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NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
Invia la tua storia a pbisant@hotmail.com.
La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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venerdì 28 giugno 2013

PSICOFARMACI E FRENI INIBITORI

Salve,
Commento solo ora la sua risposta al mio intervento, perche' non ho avuto le forze e la voglia di farlo prima.
Grazie per avermi risposto, comunque.

Da tutte le sue e-mail che ricevo, leggo sempre che la soluzione e' l'alimentazione vegana e il rifiuto della cura con farmaci. Ebbene, ma lei c'e' stato mai da uno psichiatra per dirgli che con i farmaci potrebbe uccidere o indurre alla morte i propri pazienti?
Come puo' dimostrare che i morti per impiccaggione si siano suicidati perche' assumevano gli antidepressivi?
 
E chi si impicca senza assumere farmaci...che fa e' lucido?
Noi parenti...che siamo ASSASSINI perche' sconoscevamo l'esistenza di questo sito e abbiamo dato fiducia alla psichiatra?

E' la casistica a dare conferme?

La psichiatra a noi ha detto che la scelta del suicidio va al di la' del farmaco e che le cause vanno ricercate nella STORIA PERSONALE DEL MORTO SUICIDA, nell'ereditarieta'..

Mia madre..voleva suicidarsi ancor prima di assumere i farmaci...anzi, ha cominciato ad assumerli proprio per il motivo contrario..per allontanare brutti pensieri..

L'antidoto del veleno..uccide?
Mah..
Io ho tanti dubbi..ma se lei puo' DIMOSTRARE SCIENTIFICAMENTE TUTTO QUESTO FENOMENO SUICIDA A CAUSA DEI FARMACI..PERCHE' NON VA IN TV A SENSIBILIZZARE LE CASALINGHE CHE SU INTERNET NON RIESCONO AD ANDARE?
In attesa di una Sua risposta, cordialita', Rita




RISPOSTA

Gent.ma sig. Rita,
faccio prima una piccola premessa, per far sì che questa sua ulteriore testimonianza non sia vana.
Per i lettori nuovi giunti, la madre della sig.ra Rita ha commesso suicidio a mezzo impiccagione mentre era in cura con psicofarmaci (vds. articolo "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE: ARRIVANO LE PRIME CONFERME" e "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE"

Qui non si sta parlando di bruscolini, ma di una vita umana che non c'è più.

Cosa altro potevate fare sig.ra Rita? Vi siete affidati in buona fede alla psichiatria, ed essa, in buona o malafede, vi ha tradito.

Nessuno nega che il suicidio possa avere moltissime sfaccettature, e che moltissime persone lo commettano senza aver preso mai uno psicofarmaco in vita loro.
Ma solo un cieco potrebbe negare il fatto che gli psicofarmaci (e soprattutto gli antidepressivi delle categorie SSRI e SNRI) portino le persone a commettere atti di natura violenta su se stesse e/o sugli altri.

Sua madre aveva brutti pensieri, e al posto di scandagliare le cause ambientali/psicologiche/tossicologiche/organiche/alimentari alla base, le hanno somministrato dei farmaci che hanno annientato i suoi freni inibitori, portandola a commettere un atto che da lucida e sofferente magari non avrebbe mai commesso.

Questo fanno gli psicofarmaci: tolgono quell'istinto di autoconservazione che tutti noi abbiamo anche nei momenti più bui della nostra vita.

La risposta della psichiatra mi fa sorridere, e mi fa capire che dovrebbe tornare sui banchi di scuola e ripetere tutti gli esami, ma con dei professori diversi, che concepiscono l'essere umano come un tuttuno e non come un insieme di pezzi saldati.

Se soffre l'intestino, soffre il cervello, questa è la prima cosa che gli psichiatri dovrebbero imparare.

Io non le porto prove scientifiche; le porto invece le migliaia, se non milioni di casi di persone, tra cui bambini, che hanno sterminato le loro famiglie per poi ammazzarsi, oppure che si sono impiccati, persino all'età di 10 anni.

Accenda il telegiornale, e se crede che tutti si stiano impiccando a causa della crisi, vada un attimo più in là del suo naso sig.ra Rita, e vedrà quante fandonie le hanno raccontato.

Sono pronto ad andare ovunque, anche in televisione se serve, per cominciare a far capire al mondo la pericolosità di tali sostanze.

Non cerco gloria né profitto personale. Solo solo stufo di vedere l'umanità autoannientarsi.




martedì 25 giugno 2013

SI IMPICCANO UNO DIETRO L'ALTRO: PSICOFARMACI, VI DICHIARO COLPEVOLI

Sono d'accordo con te, io stesso preferirei suicidarmi se l'alternativa è di finire su di un letto e vivere immobile e magari privo di coscienza gli ultimi mesi se non anni della mia vita, ma qui è in ballo un'altra storia.
Se io porto mia moglie reduce di un tentativo di suicidio in cura da uno psichiatra, mi aspetto di riuscire a salvarla.

Certo è difficile, ma tante persone depresse per anni sono state curate anche se con ricadute. Però a volte qualcosa non funziona per vari motivi, non per ultimo che diamo un farmaco pericoloso in mano ad una persona che forse non ha mai smesso di pensare di farla finita. Dopo il suicido di mia moglie in quaranta giorni sono venuto a conoscenza che nella mia città si sono suicidate altre tre persone e una prima di lei tutte in cura e tutte per impiccagione, e per conoscenza intendo che ho parlato con persone loro vicine perché quando succedono queste tragedie non si ha voglia che il nome del tuo caro finisca pubblicato sul giornale.
Prova un po' a pensare quante voci inascoltate stanno urlando Perché????? Scusa lo sfogo. Lamberto.




RISPOSTA


Quanto scritto sopra è la risposta che il sig. Lamberto scrive a un altro lettore del forum.
Per chi leggesse il blog solo ora, il sig. Lamberto ha coraggiosamente raccontato la sua storia, precisando come la propria moglie, in cura con antidepressivi, si sia suicidata per impiccagione.

Qui non si perde tempo in retorica o in falsi pietismi, in quanto solo chi passa attraverso queste sofferenze può capire che cosa significhino veramente.

Quello che ha ulteriormente scritto il sig. Lamberto non fa altro che avvalorare la mia tesi, da anni studiata e toccata con mano nel mio lavoro di operatore di polizia, che consiste nel fatto che gli psicofarmaci, ma in particolare le categorie antidepressive SSRI e SNRI, tramutino la gente in assassini di se stessi e/o degli altri, con la particolare predisposizione, in caso di suicidio, all'impiccagione.

Io continuo la mia opera di divulgazione, ma ho bisogno che chiunque abbia una storia da raccontare legata agli psicofarmaci si faccia avanti.

Arriverà il giorno in cui ogni atto di natura violenta contro se stessi e/o gli altri verrà giudicato tenendo conto di cosa queste sostanze demoniache possono fare.

Milioni di persone nel mondo giacciono nelle loro tombe, suicidatesi o vittime di assassini sotto psicofarmaci.

Milioni di persone nel mondo giacciono nelle patrie galere, accusate di crimini che hanno commesso solo ed esclusivamente perché sotto l'influenza di psicofarmaci.

Milioni di persone nel mondo giacciono nei reparti psichiatrici, nelle comunità, o negli ospedali psichiatri giudiziari solo ed esclusivamente perché sono state frettolosamente messe sotto psicofarmaci, rovinando la loro salute mentale per sempre, e facendogli commettere azioni e/o atti delinquenziali che mai avrebbero commesso da "lucidi".

Questo blog è l'amplificatore di tutte quelle voci inascoltate che gridano vendetta.

E, ve lo assicuro, non rimarranno inascoltate.

VEDASI MIEI ARTICOLI "MIA MOGLIE SI E' IMPICCATA. PSICOFARMACI, SIATE MALEDETTI"
 

venerdì 21 giugno 2013

ZYPREXA, ABILIFY, ZOLOFT: L'EMBLEMA DEL DISASTRO PSICHIATRICO

LETTERA


HO SCOPERTO IL BLOG DI PIETRO BISANTI

Salve Sig. Pietro,
tre mesi fa ho scoperto il suo blog e da allora sono diventato un suo lettore fisso. Ho deciso di raccontarle la mia esperienza personale con la psichiatria ed in particolare con il CPS (Centro Psico-Sociale).
 
CARATTERE INTROVERSO, POCHI AMICI, E PRIMA VISITA DALLO PSICOLOGO

Fin da piccolo ho avuto un carattere abbastanza introverso e timido; quindi non ho mai avuto molti amici, soprattutto da quando all'età di 12 anni dalla Svizzera sono venuto ad abitare con la famiglia in un piccolo paese della bassa bergamasca. Comunque a scuola fino alle medie sono andato bene, purtroppo i problemi sono iniziati quando mi sono iscritto al liceo scientifico. Evidentemente avevo sbagliato indirizzo scolastico, anche perché praticavo ciclismo a livello agonistico e passavo i pomeriggi ad allenarmi. Perciò studiavo poco e piuttosto che presentarmi impreparato agli esami preferivo bigiare o starmene nascosto a casa quando ciò era possibile. I miei genitori allora, preoccupati da questo mio comportamento decisero di mandarmi prima da uno psicologo presso un consultorio per adolescenti e poi a partire dal 2003 al CPS. Qui ebbi il mio primo incontro con uno psichiatra; ora non mi ricordo se mi abbia consigliato la psicoterapia, comunque non mi prescrisse nessun psicofarmaco ed io lo vidi solo per un breve periodo.
Alla fine, nonostante il mio poco impegno nello studio ed una bocciatura al quarto anno, riuscì a diplomarmi.

PROBLEMI ALL'UNIVERSITA' E SUBITO LO ZOLOFT

Dopo decisi di frequentare il corso di laurea di infermiere, ma anche qui si manifestarono gli stessi problemi di studio ed io tornai al CPS dove rividi lo stesso psichiatra di prima che mi prescrisse l'antidepressivo Zoloft e mi mandò da una psicologa. Questa mi fece il ridicolo Test di Rorschach e mi ricevette per qualche mese. Naturalmente nessuno dei due mi spiegò qual era secondo loro il mio problema e non mi dissero neanche cosa era uscito dal Test. Siccome non avevo superato il primo anno del corso di infermiere; decisi di ritirarmi e di cercarmi un lavoro, consigliato a prendere questa decisione anche dallo psichiatra secondo cui non ero adatto per il lavoro di infermiere.
 
AUTISTA DI CAMION, RIFIUTATO DA ATM PER UN PROBLEMA DI VISTA
Dopo aver iniziato a lavorare come operaio generico, interruppi le mie visite psichiatriche e per circa 4 anni non andai più  al CPS. Durante questi anni cambiai diverse volte il lavoro, sia perché ottenevo solo contratti precari con le agenzie interinali sia perché non ero molto portato per i lavori manuali. Così decisi di provare a fare l'autista di autobus e conseguì le patenti D-C-E ed il KD, trasformato poi in CQC. Quasi subito, a maggio 2009, trovai lavoro presso una società di trasporto pubblico locale. L'unico problema è che all'inizio mi capitavano ogni tanto dei piccoli incidenti dovuti più che altro all'inesperienza (visto che avevo alle spalle poche ore di guida), a piccole disattenzioni  ed allo stress. Comunque si trattava solo di semplici ''strisciate'' contro i muri o il guard rail, solo due volte danneggiai in modo non grave una macchina. Avrei solo dovuto fare pratica ed abituarmi a guidare dei mezzi pesanti di quelle dimensioni; con il tempo non sarebbero più successi. Purtroppo io mi demoralizzavo ad ogni inconveniente e quando ad una visita medica pre-assuntiva dell'ATM scoprirono che avevo un piccolo difetto alla vista dovuto ad un deficit stereoscopico (non riesco a riconoscere le figure nel test di Lang perché ho una stereopsi scarsa) mi sono abbattuto ancora di più.

ANCORA DALLO PSICHIATRA E ANCORA SERTRALINA: ALLA FINE MI CONSIGLIANO DI FINGERMI MATTO PER L'INVALIDITA' CIVILE

Quindi, compiendo un grosso errore, fissai un appuntamento con il solito psichiatra del CPS il quale, invece di incoraggiarmi a proseguire a fare l'autista, mi disse che questo lavoro non era adatto a me e che avrei dovuto mollare al primo ''incidente''. Naturalmente mi fece prendere un antidepressivo (sertralina da 50mg al giorno) e mi mandò anche da uno psicologo psicoterapeuta. Inoltre mi propose di fare domanda di invalidità civile, così sarei entrato nelle categorie protette e avrei potuto usufruire del collocamento mirato. Quindi secondo lui sarei stato avvantaggiato nella ricerca di un altro lavoro. Io stupido mi fidai di lui e così ad aprile 2010 mi presentai  davanti alla  commissione sanitaria per l'invalidità civile consegnandole un assurdo certificato medico rilasciato da questo psichiatra che era anche responsabile del CPS. 

DIAGNOSI DI DISTURBO DI PERSONALITA' SCHIZOIDE

Sopra c'era scritto che ero in cura per disturbo di personalità schizoide, che presentavo notevoli difficoltà di socializzazione, tendenza al ritiro sociale, difficoltà nella concentrazione, crisi di angoscia e di rabbia, sentimenti di inadeguatezza ed altri disturbi che erano stati individuati dal famoso Test di Rorschach.
 
PRIMO ATTACCO PSICOTICO: DISTRUTTE LAMPADA E RADIO
Nel frattempo una mattina, alzandomi dal letto dopo una notte passata a domandarmi se stessi facendo la cosa giusta, ebbi un breve attacco psicotico nella mia camera e distrussi una sedia, una lampada ed una radio.
 
DISOCCUPATO, E ANCORA DALLO PSICOLOGO

Dopo la visita in commissione, sempre ad aprile 2010, mi dimisi dal lavoro di autista che stavo facendo allora e rinunciai pure ad un'altra opportunità lavorativa come autista di autobus di linea, consigliato vivamente dallo psichiatra.
Così mi ritrovai disoccupato e intanto mi recavo settimanalmente dallo psicologo il quale mi fece un secondo Test di Rorschach e non mi disse chiaramente quali stronzate erano uscite fuori questa volta.
 
INVALIDITA' CIVILE E ASSEGNO DA 275 EURO

La psicoterapia consisteva nel parlare liberamente e rispondere alle sue domande insistenti riguardo alle motivazioni dei miei comportamenti  e delle mie azioni ed ai miei pensieri.
A fine giugno 2010 mi fu riconosciuta dall' ASL un'invalidità civile del 75% ed il diritto a ricevere dall'Inps un misero assegno mensile di  275 Euro, solo nel caso in cui non superassi un reddito annuo di 4500 Euro circa.
 
LAVORETTO DA LOBOTOMIZZATO, E VIA LE PATENTI DI GUIDA

Intanto verso la fine del 2010 (non ricordo precisamente quando) lo psichiatra mi fece scalare e interrompere l'assunzione di sertralina e a marzo 2011 mi fu trovato un impiego part-time tramite il collocamento mirato: si trattava di un lavoretto insignificante presso un'azienda che produce prefabbricati ed il mio compito era quello di fare le fotocopie e tenere ordinato un piccolo archivio. Ad aprile fui convocato dalla motorizzazione civile a presentarmi davanti alla commissione medica locale per la revisione della patente di guida e questa decise di riclassificarmela in patente B speciale, togliendomi in un colpo solo la DE/CE ed il CQC per i quali avevo speso circa 4000 - 5000 Euro.  
 
ATTACCO PSICOTICO, E UCCISIONE DI DUE PAPPAGALLI

Purtroppo la mia situazione non migliorò e una sera di maggio 2011 ebbi un'altra ''crisi'' ed  ammazzai due pappagalli calopsiti che avevo acquistato qualche mese prima. Questo successe il giorno prima che venisse soppresso dal veterinario          
il mio cane malato di tumore alle mammelle. 

DALLO PSICHIATRA, E SUBITO ABILIFY 5 MG

Mia madre e mia sorella che assistettero alla scena rimasero molto scioccate e lo psichiatra decise di prescrivermi l'antipsicotico abilify da 5mg. 

UCCISIONE DI ALTRI DUE PAPPAGALLI

Nonostante ciò nei 3 mesi seguenti ammazzai a sangue freddo altre due calopsiti che avevo ricomprato. A marzo 2012 il mio psichiatra andò in pensione, io comunque continuavo ad andare regolarmente dallo psicologo. 

DISTRUZIONE DELLO SMARTPHONE, NUOVA PSICHIATRA E 10 KG IN PIU'

Dopo qualche settimana ripresi ad andare mensilmente da un'altra psichiatra del CPS, questa si dimostrò ancor più pericolosa. A giugno 2012 acquistai uno smartphone Samsung Galaxy S3, questo però aveva un difetto al tasto del volume che non riuscirono a riparare decentemente e quindi io, preso dalla rabbia, lo distrussi e me ne ricomprai un altro identico. Dopo 4 mesi, siccome da quando avevo iniziato ad assumere l'abilify ero ingrassato di 10kg e avevo smesso di fare sport, decisi di comprare una bici ellittica da 2500 Euro.
 
E ORA ANCHE UN PIZZICO DI ZYPREXA, MA SOLO PER DUE SETTIMANE

A questo punto la psichiatra, che nel frattempo aveva iniziato a sentire anche mia madre per tenermi maggiormente sotto controllo, mi propose di aggiungere all'abilify anche lo zyprexa 5mg per fermare la mia impulsività.
Io rimasi perplesso della sua motivazione e poi mi ero stancato di assumere psicofarmaci per il mio aumento di peso e la mia apatia. Così feci una ricerca su google e scoprì che lo zyprexa causa obesità e diabete. Assunsi lo zyprexa solo per due settimane, dopodiché decisi di interrompere la terapia di entrambi gli psicofarmaci. 

ZYPREXA INTERROTTO, MA ALTRI PSICOFARMACI DA ASSUMERE

Quando glielo dissi, ella mi propose di assumerne altri di cui non ricordo il nome e cercò di convincermi di averne bisogno dicendomi che sia il mio vecchio psichiatra che il mio psicologo, interpellati da lei, si erano detti favorevoli alla mia assunzione di psicofarmaci insieme alla psicoterapia.
 
MINACCIA DI TSO. FARMACI E PSICOTERAPIA INTERROTTI

Inoltre mi minacciò avvertendomi che se avessi creato altri problemi avrei dovuto subire il TSO. A questo punto cominciai a perdere la fiducia sia nella psichiatra che nello psicologo e ad aprile di quest'anno ho interrotto la psicoterapia e le sedute da quella spacciatrice.

DISOCCUPATO DI NUOVO E CON LA STIGMATE DI MALATO PSICHICO

Intanto a febbraio di quest'anno mi è scaduto il contratto a tempo determinato di quel ridicolo lavoretto e l'azienda, siccome aveva poco lavoro e degli esuberi di personale, non me lo ha prolungato e mi ha lasciato a casa. Alla faccia delle categorie protette! Ora, a 30 anni, mi trovo senza lavoro, senza le mie patenti e senza prospettive perché mi ero illuso e fidato di questa gentaglia. E per di più mi è stata affibbiata l'etichetta di disabile psichico. Mi chiedo se non è meglio che mi venga tolta questa invalidità, però mi servirebbe un certificato medico in cui la psichiatra dichiari che non ho più nessun disturbo psichico e questo mi sembra impossibile. Poi non so neanche se mi verrebbe restituita la mia vecchia patente DE-CE ed il CQC.
 
MENO MALE CHE CI SONO VALDO VACCARO E PIETRO BISANTI

Almeno grazie al suo blog e a  quello di Valdo Vaccaro ho aperto  gli occhi e da un mese ho adottato un'alimentazione vegana con tanta frutta e verdura, perdendo già metà dei kg in eccesso che avevo accumulato.

Daniele
               

P.S.  Voglio prenotare una copia del suo libro ''Assassini in Pillole''





RISPOSTA

Buongiorno Daniele,
e grazie della sua testimonianza.

Questo articolo dovrebbe essere appeso nello studio di ogni psichiatria, psicologo e nei reparti di psichiatria, CPS, comunità, quale emblema del fallimento totale, sotto ogni punto di vista, della psichiatria moderna.

Mi è difficile avere un quadro generale della sua situazione, avendomi fornito pochissimi elementi.
Infatti, non so se lei abbia mai assunto stupefacenti, cosa mangiava, come viveva, eppure, anche se come dico sempre non sono un dottore, non curo nessuno, non ricevo pazienti, non faccio diagnosi né prescrivo farmaci, mi sento di dirle la mia opinione.

Chiunque manifesti un disagio di natura psichiatrica NON deve essere oggetto di somministrazione di farmaci.
Gli psicofarmaci ottundono, mascherano il problema, causando una marea di effetti collaterali e non, che non fanno altro che rimandare la disfatta totale, quando non trasformano le persone in assassini di se stesse e degli altri.

Nessuno deve essere messo sul lettino dello psicologo in maniera errata e fuorviante.
Ogni essere umano ha bisogno di amore e comprensione, e non di una ulteriore dipendenza verso un'altra persona.
Questo non significa che io sia totalmente contro la psicoterapia: essa deve cambiare, non deve tramutarsi un un rapporto infinito di subordinazione, e non sempre per guarire bisogna andare a trovare il nodo gordiano di tutto.

Cosa significa?
Significa che sono molto più propenso a fornire stimoli veri, reali, fatti di amore e fiducia, e nel contempo, come cosa basilare, ristabilire le forze interne del proprio corpo attraverso l'alimentazione vegana il più crudista possibile, su cui questo blog interamente si basa.

Lei ha avuto le cure standard (psicoterapia e psicofarmaci) e ora si ritrova invalido civile, disoccupato, ingrassato e depresso.
Qualcuno l'ha quindi guarita?

Nessuno. Come nessuno ha magari ricollegato i suoi attacchi di rabbia e distruzione con l'assunzione dello Zoloft.

Quello che io farei è anzitutto avere fiducia nelle capacità guaritive del nostro corpo, non ricominciare in nessun modo l'assunzione dei veleni che le hanno propinato fino a poco tempo addietro e che l'hanno ridotta nello stato in cui si trova, e continuare con l'alimentazione che ha intrapreso.

Legga attentamente il mio blog, che è una miniera di informazioni, e scandagli tutte le possibili cause organiche alla base delle sue manifestazioni, quali amalgame in mercurio, glutine etc...

Si avvicini a un crudismo il più "crudista" possibile, con una percentuale di frutta dell'80% e un 10-10 di verdura e grassi vegetali sempre il più crudi possibile.

Ascolti il suo corpo, ascolti se stesso.
La nostra società si è imbarbarita, ma ci sono ancora persone di cuore.

Non si riduca a fare il lavoro da lobotomizzato che le hanno trovato.
Guarire significa tornare esseri pensanti, senzienti, che si emozionano, si incuriosiscono, si arrabbiano e sorridono.
Non barili di lardo che camminano lobotomizzati senza rompere i coglioni al prossimo
Questo è il pianeta Terra e non Zombielandia, come la psichiatria moderna vuole trasformarlo.


P.S: IL MIO LIBRO DI PROSSIMA USCITA "ASSASSINI IN PILLOLE - La psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" E' DISPONIBILE PER LA PRENOTAZIONE A PBISANT@HOTMAIL.COM. LA AVVISERO' QUANDO SARA' DISPONIBILE.

mercoledì 19 giugno 2013

DEPAKIN DIFFICILE DA DISMETTERE E RIMOZIONE AMALGAME IN MERCURIO

Buongiorno Pietro,

mi permetto di darti del tu.
 
Ho conosciuto il tuo lavoro tramite il blog di Valdo Vaccaro. Ti racconto in sintesi la mia storia. ho preso per 15 anni il Depakin 500, 2 compresse al giorno, per epilessia con crisi elementari parziali.
Al depakin ci sono da aggiungere altri 20 anni di farmaci per emicranie, poi eutirox, pillola e cosi' via. Non prendo piu' alcun farmaco da circa due anni.
Il depakin non è facile da togliere, non so se possa essere considerato uno psicofarmaco, ma io sono piu' forte di lui e ce la faro'.

Sono rimasta molto colpita dal tuo articolo sui denti. Pertanto ti scrivo poichè vorrei togliere le amalgame ma non conosco un dentista a cui potermi rivolgere. Vivo in provincia di Varese e al momento l'unico di cui  mi fiderei è il dottor Maclavez, consigliato da Valdo, ma ha uno studio a Udine. Mi potresti indicare il nome di un dentista di tua fiducia in zona Milano/Varese?
 
Grazie,
Lina S.



RISPOSTA

Buongiorno Lina,
e grazie della tua mail.
Complimenti per la determinazione.
Ora un ultimo sforzo per il Depakin.
Mi chiedi se sia uno psicofarmaco?
Senza ombra di dubbio.

Il principio attivo del Depakin è un sale sodico dell'acido valproico, e attualmente viene utilizzato oltre che per l'epilessia anche come stabilizzatore dell'umore nel disturbo bipolare.

Mi farebbe piacere se mi dicessi quali sintomi di sospensione hai, così da poter rendere pubblica la tua esperienza in modo tale da poter aiutare il maggior numero di persone possibile.

Per le amalgame, sono più che felice di aiutare te e chiunque ne abbia bisogno, fornendo il nominativo del dott. Ronchi, via Jan Giorgio, 5, 20129 Milano, tel. 02 2953 3431.
È uno specialista serio, competente, che adotta un protocollo di rimozione protetta con diga e aspiratore.
Come lo so?
Io stesso ho rimosso tre amalgame da lui, sostituendole con un composito in ceramica che si chiama "Diamond Crown".
 

XERISTAR E PERDITE VAGINALI


Buonasera, ho preso lo Xeristar per diversi mesi e avevo delle perdite ematiche vaginali. La ginecologa non mi trovò nessun problema a livello ginecologico, quindi secondo lei era il farmaco.
Il neurologo mi diceva che non era possibile. Smesso il farmaco, non ho più avuto di questi problemi. La mia omeopata mi ha detto che molte persone sono come me ipersensibile ai farmaci, quindi questi farmaci sono bombe micidiali per noi stessi.
F.to Alessandra 1961




RISPOSTA

Buongiorno Alessandra,
e grazie del suo commento.
Gli psicofarmaci sono "bombe micidiali" come da lei espresso, e quello che più mi irrita è il fatto di negare il nesso causa-effetto in relazione a tutto lo sconquasso che portano.
Nessuno è "ipersensibile" a un veleno: un veleno rimane tale sempre e comunque.