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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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mercoledì 21 ottobre 2015

A CHE COSA SERVONO GLI PSICOFARMACI?

LETTERA

Salve, mi sono avvicinato al vostro blog e l'ho trovato interessante. Siccome tempo addietro sono stato ricoverato per volere dei miei genitori, sono stato obbligato a prendere degli psicofarmaci con iniezione. Gli psicofarmaci li ho presi soltanto per 3 mesi, dopodiché ne sono uscito fuori. 

Soltanto perché ero depresso e diventato aggressivo nei confronti di mia madre, mi è stata diagnosticata la patologia della schizofrenia acuta, senza alcuna concreta prova. Adesso mi sento come se avessi le carte macchiate, poiché siccome vorrei prendermi la patente C, la diagnosi potrebbe comprometterne il conseguimento. Fatta questa premessa, mi preme chiedervi a cosa servono gli psicofarmaci. Che effetto hanno sul nostro corpo? Sono nocivi? Quando li prendevo sentivo la mia autostima andare a pezzi, e oltretutto avevo avuto un blocco nella produzione del liquido seminale. 

A distanza di 6 mesi da quando non prendo più gli psicofarmaci, la produzione del mio liquido seminale è diminuita di molto. La psichiatria cosa pensa di ottenere con la somministrazione degli psicofarmaci? Io penso che gli psicofarmaci servano nient'altro che ad inibire gli ormoni, allo scopo di rendere mansueti. Che ne pensate?

Grazie per la cortese attenzione,

Cordiali saluti.

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Nel suo caso specifico, potrei sbagliarmi ma sento "puzza di cannabis", e se così è stato, la esorto a starne molto alla larga, essendo capace di distruggere la sanità mentale di qualunque essere umano, anche se viene fatta passare come droga leggera e panacea di tutti i mali.

La risposta alla sua domanda è semplice: gli psicofarmaci sono delle sostanze di totale sintesi chimica che distruggono totalmente l'essenza fisica, mentale e spirituale di chi volontariamente o su costrizione li assume.

Sono sostanze che definisco demoniache, capaci di costringere il nostro sistema nervoso a "camminare" in una posizione di totale disequilibrio.

Distruggono l'autostima, la voglia di vivere, la capacità di emozionarsi, la capacità di prendere decisioni, l'autocontrollo.

Sono talmente potenti che spingono le persone ad uccidere e/o ad uccidersi.

Dato che il corpo è un tutt'uno e non un insieme scollegato di "pezzi", gli psicofarmaci, agendo sul sistema nervoso, distruggono la vita sessuale delle persone, anche permanentemente.

Distruggono il metabolismo, facendo ingrassare le persone anche di 60 kg, come nel caso degli antipsicotici come lo Zyprexa.

Perché tutto questo, lei mi chiede?

Per tanti motivi, tra cui, ovviamente, quello economico.

100.000.000 di assuntori nel mondo in crescita esponenziale sono un business da trilioni di dollari.

Inoltre la Psichiatria è da sempre utilizzata nella sua funzione primaria di controllo sociale, specialmente in Paesi meno democratici del nostro.

Non dimentichiamo mai però che vi è un effettivo aumento delle patologie legate alla sfera emozionale, e che molto spesso è il malcapitato di turno a chiedere che gli vengano prescritti degli psicofarmaci.

Il nostro involucro FISICO è nato per utilizzare un carburante che si chiama "frutta e verdura" e deve essere trattato secondo dei criteri di rispetto.

Metti dell'olio minerale in un'auto che lo richiede sintetico, e vedrai che succede.

Lo stesso vale per il nostro corpo: droghe, farmaci, cibo sbagliato, zero attività fisica, zero sole, zero aria pulita; come si fa a pensare di poter funzionare al meglio in queste condizioni?

Il messaggio epocale e pionieristico di questo blog è che i disturbi mentali sono solo sintomi che non vanno mai e poi mai combattuti a suon di siringoni, bensì attraverso un rinnovato stile di vita.

Prima si sistema l'alimentazione, e poi si affrontano, con un corpo pulito e combattivo, tutti i problemi di natura pratica e psicologica che ognuno di noi, presto o tardi, più o meno impegnativi, dovrà affrontare.

Un corpo fisico ben alimentato e ben trattato è la carta vincente per superare gli ostacoli psicologici e pratici della vita: provare per credere.

Nel suo caso specifico, ho altri consigli da darle.

Sicuramente le avranno fatto un antipsicotico in modalità "depot", cioè intramuscolo a lento rilascio.

È una modalità devastante, ed è "normale" che abbia influito sulla sfera sessuale in modo pesante.

Ora, legga in lungo e in largo il blog e si avvicini all'alimentazione che consiglio, e vedrà che il corpo recupererà molto più velocemente.

Abbia fiducia nelle sue capacità autoguaritive: il corpo non va mai contro se stesso, a patto che non continuiamo a trattarlo come una latrina.

Per quanto riguarda la patente: lei, per Legge, è obbligato a dichiarare qualunque tipo di "patologia mentale" all'atto della visita medica per il primo rilascio od il rinnovo.

Le consiglio quindi, attraverso uno psichiatra di sua fiducia, di farsi visitare, far vedere che sta bene, e farsi rilasciare un certificato in tal senso.

Per il resto, sono qua.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

martedì 20 ottobre 2015

LE GIUSTE RIFLESSIONI DI UN OPERATORE SOCIO-SANITARIO

LETTERA

Buonasera Maresciallo

Mi chiamo *******, e abito in un comune dell'hinterland ******, ho ascoltato con grande interesse il suo intervento nella puntata 167 di Border Nights. in poche parole volevo farle conoscere la mia esperienza in materia. 

Sono un operatore socio-sanitario e animatore presso una cooperativa sociale del mio paese che ha in appalto servizi sociali quali l'assistenza domiciliare, il servizio di accompagnamento disabili, l'educativa minori, l'educativa scolastica etc. Dal 2009, seguo un ragazzo di circa ******, quindi praticamente un mio coetaneo, affetto da schizofrenia paranoica (295.3/F20.0 criterio ICD-10), attraverso il finanziamento della Legge n°162/98. 

Nell'arco ormai di quasi sette anni sento di poter fare le seguenti considerazioni:
1) l'alternarsi di almeno 4 medici psichiatri del CSM dei quali tre indirizzati verso una terapia fortemente farmacologica, soltanto uno di questi ha predisposto una terapia volta alla graduale riduzione dei farmaci, in particolare del RISPERDAL, valorizzando invece l'attività sportiva e ludico-ricreativa e favorendo il lavoro d'equipe tra personale del CSM, operatori dei servizi sociali e famiglia.
2) negli ultimi tre anni, in presenza di una terapia farmacologica "carica", l'utente ha subito due TSO; gli episodi caratterizzanti sono passati dall'autolesionismo alla violenza contro familiari e contro gli operatori, tutto sommato senza gravi conseguenze, (in due occasioni io stesso sono stato l'oggetto dello sfogo violento dell'utente ma in entrambi i casi grazie all'aiuto di un collega siamo stati in grado di contenere l'utente senza che si facesse male né lui né noi e senza la necessità di scomodare il personale del CSM e riportandolo ad una situazione di calma in cui siamo riusciti a ragionare insieme a lui su cosa potesse essere stato il fattore scatenante della crisi);       
3) nel corso degli anni, una costante riduzione dei fondi destinati all'utente dalla Legge n°162/98 ha determinato la drastica scelta di dover dare priorità a certe prestazioni rispetto ad altre, per esempio l'igiene personale e l'alleggerimento sul carico familiare rispetto alla supervisione nelle faccende domestiche o nell'interazione con i familiari durante le visite al CSM, col rischio di non fornire all'utente un aiuto univoco e condiviso dall'intera equipe.

In conclusione posso dire, per la mia esperienza, che il sofferente mentale è un utente con cui ci vuole molta forza di volontà, non è facile amarlo ed essergli amico, ha bisogno che gli si dedichi del tempo, tanto tempo; spero di agire sempre con coscienza e professionalità e di imparare dagli errori che commetto. 
La cosa che mi preoccupa di più è che, nei momenti di lucidità, l'utente mi dica che vivere così non è più possibile, non ce la fa più. Ciò mi spaventa più di una crisi. Vorrei dargli almeno una speranza.
Grazie per l'attenzione.

cordiali saluti
Lettera firmata

p.s. può darmi indicazioni per acquistare il suo libro Assassini in pillole? Grazie.  


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Il concetto principale è uno solo: NON ESISTONO MALATI MENTALI.

La cosiddetta "malattia mentale" è e rimane un sintomo, che va capito, affrontato e sradicato alla base.

NESSUN MALATO MENTALE È INGUARIBILE: si diventa cronici solo ed esclusivamente "grazie" agli psicofarmaci, che distruggono corpo e mente, rendendo incapace il malcapitato di turno di qualsiasi reazione.

L'ALIMENTAZIONE è IL PRIMO ASPETTO CHE VA CONSIDERATO per ristabilire un corretto equilibrio psicofisico.

Ci sono nel mondo MILIONI di persone etichettate come malati mentali, quando in realtà sono semplicemente cronicamente intossicate.

L'unica maniera, a mio umile parere, per far tornare alla vita un "malato mentale" è questa: scalaggio graduale dei farmaci, alimentazione vegana, crudista quanto basta, a ZERO glutine e bassissimo tenore di grassi.

Amore, comprensione e capire che abbiamo di fronte a noi UN ESSERE UMANO e non una latrina dove svuotare pillole e siringoni.

Grazie per la sua sensibilità. Ce ne vorrebbero di operatori come lei.

Ci sentiamo in privato.

Avanti così
Pietro Bisanti

UN DELIRIO DI PSICOFARMACI: NON TI GUARIRANNO NE' I SOLDI NE' UNA DONNA

LETTERA

Credo che come ben esposto da Pietro non ha importanza che origini abbiano certe patologie, è importante piuttosto affrontarle con lo strumento più naturale, salutare ed innocuo, che è l’alimentazione.

Nel mio caso tanti sono i fattori che remano contro, quando nasci prematuro, non hai un allattamento naturale, passi quaranta giorni in incubatrice con una nutrizione artificiale e vieni sballottato di qua e di là senza un calore materno poi nella mia esistenza ho constatato che le problematiche sono scoppiate come mine in guerra; a dodici anni già ebbi un attacco di panico da finire in pronto soccorso (paura di morire=paura dell’abbandono), ho passato una miriade di peripezie, credo tanto più di vivere in un contesto che sento come un fardello, ed è una cosa comune quando senti di avere il peso sulle spalle di un’azienda famigliare, tu, e solo tu.

Pietro sa che per la fobia polarizzata di cui soffrivo e soffro, con gli psicofarmaci c’è stato un benessere di sette anni poi tutto è tornato come prima, forse peggio.
Non riuscivo a mangiare con gente sconosciuta e a volte il mangiare non mi  andava giù, a volte mi accadeva già alle superiori, la sera, quand’ero più teso.
Ho preso vagoni di psicofarmaci.

Il mio problema è di non avere le idee chiare, di essere un indeciso cronico, di non avere le palle di una sterzata totale, avessi almeno una compagna che mi sorregge sarebbe molto più facile; e di donne ne ho perse tante, per la mia incapacità di saper amare, purtroppo sempre incantato dal volto di alcune donne con cui poi ho avuto una relazione e ci credevo, non lo so, quando mi prendevano a prima vista è come se sentissi il mio paio di scarpe finalmente giusto da calzare.

Ho tentato da solo in tre mesi di togliere l’efexor 37.5, non ho avvertito grandi problemi, e francamente non ho cambiato l’alimentazione come espressamente scritto da Pietro. Non andava così male, finché un giorno al bar ebbi un attacco di panico mente guardacaso mangiavo una brioches, fu un caso limite, ma poi quando dovevo trovarmi fuori con gente che poco conoscevo per smorzare la tensione dovevo farmi un calice di vino, e non più di uno, per l’effetto sedante.

Stanco di tutto ciò ripresi la terapia ma non funzionava più come un tempo, cosa che mi fa pensare è che quando ripresi l’efexor 37.5 ricominciarono i mal di stomaco, e non poco.
Stanco di tutto ciò e abbastanza stressato dall’ambiente di lavoro decisi di recarmi in una casa di cura. Lì fu cambiata terapia, e furono provati svariati farmaci: abbandonai l’efexor per la paroxetina e in concomitanza presi l’olanzapina serale (da notare che il 5 mg mi scatenò un attacco di panico una notte).
Ben 29 giorni.

Tornai a casa e le cose andarono bene solo per poco, poi decisi di togliere l’olanzapina e in accordo con lo specialista abbassai la paroxetina a 10 mg, passai notti insonni, ero distrutto, una iperidrosi pazzesca,
Mio padre, pover’uomo, disperato, chiamò il mio psichiatra di fiducia e fui ricoverato in psichiatria.

Botte di flebo di valium e stetti subito meglio. Mi ridiede l’efexor, il 75. In quell’ambiente ovattato non andava male, ah, l’efexor mi procurò un prolasso rettale mica da poco che essendo ahimè esperto della problematica risolsi in 16-18 giorni. Mi venne dato oltre al rivotril anche il Sereprile, una benzamide sostituta che va a lavorare sulle discinesie della peristalsi, e poi fui mandato a casa…poiché avvertivo troppo attivante l’efexor ritornai alla coperta di linus, il 37.5, abbassai pure il rivotril e il sereprile, e non di poco.


Ebbi forti esplosioni di sudorazione palmare che debbo dire si sono attenuate, ma la mia forza fisica e soprattutto il mio stomaco stanno male, non riesco più a digerire, mi sento un coltello allo stomaco…ora assumo l’efexor, al dosaggio più basso in commercio, il 37.5, rivotril 1 mg al giorno, mirtazapina 15 alla sera, sereprile 50 mg, ma stando così le cose il mio psichiatra vorrebbe sostituirmelo col trilafon da 2 mg….e sì che già in passato le esperienze con i neurolettici non furono granché positive su di me, già avvertivo fastidiose sei gocce di Talofen!

Questa è la mia storia attuale…Pietro mi è già stato vicino più di una volta, penso che rimarrà forse deluso, ma non credo mi abbandoni…non ho mai comunque pianto né fatto pensieri estremi, ho la forza e la pazienza di un samurai, ma mi sono rotto le scatole di vivere male, forse sono una gran testa dura!!!Spero che la mia lettera serva di monito a tanta altra gente….

F.to Michele

RISPOSTA

Ciao Michele,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Grazie anzitutto di aver deciso di aprire il tuo cuore e di esserti comunque messo in gioco.

Ma non basta.

La scintilla del cambiamento deve venire da te. Da dentro.

Non c'è denaro o donna che possano restituirti la salute perduta.

L'alimentazione è il PRIMO fattore che bisogna prendere in considerazione per "alleggerire il nostro zaino di tossine quando decidiamo di risalire la montagna".

Questo non significa che la vita giri tutta intorno a quello che si mangia, ma non si può negare l'importanza cruciale di una alimentazione compatibile con il nostro disegno antropometrico.

Via i farmaci, alimentazione finalmente compatibile e tutto il resto verrà da sé.

Fino a quando cercherai prima il resto, sarà solo la continua catastrofe.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti



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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

lunedì 12 ottobre 2015

TU E VALDO VACCARO SIETE LE MIE PRIME LETTURE QUOTIDIANE: AIUTAMI AD AIUTARE MIA SUOCERA DISTRUTTA DA MILLE FARMACI

Ciao Pietro,

mi permetto di darti del tu, visto che il tuo blog lo consulto quotidianamente da tempo, essendovi approdato da riferimenti che avevo trovato sul sito di Valdo Vaccaro (persona che seguo da anni)

Trovo estremamente interessanti le testimonianze che leggo sul tuo blog, e condivido totalmente quanto sostieni a carico degli effetti degli psicofarmaci e medicine in generale; io sono diventato vegancrudista tendenziale, risolvendo molte patologie (la peggiore la Spondiloartrite e Ipertensione) e dismettendo qualsiasi medicinale.

Ti contatto invece a riguardo del caso di mia suocera, 75enne, vedova, sola in casa (noi siamo ad una decina di chilometri) che da oltre 25 anni soffre di dolori diffusi su tutto il corpo e che l’hanno portata negli anni ad alternare una serie di cure e ad assumere quantità industriali di farmaci, in funzione del dottore a cui sottoponeva la sua patologia; a distanza di anni gli hanno dato un nome, FIBROMIALGIA, malattia di origine, dicono, autoimmune; ma avendo letto
i libri di Valdo, di Ehret e Shelton ora sono consapevole che l’origine di questa malattia è legata all’alimentazione ed allo stock di veleni farmaci che ha assunto e che sta tuttora assumendo;
purtroppo dall’anno scorso le hanno diagnosticato IPOTIROIDISMO, che le ha fatto introdurre nella lista di farmaci anche l’EUTIROX..

In sintesi questa la lista di medicine a tutt’oggi ingurgitate

Mattina
1 Eutirox 50mg  - 75 mg i primi 6 mesi, ora ridotti da endrocinologa a 50
1 Xanax 50mg -  da oltre 25 anni !! – all’inizio 3 pastiglie!
1 Palexia 25mg – le ho fatto scalare io la dose iniziale di 50 mg il 5 marzo 2015

Sera
½ Sirdalud-  2 mg - scalato da 4mg
15 Gocce Daparox -33,1 mg

Mentre
1 Trittico 50 mg-> l’ho convinta a smetterlo il 5 marzo 2015

L’endocrinologa le dice che l’Eutirox lo dovrà prendere a vita e che il fatto di aver preso svariati chili da quando lo assume (strana concomitanza) è dovuta alla sua  pregressa malattia (FIBROMIALGIA).

Ha subito l’asportazione di un carcinoma al seno al centro tumori di Milano, assumendo poi quotidianamente per 5 anni una terapia non ben nota, con un farmaco sperimentale; è tutt’ora sottoposta a controlli periodici semestrali

Sono riuscito a convincerla ad approdare ad una alimentazione di tipo vegetariano, anche se non riesce ad eliminare alcune scatolette di tonno, qualche mozzarella e cibi cotti e a diminuire alcune dosi dei farmaci, ma è subentrata la tiroide.

Essendo una persona, passamelo, di una certa età, faccio fatica io a convincerla del tutto a dismettere con scalaggio da tutti i farmaci che assume, essendo lei di generazione che ha sempre venerato il dottore specialista, e convinta che i farmaci fossero l’unica via di uscita da qualsiasi patologia (come lo ero anch’io non più di qualche anno fa).

Ti chiedo se possiamo sentirci, vederci (siamo in provincia di ******), il mio potere persuasivo è limitato nei suoi confronti; invece credo che tu con la tua esperienza e con tutto quello che hai visto in questi anni, possa aiutarmi a restituirle una vita dignitosa (è spesso segregata in casa, avendo difficoltà nel camminare con dolori diffusi sulle gambe e sotto i piedi) impostando
uno scalaggio da tutto quanto prende, mettendola in avviso delle inevitabili crisi eliminative, e diffidando da quanto le viene prescritto dai dottori di turno ed approdando ad una alimentazione più naturale e crudista.

Per qualsiasi tua risposta ti sarò infinitamente grato; per me quello che fai ha un valore inestimabile; sembra un complimento interessato, ma ti garantisco che tu e Valdo siete le mie prime letture quotidiane (quando inserite nuove discussioni).

Lettera firmata


RISPOSTA

Ciao Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Quello che è accaduto (e sta accadendo) a tua suocera è l'esempio più classico e lampante della totale disfatta dalla medicina moderna, Psichiatria in primis.

Ci sarebbe veramente da scrivere un manuale dal titolo "Come rovinare un essere umano".

Ora, grazie alla tua evoluzione e alla tua nuova apertura mentale, ci sono dei margini di azione, ma dobbiamo fare insieme delle considerazioni importanti, che non sono una "dichiarazione di resa", bensì un'attenta analisi di tutta la situazione.

Abbiamo davanti una donna ormai provata da anni e anni di insulti medici, sottoposta a una pesantissima terapia farmacologica, con delle convinzioni ben radicate e non più giovanissima.

La scintilla del cambiamento deve partire da LEI e non da TE: questo significa che noi abbiamo solo il "potere" di consigliare.

Bisogna anche valutare se tua suocera sia disposta a sopportare, consapevolmente, le crisi eliminative che arriveranno probabilmente anche feroci.

Non dimenticare mai che sta assumendo farmaci per la tiroide (Eutirox), oppiacei (Palexia), antidepressivi (Daparox, il cui principio attivo, la Paroxetina, è il più difficile da dismettere tra gli SSRI, e Trittico), benzodiazepine (Xanax) e miorilassanti (Sirdalud).

In pratica, tutto quello che le sta accadendo è semplicemente medico-causato, e mi chiedo come si possa non inorridire davanti a una tale mostruosità di prescrizioni...

Quindi, ricapitolando, il primo passo sarà stabilire un contatto (e sarò felice di venire a conoscere te e tua suocera).

Il secondo passo sarà, se tua suocera deciderà liberamente in tal senso in ossequio anche all'art. 32 della nostra Carta Costituzionale, cominciare un'inversione di rotta a tutto campo, alimentare e farmacologica, in modo intelligente e graduale.

Questo significa che dovrà avvicinarsi a un'alimentazione vegana, crudista quanto basta, a bassissimo tenore di grassi, a ZERO glutine e con un uso ridottissimo comunque di cereali e legumi, da farsi in modo lento e costante, per non scatenare crisi eliminative troppo difficili da gestire.

Tutto questo tenendo sempre in mente che hanno trasformato tua suocera in una tossicodipendente legalizzata, e che dismettere oppiacei e psicofarmaci può essere veramente durissima, come scendere in un girone infernale.

Il corpo ha delle risorse incredibili, ma solo e soltanto tua suocera potrà decidere per se stessa, prendendosi tutte le responsabilità umane e legali di smettere di affidare la propria vita nelle mani degli altri

Con la consapevolezza che ella stessa potrà scegliere di optare per il "male minore", e cioè di farsi "cullare" dai farmaci fino alla fine dei suoi giorni.

In questo caso, e in ogni caso, quello che noi possiamo dare è amore incondizionato.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti


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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.



mercoledì 30 settembre 2015

GLUTINE E CASEINA: IL DIAVOLO E I DEMONI SULLA TERRA. QUESTA TESTIMONIANZA È UNA PIETRA MILIARE DA DIFFONDERE IN TUTTO IL GLOBO. LEGGETE E APRITE FINALMENTE GLI OCCHI

LETTERA

Buonasera Sig. Bisanti,
casualmente cercando e indagando sotto la voce "danni da glutine" sono arrivata sul suo sito.
Complimenti ammiro la sua voglia di sostenere e aiutare i deboli e gli indifesi.
Però le posso assicurare, vissuto di persona che non sono solo i farmaci ad indurre al suicidio-omicidio.

Il glutine da solo basta e avanza per distruggere te e tutta la tua famiglia.

Se poi sei celiaco (così dicono, ma a mio parere siamo tutti avvelenati), è genetico e sono coinvolti spesso come nel mio caso tutti i membri della famiglia.
Non ci sono esami che lo dimostrano e accertano e il dramma è che da a tutti effetti diversi.
Nel mio caso entri in un circolo chiuso di perdita della fame - stanchezza cronica-perdita della memoria.

Significa astenersi per forze a fare ciò che sei costretto a fare, quindi andare al lavoro, tornare a casa buttarsi a dormire e non riuscire a fare più nulla.
Dimentichi di mangiare e ti riduci a cibarti ogni tanto malamente.

Cadi in depressione, trascuri te stesso e trascuri la casa.
Come infili in bocca pasta o pane o pizza ti uccidi e non lo sai.
Ti ci si offusca la mente, ti ci si offusca la vista. Anche se assumi frutta e verdura il glutine se le divora e il tuo cervello va in tilt.
Arrivano le infezioni varie, i terribili mal di testa, le anemie e purtroppo la perdita della conoscenza di sé.

Questo è il motivo per il quale la gente cerca aiuto e non lo trova, gli altri non sanno cosa vivi mentalmente.
Il glutine ti rende assente, fa scaturire allucinazioni e deliri, e purtroppo voci che ti parlano.
Tutto questo avviene inconsapevolmente, la maggior parte delle persone le vive e non lo sa, perché dimentica.

Puoi vivere anni e anni senza rendertene conto perché dimentichi, c'è chi mangia tanta carne e pasta e s'incattivisce come dice lei, vero! 

E c'è chi come noi non magia affatto e quando mangia magia male,  finisce in una clinica psichiatrica o tira avanti come me tra una depressione e l'altra e ne esce fuori solo quando accade qualcosa di significativo.

Le voci e i pensieri accompagnati da immagini per carenza vitaminica commentano o illustrano ciò che fai nello stesso momento, questo è il motivo per cui si tende a sbagliare scelte di vita o per cui diventa difficile aiutare uno schizofrenico o malato mentale.

Nel mio caso un sacco di gente cercava di aiutarmi, ma tu ricevi messaggi di limiti, adesso non posso perché...domani... prima devo fare quello poi posso....Il problema è  che dimentichi dopo cinque minuti...
Sei mentalmente chiuso dentro una trappola piena di limiti e pensieri e ragionamenti che non ti fanno capire più niente.

A questi si aggiungono incubi notturni, ricordi di eventi drammatici che non ti lasciano, visioni inesistenti su catastrofi che avverranno a te o a un tuo caro, sensazioni di essere posseduto da qualcosa che ti opprime nel ventre e sulla schiena.
Incominci a credere che ci sia qualcosa di più forte di te che ti induce ad esser quel che non sei e a fare ciò che non vuoi.
Tutto questo per carenza vitaminica.

Le occasioni di vivere fuori di casa e mangiare per lunghi periodi non mi erano mancati ma i deliri e le voci non lI ho mai persi, stai sicuramente meglio, ma rimane il problema delle perdita della memoria, dimentichi giorno per giorno quello che fai, ricordi ben poco.
Il problema alimentare rimane sempre il glutine e poca vitamina.

Ricordo mio padre avere atteggiamenti folli, chiedermi quanti anni avevo, chiedermi che classe facevo, eppure era dolce ma quando perdeva conoscenza si adirava contro mia madre e io non capivo cosa avesse.
Tutto per un problema alimentare, mai risolto e la fine è stata una catastrofe.

Siamo caduti tutti, tutti persi, tutti trascurati, sulla lingua di tutti perché la gente non capisce e può solo criticare.
Mio padre si è dato al bere e si è lasciato andare, mio fratello dichiarato schizofrenico si è suicidato due anni fa nella sua comunità dove viveva ed io mi sono accorta dei miei problemi solo adesso.

Come ti ho spiegato puoi vivere anni senza renderti conto di sentire voci, avere allucinazioni o vivere deliri e dimenticare anni interi della tua vita, almeno che un giorno dopo 47 anni fai qualcosa dove rimangono i segni e non accade nulla.
Lo schizofrenico vive nelle sue convinzioni di quello che vede o sente o per il quale viene plagiato e ci crederà all'infinito.
Io non ho mai combinato nulla da dover esser messa in terapia, ho vissuto allucinazioni che mi inducessero al suicidio, ma non ho mai detto nulla e non mi rendevo conto del perché accadesse.

Ma due anni fa ho comprato un sacco di cibo a lunga conservazione perché stava arrivando una carestia, il cibo è rimasto e la carestia non è arrivata. E puoi ora capire perché ogni tanto qualche psicopatico può accorgersi di essere psicopatico.
E se qualche voce mi avesse suggerito di uccidere?

Per questo ti dico che non sono solo gli psicofarmaci a far commettere suicidi-omicidi basta essere celiaci.
Io sono convinta che non esistono malati mentali esistono celiaci. Esiste un terribile veleno che si chiama glutine.
Io sono convinta che spesso chi ha commesso qualcosa di terribile non lo ricorda, come io ho dimenticato anni della mia vita loro potrebbero aver dimenticato.

Sono d'accordo con te su quello che dici riguardo alla psichiatria, ma solo chi ne esce fuori ne può essere consapevole.
La mente poi fa quello che crede e il plagio è il secondo assassino nel mondo.
I primi a rovinarti la vita sono i religiosi tra parabole e indovinelli, ed io di deliri religiosi ne ho vissuti tanti perché Dio per me sin da piccola era la mia ricerca personale ossessiva.

Peccato che non devi farti turbar la mente, non era questo che Dio voleva da me.
Se poi ti aspetti aiuto da religiosi scordatelo!
Poiché ti invito a confrontare gli effetti del glutine sul comportamento umano e le svariate malattie causate con le maledizioni
elencate sulla Bibbia "Deuteronomio 28", ti accorgerai che per loro sei maledetto.

Nonché "ti colpirò di ruggine", la malattia dei cereali.
Comportamenti bizzarri e sguardo assente sei per la società o tossico o posseduto.
Quando gli chiederai aiuto avranno paura che sia un inganno e ti staranno lontano.
Io non so scrivere bene ma te lo suggerisco io il prossimo titolo del tuo libro:)
                           
                       GLUTINE E CASEINA IL DIAVOLO E I DEMONI SULLA TERRA

E a tutti direi solo state lontani dalle farine, pane, pasta e cereali, vitamine a volontà.
E fate attenzione perché il glutine lo mettono anche nei cibi che non vi aspettate che contenga, sono negli integratori alimentari e vitaminici nonché farmaci, psicofarmaci  e per evitare che ve ne siate accorti anche nei cosmetici.
Complimenti per la tua voglia di metterci la faccia e grazie per aiutare i deboli e gli indifesi.

Rosanna


RISPOSTA

Ciao Rosanna,
per la prima volta qualcuno è riuscito a farmi rimanere a bocca aperta, e quella sei tu.

Una testimonianza stratosferica: concetti che io ripeto da SEMPRE e che FINALMENTE dopo cinque lunghi anni di lavoro informativo stanno finalmente facendo breccia nelle persone che vogliono finalmente capire.

Questo è l'inizio di una Rivoluzione Culturale che porterà la Psichiatria moderna a cadere nell'oblio più totale e l'Alimentazione a essere finalmente considerata la base e il principio su cui partire per ottenere tutto quello che ognuno di noi merita: una perfetta salute.

Avanti, avanti e avanti così!

Pietro Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

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