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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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sabato 22 agosto 2015

QUIENS 300 MG: PUO' L'IPERICO COMBATTERE LA DEPRESSIONE?

LETTERA

Ciao Pietro,
sono G., ho 18 anni e da qualche giorno ho cominciato a prendere Quiens 300 mg due volte al giorno a causa di una lieve depressione. Questo farmaco è a base di estratto secco di iperico, quindi è abbastanza naturale, a differenza degli antidepressivi chimici. La sua efficacia è stata però paragonata a quella degli antidepressivi tradizionali, perché ad alte dosi di ipericina, e anche sul foglietto illustrativo è stato classificato come antidepressivo. La mia domanda è: questo farmaco è da considerarsi come gli antidepressivi chimici, nel senso che anch'esso può avere rischio di dipendenza e di vivere come degli zombie senza emozioni? Da quando ho iniziato a prenderlo tutti i pensieri negativi che avevo prima sono magicamente scomparsi e non ho avuto effetti collaterali, quindi mi sembra che mi faccia bene. Ti ringrazio anticipatamente per la risposta e mi complimento per il tuo sito. A presto.

Lettera firmata.


RISPOSTA

Buongiorno G.,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.


Veniamo a noi.

Ora voglio portarti a ragionare con la tua testa.

Non si possono negare gli effetti antidepressivi dell'iperico, ormai largamente utilizzato in Germania al posto dei farmaci tradizionali.

Ma non si può nemmeno negare il fatto che tale composto, seppur naturale, è e rimane un rimedio, un volersi curare a tutti i costi dall'esterno, senza sapere che niente e nessuno può curare il corpo umano, in quanto è esso che cura se stesso.

Noi possiamo e dobbiamo metterlo nelle condizioni di poter operare al meglio, anche e soprattutto attraverso una corretta alimentazione.

La domanda sorge spontanea quindi...

Prenderai l'iperico tutta la vita? Quando lo eliminerai, avrai sradicato le cause fisiche/organiche/psicologiche alla base del tuo disturbo depressivo?

La risposta è no in entrambi i casi, e quindi quello che stai avendo è semplicemente un sollievo momentaneo, sicuramente meno tossico dei farmaci tradizionali, ma sempre e comunque un palliativo.

Tu dici infine che i pensieri negativi sono magicamente scomparsi dopo solo qualche giorno di assunzione.

Nemmeno gli antidepressivi tradizionali sono "capaci" di tanto, quando "funzionano".

Questo si chiama "effetto placebo": ti convinci che una cosa ti faccia bene, ed effettivamente qualcosa succede.

Ma parliamo sempre di temporaneità, di qualcosa di non duraturo.

Cambia alimentazione, cambia vita se è questa a farti stare male.

Ma non cercare rimedi: l'iperico è tanto naturale quanto i funghi velenosi, non dimenticarlo.

Forza e coraggio

Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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giovedì 13 agosto 2015

PRIMA TI DISTRUGGO DI FARMACI, POI TI SBATTO IN COMUNITA': QUESTA È REALTA', NON FINZIONE

LETTERA (DA FACEBOOK)

Buongiorno signor Pietro. Chiedo scusa da subito per come scriverò ma mi sento molto limitato nel farlo. Vorrei raccontarle la mia storia. Per magari avere un consiglio da lei. Ho letto molte delle sue tesine sui blog. E mi trovo d'accordo con lei su molte cose. 

A fine aprile di quest'anno sono stato ricoverato in tso per un episodio psicotico in seguito a un forte utilizzo di cannabis e alcol. Dopo due settimane mi hanno lasciato andare con un mix di medicine che andavano dallo xeplion serenase e altra immondizia che ora nemmeno ricordo. 
Perché la mia memoria balla parecchio.. 

In seguito a un mio malessere con tutte queste medicine (non riuscivo a deglutire nemmeno l'acqua senza farmela uscire dal naso) mi hanno "stabilizzato" con xeplion en e depakin. Da liì la discesa. Parlavo inglese perfettamente e ora non lo parlo più. 

Il mio vocabolo di italiano si è molto ridotto come se non ricordassi le parole e come articolarle. Mi hanno convinto dopo due mesi ad andare in comunità perché dichiarai di aver avuto un trascorso di eroina.  In comunità è stato un disastro. 

Dopo due giorni mi iniettano lo xeplion e fu un continuo cadere nell'apatia nella voglia di non far niente e di non parlare. Nel chiudermi in me stesso. Dopo due settimane dopo grandi sforzi convinco gli operatori e la mia famiglia a tornare a casa. 

Ora ho fatto lo xeplion l'11 del mese scorso. E ieri la psichiatra dell'asl che mi segue dopo non avermi fatto parlare nemmeno per finire di spiegare tutti i sintomi negativi che mi ero scritto perché ho dovuto scrivermeli tanto che è il vuoto che mi si è creato mentalmente ha deciso di passare dallo xeplion all'invega. Che so essere la stessa identica cosa. 

In più vuole per forza che io vada in comunità. E ne ha convinto anche i miei. Che sn completamente d'accordo con lei. Io non ci voglio andare né vorrei più prendere questo invega. In quanto da che lo presi l'11 scorso ora mi sento leggermente meglio. 

Anche se il depakin mi fa salivare in continuazione mi fa avere sempre appetito e mi sta facendo ingrassare. Ho bisogno di aiuto. Non ho più il controllo della mia vita. Nessuno mi ascolta.. quando dovrei parlare io parlano solo gli altri. Ho 26 anni facevo sport avevo una vita si un pò sregolata ma stavo bene. Ragionavo. E portavo a termine un discorso. Le chiedo scusa per come magari ho scritto questo messaggio. Una volta mi esprimevo molto meglio. Ridevo e piangevo come chiunque ora sono impassibile .. aiuto dico solo questo.

Lettera firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Ormai non mi meraviglio più di quanto in basso questa medievale Psichiatria sia arrivata.

Lobotomizzano, ti rinchiudono, ti distruggono e ti uccidono in nome della Legge.

La sua parte, però, se lo lasci dire, l'ha fatta lei stesso: la cannabis, lo ripeterò fino alla nausea, non è quell'innocua foglia verde della canzone "Maria Salvador" di J-AX: la cannabis, soprattutto quella moderna, geneticamente modificata e tagliata all'inverosimile con ogni porcheria possibile, è una sostanza in grado di distruggere la mente di chi la assume.

Ora, dato che anche i suoi genitori sono stati lobotomizzati dallo psichiatra di turno, e credono che lei abbia bisogno di "cure", la prima cosa che dovremo fare è far loro capire cosa siano realmente gli psicofarmaci.

Dopo, andrà impostato un lavoro di scalaggio unito a un miglioramento totale dello stile di vita, soprattutto alimentare.

Questa è la sua unica ancora di salvezza per evitare di diventare un'ameba di 130 kg che cammina senza meta.

Qui è la sua vita in gioco.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti


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martedì 11 agosto 2015

IL PROZAC HA UN SOLO POSTO: NELLA SPAZZATURA

LETTERA

Ciao, mi  chiamo ****, sono "inciampata" in una tua pagina in cui rispondeva ad un anonimo ke difendeva il prozac. Io faccio parte di quella fascia di persone inette e ignoranti ke cercano una scappatoia semplice e veloce ai problemi .....ed ora mi SN stancata. Il tuo discorso mi ha davvero colpita.....e mi SN sentita ancora più scema dato ke proprio oggi ho ricominciato il prozac...e già me ne pento.   Nn SN una persona forte, credevo di si,  e ho sempre mal curato il mio corpo mangiando..senza riflettere. Infatti ora "sto in comitiva" CN super gastrite, colite e possibile ernia iatale.  Aiutami

Un beso forte

(Ho 28 anni)


Inviato dal mio telefono Huawei

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,

e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Super gastrite, colite ed ernia iatale, oltre alla tua depressione, sono tutte facce della stessa medaglia, che si chiama "intossicazione interna".

Non è la tua testa, è il tuo corpo fisico ad essere malridotto, anche e soprattutto a causa della tua sconsiderata alimentazione.

Ora, cattura il messaggio positivo di questo blog e fai la tua parte.

Io ci sono.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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lunedì 10 agosto 2015

GLI PSICOFARMACI SONO UNA MERDA: UNA TESTIMONIANZA STRATOSFERICA

LETTERA

Gentile Sig. Pietro, sono *******, un ragazzo di 28 anni, e parto col complimentarmi con Lei per il suo blog, che ho trovato stasera navigando sul web.
Parto col dire che condivido appieno il suo punto di vista sugli psicofarmaci e sulla psichiatria, io stesso ho provato sulla mia pelle l'orrore di tutto questo, da qualche anno. Infatti, dal 2010 fino a poco tempo fa ho avuto a che fare con farmaci del genere, con ricoveri in psichiatria, a dir la verità volontari, e due esperienze in comunitá "terapeutiche".

Ho sempre odiato gli psicofarmaci, e per me è stata un'esperienza orribile doverli assumere, spinto dalla famiglia che si fidava degli psichiatri di turno...ma andiamo per ordine. La questione è che essendo vissuto in una famiglia fortemente anaffettiva e con cui ho avuto conflitti, anche emozionali, molto pesanti, negli anni avevo sviluppato una forte predisposizione alle problematiche mentali... 

Ho attraversato fasi di depressione, insonnia... paranoia, etc... e nel corso del tempo mi sono state fatte diagnosi varie come "disturbo bipolare , psicosi , disturbo schizoaffettivo"... ma ogni volta il tutto mi sembrava un'immensa presa per il c... a dir poco...parole vuote, farmaci imposti, sofferenze notevoli, mi sentivo umiliato oltre misura, mi sentivo un cesso... ho preso peso... e nei periodi in cui prendevo farmaci mi sentivo uno zombie, senza emozioni, e oltre a questo fumavo anche 25 o più sigarette al giorno, a mò di droga, per bilanciare uno stato umorale piatto... ho smesso più volte di prendere questi farmaci (a fasi, zyprexa, xeplion, serenase, tavor, abilify)  che ogni volta venivano presentati come "stabilizzanti di umore"... quando invece erano degli ZOMBIZZANTI e LOBOTOMIZZANTI, che mi privavano della voglia di vivere, potenziavano le mie paranoie, e mi impedivano di pensare al futuro, intrappolandomi in una spirale di abbuffate, fumo, pigrizia, senso di vergogna e inferiorità... Il tutto fino ad un mese fa, quando sono uscito volontariamente dalla comunità in cui sono stato3 mesi, abbandonando per sempre l'abilify... 

IL PUNTO è CHE ADESSO, dopo tutti questi anni, anche di preghiera e meditazione, di fede e di introspezione, ho individuato le CAUSE reali del mio malessere... che sono al 90% relazionali, e legate alla famiglia di origine... e sto provvedendo AUTONOMAMENTE e lucidamente a risolvere... con la preghiera, la psicoterapia, la scrittura, l'autoanalisi, la pittura, la musica, lo sport, e soprattutto le arti terapeutiche in cui credo DAVVERO, ovvero PRANIC HEALING e REIKI, senza tralasciare l'alimentazione, in cui sto cercando di orientarmi verso il fruttarismo e l'essere vegano. Ho chiuso definitivamente col passato, e adesso mi sento LIBERO di sognare, di vivere, di progettare CON CALMA e senza annebbiamento il mio futuro...AMO LA MIA VITA, sento di essere di nuovo felice, e voglio dire a tutte le persone che si trovano in situazioni simili che BISOGNA USCIRNE, è un dovere verso se stessi... 

NON FATEVI RUBARE LA FELICITA' da pillole che sono solo stupide droghe dannose... Ho finalmente smesso anche di fumare, e non ne sento il bisogno ormai... Svapo sigaretta elettronica con poca o niente nicotina, alterno infatti 0,9 e 0 di gradazione. Il tutto perché sono ormai LIBERO DAGLI PSICOFARMACI. E da laureato in scienza della nutrizione, quale sono, affermo con Lei che davvero il cibo è il farmaco più potente, è LA medicina in grado di guarire anche da TUTTI i disturbi mentali, insieme con sport, spiritualità, Yoga, etc...

Rimango in contatto col Suo blog, e curioserò stasera fino a notte fonda... perché la psichiatria deve, urgentemente, cambiare, e diventare, da MACELLO DI MENTI E CORPI, gallina d'oro di big pharma, invece, CURA DELL'ANIMA, come gli antichi greci intendevano... Ho fiducia in Dio e nel futuro, e nelle persone come Lei dal cuore aperto, per tutto questo. 
Con grande affetto La saluto, a presto
Lettera firmata


Inviato da Tablet Samsung


RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
pubblico la sua stupenda testimonianza senza aggiungere altro.

Avanti così
Pietro Bisanti

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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

domenica 9 agosto 2015

VOGLIO COMINCIARE UNA DIETA VEGANA, MA SONO PIENA DI ALLERGIE


LETTERA

Buongiorno, sono la sig.ra *****, come Le dicevo su fb, io vorrei seguire una dieta vegana ma penso sia meglio che mi rivolga ad uno specialista anche perché ho una marea di allergie alimentari (riso, patate, cereali, pomodoro, arachidi...) e non vorrei peggiorare la situazione. Lei cosa mi consiglia? La ringrazio. Anna

RISPOSTA

Buongiorno sig.ra Anna,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi.

Partiamo da alcuni concetti molto semplici.

L'Uomo, se fosse nudo come mamma l'ha fatto, in una foresta subtropicale, con a disposizione solo il proprio istinto e le proprie mani, di che cosa si ciberebbe?

Di latte? Non penso proprio, dato che non so come farebbe a catturare al volo un'antilope per strizzarle le tette.

Di cereali o legumi? Non penso proprio, dato che per essere consumati dai non-granivori necessitano di ampia lavorazione.

Di carne e pesce? Non penso proprio, dato che senza il fuoco e la frollatura risultano assolutamente immangiabili, oltre all'impossibilità di cacciare prede a mani nude.

Guardiamo le nostre mani...

Senza la solita retorica, come si fa a non vedere che ci sono state date poiché siamo e rimaniamo frugivori?

L'alimentazione dell'Uomo, se vuole mantenersi in buona salute, deve basarsi all'80% di frutta, con uno spazio per le verdure crude.

Tutto il resto è un compromesso, più o meno accettabile, da valutarsi individualmente.

Questo non significa che un bicchiere di latte o una bistecca potrà mandarci al camposanto, in quanto ciò che ci distrugge è la costanza nelle cattive abitudini.

Al di là quindi dell'etica, importante per me ma per qualcuno di meno, una volta capiti i margini di tolleranza del proprio corpo, si può cominciare ad alimentarsi di conseguenza.

Questo però va fatto in maniera graduale, poiché anni e anni di insulti alimentari hanno profondamente trasformato l'organismo, e nel suo caso tutte le allergie ne sono l'evidente riprova.

Facciamo un po' di ordine anche qui.

È normalissimo avere delle reazioni avverse in conseguenza dell'ingestione di alimenti che non siano compatibili con il corpo umano: glutine, caseina, cereali, legumi, carne, pesce... tutto quello che deve essere cotto e manipolato per essere mangiato non è un cibo per l'Uomo.

Ma è sintomo di profonda intossicazione sviluppare allergie per cibi che sono perfettamente compatibili, come la frutta e la verdura.

In questo caso, è il corpo così tremendamente intossicato da non sopportare cibi disintossicanti e ripulenti come la frutta.

Che fare quindi?

Semplicemente si naviga a vista, facendo il lavoro a ritroso.

Cominciare con l'eliminazione di glutine e caseina, mantenendo i cereali senza glutine e i legumi in quantità ridotta.

Diminuire piano piano gli amidi della patate, della zucca e delle patate dolci, che risultano comunque digeribili maggiormente rispetto ai cereali.

Cominciare la giornata bevendo una tazza di acqua bollente con un po' di limone, seguita da una spremuta, seguita infine da frutta acquosa.

Aumentare, rigorosamente a stomaco vuoto, la quantità di frutta assunta, osservando le reazioni su se stessi.

Iniziare pranzo e cena sempre e comunque con un piattone di verdure crude, per poi consumare, come detto, un piatto di cereali senza glutine, legumi o amidi.

In casi di profonda intossicazione, con pesanti problemi intestinali, dovuti a prolungate terapie antibiotiche, con distruzione della flora batterica, bisogna essere ancora più prudenti, magari alimentandosi prevalentemente con centrifugati di verdura, amidi e cereali senza glutine, perché prima di poter ricominciare a digerire la frutta ci vorrà un lungo periodo di tempo.

Importantissimo mantenere adeguato introito calorico, evitando di affamarsi.

Altrettanto importante è mantenere un basso livello di grassi: le calorie provenienti dai grassi devono rimanere non oltre il 10% del totale.

Quindi si evitino nel possibile oli vegetali, frutta secca e fritti, che dovranno essere ridotti ai minimi termini.

Non servono specialisti! Nessun animale in natura ha bisogno del nutrizionista per sapere cosa mangiare.

Buon senso, prudenza e istinto sono l'arma vincente.

Ci sentiamo in privato.

Forza e coraggio
Pietro Bisanti

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Per tutti: con la funzione "ricerca google" in alto a destra, potete inserire delle parole da ricercare (ad esempio "psicofarmaci e suicidio", "prozac" etc...) in modo tale che vengano ricercati gli articoli relativi all'argomento desiderato.


Per tutti: mi trovate su "FACEBOOK" con il mio nome Pietro Bisanti


ATTENZIONE! RISPONDO A TUTTI. PURTROPPO STO RICEVENDO PIU' EMAIL DI QUANTE NON NE RIESCA AD EVADERE. CHIUNQUE ABBIA URGENZA E' PREGATO DI SEGNALARLO


ATTENZIONE! È NATO IL FORUM DEL BLOG "ALIMENTAZIONE E SALUTE". LO TROVATE IN ALTO A DESTRA. ISCRIVETEVI IN MODO TALE DA CREARE FINALMENTE UN LUOGO OVE IL DIBATTITO ANTIPSICHIATRICO NON SIA CENSURATO.


Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.