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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
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Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani, vegano-crudista e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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giovedì 31 agosto 2017

DEPRESSIONE E ATTACCHI DI PANICO: ABBIAMO VERAMENTE BISOGNO DELLO PSICOLOGO?

LETTERA

Buongiorno, essendomi imbattuto recentemente sul suo forum ho sentito la necessità di chiederle una breve consulenza. Da diversi anni, in seguito a diversi attacchi di panico, soffro di ansia generalizzata e depressione..avrei bisogno di uno psicoterapeuta, ma ho paura di iniziare un percorso senza fine, considerato che la maggior parte di essi tende, come diceva lei, a tenere incollati i propri pazienti. 

Le chiedo, pertanto, qualche eventuale contatto che mi possa essere di aiuto..faccio presente che abito in Sardegna, nel comune di Oristano.

La  ringrazio per l'attenzione e l'aiuto che vorrà offrirmi!

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Siamo veramente sicuri che tutte le problematiche che si manifestano con sintomi di natura psicologica/psichiatrica ABBIANO IN EFFETTI UNA BASE TRAUMATICA?

La mia esperienza ormai quindicinale in materia mi fa propendere verso un secco NO, anzi, dirò di più, più vado avanti e più mi accorgo di come la componente emozionale sia sì da considerarsi corresponsabile ma in misura non così preponderante come si è da sempre soliti fare.

In pratica, la mente collassa perché il CORPO FISICO, soprattutto a causa dei nostri orripilanti stili di vita (alimentare in primis), non riesce a mantenere l'equilibrio interno relativo all'espulsione delle tossine giornalmente prodotte.

In pratica il nostro cervello annega nella nostra stessa spazzatura interna e noi diamo la colpa alla sculacciata che ho preso nel culo da piccolo e che dovrei elaborare con chissà quante costosissime sedute di psicoterapia.

Questo NON significa demonizzare la figura professionale dello psicologo ma bisogna trovare in primis una persona PROPOSITIVA, che non faccia RIMUGINARE IL PASSATO ma che GUARDI AVANTI; in secundis, bisogna attuare percorsi BREVI da LUCIDI (e per lucidi intendo NON sotto terapia psicofarmacologica o imbottiti di cibi sbagliati).

Se sono depresso a causa del glutine posso fare tutte le sedute del mondo ma NON GUARIRO' MAI.

Mente e corpo sono interconnessi come non mai.

Quindi, nel suo caso ma come in tutti, PRIMA SI SISTEMA IL CORPO FISICO attraverso uno stile di vita soprattutto alimentare perfetto, poi si potrà decidere, se lo si riterrà ancora opportuno, di farsi dare una mano da qualcuno di serio, che sappia motivare e non affossare, guardare in avanti e non rimuginare.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti

Per tutti: questo epocale lavoro informativo non chiede niente a nessuno. Viviamo di donazioni spontanee. Chiunque voglia aiutarci, può farlo attraverso le indicazioni che trovate in alto a destra.

Per i nuovi lettori: scandagliate tutto il blog, in quanto è una miniera di informazioni disponibili gratuitamente per tutti.

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.









mercoledì 30 agosto 2017

DA ASPIRANTE MODELLO A LARVA UMANA, CON AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO E PENSIONE DI INVALIDITA': GRAZIE DI TUTTO CUORE XEPLION


LETTERA


Ciao a tutti, ho scoperto il Blog solo adesso e spero con tutto il cuore che sia ancora attivo. Io ho avuto la stessa esperienza a riguardo....tso in cui mi hanno massacrato e mi è successo più di una volta, poi mi hanno costretto ad andare al csm dove mi fanno una puntura di xeplion al mese : una cosa pesantissima, sono svogliato, pesante, sono ingrassato, dormo tanto, insomma uno schifo. Sono ingrassato 7 chili e sono pesante. E pensare che potevo fare il modello ! Ora è dura e per di più quei maledetti mi hanno fatto prendere l'invalidità, mi hanno messo un avvocato di sostegno che è dalla parte degli psichiatri. Un vicolo cieco. Mi potreste dire a chi mi dovrei rivolgere per uscire da tutto questo, da quest'incubo ? Sono un bel ragazzo e mi sto rovinando, è uno scempio. Vi prego. Mi chiamo *******, vi prego, chi può farmi uscire da tutto questo mi contatti, vi scrivo la mia email : ********* o potete contattarmi su Facebook. E per di piu' la mia famiglia è dalla parte degli psichiatri, è una faccenda molto delicata.... 



RISPOSTA


Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Qui si trova sul blog di un igienista, che ritiene che la salute non si ottenga a suon di bombardamenti chimici bensì attraverso la conformazione alle esigenze alimentari/emozionali/fisiche/spirituali del corpo umano.

Non conosco la sua storia personale ma non ho alcun dubbio che il colpo di grazia glielo abbia dato proprio quello che lo psichiatra che l'ha in carico avrà sicuramente apostrofato come "cura".

Lo Xeplion è e rimane una sostanza chimica al 100% e chiunque utilizzi anche solo lontanamente la logica non può non capire come 500.000.000 di neuroni certo non si "sistemano" a suon di molecole estranee alla biochimica del corpo umano.

Mi meraviglio inoltre, per usare un eufemismo, di come le persone che l'hanno intorno (amministratore di sostegno, familiari, psichiatra) possano pensare che lei stia migliorando quando in realtà, come lei dice, è stato trasformato in una larva umana.

Le ripeto, non ho la benché minima idea di come lei sia entrato nel circuito psicofarmaci-amministrazione di sostegno-pensione di invalidità (ed è possibile che lei, magari utilizzando cannabis o altri stupefacenti, si sia VOLONTARIAMENTE rovinato la salute mentale) ma indipendentemente da tutto NESSUNO ha il diritto di rovinarla ulteriormente.

Nel corso di tutti questi anni in cui mi occupo di ricerca indipendente ho visto applicare la procedura dell'amministrazione di sostegno a volte correttamente a volte in maniera forzata, così come per le pensioni di invalidità, spesso date persino quando rifiutate dall'interessato.

Ogni situazione è a sé.

Il sistema nel suo complesso è completamente sbagliato perché non porta alla guarigione di nessuno bensì alla cronicizzazione del tutto.

Cosa farei nel suo caso?

1) Richiesta di passaggio da terapia depot a terapia orale

2) Istanza al Giudice Tutelare in cui spiega per filo e per segno il peggioramento avuto utilizzando il farmaco attuale, chiedendo quindi di valutare delle alternative

3) Appoggio a psichiatra privato che la coadiuvi nella lenta dismissione dei farmaci

4) Cambio TOTALE dello stile di vita, a cominciare dal fumo, fino ad arrivare a una alimentazione impeccabile

5) Dopo almeno due anni di impeccabile percorso disintossicativo, si potrà chiedere la revoca dell'amministrazione di sostegno e della pensione di invalidità.

Questo si potrebbe fare se vivessimo in un mondo giusto e a misura d'uomo, mentre purtroppo lei è incatenato in un sistema malato che preferisce sedare piuttosto che aiutare.

Ci sono cliniche svizzere dove affrontano i problemi mentali con l'alimentazione. Solo chi non vuole vedere oltre il proprio naso può continuare ad avere cieca fede nella chimica e non nella capacità autoguaritiva di un corpo trattato come si deve.

Non le dico che sia impossibile attuare quanto sopra descritto ma la prima cosa da fare sarebbe quella di creare un cordone di sicurezza attraverso la presenza della sua famiglia, che come mi dice è "pro-psichiatria" (e anche qui bisognerebbe vedere perché... la sua storia personale... e magari quanto ha "rotto loro le palle").

Una volta ottenuto l'aiuto della sua famiglia, attraverso un buon avvocato e un buon psichiatria privato si possono muovere i primi passi.

Tenga conto che la dismissione dei farmaci NON è una passeggiata e ci vogliono grande costanza, coerenza e forza di volontà per cambiare alimentazione e mettersi alle spalle le cattive abitudini di vita.

Rifletta.

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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lunedì 28 agosto 2017

SI SCHIANTA CONTROMANO IN AUTOSTRADA CON LA MOTO: SONO TUTTI SEMPRE IN "CURA"



Schianto sull’A3: il lungo addio a Tullio, ridotto a brandelli dopo il contromano in autostrada

Si chiamava Tullio Verdoliva il 39enne di Castellammare di Stabia, che si è schiantato mercoledì sera contro un’auto, dopo avere percorso alcuni metri contromano in autostrada sull’A3. Lunga l’attività di indagine con la Polizia Stradale è riuscita a dare un nome dopo quasi 24 ore. La moto su cui viaggiava era infatti rubata, e l’uomo era senza documenti.

Verdoliva, tuttavia, pur avendo piccoli precedenti per furto, rapina, estorsione e aggressione a vigili urbani e carabinieri non aveva rubato quel mezzo per “profitto”, bensì con l’intento di suicidarsi. Aveva già provato a farlo precedentemente con un motorino di sua proprietà. Secondo quanto appreso il 39enne era in cura proprio per problemi legati alla depressione.

FONTE WWW.ILFATTOVESUVIANO.IT


COMMENTO

Ecco le "ideazioni suicidiarie" che sono persino CONTEMPLATE NEL BUGIARDINO degli antidepressivi SSRI-SNRI.

Ma come per i vaccini, ormai si nega l'evidenza perché la "scienza" è scienza.

Riflettete

Pietro Eupremio Maria Bisanti


venerdì 25 agosto 2017

"PIETRO BISANTI NON HO POTUTO LEGGERE IL TUO LIBRO MA SUGLI PSICOFARMACI HAI DAVVERO, DAVVERO RAGIONE"

COMMENTO ALLA CHAT DI FACEBOOK SOTTO INDICATA

Non riporto certo questo scambio di messaggi per mio vanto personale, ma per far capire quanto io creda fermamente in quello che faccio.

Acquistare il mio libro significa fare tesoro di una visione diversa della salute, degli psicofarmaci e del corpo umano in generale, facendo le proprie valutazioni personali per poi DECIDERE AUTONOMAMENTE.

I proventi del libro permettono a tutto questo meraviglioso servizio informativo e di assistenza pratica e legale di funzionare al meglio.

Questo non significa che i soldi debbano essere una barriera.

Chiedere la mia opinione NON COSTA NULLA, così come non costa nulla il libro PER CHI NON PUO' PERMETTERSELO VERAMENTE.

Chiunque sia in gravi difficoltà economiche, può richiederne una copia gratuita a pietrobisantiblog@gmail.com, NON PRIMA DI AVER SMESSO DI BUTTARE SOLDI IN SIGARETTE E VIDEOPOKER.

Il libro è gratis per chi NON può acquistarlo.

I paraculi non sono bene accetti.

Avanti così

Pietro Eupremio Maria Bisanti




Non ho potuto leggere il tuo libro,ma sento il bisogno di dirti che hai davvero davvero ragione x quanto riguarda gli psicofarmaci.
Soffro di un severissimo disturbo da attacchi di panico,da 22 anni,agorafobia e un paio di altre cosette inutili.
Ho fatto uso di psicofarmaci x anni,le ho provate tutte....niente mi ha guarito,più di sei mesi fa'ho tolto l ultimo di cui abusavo,il lexotan .
Avevo attacchi continui ,per giorni e giorni,tachicardia sempre,confusione mentale,insomma ,stavo una schifezza.
Ho tolto tutto ,senza scalare.....non sono guarita,ma sono NOTEVOLMENTE migliorata,ho moltissimi attacchi in MENO.Rimangono le mie difficoltà che purtroppo non si confanno ai ritmi della società,ma io vado ai miei e me ne frego,pian pianino,ma faccio tutto 😊 quel che serve

Scusa il lungo messaggio,ma....mi ritrovo in quel che dici e volevo condividere la mia esperienza

Grazie mille della tua importante testimonianza
e invece
leggere il libro sarebbe fondamentale
perché con gli aggiustamenti descritti
torneresti ad essere al top
come meriti



Il mio è solo un problema economico ,x non averlo letto,ma arrivo,pian piano arrivo 😊 m interessa tantissimo
😱 oddio grazie,mi son commossa,grazie 😊 gentilissimo

i soldi non saranno mai una barriera per il mio messaggio

Sono senza parole ,davvero,grazie ancora
un abbraccio
legga
e faccia il salto

Si 😊 ci proverò



NESSUNO OSI PIU' DIRE CHE LA CANNABIS POSSA ANCHE SOLO LONTANAMENTE "FARE BENE". LEGGETE LA STORIA DI QUESTO RAGAZZO E RIFLETTETE

LETTERA

Buonasera,

le scrivo per capire..voglio essere sincera con lei: ho affidato mio figlio agli psichiatri, assistenti sociali, reparti psichiatrici, neuropsichiatra, comunità terapeutiche...adesso ha 17 anni, 18 anni li fa a novembre, *****, questo il suo nome, ha incominciato a fumare cannabis quando aveva 13 anni.

Appena ne sono venuta a conoscenza, mi sono allarmata per diversi motivi. In breve tempo ha incominciato ad avere atteggiamenti diversi, bigiava la scuola, chiedeva soldi sempre con più prepotenza, spesso era aggressivo.

Ha da sempre avuto un ottimo rapporto con i suoi insegnanti, andava benissimo a scuola.. tutto precipita e io da mamma sola mi rivolgo agli assistenti sociali, incontri su incontri, ***** era nel suo mondo..taciturno, cupo..andava in giro con il viso sempre coperto. Solo gli occhi si vedevano e le cuffie sempre alle orecchie.

Viviamo a *****, in provincia di *****, quartiere popolare, ma siamo puliti, nonostante quello che ci circonda non è facile. Nessuna denuncia né arresti mai nella mia famiglia d'origine. Mai provato droghe, ma il papà di ***** sì.

Non se ne è mai occupato, **** non è mai stato con suo padre, il mio ex marito, e so che questo per mio figlio è un gran dolore, che è venuto fuori nell'adolescenza parlandone con me.                 

Quando probabilmente ha avvertito che non riusciva più a reggere tutto e dopo aver fatto a pugni con un suo amico, ***** ha avuto la sua prima crisi psicotica.non so se il pugno che ha preso in pieno viso c'entri qualcosa, ma già dalla mattina dopo eravamo insieme a **** e la sua mente era estraniata dal suo corpo.

Ricordo benissimo quel giorno...da lì niente è più stato come prima. **** sentiva che le persone che gli camminavano vicino, offenderlo, sputargli addosso..ma non era così. Guardava la TV ma vedeva altro, i buchi nei muri..crisi di panico, ansia, il continuo "fumare"per automedicarsi ..ero un giorno sì e uno no in caserma per farmi aiutare.

Fin quando un carabiniere, assistendo ai deliri di Mattia dopo averli chiamati, fa di tutto per portarlo al pronto soccorso, TSO....è stato contenuto mio figlio, aveva 15 anni. Non lo riconoscevo più.

Nonostante gli psicofarmaci, adesso è un anno che è lucido, da qualche mese è presente mentalmente, ma sente le voci, l'aggressività è andata via da maggio totalmente. E' in comunità ad *****, conta i giorni per ritornare a casa, così ha vissuto mio figlio questi due anni di comunità.

Da ragazzo in gamba a scuola si è ridotto ad andare tre volte alla settimana con l'educatore, senza gli altri alunni a scuola. *****, l'educatore e la professoressa. Sembra dai sintomi sia schizofrenia. Non lo hanno ancora certificato, e io non voglio segnarlo a vita...mi scuso se non sono sembrata chiara nello scrivere e la ringrazio nonostante i miei dubbi e la mia ignoranza, ho la necessità di capire di più, di sapere il suo parere, di essere aiutata. La saluto e la ringrazio 

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.


Veniamo a noi.

14 anni di studi indipendenti ma soprattutto sette anni di analisi di esperienze di vita reale mi hanno fatto capire una cosa: difficilmente il cervello umano "impazzisce" a seguito di traumi di natura psicologica e ancora più difficilmente se si tratta di un cervello facente parte di un corpo sano e ben alimentato.

Questo NON significa ESCLUDERE l'importanza ENORME che l'aspetto emozionale ha in ognuno di noi, a cui do la stessa valenza di una alimentazione corretta, bensì comprendere quanto questi due fattori debbano lavorare IN SINERGIA: uno non può prescindere dall'altro.

Ho visto infatti persone SENZA UN PROBLEMA cadere in stati depressivi o schizofrenici gravissimi solo ed esclusivamente in relazione a uno stile di vita ed alimentare contro natura.

In pratica il vedere il bicchiere "mezzo pieno o mezzo vuoto" ha anche direttamente a che fare con quanta energia interna abbiamo; energia che arriva direttamente da cosa mettiamo in bocca e dalle nostre abitudini di vita.

Suo figlio sicuramente ha cercato nella cannabis un "sollievo" per la sua situazione familiare ma le posso garantire che ho visto ragazzi/e con NESSUN TIPO DI PROBLEMA spinellarsi per il solo gusto di farlo. 

Parliamoci CHIARO. Se fumare uno spinello NON fosse piacevole non lo farebbe nessuno.

Un obeso, parimenti, certo non si ingozza di sterco di elefante, bensì di tutto quello che APPARE buono al palato.

Ma si tratta, in entrambi i casi, di FINZIONE, di PIACERI EFFIMERI, di STIMOLAZIONI NERVOSE che DANNO PIACERE SEMPLICEMENTE A CAUSA DI UNA IPERSTIMOLAZIONE che PRESTO O TARDI PORTA IL CONTO DA PAGARE.

Parliamo ancora CHIARO. Il VERO BENESSERE è quello dato dall'energia e dal buon umore che una persona alimentata correttamente ed in pace con se stessa e con il mondo ha APPENA SVEGLIA AL MATTINO e non le inutili e finte iniezioni artificiali di energia date dalle droghe, dai cibi incompatibili e dagli alimenti tossici come caffè o bibite energetiche.

Le sembrerà "strano" ma il problema di suo figlio ora è la sua intossicazione interna, aumentata dai farmaci stroncasintomo che danno UNA PARVENZA DI NORMALITA' mentre in realtà continuano a fare danni all'interno enormi, distruggendo piano piano la biochimica cerebrale.

Fatto sta che suo figlio ora viene trattato come un lobotomizzato sociale, accompagnato come un disabile, mentre alla sua età dovrebbe prendere l'aereo e farsi un bel viaggio per i fatti suoi.

Questo è quello che volete lei e suo figlio? Un futuro di limiti e sopravvivenza?

La soluzione è molto più facile di quello che crede.

Ribadisco, a scanso di equivoci, che NON do pareri medici. Dico con chiarezza quello che farei io se mi trovassi nella stessa situazione.

Suo figlio deve semplicemente eliminare il carico tossico che introduce da anni permettendo al suo corpo, attraverso uno stile di vita corretto soprattutto alimentare, di fare quello che sa fare meglio e cioè autoguarirsi.

Chiunque le dica che un qualunque rimedio sia esso allopatico/omeopatico/fitoterapico/religioso/spirituale possa guarire suo figlio è un fesso o è in malafede.

500.000.000 di neuroni non si aggiustano con una compressa bensì' lasciando fare all'unica entità che sa cosa deve essere fatto: IL SISTEMA IMMUNITARIO DI OGNUNO DI NOI, IL NOSTRO DIRETTORE D'ORCHESTRA, IL NOSTRO BANCO REGIA.

Scalaggio graduale dei farmaci, via le sigarette che suo figlio consumerà sicuramente come un dannato, lontano dalle canne anni luce e cambio graduale verso un'alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO GLUTINE e a bassissimi livelli di grasso.

Quanto tempo ci vorrà? Chi se ne fotte. Ci vorrà il tempo che ci vorrà, ma è a mio umile parere l'unica strada che abbia un senso logico.

"Cibi puliti-pensieri puliti", questo è il binomio che ho creato.

Suo figlio girava con lo sguardo da serial killer e con le cuffie nelle orecchie perché il suo cervello è pieno di merda, non per i problemi a casa. 

Nella mia più che ventennale carriera come operatore delle forze di polizia NON ho incontrato UNA sola persona psichiatrizzata che trattasse il proprio corpo, a partire dall'alimentazione, in maniera corretta.

Basti pensare alla quantità mostruosa di sigarette che si permette vengano fumate nei reparti psichiatrici...

Se fossi ricoverato in Cardiologia, il cardiologo mi direbbe di NON fumare per il mio bene.

In Psichiatria sono gli infermieri stessi a dire ai parenti di NON FAR MANCARE MAI LE SIGARETTE.

Rifletta...

Io sono qui

Pietro Eupremio Maria Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.





mercoledì 23 agosto 2017

DISACCORDI FAMILIARI E PSICOFARMACI A 91ENNE: QUANTO VALE LA VITA DI UN ANZIANO?

LETTERA

Gent.mo Pietro Bisanti

                                                        Solo poco fa ho avuto modo di conoscerla su internet e mi ha fatto un enorme piacere. Stavo cercando informazioni su come disintossicare mia madre di quasi 94 anni da antipsicotici e antidepressivi che le sono stati somministrati da mio fratello su prescrizione medica del primario di Geriatria dell’Ospedale di ******* dott. *******.

                                                        Mamma è stata colpita all’età di 91 anni da un inizio di demenza senile e da quell’età è assistita da una “Assistente Familiare” ogni giorno dalle 18 di sera al giorno dopo dalle 10 alle 12 a seconda l’ora del risveglio. Il resto del tempo e il sabato dal mattino alle 20 di sera mamma sta con la mia famiglia. Solo la domenica dalle 12.30 alle 18 circa con mio fratello che collabora con mia madre nel pagare l’assistente Familiare.

                                                        Il problema maggiore di mia madre era quello di non dormire molto la notte per cui le “Assistenti familiari” si sono spesso lamentate con mio fratello.

                                                      Già prima del 20 dicembre 2015 mi sono accorto che le venivano somministrati psicofarmaci a mia insaputa. Infatti MAMMA si reggeva a malapena sulle gambe o le incrociava rischiando di cadere e parlava farfugliando. Ma il 20.12.15 vi è stato un gravissimo episodio: mia madre si è addormentata alle 20 del 20 dic 15 e l’indomani non riuscivo a svegliarla; alle 17 circa finalmente si è svegliata. La signora che stava con mia madre mi ha scritto che le erano state somministrate 35 gocce di Talofen su indicazione di mio fratello.

                                                       Ho portato mia madre  (15-3  e 13-9-16) dalla dott.ssa ***** Neurologa e Psichiatra che somministrando a mia madre cure di norma omeopatiche, dichiarava che mamma  non avrebbe dovuto essere sottoposta a cura con uso di psicofarmaci.
       
                                                        Da qualche mese (aprile 2017) notavo mia madre peggiorare visibilmente le condizioni di salute e diventare sempre più apatica.
Non aveva più voglia di andare al supermercato, non sapeva più firmare, dormiva in continuo durante il giorno e aveva perso l’appetito, non riusciva a tenere le posate in mano; nel maggio scorso ha avuto un blocco intestinale con rimozione fecaloma al pronto soccorso dell’Ospedale di ***** (a cui ho detto che mamma non prendeva farmaci), parlava pochissimo e l’attività prevalente durante il giorno era ed è il sonno.

L’Assistente Familiare a seguito di mie ripetute richieste ha sempre negato di somministrare psicofarmaci a mia madre; il giorno 7 agosto ho incontrato mio fratello e mia cognata nella loro abitazione per affrontare il problema della sostituzione della Assistente Familiare dimessasi alcuni giorni prima. All’inizio del colloquio ho chiesto a mio fratello se avessero somministrato psicofarmaci a  mia madre e lui ha confermato che aveva somministrato TRITTICO E QUIETAPINA su indicazione del primario di Geriatria dell’Ospedale di ******.

Mi sono irritato per non essere ancora una volta stato informato (mia madre è invalida al 100%) e ho immediatamente presentato un esposto alla Direzione Generale dell’ASL ****. Ho invitato mio fratello a sospendere immediatamente la terapia (12 giorni fa); l’Assistente familiare in risposta alle mie insistenti domande ha affermato che da un mese e mezzo non dava più TRITTICO a mamma e dava la metà di quanto prescritto della Quietapina.

Volevo sapere se è possibile fare qualcosa per disintossicare mia madre facendole recuperare le capacità perse negli ultimi mesi.

Volevo inoltre chiederle se è disposto a partecipare agli INCONTRI ****** a ****** per parlare di PSICOFARMACI o anche del VACCINI.

                                            Se è possibile vorrei spiegarle a voce la vicenda, telefonandole.   

                                                                                                                                IN FEDE
                                                                                                                                ******
cell. *******



RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.


Veniamo a noi.

Viviamo in un mondo ormai ipermedicalizzato: a volte, è orribile da dirsi, è molto meglio morire piuttosto che raggiungere un'età avanzata completamente distrutti nel corpo e nella mente.

Fa anche più rabbia alla luce del fatto che invecchiare, in natura, NON significa certo diventare dei ruderi ambulanti bensì si identifica in un normale processo che porta l'organismo a spegnersi dolcemente mantenendo comunque le sue corrette funzioni basilari.

Infatti, quando in natura un animale sta per morire di vecchiaia, semplicemente alcuni giorni prima smette di mangiare, si riposa e aspetta di andarsene dolcemente nel sonno, avendo vissuto fino all'ultimo una vita degna di questo nome.

Il dolore cronico è invece un'invenzione tutta umana, il più grande abominio medico frutto delle orripilanti terapie convenzionali come la chemio.

Si invecchia male e si muore in modo ancora peggiore...

Nel caso della demenza senile di sua madre, sicuramente è il risultato di anni e anni di insulti alimentari e farmacologici, assolutamente NON compresi da chi a livello medico avrebbe dovuto aiutarla e che ha invece preferito sopprimere i sintomi a suon di bombe chimiche che hanno ridotto sua madre nella pietosa condizione in cui si trova ora e che lei ha ben descritto.

A questo si aggiunge la diatriba familiare tra le due fazioni "cura" e "non cura".

La mia idea sugli psicofarmaci l'ha perfettamente capita.

Ora, se fossi in lei, agirei su due fronti:

1) A livello giuridico, se sua madre è incapace di provvedere a se stessa è possibile far partire un provvedimento di amministrazione di sostegno facendosi nominare, così da potersi occupare personalmente di lei con tutte le garanzie di Legge (evitando così i contrasti di natura familiare nel limite del possibile).

2) Se sua madre ha mantenuto un barlume di lucidità HA IL SACROSANTO DIRITTO di scegliere se assumere o meno un farmaco. Nessuno può obbligarla se non in virtù di un trattamento sanitario obbligatorio ed in assenza di questo se l'assunzione non è volontaria si commette un grave reato (a maggior ragione in relazione al fatto che lei scrive che sua madre è invalida al 100%).

Detto questo, la mia idea su come si ripristini e/o mantenga la salute è sempre la stessa.

Zero chimica e virata verso un'alimentazione vegana, crudista quanto basta, a bassissimo livello di grassi e a ZERO glutine.

Ogni giorno di vita di un essere umano è SACRO, ma davanti a una persona di 94 anni già invalida al 100% non posso fare altro che avvertirla di essere cauto e attento perché la sospensione dei farmaci e una virata verso un'alimentazione virtuosa potrebbero scatenare crisi da dismissione magari non sopportabili da parte della diretta interessata (senza contare che non specifica se stia assumendo altri farmaci di natura non psichiatrica).

Risulta quindi difficilissimo darle un parere anche se non medico. Se si trattasse di mia madre, procederei ad uno scalaggio lento e costante e un miglioramento altrettanto lento e costante dell'alimentazione. Piccoli accorgimenti giornalieri per non scombussolare troppo il suo organismo e per permetterle di vivere la vita nella migliore qualità possibile.

Da quanto sto personalmente verificando in base a tutte le storie che mi giungono, la psicomedicalizzazione degli anziani sta raggiungendo livelli veramente allarmanti: NON conosco UN SOLO 70ENNE che non sia pieno zeppo di farmaci...

Questo è quanto mi sento di dirle.

La cosa più corretta sarebbe una bella riunione familiare, una decisione verso la salute collettiva ascoltando il parere di vostra madre che, non scordatevelo mai, è e rimane libera di scegliere per se stessa.

Infine, se mi spiegherà bene di cosa si tratta, sarò lieto di valutare se presenziare alle vostre iniziative.

Ultimo piccolo consiglio: acquisti il mio libro e lo legga assieme all'interessata ed ai suoi familiari. Potrete trovare moltissimi spunti per prendere una decisione vostra e CONSAPEVOLE.

Forza e coraggio

Pietro Eupremio Maria Bisanti



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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.