allergici ai latticini, ai cereali, alla carne, in quanto cibi non adatti al consumo umano.
Allorquando si sviluppa una reazione allergica all'ingestione di frutta ad esempio, non bisogna dare la colpa all'innocente fragola ma bensì alla forte impregnazione tossica dell'organismo, i cui marigini di tolleranza sono ormai ridotti al lumicino.
Questo per far capire che una volta ingerita, inalata, iniettata una sostanza all'interno del nostro corpo questa viene riconosciuta o come "self" e quindi una sostanza accettata, dalla quale il corpo può ricavare qualcosa (e quindi la frutta, la verdura) oppure "non-self", e quindi una sostanza che deve essere eliminata nel più breve tempo possibile, con dispendio di energie proprie (tutti i cibi sbagliati e le sostanze di origine chimica), da cui si ha un ricavo marginalissimo o nullo.
Torniamo quindi sul discorso droghe.
Nessuno nega che non si possa equiparare un tiro di cannabis a un tiro di crystal meth o a una pippata di cocaina, ma non si può nemmeno continuare a mantenere la generalistica distinzione tra sostanze leggere e pesanti, in quanto, come accennato all'inizio, ognuno di noi è biologicamente unico, e reagisce in maniera unica.
E quello che ho visto e che continuo a vedere nel mio lavoro ne è la riprova.
Sempre più giovani vengono trasportati presso i reparti di pronto soccorso e poi di psichiatria per manifestazioni di tipo psichiatrico connesse all'utilizzo, anche modestissimo e saltuario, di cannabis.
Le manifestazioni più frequenti sono la psicosi cannabis-indotta e i disturbi di attacchi di panico, anche a seguito di un singolo tiro di marijuana.
La cannabis molto spesso agisce come una vera e propria chiave che va ad aprire il lucchetto della nostra sanità mentale, facendo da apripista a disturbi psichiatrici molto seri e invalidanti.
E il pericolo più grande non è tanto la psicosi o gli attacchi di panico conseguenti all'utilizzo di cannabis, in quanto manifestazioni temporanee destinate a spegnersi da sole.
Il pericolo più grande per i giovani d'oggi è quello di essere trasportati presso il pronto soccorso e ricoverati in psichiatria, con conseguente impostazione di una "cura" che comincerà a rovinarli già alla loro età.
L'ignoranza del nostro tempo fa si che un giovane, in preda a una psicosi da cannabis, venga "curato" con sostanze altrettanto potenti, pericolose e devastanti, quando sarebbe sufficiente un contenimento di tipo fisico in attesa della sparizione della sintomatologia indotta dalla sostanza.
Ho recentemente visto un ragazzo adottato di origine russa già rovinato a 18 anni, a cui, dai 16 anni veniva somministrata la seguente cura:
Haldol: antipsicotico di vecchia generazione;
Seroxat: antidepressivo della classe SSRI;
Eutimil:  antidepressivo della classe SSRI;
Più varie benzodiazepine...la follia...e in più il ragazzo continuava a farsi di cannabis, aggiungendo oltre al danno la beffa.
Contiamo infine che le sostanze stupefacenti di oggi conservano molto poco di naturale (cannibis compresa), i cui principi attivi sono potenziati attraverso manipolazioni di tipo genetico e chimico.
Non facciamo passare i nostri figli dallo spacciatore illegale di strada a quello legale che veste un camice bianco. Non permettiamolo.

NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore

Pietro Bisanti



domenica 14 aprile 2013

ECCO COME SI COMPORTA UN DROGATO DA DENIBAN


Certo, mangiando vegano io guarisco dall'ansia, ma mi faccia il piacere. Che ne sapete voi dell'ansia e delle sue forme di psicosomatizzazione, io ho sofferto di dolori atroci e ho perso 20 kg a causa di psicosomatizzazione e se non fosse per il Deniban a quest'ora non so dove sarei. Mi ha fatto ringrassare, mi ha fatto rivivere, mi ha guarito. Guardate me, io "mi faccio" di Deniban da mesi e sto molto meglio di chi assume cocaina, e poi interagisce sulla dopamina regolarizzandola, non "esasperandola" come la cocaina. Ignoranti! Continuate tutti a dare retta a questi e a mangiare vegano cosi avremo tutta gente anoressica, isterica, repressa e ignorante! 
F.to Anonimo

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie per la sua testimonianza.
Lei ci è andato giù duro, e io non mancherò di fare altrettanto.
Prima cosa: quando si è sicuri di quello che si dice, ci si firma alla fine del proprio commento, come faccio io, che ci metto faccia e angrafe completa ai miei articoli.
Seconda cosa: il sottoscritto ha un rispetto stratosferico per chi ha avuto la vita rovinata tanto dalla sintomatologia psichiatrica che dagli stessi psicofarmaci.
Terza cosa: le cose vanno comunque dette, senza remore e senza girarci intorno.
Partiamo quindi, e come dico sempre io: via la lobotomizzazione e vediamo le cose per quello che sono.
Lei parla di avere avuto la vita rovinata dalla psicosomatizzazione, di aver perso 20 kg e che se non fosse per il Deniban, magari ora non sarebbe nemmeno vivo.
Nulla dice riguardo alla sua età, alla sue abitudini di vita, se si sia o meno ammazzato di canne o di qualsiasi altra sostanza stupefacente, se si sia o meno ingurgitato 25.000 creature viventi come fa un americano medio nel corso della propria vita, se abbia o meno albergato nel suo intestino per anni e anni organismi animali che hanno distrutto la sua flora batterica causando disbiosi e putrefazioni a catena.
Non dice nemmeno se ha assunto per anni una delle più potenti sostanze psicotrope di natura legale, e cioè il caffè.
Non dice se ha innaffiato i suoi pasti cadaverici con fiumi di alcol.
Non dice se ha ingurgitato, come l'americano medio, centinaia di chili di zucchero bianco e dolcificanti artificiali nel corso della sua vita.
Non dice se ha fumato le innocenti "sigarette", che sono anch'esse, con il loro carico di veleno, uno dei motivi del deterioramento della salute mentale globale.
Nulla dice, ma dalla sua reazione mi sa tanto di non aver sbagliato poi così tanto.
E se anche avesse fatto un decimo di quello che ho scritto, per molte persone è già sufficiente per esplodere come dei palloncini.
Aggiungiamo a un fisico debilitato la moltitudine di eventi stressogeni che capitano a ognuno di noi nella vita, ed ecco che lo sbroccamento è assicurato.
Purtroppo è troppo difficile e faticoso scandagliare le proprie abitudini di vita; troppo difficile rinunciare alla porchetta o agli gnocchi ai quattro formaggi.
Troppo difficile rinunciare alla sigaretta o al caffè dopo pasto.
Si vuole continuare a maltrattare il proprio corpo, pensando che funzionerà lo stesso.
E quando non funziona, ecco che si vuole risolvere tutto con una pastiglia magica.
In questo caso il nostro amico Deniban.
Lei dice una delle castronerie più colossali mai scritte riguardo a uno psicofarmaco: "regolarizza la dopamina", mentre la cocaina la "esaspera".
Lei dovrebbe fare da testimonial alla Bayer, alla Elly Lilly, e a tutte le case farmaceutiche del pianeta.
Si rendo conto di quello che dice?
Come fa un essere umano a pensare che una pillola, che passa la barriera ematoencefalica, possa interagire con le milioni di sinapsi cerebrali, praticamente sconosciute, andando a regolarizzarle?
Infatti non lo fa.
Vuole che le predico il suo futuro?
Glielo dico subito, augurandole che tutto quello che dico non avvenga, anche se sono praticamente sicuro che avverrà.
Le verranno le tette, se non le sono già venute, dato il pauroso aumento della prolattina che il Deniban crea.
Proprio a causa della prolattina, dovrà smetterlo a periodi, e lì cadrà nel baratro più profondo, con angosce brutali, e con due problemi: il primo, che non avrà risolto le vere motivazioni alla base del disturbo in atto; il secondo, che sarà dipendente e assuefatto a un farmaco potentissimo.
E quindi tornerà di corsa a prenderlo, scoprendo con stupore che non farà lo stesso effetto meraviglioso di prima, per il famoso concetto dell'assuefazione: come per un cocainomane, la prima sniffata è sempre quella dello sballo, poi ci si fa solo per tentare di essere normali, per funzionare.
E quindi, il suo bravo psichiatra (o peggio ancora il suo medico generico), le cambieranno la cura, dandole un bell'antidepressivo SSRI o peggio ancora lo Zyprexa se ha tendenza a dimagrire.
Quindi, la faranno diventare una balena senza emozioni con lo Zyprexa, oppure un finto felice con gli antidepressivi SSRI, sempre che prima non uccida se stesso dopo aver sterminato la propria famiglia.
Sono stato duro, lo so.
Legga tra le righe però la mia grande voglia di aprirle gli occhi.
L'alimentazione ha un ruolo fondamentale nella "cura" dei disturbi psichiatrici: siamo quello che mangiamo, cervello incluso, neurotrasmettitori inclusi (che si formano a livello intestinale e non nel cervello).
Continuo a dire in questo blog che non è l'unica cosa da prendere in considerazione, ma nulla può essere portato avanti a prescindere da essa.
Lei non è "guarito" come ha detto, è solo sotto l'effetto di una sostanza stupefacente, i cui effetti "benefici" spariranno ben prima di quanto pensa.
In bocca al lupo.

venerdì 12 aprile 2013

DENIBAN, STILNOX PRESCRITTI DOPO UNA CHIACCHIERATA DI DUE MINUTI

COMMENTO AL MIO ARTICOLO "DENIBAN: LO SPACCIATORE DI FELICITA'".

Sono molto confusa. Il mio medico di famiglia, dopo una "chiacchierata" di 2 minuti, mi ha prescritto il deniban perché dice che ritrova in me i sintomi di depressione. E' vero che soffro di ansia e giorni fa è arrivata al culmine, ma sono sempre riuscita a controllarla con respirazione e forza di volontà. Avevo bisogno di riposo, di allentare i muscoli del mio corpo sempre tesi, con la conseguenza che di notte non dormo e quindi in aggiunta mi ha prescritto stilnox. Risultato: da qualche giorno sono iper carica, le mie pulsazioni sono da testimone....e la sera lo stilnox (che ha avuto successo in passato) è come se non lo prendessi. Quindi tolgo tutto per primo deniban e ho aggiunto delle erbe rilassanti (non credo mi faranno effetto ma ci provo)..... Fatemi gli auguri.
Cris


RISPOSTA

Buongiorno Cris,
e grazie della sua testimonianza.
Ora mi arrabbio, e mi arrabbio anche molto.
Un medico generico che dopo due minuti di chiacchierata prescrive, senza nulla saperne a riguardo, una bomba atomica quale è il Deniban dovrebbe essere licenziato in tronco e mandato in miniera a spaccare sassi.
E in più, oltre il danno la beffa, ecco che aggiunge lo Stilnox: la follia non ha limiti.
Qualcuno ha mai insegnato a questo dottore che le manifestazioni di tipo psichiatrico possono avere una causa organica e ambientale che va assolutamente scandagliata e trovata?
Qualcuno ha mai insegnato a questo dottore che gli psicofarmaci (come praticamente tutti i farmaci) non hanno alcuna azione curativa, in quanto sopprimono i sintomi lasciando intatta la causa del disturbo?
Qualcuno ha mai insegnato a questo dottore una legge della Natura, che dice che "quando un organo viene esautorato dalla sua naturale funzione e sostituito con l'introduzione di una sostanza artificiale, esso smette piano piano di funzionare?"
Qualcuno ha mai insegnato a questo dottore che gli psicofarmaci provocano, anche in brevissimo tempo, assuefazione e dipendenza?
Qualcuno ha mai insegnato a questo dottore che i sintomi di sospensione dal Deniban sono terrificanti?
La follia. Purtroppo legale.
Vediamo, ancora una volta, i peggiori nemici della nostra psiche:
-Carne, pesce e proteine animali: causano putrefazione al livello del colon, che è il nostro secondo cervello e il luogo dove si producono i neurotrasmettitori celebrali. Intestino in putrefazione=depressione.
-Zuccheri raffinati: in primis il famigerato saccarosio (zucchero bianco) da tavola: favorisce picchi glicemici che possono portare falsa euforia e conseguente stato depressivo; sballa la produzione di testosterone nell'uomo e interferisce con la normale produzione ormonale; sottrae preziose sostanze nutritive al corpo umano, in quanto è un alimento morto che necessita di enzimi per essere digerito.
Nessuno sconto a zucchero di canna grezzo e non in quanto si tratta sempre e comunque di alimenti raffinati, morti e sepolti. 
Non pensate che sia innocuo solo perché lo vendono al supermercato: è una sostanza chimica che di naturale non ha nulla, potente, dannosa e catastrofica per chi ne è particolarmente suscettibile.
Bocciati senza riserve anche tutti gli edulcoranti, capeggiati dall'aspartame.
-Metalli pesanti: mercurio, alluminio. Il peggio del peggio. Occhio alle amalgame dentali, che causano una continua e incessante intossicazione all'organismo. Il mercurio è risaputo per creare stati mentali che possono arrivare alla schizofrenia.
-Bibite gassate: quando ingurgitate una lattina di coca cola non fate altro che bere, assieme ad essa, una quantità di saccarosio impressionante. Lo stesso vale per tutte le altre bibite in lattina.
-Glutine e caseina: i cereali non sono cibo per tutti. Non sono cibo nato per l'Uomo, bensì per i granivori. L'intolleranza al glutine è ormai considerata un'epidemia su scala mondiale, mentre in realtà è la diretta conseguenza della normale reazione del corpo umano all'introduzione di una proteina a esso incompatibile e sconosciuta.
Sono associati al glutine diversi stati mentali: dalla depressione agli stati immotivati di rabbia, fino alla psicosi.
La caseina, veleno pari alle proteine animali, ha in più il difetto di essere un grande allergene e di incollarsi ai villi intestinali e di non permettere quindi la normale assimilazione dei cibi.
La rimozione del glutine e della caseina in bambini con autismo sta dando risultati impressionanti.
-Vaccinazione: i vaccini sono forse il peggior insulto che può essere fatto a un essere umano. Metalli pesanti, DNA umani e animali. Un insieme di porcherie di cui non vale nemmeno la pena ribadire la tossicità.
-Farmaci: moltissimi farmaci agiscono sui recettori nervosi pur non essendo definiti "psicofarmaci": dagli antistaminici alla pillola per la pressione; dal farmaco contro la tosse a quello per il mal di testa.
-Denti devitalizzati: un dente devitalizzato è un'appendice morta tenuta attaccata al corpo con la forza. È come se volessero tenervi attaccato un dito putrefatto. La proliferazione incontrollata di tipo batterico, dovuta al marciume presente in una zona così delicata come quella del viso-cranio, può drenare le capacità di reazione del sistema immunitario portando stati depressivi anche gravi.
-caffè, sigarette, alcolici, sostanze stupefacenti. 
Aggiungo alla lista tutti i farmaci, anche quelli più innocui, tutti gli ormoni e gli additivi alimentari.
Questa è una lista a titolo esemplificativo, essendo molteplici i fattori che possono intaccare la nostra salute mentale.
Il Deniban, agendo come la cocaina sui recettori della dopamina, porta ad avere un'euforia "malata", tanto veloce ad arrivare quanto ad andarsene, lasciandovi più depressi di prima.
Una pasticca che fa alzare dal letto un depresso in 30 minuti può essere solo una sostanza stupefacente: non fatevi ingannare, ne va della vostra vita.
 
 
 

giovedì 11 aprile 2013

ZYPREXA: GLICEMIA, COLESTEROLO E TRIGLICERIDI FUORI CONTROLLO

LETTERA

Nel 2001 mi è stato prescritto lo Zyprexa, oltre ad ingrassare a dismisura ed a mangiare in continuazione, lo specialista ad un certo punto me lo ha dovuto interrompere a causa dei valori alti della glicemia, colesterolo e trigliceridi. Un altro psicofarmaco, il Seropram, mi ha provocato un notevole aumento dell'amilasi, lipasi, transaminasi ed altri valori che adesso non ricordo come si chiamano. All'inizio il medico pensava si trattasse di un problema al pancreas, poi, una volta interrotto il Seropram, i valori alterati sono rientrati spontaneamente.
Cordiali saluti.
Fabio


RISPOSTA

Buongiorno Fabio,
e grazie della sua testimonianza.
Ribadisco, fino a quando avrò voce, che gli psicofarmaci tutti hanno il potere di sconquassare l'organismo in maniera devastante.
Ma della sua testimonianza, quello che mi fa più ironicamente sorridere è il suo medico.
Le prescrive un veleno e poi si aspetta che il problema sia il pancreas e non il veleno stesso?
Siamo alla frutta.

martedì 9 aprile 2013

RISPERDAL E MORBO DI PARKINSON

COMMENTO AL MIO ARTICOLO


A proposito del Risperdal, durante una visita di controllo, lo psichiatra voleva prescrivermelo, poi ha riflettuto un attimo ed a voce alta ha detto che era meglio di no, perchè tale farmaco può provocare il Morbo di Parkinson, optando quindi per lo Zyprexa, ma è vero che il Risperdal può provocare tale patologia?
Fabio
 

RISPOSTA

Buongiorno Fabio,
e grazie per la sua domanda.
Veniamo a noi, ma prima, come dico sempre: via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono?
Mi chiede se il Risperdal può causare il Morbo di Parkinson?
Senza aver studiato medicina, la mia risposta è, senza ombra di dubbio, SI', assieme a ulteriori altri mille disturbi.
Il concetto è molto semplice.
Non si può pensare di introdurre all'interno del corpo umano una sostanza ultratossica quali sono gli psicofarmaci e pensare che essi vadano come un missile di precisione a espletare la "loro funzione" senza effetti collaterali.
Come un missile infatti distrugge anche quello che non deve, così fanno gli psicofarmaci, che vanno a toccare punti del corpo che non devono.
Questo non significa assolutamente che questi farmaci demoniaci, allorquando fossero anche in grado di toccare solo quello per cui sono stati creati, si tramuterebbero in qualcosa di utile: sono e rimangono veleni che devono essere eliminati dalla faccia della terra.
Lo ricorderò infine fino alla nausea: tutti gli effetti, anche quelli definiti collaterali, sono pur sempre effetti, non voluti ma pur sempre effetti.
La sua psichiatria però Fabio ha "saggiamente" deciso di non somministrarle il Risperadal per evitare il possibile insorgere del Morbo di Parkinson, ma nel contempo le ha prescritto il più micidiale antipsicotico mai creato, lo Zyprexa, sul quale ho scritto un sacco di articoli che invito i lettori nuovi giunti a cercare sul blog.
Come ho ben specificato nel mio libro di prossima uscita "LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI  UN CARABINIERE", le malattie mentali non esistono.
Esistono sintomi di natura psichiatrica che possono avere una base organica, ambientale, emozionale, e che vanno capiti e "curati" all'origine e non soffocandoli con sostanze tossiche.
Vuole un mio consiglio?
Per evitare di vivere una vita di stenti, grasso, diabetico, zombizzato, cerchi uno psichiatra olistico che le faccia scalare il farmaco in tutta sicurezza, andando a investigare sulle vere cause che l'hanno portata ad assumere tale farmaco.
E nessuna azione di guarigione potrà mai prescindere dall'adottare una dieta vegana, il più crudista possibile.
Se l'umanità non comincerà a mangiare quello per cui siamo stati creati, saremo invasi da un'epidemia di malattie mentali.
E "The Walking Dead" non sarà poi più solo una serie televisiva...


lunedì 8 aprile 2013

LAROXYL E POMPAGGIO FORZATO DELL'UMORE (E UN TOCCO DI RISPERDARL, CHE NON GUASTA MAI).


La mia personale esperienza con gli psicofarmaci mi ha portato a riflettere a lungo sugli effetti destabilizzanti che sono in grado di innescare.
Ho iniziato il mio percorso con un primo tentato suicidio (meditato per mesi).
Incontro quindi il magico mondo degli antipsicotici (Risperdal) che, nel giro di poco, mi hanno portato ad uno spegnimento fisico e psichico che sembrava divorarmi. Ricordo ancora la fatica mentale nel dover parlare, pensare, leggere anche solo un semplice sms e, al contempo, la frustrazione nel percepire lo stato di totale abbandono ed appassimento in cui versavo.
Un paio di mesi e sono passato agli antidepressivi. Con questi (Laroxyl), ho ripreso gradualmente vigore, spirito di iniziativa, freschezza mentale e voglia di fare.
Ma in tutto questo notavo qualcosa di artificioso, di forzato. Ogni tanto mi accorgevo infatti di compiere delle azioni con eccessiva allegria e spensieratezza, quindi mi fermavo e mi dicevo: "Cretino, che cavolo hai da ridere, che sei invece un groviglio di infelicità?".
I miei problemi di fondo non trovavano soluzione e, nel frattempo, questa sensazione di pompaggio forzato dell'umore mi irritava e il percepire di non essere totalmente padrone del mio stato emotivo mi mandava ulteriormente via di testa.
Provai a sospendere di colpo la terapia. Mi vengono i brividi al sol pensiero: nel giro di 2 giorni mi trovai in uno stato di disperazione e malessere psicofisico che avrei ingerito all'istante una granata pur di esplodere e porvi fine.

-- MAI, e dico MAI, prendere decisioni sulla propria terapia senza aver consultato chi ci segue.

Nel frattempo, con rinnovata e lucidissima razionalità, avevo ripreso a pianificare il secondo tentativo di suicidio.
La sera prestabilita sono serenamente uscito con un amico, abbiamo cenato, parlato, scherzato. Una situazione irreale, se ci ripenso, ma allora mi sembrava tutto normale: ora torno a casa e mi uccido.
L' "assunzione impropria" di farmaci mi ha regalato il terzo ricovero in psichiatria.
Lì, ai miei familiari ed ai dottori comunicavo quotidianamente che dovevano mettersi il cuore in pace e che, appena uscito, avrei portato a compimento il mio proposito.
Così però non è stato.
Il motivo? Non potrò mai esserne certo ma probabimente è stato perchè, vista la situazione, i medici alzarono bandiera bianca, sospesero tutti i farmaci (a parte una dose molto bassa di benzodiazepine) e mi confessarono tutta la loro impotenza davanti alla monoliticità del mio pensiero.
Questa situazione mi ha riportato così nuovamente a stretto contatto con la realtà che mi circondava, dove le mie emozioni ed i miei pensieri non erano più filtrati dalla chimica.
Dopo le dimissioni ho passato mesi davvero strazianti, riflettendo spesso su quale albero potesse essere il più adatto per impiccarmi, ma fortunatamente riappropriandomi anche di me stesso, dei miei pianti, dei miei sorrisi e di tutti gli altri stati d'animo veicolati dal mondo che abbiamo intorno.
Non credo di esserne ancora totalmente uscito, nei momenti di particolare angoscia difatti penso spesso a quella "soluzione", ma forse sono riuscito ad elaborare uno sguardo armonico e consapevole tale da poter rendere, spero presto, la mia vita serena. Continuando ad assumere psicofarmaci credo proprio non sarei mai risucito in questa operazione, seppur lenta, di messa a fuoco della mia esistenza.
Ho conosciuto parecchie persone in cura psichiatrica. Ad alcune di queste vedo assumere quantità esorbitanti di psicofarmaci... mi chiedo sempre come siano potuti arrivare ad un piano farmacologico così devastante e, contestualmente, mi viene tristemente da pensare che non ne potranno più uscire.
Al contempo ne vedo altre a cui magari basterebbe della buona psicoterapia piuttosto che le pilloline, ma né loro né chi gli sta intorno hanno la forza di cambiare le cose.
Ciò che ho scritto vuole essere una semplice testimonianza. Il campo in questione è talmente delicato e complesso che sarei un irresponsabile a svendere la mia esperienza come esempio o indicazione per gli altri.
Nel mio caso ho dovuto però constatare che:
- gli antipsicotici mi hanno portato in depressione
- gli antidepressivi hanno rinforzato le ideazioni suicidarie
- le benzodiazepine portavano alla dipendenza

Detto ciò, spero però che tra le righe si possa percepire quali siano le immense potenzialità ricostruttive di cui è capace la mente umana, sempre se libera e capace di analizzare ed autoanalizzarsi.

A. 

RISPOSTA
Buongiorno A.,
che cosa posso dire davanti a una testimonianza di questo spessore, giocata tutta sulla propria pelle?
Mi inchino a Lei, che è riuscito, seppur parzialmente a "uscirne".
Mi permetto, come sempre, di dire la mia.
Sono un sostenitore della potenza rigeneratrice del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.
Sono d'accordo che non bisogna mai sospendere le terapie psicofarmacologiche in maniera brusca e incosciente.
Ma, al contempo, è quasi unanime il pensiero degli psichiatri di dire: "Se stai bene con il farmaco, perché smetterlo?", e quindi questo comporta un incatenamento a vita agli stessi.
Dovrebbero poter sorgere, come proposto da alcune persone con cui sono in contatto, e come da sempre lo penso anche io, dei centri igienistici dove una persona sotto psicofarmaci possa disintossicarsi a zero farmaci e con il supporto medico per le emergenze.
Dove si venga instradati a un'alimentazione vegana, il più crudista possibile, e dove vengano scandagliate tutte le cause organiche, psicologiche, ambientali all'origine dei disturbi psichiatrici che si manifestano.
Se ne esce eccome dai disturbi mentali. Ma mai con le terapie "convenzionali".


NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore


Pietro Bisanti