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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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giovedì 19 marzo 2015

XANAX, LAROXYL, DAPAROX, STILIDEN E RISPERIDONE: MI SENTO UN PERFETTO CRETINO A 22 ANNI

LETTERA

Ciao Pietro, girovagando per il web in cerca di soluzioni al mio malessere ho trovato il tuo blog. Io ho 22 anni e da più di due anni faccio uso di ansiolitici e antidepressivi prescritti dallo psichiatra. Ho cominciato fine estate 2012 con xanax laroxil e daparox fino ad aprile 2014, quando pensavo di aver risolto i miei problemi. Nei mesi successivi ho avuto attacchi di panico forti, crampi allo stomaco insopportabili e poi dolori a reni, polmoni, cuore e tachicardia. Sono dovuto riandare da un nuovo psichiatra e da più di un mese prendo stiliden e risperidone. I dolori mi sono diminuiti notevolmente ma in compenso mi sento poco lucido, un perfetto cretino. Mi sento drogato sballato. Sono veramente molto sfiduciato. 
Aggiungo che da circa due mesi, faccio una dieta senza glutine. 
Pensi si possano risolvere i miei problemi? Grazie in anticipo.

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Via anzitutto la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

La domanda che mi fai è di una "banalità" incredibile, e quindi te la rigiro.

Se ogni giorno tu dovessi bere della candeggina, e avessi quindi bruciore di stomaco e molti altri sintomi, ti meraviglieresti di questo o riusciresti ad associare immediatamente che è la CANDEGGINA a provocarti tutto ciò?

Come diavolo si fa a pensare di assumere un composto di totale sintesi chimica e di stare bene, e che il nostro corpo non reagisca a esso pesantemente?

In questo momento, con l'assunzione di un antipsicotico come il Risperidone e di un antipderessivo SSRI come lo Stiliden (principio attivo Paroxetina) come credi poterti sentire?

Il tuo cervello è inondato di sostanze chimiche ottundenti (antipsicotico) e attivanti (antidepressivo).

Il tuo psichiatra sta giocando a fare con te il piccolo chimico. Sei una cavia, e nemmeno te ne rendi conto.

Vuoi risolvere i tuoi problemi?

Prendi in mano legalmente la tua salute, ai sensi dell'art. 32 della nostra Costituzione, assumendotene tutte le responsabilità.

In questa società infatti, un medico può mandarti a morire con la benedizione della Legge, e io, non essendo medico, sono tenuto a rispettarla comunque, anche se le mie idee sono esattamente all'opposto.

Scalaggio lento, iniziando con l'antidepressivo, al massimo del 10% al mese.

La dieta senza glutine è un buon inizio, ma bisogna abbracciare un veganismo più profondo, eliminando gradualmente proteine animali, latticini, zuccheri artificiali, e tutto quello che a prima vista non è un cibo, in favore, sempre gradatamente, di quantità sempre maggiori di frutta e verdura.

Non potrai mai sapere chi sei veramente, e come ti senti veramente, fino a quando avrai in corpo un composto chimico e continuerai a ingurgitare spazzatura al posto di cibo vero.

Leggi il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" e poi fai la tua scelta.

Io ci sono


Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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11 ANNI DI FARMACI: ZYPREXA, SERENASE, CITALOPRAM, TAVOR, PROZIN. UNA VITA DISTRUTTA

Ciao Pietro,
sono 11 anni che mi danno varie medicine, tra cui Zyprexa, Serenase, Citalopram, Tavor, Prozin, lo psichiatra mi ha sempre imbottito abbastanza senza mai un granché di dialogo per risolvere i miei disagi, sono diventato ormai incapace di relazionarmi con gli altri, e ho molti effetti collaterali tra cui disfunzioni erettili e di desiderio, stanchezza, dormo molto ma mi sveglio già stanco, attenzione molto ridotta e anche memoria molto ridotta, ho difficoltà grosse per fare le mie ore di lavoro, una disfatta completa della psichiatria.
Non ho mai fatto uso di cannabis o altre droghe.
Da circa 2 mesi sto leggendo il tuo blog, e ho modificato molto la mia dieta, mangio molta più frutta e verdura, che prima era pressoché assente, pasta senza glutine e latte senza lattosio, pochissima carne, per arrivare poi ad essere vegano gradatamente, non so se faccio bene, mi fanno paura le crisi eliminative dato che ho preso tante medicine e perciò tossine. Però spesso dopo circa 1 ora dal pranzo mi vengono delle crisi di stanchezza improvvise e molto forti, perché? È perché avendo cambiato la mia dieta e mangiando molta più frutta e verdura, il sangue più fluido, le medicine che prendo hanno un effetto maggiore? Dovrei perciò già calarle?
Poi da 4 anni ogni volta che arriva l’estate mi vengono giramenti di testa molto forti che mi durano ore, solo sul lavoro cioè quando mi devo impegnare con il cervello, mi gira tutto, mi si annebbia la vista, talmente forte che non riesco a lavorare, io ho detto al mio psichiatra che sono le medicine ma lui cambia discorso e dice che le medicine non hanno effetti collaterali. Leggendo i foglietti delle medicine ci son scritti tanti possibili effetti collaterali, io ne ho almeno la metà e ho letto anche morte improvvisa.. Dato che il mio datore di lavoro vuole che mi sforzo sul lavoro per fare le mie ore e i suoi pezzi, io ho paura..
Mi piacerebbe molto poter parlare con te, poter essere seguito nello scalaggio dei medicinali che desidero fare e ho altro da chiederti, posso avere il tuo numero?
Grazie tanto per quello che fai.

Lettera firmata

RISPOSTA

Ciao Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Quello che ti è accaduto e che ti sta accadendo è il classico esempio della disfatta della folle Psichiatria moderna, capace solo di imbottire il malcapitato di turno.

Ma tu hai una marcia in più, e, nonostante tutta questa mostruosa infinità di farmaci, hai mantenuto una invidiabile lucidità.

Il cambio dieta non basta. Ritroverai il tuo IO solo ed esclusivamente quando il tuo corpo funzionerà senza il controllo di alcun composto chimico.

La mia risposta a tutte le tue domande è semplicemente una: scalaggio, dando il tempo al corpo di ristabilirsi dopo anni e anni di insulti farmacologici senza fine.

Sarò lieto di parlarti, di darti tutti i consigli e il supporto del caso, ma non posso prendermi responsabilità mediche e legali che non mi competono.

Dovrai quindi, ai sensi dell'art. 32 della nostra Costituzione, prenderti la responsabilità diretta delle tue scelte.

Ci sentiamo via mail.

Forza e coraggio

Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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MILLE DIAGNOSI DIVERSE: DEPAKIN, MUTABON E IPOTIROIDISMO

LETTERA

Salve sono un ragazzo di 30 anni. 
Ho letto con curiosità alcune sezioni del suo blog.
Da qualche anno sono nel vortice di psichiatri, psicologi e psicofarmaci più disparati. Alcune volte funzionanti altre volte meno. Sono affetto anche da ipotiroidismo prendo tirosint da 75. Attualmente mutabon Ad e depakin chrono 500. Mille "diagnosi'' psichiatriche. Si vede che non sanno neanche loro dove andare a parare. 
Sono anche io dell'opinione che gli psicofarmaci siano "veleno". Ma a volte mi sono trovato sul margine ed ho dovuto "cedere". Stanchezza cronica, eccessiva preoccupazione x gli eventi. 
Il fatto stesso di prendere farmaci mi mette ansia. Anzi non poche volte mi trovo a pensare se il mio cervello non abbia subito danni dopo le varie "cure". E ciò mi martella.
Vorrei la sua modesta opinione e consiglio come sempre.
Saluti.

Lettera firmata

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Veniamo a noi.

La prima cosa che voglio farle notare è questa: il corpo non è diviso a compartimenti stagni, un po' come i mattoncini della Lego.

Tutti i nostri organi, cellule, tessuti sono intimamente collegati fra loro, e se da una parte qualcosa funziona male, ecco che un'altra parte, magari anche distante, può esserne negativamente influenzata.

Intestino e cervello, ad esempio, sono collegati, anche a livello di nervi.

Per questo, un intestino intasato e in disbiosi può essere la causa di disturbi mentali anche severi.

Capito questo, si trova subito il collegamento tra il suo diagnosticato ipotiroidismo e le successive diagnosi psichiatriche.

Sono due facce della stessa medaglia, e la soluzione non la si trova di certo continuando ad imbottirsi di farmaci, psichiatrici e non.

Il nemico è uno solo, e si chiama tossemia interna.

E la causa principale dell'accumulo di tossine è e rimane l'alimentazione errata.

Ora, lei è il solo detentore del potere di scelta riguardo alla sua salute, ai sensi dell'art. 32 della nostra Costituzione.

Se non in Trattamento Sanitario Obbligatorio, lei ha la possibilità di fare quello che meglio ritiene.

Le dico cosa farei io al suo posto.

Scalaggio lento e graduale dei farmaci, compreso quello per la tiroide, iniziando con un farmaco alla volta, eliminando non più del 10% al mese, così come da collaudati protocolli standard.

Abbracciare senza riserve un'alimentazione vegana, crudista quanto basta, anche questo secondo un percorso graduale.

Circondarsi di persone che possano arginare le crisi da dismissione, che possono essere mostruosamente pesanti da gestire, tanto da farla ripiombare sotto le amorevoli cure dello psichiatra, che avrà una ragione in più per etichettarla come "paziente che rifiuta le cure".

Lei stesso ha definito gli psicofarmaci come "veleno". Io, invece vado oltre, etichettando tutti i farmaci come veleno, e sono della convinzione che la farmacologia debba rimanere solo ed esclusivamente relegata alla fase di urgenza e pericolo di vita. Tutto il resto è secondo me solo accanimento terapeutico.

I farmaci assopiscono i sintomi. Lei ha bisogno di eliminare le cause.

Si procuri il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Ora ha i fatti. Sta a lei combattere.

Pietro Bisanti

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In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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XEPLION, CIPRALEX ED EN: MI AVETE TOLTO TUTTO. NIENTE ORGASMO, NIENTE RISATE, NIENTE EMOZIONI, NIENTE SENSAZIONI


LETTERA

Ciao sono un ragazzo di 23 anni e ho avuto una psicosi (diagnosticato come scompenso psicotico) e sono in cura da marzo/aprile con fiala da 150mg di Xeplion poi passato a 100 e adesso a 75, affiancato a Cipralex 10mg e Delorazepan (EN) 1mg. Il mio problema è che vorrei scalare fino a smettere solo che la psicologa del CSM non vuole e mi dice o così o interrompiamo la cura e io oggi a questa risposta ho risposto con un bel vaffanculo..cioè uno vuole smettere di prendere psicofarmaci scalando e tu non gliene dai la possibilità? Stiamo scherzando? Ora vorrei andare da un privato e scalare il tutto fino a togliere per sempre queste droghe dal mio corpo. Il fatto è che non provo più emozioni, sensazioni, non rido di gusto e non ho nemmeno un orgasmo soddisfacente. Rivoglio le mie emozioni!!!Lei cosa ne pensa??

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno sig. Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Via anzitutto la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Posso immaginare che la sua psicosi sia da ricollegare all'uso di cannabis, che, non smetterò mai di dirlo, è e rimane una sostanza stupefacente, che agisce come apripista per una marea di disturbi mentali.

Se questo è il suo caso, smetta di farne uso. Adesso.

Al di là di questa considerazione, lei è in trattamento per quello che i sanitari che l'hanno visitata hanno considerato come "psicosi", cioè una visione anomala e non coerente della realtà circostante.

Soluzione? Un cocktail di farmaci di cui nessuno le ha spiegato le interazioni e la potenza.

Lei sta assumendo, nell'ordine, un antipsicotico in versione depot, e cioè a rilascio prolungato mensile, un antidepressivo della categoria SSRI e una benzodiazepina.

Già qui, un essere umano con una capacità di ragionamento nella media capirebbe che qualcosa non quadra.

Anche ipotizzando (ma non è certo quello che penso) che queste molecole chimiche possano guarire i pensieri dell'animo umano, ma come diavolo si fa a pensare che un cervello possa funzionare bene somministrando contemporaneamente una sostanza ottundente (l'antipsicotico), attivante (l'antidepressivo) e calmante (la benzodiazepina)?

Siamo veramente all'apoteosi delle follia; sì, ma non del "paziente", ma di chi crede che le persone si curino a suon di siringoni e pastiglioni, che hanno poi il risultato di provocare quello che lei stesso riporta.

Niente orgasmo, niente emozioni, niente risate: si diventa un flaccido zombie che pensa solo a mangiare e dormire.

Lei pensa che questi farmaci la cureranno da qualcosa? Lei pensa che lo psichiatra del CSM, o finanche uno privato, abbia voglia di aiutarla a dismettere?

No, ormai, in questa società ormai malata e incapace di ascoltare il prossimo, l'unica soluzione sono le pastiglie. A vita.

Come difendersi?

Prendere in mano la propria salute, ai sensi dell'art. 32 della nostra Costituzione.

Decidere, in prima persona, di scalare i farmaci, secondo protocolli collaudati, prendendosi tutte le responsabilità legali e materiali del caso.

Nel suo caso, non è possibile lo scalaggio dello Xeplion poiché in versione depot, e quindi è prima indispensabile passare alla sua versione ad assunzione orale, e cioè l'Invega.

Fatto questo, la difficoltà sta nel tempo di assunzione e nella quantità di farmaci che si stanno prendendo, oltre che dalla loro dose.

Si scala del 10% al mese, cominciando da uno. C'è moltissima incertezza a riguardo, ma dalle mie letture nei blog a tema di tutto il mondo, ho potuto notare come moltissime persone scalino, in casi analoghi, prima l'antidepressivo, poi la benzodiazepina e infine l'antipsicotico, in quanto quest'ultimo ha anche effetti sedativi.

Non ci sono formule magiche o pratiche standard. Si naviga a vista, facendo le cose con calma e avendo fiducia nelle capacità autoguaritive del proprio corpo.

Sarà una passeggiata? Proprio no... Anzi.

Si prepari a crisi di dismissione che saranno anche mostruose. Per questo, per non finire ancora sotto le amorevoli cure di uno psichiatra e farsi etichettare come "paziente che rifiuta le cure", è indispensabile essere circondati da qualcuno pronto a dare una mano in caso di bisogno: genitori, fratelli, parenti o amici.

Da soli, in condizioni come queste non si va da nessuna parte.

Parallelamente, bisogna assolutamente virare verso uno stile di vita impeccabile, abbracciando senza riserve l'alimentazione vegana, crudista quanto basta, da perfezionarsi sempre gradatamente.

Via subito tutto quello che non appare come cibo, eliminando all'istante i due allergeni principali per ciò che riguarda la salute mentale: glutine e caseina.

Legga in lungo e largo i quasi 600 articoli gratuitamente disponibili sul blog.

Acquisti immediatamente il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Scelga da che parte stare.

A 23 anni si ha il DIRITTO di avere un orgasmo, di ridere, di emozionarsi e di sentire.

Forza e coraggio

Pietro Bisanti

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REVOCA TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO: NOI CI METTIAMO LA FACCIA. NELLA VITA CONTANO I FATTI, NON LE PAROLE.

Al sig. Sindaco del Comune di ******* (anticipata a mezzo mail: *********)

e p. c. Giudice Tutelare di ******* (anticipata a mezzo mail:*******)

e p.c. SPDC di ******* (anticipata a mezzo mail: *********)

Studio Legale ******* (anticipata a mezzo mail: ********) di MILANO


OGGETTO:  L. 23/12/1978 n. 833 art. 33 comma 7. Richiesta di revoca di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO)

\________

Il sottoscritto Pietro Eupremio Maria Bisanti, nato a Milano il 24.11.1975, residente a *******, via *******, nell’interesse della sig.ra *******, nata a ******, residente a ******, attualmente ricoverata in regime di TSO c/o SPDC ******

VISTO

l'art. 33 della Legge 23/12/1978, n. 833

CHIEDE

la revoca immediata del provvedimento di TSO disposto/prolungato nei suoi confronti, per i seguenti

MOTIVI

si evidenzia la mancanza di uno dei tre principi cardine previsti dalla vigente normativa quali elementi indispensabili a suffragio della richiesta/mantenimento dello stato di Trattamento Sanitario Obbligatorio; nello specifico, il rifiuto ora non più opposto dal paziente de quo all’assunzione della terapia ritenuta necessaria dal personale medico per il contenimento della patologia asseritamente in atto, così come epistolarmente confermato dalla sig.ra ****** e dal dott. ****** (SPDC *****) nel corso di colloquio telefonico avvenuto in data odierna, alle ore 11.20.

PRECISA CHE

la normativa vigente, oltre a permettere l’inoltro di richiesta di revoca di TSO a chiunque ne abbia interesse, consente tassativamente al soccombente tale provvedimento di poter continuare a scegliere tra un ventaglio di proposte di terapia a egli/ella più confacenti, che, nel caso de quo, così come sempre epistolarmente precisato dall’interessata, propendono all’assunzione orale dei farmaci prescritti e non all’utilizzo degli stessi in versione depot.

PRECISA INFINE CHE

è giunta, sempre epistolarmente da parte dell’interessata, la dolenza relativamente all’asserita impossibilità di poter liberamente prendere contatti telefonici con chi si ritiene più opportuno; evenienza, questa, in contrasto con la normativa vigente, che non pone limiti, in tal senso, a chiunque sia sottoposto a TSO, che rimane, sempre e comunque, titolare dei diritti costituzionalmente garantiti, ivi compreso quello di essere prontamente reso edotto delle eventuali proroghe del trattamento in atto, al fine di evitare, da parte del paziente stesso, una visione indefinibile di un provvedimento sanitario il cui fine ultimo deve rimanere il contenimento di uno stato emergenziale.


Milano, lì 19.03.2015                                                                                    

                                                                                                                        In fede  

COMMENTO

Fatti non parole.

Il nostro servizio di tutela legale sta intervenendo, gratuitamente per chi non se lo può permettere, per far rispettare la Legge e i diritti fondamentali di chi si trova, suo malgrado, in TSO.

La nostra lotta non è contro la Psichiatria, ma contro quella Psichiatria che agisce con faciloneria, senza tutelare pienamente i diritti del paziente.

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Avanti così

Pietro Bisanti