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NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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domenica 23 settembre 2012

DEPRESSO NON VUOL DIRE ASSASSINO

Bambini messi nella lavatrice dalla propria madre.
Madri che si buttano dalla finestra con i propri figli.
Madri che li annegano nella vasca da bagno.
Con un denominatore comune: gli psicofarmaci.
Ormai siamo assuefatti a eventi e notizie di questo tipo, e i media, intenzionalmente o meno, ci raccontano la favoletta che dicono loro.
E invece le cose vanno dette chiaramente per quello che sono: moltissimi casi di omicidio-suicidio sono causati dagli psicofarmaci, soprattutto dagli antidepressivi della categoria SSRI (selettori della ricaptazione della serotonina), come Prozac, Wellbutrin, Paxil....
I media si limitano a dire "...era depressa"... "...veniva seguita da un Centro di Igiene Mentale"...etc...
questo significa solo una cosa: che la malcapitata prendeva antidepressivi.
Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.
Ormai solo un cieco non riuscirebbe a capire che gli antidepressivi possono trasformare le persone in assassini, portandole a vere e proprie "emergenze omicidiarie e suicidiarie".
Vi rendete conto che ormai questa società ha inculcato nella nostra testa che un depresso deve per forza portarsi nella tomba tutta la famiglia?
Non nego che problemi, anche gravi, nella vita, possano arrivare a mettere a dura prova il sistema nervoso di un essere umano, portandolo anche a suicidarsi.
Ma non c'è spiegazione al fatto che una madre, uccidendosi, decida di portarsi dietro il proprio figlio, uccidendolo a volte senza nemmeno uccidere se stessa!
Nessuno generalizza, ci sono situazioni psicologiche che possono portare a gesti estremi, ma che dovrebbero rimanere casi isolati, e invece non è così.
Quanti suicidi vengono archiviati come tali, ma in realtà sono psicofarmaco-indotti? Quanti omicidi portano gente in galera, ma che in realtà sono psicofarmaco-indotti? Quante ulteriori vite devono essere stroncate, con la facile scusa che "era depresso"?
Poliziotti, carabinieri, magistrati, svegliamoci e cominciamo, finalmente, ad associare il nesso causale fra il consumo di antidepressivi e gesti di natura violenta.
Altrimenti i veri responsabili rimarrano sempre impuniti.

SCALAGGIO ZYPREXA: E' VERAMENTE DURA.

LETTERA

Da domenica sono passato da 20mg di zyprexa a 15 mg di zyprexa, mi sembra di aver assorbtio bene l' abbassamento per cui volevo passare a 12,5 perchè anche a 15mg sento troppo appiattimento affettivo e poca energia ma la mia famiglia non vuole. Lei me lo consiglia?

Eugenio


RISPOSTA

Ci si risente Eugenio,
questa è la sua seconda mail.
Veniamo a noi: ho scritto un sacco di articoli sul famigerato Zyprexa e chiunque li volesse leggere potrà utilizzare la funzione del motore di ricerca sul blog.
Ribadisco che è un farmaco demoniaco, che "guarisce" le crisi psicotiche semplicemente agendo da lobotomizzazione di tipo chimico.
Per questo, chi prende lo Zyprexa, oltre a ingrassare come una balena, a candidarsi per il diabete e tutta una serie di altri, gravi problemi di salute, registra quello che ha detto lei, e cioè "un appiattamento affettivo".
Anche un lobotomizzato capirebbe che non si guarisce una persona disattivandogli il cervello, come non si aggiusta una macchina che ha il motore difettoso semplicemente tenendola ferma o andando solo a 10 km/h. SI DEVE CAPIRE PERCHE' LA MACCHINA NON VA BENE.
Purtroppo tutti gli psicofarmaci, Zyprexa compreso, devono essere scalati con MOLTA attenzione, sia perché riaffiorano subito i sintomi che erano stati semplicemente nascosti e mai estirpati, sia perché la biochimica celebrale si era in qualche modo "adattata" a quella porcheria.
Gli effetti da scalaggio e sospensione devono quindi essere monitorati, perché qualunque psichiatra, nel caso lo scalaggio producesse sintomatologia evidentissima, andrebbe subito a imputarla al fatto che "il farmaco serve e senza non si può stare".
Prendere lo Zyprexa caro Eugenio significa accettare di vivere una vita di stenti, senza emozioni, senza poter provare affetto e amore per nessuno, pensando solo a mangiare, come gli Zombie dei film, senza una vita affettiva e sessuale.
Io non sono un medico e non faccio diagnosi, né posso prescrivere alcunché, ma posso dirle cosa dicono i dettami dell'igienismo, l'unico, a mio parere, vero modo di arrivare alla radice dei problemi.
Ora deve prendersi Lei stesso tutte le responsabilità del caso e andare avanti a scalare se ciò desidera, analizzando bene come si sente, e aumentando o diminuendo lo scalaggio in base al suo grado di sopportazione.
Può nel frattempo aiutare il suo corpo iniziando a eliminare tutte le sostanze che creano scompensi come sale, caffè, zuccheri artificiali, bibite gassate, sigarette, droghe di ogni tipo, cominciando ad avvicinarsi all'unico modo possibile di alimentarsi, e cioè quello vegano tendenzialmente crudista, che troverà riportato in molti miei articoli.
Non deve assolutamente transitare bruscamente dalla sua attuale alimentazione onnivora a quella vegana, in quanto il suo corpo sta già superlavorando per lo scalaggio dei farmaci.
Quindi, prima si scala, avvicinandosi a quel tipo di alimentazione, e poi la si abbraccia con gioia per tutta la vita, non dimenticando mai che corpo e mente sono uniti, e l'equazione cibo pulito=pensieri puliti non sbaglia mai.
Mi tenga informato.
Forza e coraggio.


venerdì 14 settembre 2012

LA SCHIZOFRENIA NON ESISTE

LETTERA

Buonasera,
sono un paziente schizofrenico a cui gli prescrivono una terapia famacologica pesante, può lei aiutarmi ad uscire da questo tunnel famracologico? Credo che una corretta alimentazione possa far stare meglio, può far smettere dalla dipendenza dei farmaci?
Eugenio C.


RISPOSTA

Buonasera Eugenio,
per motivi di privacy ho oscurato il suo cognome.
Veniamo a noi.
La schizofrenia è la diagnosi che tutti i cosiddetti malati mentali temono.
La depressione fa paura, la psicosi ancora di più, ma la schizofrenia è un'etichetta che uno si porta addosso peggio di una fedina penale sporca.
Sa cosa penso?
Che la schizofrenia, intesa come la vogliono intendere gli psichiatri, non esista.
Non esiste, perché raccogliere dei sintomi e associarli a una patologia senza sapere da dove vengono, perché ci sono e come farli andare via definitivamente è semplicemente folle.
L'unico dato certo è proprio la sintomatologia, che si manifesta con deliri, isolamento sociale, vere e proprie allucinazioni uditive, olfattive e visive, oltre che da marcata paranoia.
La terapia ufficiale prevede antipsicotici atipici, oppure i neurolettici.
E cosa fanno queste grandiose medicine? Semplice, spengono fisicamente alcune aree del cervello, e quindi la lobotomizzazione chimica è fatta.
Non importa se si ottunde tutto, l'importante è che il "paziente" non si "scompensi".
La soluzione dell'igienismo è diametralmente opposta.
In primis, gli psicofarmaci tendono a cronicizzare una situazione, mantenendola inalterata nel tempo con pesantissimi effetti collaterali e non.
In secundis, non vanno a colpire la causa, che è, spessissime volte, di origine squisitamente organica.
Cosa significa?
Significa che il corpo lavora male, e dato che il corpo è un tutt'uno e non un insieme di organi che lavorano autonomamente, ecco che il cervello presenta questa sintomatologia per far comprendere che qualcosa non va.
Ma non è il cervello in sé che non funziona, bisogna spostarsi decisamente più in basso, verso quel campo da calcio che è il nostro intestino.
Lì ci giochiamo tutto: le digestioni dell'era moderna, che provocano leucocitosi e putrefazioni intestinali non fanno altro che produrre miasmi che arrivano fino alla zona celebrale.
Infatti, qualunque crisi schizofrenica non trattata con i farmaci rientra mettendo il paziente a digiuno con sola acqua, dando modo al corpo di "sfrebbrarsi".
Non dimentichiamo che siamo circondati da alimenti che causano irritazione a livello celebrale, poiché il loro peptidi non digeriti riescono a passare la barriera emato-encefalica.
Ad esempio la caseina ed il glutine, la cui eliminazione dalla dieta sta fornendo risultati sorprendenti nella gestione di bambini autistici.
Purtroppo Eugenio io non so nulla di Lei, della sua situazione, delle sue abitudini di vita.
Posso dirle solo che, senza avere la capacità giuridica di poter esprimere delle diagnosi, che la via farmacologica è l'unica che non porta da nessuna parte, che non le permetterà di vivere a pieno la sua vita.
Quando l'umanità imparerà che gli psicofarmaci sono la rovina di questo secolo non sarà mai troppo tardi.
Nel suo caso, bisognerebbe che Lei si affidasse a uno psichiatra con una visione olistica che riuscisse a farle innanzitutto scalare con attenzione i farmaci, dato che gli effetti da sospensione possono essere anche drammatici, per poi partire con un'alimentazione che finalmente possa evitare di trasformare il suo intestino in una discarica, è cioè la vegana tendenzialmente crudista.
Lei ha bisogno di più uva, più pesche, più arance, e niente Haldol, Serenase e cadaveri da ingurgitare.
Sembra così facile, e in realtà lo è.
Siamo nati per stare bene, e se siamo andati avanti milioni di anni senza psicofarmaci un motivo ci sarà.

giovedì 13 settembre 2012

DIARREA E CICLO DOLOROSO, CHE FARE?

LETTERA

Ciao Pietro,
ti scrivo per un problema che riscontro da 20 giorni circa. Io sono vegan da ottobre (quindi meno di un anno), prima di essere vegan sono stata 3 mesi circa vegetariana. Da poco ho integrato la pasta e il riso integrali, mangio molta frutta e verdura... In questi mesi di veganismo ho iniziato a sentire tantissimi benifici fisici e mentali, non sono mai stata così male fin'ora.Da 20 giorni ho iniziato ad avere problemi e nella fattispecie diarrea. Non avevo mai avuto questo genere di problemi intestinali da quando sono vegan. Per ora sto cercando di mangiare crudo, fare semi-digiuni, molti centrifugati di frutta e verdura e se proprio devo uscire cerco di 'bloccare' la diarrea con riso, patate e limone.
Tu che cosa mi consigli? Grazie di cuore!

Dato che ci sono ti dico un altro problemuccio che ho... il primo giorno di ciclo mestruale sto proprio male male :( Quando ero onnivora stavo piegata in due per i primi 3 giorni, ora la cosa si è ridotta solo al primo giorno... che comunque sto molto male, tant'è che sono costretta a prendermi l'oki, l'antidolorifico perchè altrimenti nn posso fare proprio nulla e non ce la faccio a resistere...secondo te può dipendere anche questo dall'uso di glutine?

Grazie di cuore!

F.to A.M.

RISPOSTA

Ciao carissima, ci conosciamo ma rispetto lo tua richiesta di privacy.
Primo punto: la diarrea non si blocca mai, essendo un meccanismo difensivo e liberatorio del corpo umano.
Un po' come vomitare: quello che deve uscire non deve rimanere dentro a forza.
Nel tuo caso, sono portato a pensare che si tratti di una crisi eliminativa dovuta al tuo cambiamento di alimentazione.
Tieni conto che tra vegetariani e vegani c'è un abisso in meglio, e quindi il corpo si deve ulteriormente adattare, con conseguente eliminazione di tossine anche attraverso la diarrea.
Continua quindi così, non demoralizzarti e tieni duro che già i primi benefici li hai visti, vedrai in seguito che esplosione di salute.

Veniamo ora al ciclo: il ciclo NON deve essere doloroso.
Voi donne avete una marcia in più, e il corpo attraverso le mestruazioni non fa altro che eliminare altro materiale di scarto, oltre a quello del mancato concepimento.
Tieni conto che ormai le donne sono abituate a un ciclo abbondante e doloroso, quando in realtà dovrebbe essere l'esatto contrario.
Quindi, vedrai che con un'alimentazione impeccabile il tuo sistema autoregolarizzerà anche questo aspetto.
Per quanto riguarda il glutine....
Sono convinto che sia una proteina indigesta per il genere umano. Prima la togli, meglio è.
Ci sono tanti cereali buoni e leggeri senza glutine: mais, riso, grano saraceno, quinoa, amaranto.

Vai avanti così che è la strada giusta.

mercoledì 22 agosto 2012

CARENZA DI LITIO? NO, CARENZA DI BUONSENSO.

LETTERA


 
Salve, mi sono imbattuto su un forum dove ho denunciato i metodi della Psichiatria.
Siccome è solamente da pochi mesi che sono diventato vegano e che seguo l'Igienismo naturale, purtroppo sono poco preparato sull'Igienismo, per cui le chiedo gentilmente un consiglio su come rispondere e confutare la tesi di un utente del forum suddetto, il quale afferma:
"Quando le cause sono neurologiche, scompensi chimici di vario tipo, che ci vuoi fare con le parole?
Hai mai avuto modo di vedere cosa può causare una carenza di litio nel cervello di una persona?
Di fronte a patologie di natura fisica la psicologia è del tutto inutile. Sarebbe come voler curare l'alzaimer con la psicologia.
In questi casi, anche se ancora siamo molto lontani dalla perfezione, è di gran lunga preferibile una cura farmacologica che per quanto non porti la persona ad uno stato di "normalità", quantomeno gli permette di vivere in un modo accettabile.
Il non usare i farmaci, in questo caso, può arrivare a portare la persona a stati vegetativi, se non peggio.
Come la fermi una crisi psicotica, dove la persona è pericolosa per se e per gli altri?
Un malato in "crisi psichiatrica" oggi come oggi non è trattabile con null'altro che un approccio farmacologico, almeno in una prima fase.
Per quanto siano ancora ben lontani dal "guarire" il paziente, sono l'unico mezzo esistente (e funzionante).
Di fronte ad una disfunzione celebrale (tale è la carenza di litio o di alcuni neurotrasmettitori) c'è poco da fare purtroppo, diventa necessario agire cercando di riequilibrare tali carenze.
Questo ovviamente per quanto riguarda un approccio corretto da parte della psichiatria.
Gli abomini delle cliniche psichiatriche statali venuti recentemente alla luce sono tutt'altra cosa, così come l'eventualità che alcune case farmaceutiche possano non immettere sul mercato farmaci migliori per motivazioni economiche."
Mi rivolgo a lei perchè è una persona preparata in materia.
Complimenti per il suo blog.
Grazie, cordiali saluti.
F.to Giuseppe M.
 RISPOSTA
Buonasera Giuseppe,
dopo un'intera giornata di duro lavoro non potevo non rispondere a questa mail.
Troppo importanti gli argomenti da confutare.
Anzitutto complimenti per il percorso vegano e igienista, l'unica strada possibile al giorno d'oggi per riacquistare e mantenere la propria salute psicofisica.
Ora veniamo ai lobotomizzati super-sfegatati-fan del litio.
Ribatto punto per punto:

1) Concordo sul fatto che la psicoterapia non sia assolutamente risolutiva nella maggior parte dei disturbi di tipo psichiatrico.
Se ad esempio non riesco a smettere di controllare se ho o meno chiuso il rubinetto del gas, un adeguato supporto psicoterapeutico attraverso la TCC può aiutarmi a frenare determinate compulsioni, ma non risolve il problema alla radice, e cioè la motivazione VERA per cui non riesco a smettere di pensare se ho o meno chiuso il gas.
Questo significa che un cervello "normale" NON deve cadere in questo o altri similari vortici di pensieri.
L'errore madornale che viene fatto è però dare la colpa a "non precisati squilibri chimici", come se il cervello fosse una entità staccata dal resto del corpo, mentre invece ne è parte integrante.
Quindi, il litio, che è oltretutto un minerale epatossico, e qualunque psicofarmaco esistente sul mercato non fanno altro che mascherare una situazione, come mettere un coperchio su una pentola a pressione che sta per esplodere.
È da folli prescrivere il litio o qualunque tipo di psicofarmaco senza aver investigato e compreso la RAGIONE per cui il cervello sta malfunzionando.
E quindi la psicoterapia deve essere utilizzata esclusivamente quando si ha la certezza che qualunque altra causa fisica alla base dei disturbi che si manifestano sia stata esclusa.
Nessuno di noi è nato per rimanere aggrappato a un altro essere chiamato "psicologo"; ma è anche vero che alcuni eventi stressanti della vita possono essere meglio superati parlando, sfogandosi, anche con l'aiuto di chi ha esperienza in materia.
Concordo quindi che l'Alzheimer non si cura con la psicoterapia, ma neanche la maggior parte delle depressioni, degli attacchi di panico, dei disturbi d'ansia, dei disturbi ossessivo-compulsivi, per non parlare poi delle psicosi e delle schizofrenie.
E di certo NESSUNA patologia che manifesti sintomatologia psichiatrica deve essere curato con il litio o qualunque altra sostanza tossica denominata "psicofarmaco".
Sono pagliativi, per usare un eufemismo. Pillole che nella migliore delle ipotesi creano un falso stato di benessere destinato a durare poco e con pesantissimi effetti collaterali che possono arrivare alle urgenza omicidiarie/suicidiarie; che invece, nella peggiore delle ipotesi, ti distruggono senza neanche averti dato un breve periodo di finto benessere. Meglio drogarsi illegalmente allora.

2) Se ho mai visto una persona come sta senza litio?

.....Il problema non è il litio, il problema è capire la motivazione per cui una persona manifesta un disturbo psichiatrico. Il problema non è la farsa della carenza di litio, ma la motivazione per cui l'organismo sta funzionando male.
Il litio maschera il vero problema, dando una parvenza di normalità, destinata a durare poco, e anche pochissimo quando il suddetto minerale viene sospeso...un po' come facevano nel Medioevo, dove per curare l'anemia ti portavano nei macelli, tagliavano la gola alla mucca e ti facevano fare il pieno di ferro. Sì, di un ferro incompatibile con l'organismo umano-vegano, ma che a causa dei suoi effetti dopanti dava una parvenza di guarigione, effimera, e destinata a durare pochissimo.

3) Il non usare farmaci porta la persona a uno stato vegetativo?

Balle, tutte palle, grosse come una casa.
Il non usare farmaci non maschera una situazione, che quindi continua a perseverare.
Se ad esempio mangio proteine animali dalla mattina alla sera e quindi mi ammalo di diabete, la mancata regolazione della glicemia porta a evidenti sintomi psichiatrici, come la voglia di isolamento.
Quindi, fino a quando non scardino il circolo vizioso della glicemia ballerina causata dalla mala alimentazione, il problema sussisterà.
Posso mascherarlo con un bel mix di antidepressivi, ma rimarrà sempre latente, con in più il problema di dover assumere sostanze tossiche che creano potente assuefazione e tolleranza.

4) Come la fermi una crisi psicotica?

Non certo con lo Zyprexa, con l'Haldol, con il Serenase.
La fermo con la zucca, con l'intelligenza, con l'amore, con la dedizione, con la voglia di capire cosa stia succedendo.
Ecco che il progetto di un C.E.P. (Centro di Emergenza Psichiatrica), che porterei avanti domani stesso se avessi i fondi necessari, sarebbe perfetto.
Luoghi in cui si viene accolti, contenuti anche con la forza se necessario, ma senza nessuna interferenza di tipo farmacologico. Con la successiva osservazione per scandagliare le possibili cause fisiche, portando il paziente a riappriopriarsi della propria vita anche attraverso un'alimentazione e uno stile di vita compatibili con la nostra conformazione vegana.
Chiunque dica che l'alimentazione gioca un ruolo marginale nello sviluppo di disturbi psichiatrici è un bugiardo o un ignorante.

5) Per quanto siano ancora ben lontani dal "guarire" il paziente, sono l'unico mezzo esistente (e funzionante).

Gli psicofarmaci NON funzionano. È davanti agli occhi di tutti.
Farti venire il sorrisino da ebete facendoti ammosciare il pisello non significa funzionare. E questo quando le cose vanno bene...
Almeno qui ammettono che la psichiatria non guarisce proprio nessuno. La psichiatria, come scritto nel mio libro in fase di ultimazione, fa "contenimento sociale".

6) Di fronte ad una disfunzione celebrale (tale è la carenza di litio o di alcuni neurotrasmettitori) c'è poco da fare purtroppo, diventa necessario agire cercando di riequilibrare tali carenze.
Questo ovviamente per quanto riguarda un approccio corretto da parte della psichiatria.

Ancora con sta boiata dei neurotrasmettitori....
Il cervello è un organo irrorato dal sangue...e la maggior parte delle sostanze utili al suo buon funzionamento si creano nell'intestino....
Quindi un intestino marcio porta un cervello marcio, non ci sono santi.
Quindi piantiamola con ste boiate dei neurotrasmettitori nella testa che non funzionano per chissà quale carenza: è la tossemia interna la causa di tutto.

7) Gli abomini delle cliniche psichiatriche statali venuti recentemente alla luce sono tutt'altra cosa, così come l'eventualità che alcune case farmaceutiche possano non immettere sul mercato farmaci migliori per motivazioni economiche.

E qui mi faccio quattro sonore risate: le case farmaceutiche sanno molto bene quanto deleteri siano gli psicofarmaci (ma li hanno sviluppati con furbizia e intelligenza criminale, poiché, come le droghe di strada, riescono a darti una parvenza di guarigione), e il business che gli gira intorno supera ampiamente i risarcimenti danni che le class action americane costringono loro a sborsare per i danni irreparabili causati dal loro utilizzo.
Anche senza parlare delle allucinanti condizioni in cui sono trattati i pazienti degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), basta andare in un lindo e pulito studio di un qualunque psichiatra privato.
Il risultato è lo stesso: la devastazione e il rincoglionimento sono garantiti, ma nella pulizia e nella perfetta educazione di chi vi riceve.

La conclusione è solo una, e va la faccio attraverso un bell'elenco:
-Zyprexa, antipsicotico: vi calma la crisi, vi ottunde completamente le emozioni, vi fa ingrassare di venti-trenta chili impossibili quasi da smaltire, vi fa venire il diabete, ma per la psichitria siete GUARITI
-Prozac et similar: vi fa venire un sorriso da ebete, vi fa vedere (per poco) il mondo bello, e in cambio chiede la vostra vita sessuale, azzerandola completamente. Provate a toglierlo senza scalare: vi butterete dalla finestra. E se decidete di scalarlo, preparati a scosse elettriche, incubi, attacchi di panico allucinanti. E sperate che non vi faccia sterminare la vostra famiglia.
-Paxil et similar: come sopra, ma con l'aggiunta che la paroxetina è la molecola più ostica da eliminare tra tutti gli psicofarmaci esistenti.
-Deniban: vi alza dal letto in un minuto, come una striscia di coca, ma poi vi fa aumentare la prolettina e fa crescere le tette agli uomini. Provate a toglierlo, e tornerete nella depressione più nera
Serenase et neurolettici vari: zombie-style. La terra dei morti viventi esiste sul serio.

Ricordate, la malattia mentale, intesa come la intendono gli psichiatri, non esiste.
Ripulite il fisico, e la mente vi verrà dietro. Provare per credere
 



NOTA BENE:

Tre anni ininterrotti di impegno e sacrifici hanno portato questo blog a diventare un piccolo faro nella notte per quanto riguarda l'igienismo naturale e l'alimentazione vegana in relazione a tutto quello che concerne il mondo della salute mentale.

Siamo partiti da zero e in tutto questo tempo tante persone hanno finalmente capito come esista un'alternativa ad imbottirsi di sostanze chimiche non meglio identificate, che uccidono il corpo e addormentano l'anima.

Gli psicofarmaci sono e rimangono pillole assassine.

Il libro è finalmente pronto. "ASSASSINI IN PILLOLE: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Cosa leggerete? Leggerete tutto quello che nessuno psichiatra vi dirà mai.

Cosa sono veramente gli psicofarmaci, la facilità con cui vengono prescritti, il fallimento totale della psichiatria moderna.

E ancora...il lato oscuro degli psicofarmaci, che trasformano persone comuni in stupratori, assassini di se stesse e degli altri.

E ancora...le alternative "non violente", legate allo stile di vita e alimentare, per arrivare a risolvere un problema e non a mascherarlo.

E ancora...lo stretto legame tra ciò che mangiamo e come ci sentiamo, anche a livello mentale.

Tutto questo visto da un operatore di polizia, che da 20 anni osserva con i propri occhi lo sfacelo che la psichiatria moderna ha portato e tuttora porta nella vita delle persone.

Senza dimenticare la dismissione dai farmaci, per molte persone l'inferno sceso in terra, e la psichiatria negli anziani. C'è tanto, tanto da leggere.

Questo blog continuerà la sua opera pienamente gratuita di supporto a tutti quelli che ne avranno bisogno.

Acquistare il libro deve quindi essere una scelta personale e consapevole, sapendo però che ogni copia venduta significherà aiutare questo piccolo uomo in quest'opera informativa senza precedenti.

E chiunque assuma psicofarmaci, attraverso la sua lettura potrà finalmente capire che esiste una via alternativa alla lobotomizzazione perenne.

Il libro uscirà in due versioni: Ebook (al prezzo di 8 Euro) e cartacea (al prezzo di 16 Euro).

Nessuna casa editrice. Tutto in self-publishing.

Chiunque sia interessato, può scrivere a pbisant@hotmail.com e vi verranno fornite le coordinate bancarie per il pagamento.

La data finale di uscita è il 30 giugno 2014: chi ha scelto la versione cartacea, la riceverà all'indirizzo evidenziato; chi ha scelto quella su ebook, riceverà link e autorizzazione al download.

Ringrazio tutte le persone che continuano a scrivermi e a starmi vicino.

Questo è solo l'inizio e vi prego di divulgare il più possibile.

Con l'aiuto di tutti so che arriveremo molto, molto lontano.

Grazie di cuore

Pietro Bisanti