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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 1 giugno 2015

NON MI MANCA NIENTE, EPPURE STO SEMPRE MALE. ANSIA INFERNALE

LETTERA

Buondì sig Bisanti,
Le spiego in parole povere la mia triste situazione..ragazzo di 32 anni..che da 12 anni soffre di un disturbo d'ansia. Il primo attacco a 20 anni con panico...attacchi di panico..senza cause apparenti..o per lo meno mai trovate fin ora..attacchi che sono durati più di un anno..fino a quando mi sono deciso di "curarmi" da una psichiatra con elopram..(antidepressivo).. 20 giorni dopo ero "rinato"..sparito tutto..ero tornato a vivere..i 7 anni successivi sono stati splendidi..mi prendevo la mia pasticchetta e basta e stavo alla grande.

Mi ero dimenticato del panico..decisi di sospendere il farmaco in quanto mi domandavo "sto bene nn ho bisogno più di questa medicina". Alla primavera successiva ripiombai nel mio incubo..non più panico ma ansia generalizzata..ansia costante tutto il giorno tutti i santi giorni con sintomi fisici invalidanti...tachicardie continue tremori parestesie appetito scarso..non lo auguro neanche al mio peggior nemico.

Ho cambiato molti medici..prima mi sono imbottito di xanax sotto prescrizione medica..ma era come bere acqua..era subentrata l'assuefazione..quindi mi sono dovuto ricoverare per "spurgarmi" dagli ansiolitici...e non le dico quel che ho passato...penso che sia come sospendere droga a un drogato..effetti devastanti..consideri che entrai in clinica con 77 kg addosso e uscii con 15 kg di meno..in soli 17 terribili giorni. 

Ora sono in cura da uno psichiatra che dicono sia bravissimo...prendo tre tipi di farmaci: zoloft surmontil lyrica..sono antidepressivi e stabilizzatori d'umore. Non prendo più ansiolitici. Con questa cura sono stato bene per circa un anno...ora 27 maggio sono quasi punto e a capo, stessa sofferenza stessi sintomi (tachicardie continue)...la mia ansia sfocia sul cuore essenzialmente. 

A..premetto..sono più medicalizzato io che un giocatore di serie A..dal punto di vista fisico sono sanissimo..esami fatti a centinaia..tutti ok..il problema e' la mia maledetta ansia che non vuole lasciarmi..e giù medicine per soffocare un qualcosa che e' dentro di me da 12 anni..e che ancora non si capisce da cosa sia scaturito. Fatto sta che la mia qualita' di vita e' cambiata tanto..ovviamente in peggio..nonostante le cure non sto bene..e' un continuo stringere i denti e andare avanti e "non vivere"...e sono convinto che se sospendessi la terapia impazzirei dai sintomi fisici devastanti che covano dentro me ora..soffocati in questo momento dalla chimica giornaliera che assumo..per il resto nn mi manca niente..ho un lavoro..ho una famiglia ho amici ho ragazza ..ho tutto ...ma non ho quello che desidero di più al mondo..vivere serenamente come un ragazzo normale che vuole vivere la vita al 100%.

L'ansia mi ha rovinato la vita..me la sta rovinando...e io nn so più come fare...ma perché tutto questo??.mi domando sempre...da che cosa e' dovuto?? Dopo 12 anni io ancora nn l'ho capito..ho capito solo che mi ritrovo con gli psicofarmaci in corpo e sintomi fisici che nn intendono lasciarmi.

Grazie sig.Pietro dell'attenzione..forse mi sono dilungato un po' troppo pero' mi creda...sto vivendo una vita condizionata..giorno x giorno...questo non e' vivere...vorrei tanto risolvere questa situazione...ma nn so come...se mi vorra' dare un aiuto sono ben lieto di accettarlo..
Grazie

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Via anzitutto la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Cercherò di portarla a ragionare con la sua testa...

Cominciano gli attacchi di panico senza un motivo ben preciso, quando in realtà un motivo c'è sempre, in quanto il corpo, per una legge Universale, non va mai contro se stesso.

Cannabis, glutine, sbalzi glicemici, motivazioni psicologiche?

Poco importa ora, dato che ormai l'hanno intrappolata, facendole credere di poter vivere per sempre una vita felice grazie alla pasticchetta di turno.

Bentornato alla realtà (e lo dico con tutta l'empatia possibile).

Ora, tornare indietro è possibile, ma sarà come un viaggio in girone infernale.

Sta infatti assumendo un antidepressivo della categoria dei triclici, uno SSRI e uno stabilizzatore dell'umore.

Nello scalaggio dovrà quindi aspettarsi dei sintomi da sospensione anche severissimi, e dovrà quindi assolutamente circondarsi di persone che le vogliono bene, pronte a capire cosa le sta succedendo, anche perché durante lo scalaggio possono sorgere pensieri suicidi.

E nel contempo, adottare una alimentazione vegana, crudista quanto basta, anche questo con gradualità, ma con immediata eliminazione del glutine, dei latticini, degli zuccheri artificiali e di tutto ciò che un cibo non è.

Legga assolutamente gli oltre 620 articoli gratuiti che trova sul blog, oltre che il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere", ove troverà la risposta a tutte le sue domande.

Ci sentiamo in privato

Forza e coraggio


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Per tutti: chiunque abbia subito un danno personale o di un suo congiunto/amici, può mandare la propria storia a pbisant@hotmail.com

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.



13 ANNI DI FARMACI: VOGLIO COMBATTERE CONTRO IL SISTEMA

LETTERA

Buongiorno Pietro, mi chiamo ***** e le scrivo perché sto cercando aiuto per uscire dalle grinfie della Psichiatria.
Io ci sono finito nel 2002 dopo un infortunio sul lavoro quando ho avuto un periodo nero e i miei famigliari mi hanno costretto ad una visita psichiatrica perché secondo loro "parlavo da solo e non ero più come prima". 

Dopo vari esami e test per capire "l'origine di questa malattia" hanno sentenziato psicosi generata da un qualcosa di indefinito, forse una reazione inconscia all'infortunio avuto, in seguito cambiata in psicosi allucinatoria. E' iniziato così il calvario degli psicofarmaci che ancora adesso mi stanno intossicando e debilitando fisicamente. 

Da allora sono passati 13 anni e ho cambiato 3 psichiatri diversi (che appartenevano tutti al dipartimento di salute mentale dell'ULSS nr. **** di ***** perché andavano a lavorare in altri luoghi) e ho subito 3 ricoveri in reparto di psichiatria dell'ospedale di *****. Attualmente ho cambiato tutti i diversi tipi di psicofarmaci in uso nel dipartimento alcuni anche in forma depot e proprio di recente (a causa della mia lotta individuale per ridurre i dosaggi e della mia aperta e dichiarata sfiducia nel sistema psichiatrico a cui sono ostile fin dall'inizio di questa tragedia), mi hanno incoraggiato a cercare un'altro psichiatra esterno perché al momento non sanno più cosa fare, loro possono solo continuare così. 

Visto che mi sono convinto che mi stanno distruggendo e che la cura me la devo trovare da solo in altri modi ora volevo chiederle:
Attualmente sto subendo 1,5 ml di risperdal soluzione liquida e 1 compressa di akineton da 4 mg a rilascio prolungato al giorno; cosa devo fare per dismettere questi psicofarmaci? Quali crisi di astinenza sono prevedibili? E per quanto tempo?

Come le dicevo sono finito in psichiatria costretto dai miei genitori quindi volevo sapere, senza contare sul loro aiuto, che diritti legali ho e come posso esercitarli per farli valere anche legalmente nel caso in cui volessi eliminare gli psicofarmaci ed evitare di finire ancora ricoverato in SPDC magari con TSO? Conosce qualche metodo legale per costringerli a non continuare a rovinarmi? 

Infine; poiché in tanti anni secondo me mi hanno rovinato il cervello e infatti presento sintomi extrapiramidali (crisi oculogire, irritazioni cutanee alle mani), assenza di concentrazione quasi costante, problemi di memoria, stati di coscienza alterati, problemi di vista (ero già miope ma mi sembra di vederci peggio anche se ho appena comprato il nuovo occhiale correttivo), voglia di mangiare anche se non ho fame, rigidità muscolare; cosa devo fare per dimostrare i danni che hanno provocato e ottenere un risarcimento per i danni biologici e i problemi che ancora mi creano ( a causa loro sono diventato un invalido civile che non trova lavoro e attualmente sono e spero di non restare disoccupato).
Sono interessato a combattere tutto il sistema ma sono contro tutti (famigliari compresi) e stò cercando di capire come fare ad uscirne...
La ringrazio per la sua collaborazione e aspetto la sua risposta, cordialmente

Lettera firmata


RISPOSTA


Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Via anzitutto la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Ennesima disfatta totale della Psichiatria: al posto di capire l'origine psicologica/fisica/organica dei suoi "problemi", hanno semplicemente bombardato i sintomi, distruggendola come essere umano.

Lei ha tutti i diritti di portare in Tribunale questi farlocchi dottori: il problema è che loro hanno la Legge dalla loro parte.

Lei è "malato", loro hanno seguito i protocolli, per questo diventa molto difficile renderli responsabili penalmente e civilmente delle loro azioni.

Se uno si uccide a causa degli antidepressivi, in Italia si sarà sempre e solo ucciso perché depresso.

Questa non è una dichiarazione di resa, tutt'altro.

La prima cosa da fare, però. è stare bene.

E 13 anni di farmaci non si scalano né da soli, né senza pesantissime e infernali crisi da dismissione.

Anche se lei volesse prendere, ai sensi dell'art. 32 della nostra Costituzione, la sua salute nelle proprie mani, da solo non andrebbe da nessuna parte.

Alla prima crisi da dismissione, le rifarebbero un TSO, raddoppiandole la dose: questo è l'unico modo che hanno di "curare", e cioè trasformare la popolazione in zombie.

Noi possiamo aiutarla, anche fornendole supporto legale, ma non è una battaglia che può fare da solo.

Ha bisogno, assolutamente, di una schiera di persona fidate pronte a farle da scudo quando le cose si metteranno male durante lo scalaggio.

E si metteranno male, glielo garantisco.

Ci sentiamo in privato.

Pietro Bisanti
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TENTATIVO FALLITO SCALAGGIO PAROXETINA. PIETRO: MI HAI DATO FINALMENTE UNO SCHIAFFO IN FACCIA

LETTERA

Salve Pietro, 
Sono una ragazza di 37 anni di Roma.
Per caso mi sono imbattuta nel suo blog e mi sono subito, drammaticamente, ritrovata in quello che scriveva a proposito degli psicofarmaci. Ed è stato come se mi avessero dato uno schiaffo in faccia ma allo stesso tempo mi avessero finalmente indicato una via d'uscita. 
Vengo da un tentativo miseramente fallito a gennaio di eliminare del tutto la stramaledetta paroxetina con l'aiuto dell'omeopatia.. Che delusione! Da tanto tempo inoltre vorrei diventare vegetariana per motivi etici ma avevo paura della dieta fai da te e del fatto che potesse crearmi delle carenze (mangio malissimo, mangio per tirarmi su, mi imbottisco di carboidrati e zuccheri, poca verdura e pochissima frutta).
Desidero acquistare il suo libro, come posso fare? 
Le ho anche chiesto l'amicizia su Fb, 

In attesa di una sua gentile risposta 

La saluto 

Valentina

Inviato da iPhone


RISPOSTA


Buongiorno Valentina,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Paroxetina: molecola antidepressiva della categoria SSRI, la più infernale da scalare.

Pensi la cosa strana... aveva paura di adottare una dieta assolutamente più salutare, mentre non ha esitato ad assumere quello che rimane un vero e proprio veleno.

Ora, prenda in mano la sua vita.

Nel libro troverà risposta a tutte le sue domande.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio

Pietro Bisanti
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FIORI DI BACH, OMEOPATIA, UN MILIARDO DI FARMACI: PSICHIATRA, FAMMI VOMITARE PER PERDERE PESO!

LETTERA


Ciao Pietro, sono *****, ti ho scritto ieri. In attesa di ricevere il tuo libro volevo raccontarti un po' di me. Dal che io ricordi sono sempre stata male, sin da adolescente, anche ricordo bene un evento che mi fece precipitare...ero molto legata a mio padre e mi sentii rifiutata da lui, proprio in un momento così delicato come l'adolescenza...in più ebbi la sensazione che preferisse mia sorella...passò l'intera adolescenza con lei, escludendo me dal loro rapporto.. .immaginati le conseguenze sulla mia autostima e sulla mia sicurezza in campo affettivo...se poi aggiungi che mia sorella era molto carina e piaceva praticamente quasi a tutti, ecco che la frittata è fatta....come minimo, un senso d'inferiorità grosso come una casa.

Da allora il mio carattere cambiò anche se lì per lì non ne vidi il nesso...ricordo anche i frequenti pensieri di suicidio, la forte chiusura, l'enorme disistima, soprattutto a livello fisico...non so come ho fatto a superare quegli anni ma ce l'ho fatta, senza farmaci...del resto la mia famiglia dormiva, nessuno si accorgeva di cosa mi accadeva dentro...un po' di risentimento ce l'ho...

A 23 anni, stanca di star male, provai ad andare da una psicoterapeuta...non l'avessi mai fatto...io, tendente all'ossessività, a causa di un suo "innocente" commento sulla mia vita sentimentale, entrai nella spirale delle ossessioni...rischiai di nuovo il suicidio, per ben due volte...e lì ebbi il mio primo approccio coi veleni...xanax al bisogno e zoloft...ma nella beata ingenuità non mi fidavo di tali farmaci e li scalai da sola, facendo forse peggio che meglio, tuttavia ero più sana allora di ora, che invece mi imbottisco di farmaci, convinta mi facciano bene (e per far stare tranquilli coloro che dicono di volermi bene).

Tuttavia allora mi si aprì un mondo, che prosegue tuttora, e che forse è il vero che mi ha salvato la vita...mi sono avvicinata alla medicina alternativa, fiori di bach in primis, e poi aura-soma e altre...inizialmente data anche la giovane età feci un po' un calderone, provai anche l'omeopatia ed altre cose...adesso però ho raggiunto una tale padronanza che mi permette di curarmi da sola (a parte l'omeopatia).

Forse è proprio questo aspetto che mi ha salvato, non gli psicofarmaci. Nel tempo però, tranne brevi miglioramenti, i miei problemi non si risolvevano...fino a che arrivai al culmine, alla crisi più grave della mia vita, che mi ha portata ad assumere farmaci continuativamente, da ben sei anni. Fui preda di una forte ossessione, la stessa di anni prima, e non riuscendo a liberarmi la mente da ciò che mi faceva tanta paura, nella confusione scappai di casa...per ben 10 giorni e tentai il suicidio...ovviamente, di nuovo "a fin di bene" poi venni portata con la forza dallo psichiatra...e meno male che non mi hanno fatto un tso, anche se è come se lo fosse...zyprexa e sereupin...grandi dormite, la mente che si chiariva, ossessione andata via come per magia....in compenso 20 kg in pochi mesi...provai a toglierli da me, i farmaci...nell'ignoranza di allora non capii che il mio sprofondare di nuovo nel baratro non dipendeva da me ma proprio dai farmaci dismessi...quindi nuove cure su cure...pensa che un certo farmaco addirittura mi faceva svenire....pensa che ho preso i farmaci anche in gravidanza...pensa che in gravidanza mi è venuto il diabete io che non ne avevo mai sofferto e poi l'ipotiroidismo...non voglio dilungarmi oltre...

Adesso diciamo che sto bene, a parte questi chili in più, e perciò ho paura a togliere i farmaci, paura degli effetti collaterali della dismissione...adesso prendo litio 150 mg due volte al dì, sertralina alle dosi massime (200 mg) e abilify 5 mg...pensa che per qualche giorno non ho preso la sertralina e già sentivo...il panico, forte irritabilità, un inizio di depressione...ho chiesto aiuto al mio psichiatra e lui tentenna sempre, sembra proprio non voglia togliermeli...mi considera una perfetta demente mentre invece sono una persona, senza falsa modestia, molto intelligente e acuta....perché rovinare questa mia originalità con delle porcherie?

Da settembre ho preso anche il Topamax, lui mi diceva per aiutarmi a dimagrire...certo, mi veniva sempre da vomitare!!Però mi ha funzionato da antidepressivo...il mese scorso però siamo riusciti a levarlo. Almeno quello. Ora vorrei provare col resto...ed avvicinarmi, sempre gradualmente, anche ad una alimentazione migliore...non mangio bene, affatto...ma voglio imparare a prendermi cura di me. Potresti aiutarmi con la dismissione dai farmaci? Tanto lo psichiatra non mi aiuterà. Grazie

Lettera firmata


RISPOSTA

Ciao Anonima
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Via anzitutto la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

La tua storia rappresenta in maniera emblematica la disfatta totale e planetaria della moderna Psichiatria, arrivando a prescriverti il Topomax per farti dimagrire, dato che eri ingrassata a causa dello Zyprexa.

A causa di questa farabutta Psichiatria hai più chimica che sangue nelle vene, e ti hanno persino fatto venire il diabete (informati sulle migliaia di class action fatte negli Stati Uniti contro la casa farmaceutica che produce lo Zyprexa, proprio a causa dei danni di quest'ultimo riguardo al diabete).

Questi farlocchi dottori, senza minimamente scalfire le cause organiche/fisiche/psicologiche alla base del disturbo in atto, cominciano con un farmaco, per poi prescriverne uno dopo l'altro, per contrastare a vicenda gli effetti collaterali, che rimangono effetti a tutti gli effetti (scusate la cacofonia).

Ti hanno trasformato in una balena zombizzante che crede di stare bene, ma che in realtà è addormentata da queste pillole demoniache, e te ne sei ben accorta quando hai cominciato a scalare solamente la sertralina.

Che caspita di vita è questa? Diabete, senza emozioni, ingrassata di decine di chili.

È questa la vita che vuoi?

Perdonami se sono duro, ma il mondo è sempre più schiacciato dagli psicofarmaci, e bisogna parlare chiaro alla gente.

Ora, tornare indietro è possibile ma è uno sforzo sovrumano, infernale.

Da sola non puoi farcela, hai bisogno di un team di persone care che ti possano supportare quando starai male, avrai ansia a mille, ti verrà voglia di suicidarti, e l'Universo solo sa quanto possano essere dure le crisi da dismissione.

Mi viene da pensare solo un'ultima cosa: e se all'inizio delle tue "crisi", qualcuno avesse guardato nel tuo piatto, invece che nella tua testa...

Ci sentiamo in privato

Forza e coraggio

Pietro Bisanti
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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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LA MATTANZA CONTINUERA' FINO A QUANDO TUTTI NON APRIRANNO GLI OCCHI: CANDIDATO SI UCCIDE A VIGEVANO

VIGEVANO. Federico Cerutti si è ucciso poco prima di mezzanotte, a poche ore dall'apertura dei seggi elettorali. Il 27enne candidato al consiglio comunale di Vigevano per la lista "Progetto Vigevano" di Stefano Bellati si è impiccato in casa, in via Fossana.

Sul posto sono arrivati i carabinieri, avvisati dagli amici di Cerutti, che avevano letto il post lasciato sulla sua pagina facebook prima delle 23 con cui annunciava l'intenzione di farla finita. In via Fossana sono arrivati anche i soccoritori del 118, ma ormai per il 27enne non c'era più nulla da fare. I militari non avrebbero trovato in casa di Cerutti messaggi d'addio e sembra che il candidato consigliere non abbia parlato con nessuno prima di impiccarsi. Esclusa una correlazione tra il suo gesto e le elezioni comunali di oggi, i militari sembrano propendere per un gesto causato dalla depressione.

Sotto casa di Cerutti si sono riuniti subito molti amici, allertati dal messaggio letto sulla sua pagina di facebook. Federico Cerutti lavorava come ricercatore in genetica, biologia molecolare e cellulare all'università di Pavia.

Fonte: laprovinciapavese


COMMENTO

Questa anima buona, basta vederlo in foto e leggere il suo ultimo post su Facebook, è stato, come scritto sui giornali, con i suoi compagni di lista fino alle 21.00, per poi impiccarsi alle 23.00.

Potrei e vorrei sbagliarmi, ma riconosco lontano un miglio lo sguardo da "antidepressivo", e, lo ripeto a mio umile parere, la foto non mente.

Antidepressivi SSRI-SNRI: questo è ciò che io penso abbia spinto questa anima buona a lasciare questo mondo.

Due elementi: il suicidio per impiccagione, ormai un classico nelle morti indotte da SSRI-SNRI, e il fatto che sia rimasto con i suoi amici fino a due ore prima di uccidersi.

Il suicidio indotto da SSRI-SNRI è infatti proprio questo: ti uccidi, soprattutto ti impicchi, e lo fai come se fosse la cosa più normale del mondo.

Ripeto: potrei e vorrei tanto sbagliarmi, ma se così non fosse, la verità deve essere cercata qui e non altrove.

Deve esserci infine un motivo per cui questo mio articolo di fine 2013 è stato letto da quasi 11.000 persone.

Sono l'unico a combattere questa battaglia?


Pietro Bisanti

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