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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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sabato 4 febbraio 2017

SI TAGLIA LA GOLA AL SUPERMERCATO: A CHI MI DAVA DEL CIARLATANO, SI PREPARI, PERCHE' QUESTO E' SOLO L'INIZIO

Torino, si taglia la gola al supermercato con il coperchio di una scatoletta: ragazza muore dissanguata


Tragedia al centro commerciale Carrefour di Burolo (Torino) dove questa mattina, poco dopo le dieci, una ragazza si è tolta la vita tagliandosi la gola con il coperchio di una scatoletta metallica. È avvenuto nei pressi delle casse, di fronte a centinaia di persone. La giovane, che si trovava in coda insieme alla madre alla cassa 17, ha preso improvvisamente la scatoletta e dopo aver tolto il coperchio si è inferta le ferite letali alla gola. Due medici che si trovavano all'interno del supermercato le hanno immediatamente prestato soccorso, tamponando la ferita. Ma nel giro di pochi minuti, la giovane è deceduta.

La ragazza, una 25enne residente a Bollengo (Torino), era in cura per una grave depressione. Il centro commerciale è rimasto aperto. All'interno, con dei teli neri, i carabinieri della compagnia di Ivrea hanno transennato l'area delle casse dove è avvenuto l'episodio. Il corpo della 25enne verrà portato alla medicina legale di Strambino a disposizione della Procura di Ivrea.




COMMENTO

Prepariamoci tutti. Questo è il futuro che ci attende.

Sempre più suicidi/omicidi "inspiegabili".

Inspiegabili, sì, solo per chi continua a tenere le fette di salame sugli occhi.

Gli psicofarmaci stanno trasformando la nostra società in un mondo di zombie senz'anima.

Nessuna persona depressa si uccide con una scatoletta di metallo in un supermercato.

NESSUNA

Pietro Bisanti

 

venerdì 3 febbraio 2017

TUTTI TORNANO DA PIETRO BISANTI... NON PRIMA DI AVER FATTO UNA CAZZATA VIA L'ALTRA GIOCANDO CON I FARMACI.

LETTERA
 
Buongiorno Pietro,
come sta? Spero bene!
 
Si ricorda di me? Nell'aprile del 2014 ci scambiammo una serie di mail dove le raccontai la mia storia.
 
In quei mesi nei quali le scrissi stavo tentando di smettere con l'Abilify... beh, le sto riscrivendo perché vorrei un suo consiglio, una seconda volta se mi è concesso (tra l'altro non mi feci più viva e mi scuso perché cmq ricominciai a prendere l'Abilify, cioè il tentativo di smettere fu vano... mi lasciai convincere a riprenderlo ma questa volta non voglio).
 
Il fatto è che due giorni prima aver parlato con una nutrizionista ho dimenticato di prendere i farmaci. Poi vado da questa nutrizionista perché volevo consigli alimentari e questa tizia mi dice che cmq l'Abilify fa ingrassare e che dopo 10 anni che lo prendo (ahimè sono dieci anni) il corpo non ne ha effetti positivi (dubbio che avevo).
 
Ora io lo so che una nutrizionista non è uno psichiatra ma potrà capire il dubbio che mi è rimasto se cmq una persona laureata bene o male in "sostanze nutritive e in sostanze in generale" mi ha fatto un discorso simile.
 
Cosi ho continuato a non prenderli senza dirlo al dottore.(Lo so che ho sbagliato a non scalarli ma ho "cavalcato l'onda e ad oggi sono dieci giorni e le dirò, sto bene... sono solo un po' irritabile...) 
 
Nel frattempo ho visto la psicoterapeuta a cui invece l'ho detto che ha insistito perché io lo dicessi al dottore ma io non so che fare. Ho paura che mi convincano a riprenderli e così io non mi libererò mai dagli psicofarmaci. Io mi sento di star bene! Cosa ne dice? Secondo lei sarebbe più saggio per me fingere di prenderli??
Spero che mi risponderà.
 
La ringrazio per l'attenzione e mi scuso ancora se anni fa sono sparita nel nulla.
 
Lettera firmata 
 
 
RISPOSTA
 
Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Veniamo a noi...

Mi perdoni se potrò sembrarle duro, ma penso che dirsi le cose "in faccia" sia la più grande forma di rispetto reciproca.

Chiedermi informazioni, ottenerle come sempre gratuitamente per poi sparire nel nulla e fare l'esatto contrario, sbattere nuovamente la testa dopo aver chiesto consulti a mezzo mondo per poi ritornare da me perché tutto ciò non ha funzionato non mi sembra molto educato non trova?

Io le ho donato il mio tempo, le ho detto cosa avrebbe dovuto fare, non lo ha fatto né a livello di uno scalaggio intelligente né tantomeno in un cambio deciso e vigoroso di alimentazione.

E ora chiede a me se è giusto fingere di prendere i farmaci?

Ma lei si rende conto della domanda che mi sta facendo?

Vuole il mio parere sincero?

Sta facendo una cagata via l'altra, sta giocando con farmaci pericolosi e con la sua vita.

Ora si sente "bene" perché ha alleggerito il carico tossico del farmaco ma non sono ancora scattati gli effetti da dismissione, che, mi creda, arriveranno ben prima di quanto pensa.

Sta commettendo una idiozia galattica ad aver tolto tutto di botto, oltretutto senza nessun cambio di stile di vita/alimentare.

Io, fossi in lei, mi fionderei a riprendere i farmaci, per poi scalarli correttamente, affiancando uno stile di vita/alimentare come "predico" da anni.

La smetta di comportarsi come una bambina dell'asilo e SI SVEGLI.

Io sono qui per darle il mio aiuto, ma lei deve piantarla di agire di impulso, senza ragionare.

Pietro Bisanti
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mercoledì 1 febbraio 2017

MI RITIRANO LA PATENTE PER GUIDA SOTTO STUPEFACENTI. DO DI MATTO, MI RIEMPIONO DI XEPLION E ORA HO PURE LA PENSIONE DI INVALIDITA'. VOI E LE VOSTRE CANNE DI MERDA!

LETTERA
 
Salve Sig. Bisanti,
sono venuto a conoscenza del suo blog questa mattina e voglio presentarle la mia testimonianza. 
 
Ho 33 anni, e miei problemi riguardanti l'uso di psicofarmaci sono cominciati nell'agosto del 2014. Ho subito un verbale riguardo l'uso di sostanza psicotropa accertata alla guida e da lì è iniziato il mio calvario. Nel giro di una settimana sono stato ricoverato in regime di tso per 14 giorni, semplicemente perché non accettavo la sospensione della patente visto che ero consapevole di non aver fatto uso di sostanze durante la guida.
 
Purtroppo a mie spese ho preso atto delle gravi lacune giuridiche in termini di giustizia relative alla nostra legislazione. E' in atto perfino un processo penale ed io sono a tutt'oggi con la patente sospesa: non sono stato ritenuto idoneo alla seconda revisione, avvenuta la scorsa estate, per via della perizia psichiatrica. Tutto questo in me ha comportato un grandissimo scompenso dal punto di vista nervoso perché progressivamente ho perso i miei contatti, la mia vita sociale e la possibilità di lavorare. 
 
La mia situazione di instabilità è sfociata in varie crisi e manifestazioni di violenza verbale in casa e purtroppo lo scorso anno sono stato ricoverato due volte, nei mesi di giugno e agosto, questa volta in entrambi i casi sotto forma volontaria.  Una volta tornato a casa il centro di salute mentale ha iniziato a somministrarmi una terapia farmacologica con Xeplion 150 mg, depakin ed en. Io in quel momento non ho saputo oppormi, e seppur essenzialmente contrario ai farmaci, ho accettato questa terapia anche per calmierare la situazione con i miei genitori e "sperando" in una situazione temporanea. Mai speranza fu più vana. 
 
Purtroppo non avevo minimamente considerato i reali effetti dello xeplion e facendo un grave errore visto che mi sono documentato soltanto adesso sulla tossicità di questo antipsicotico. Mi vedo costretto a confermare tutti gli effetti riportati, da chi lo assume, sul suo blog: apatia, incapacità di provare emozioni, mancanza di concentrazione, progressiva chiusura in se stessi e forte aumento di peso.
 
Sono 5 mesi che prendo questo farmaco e martedì avrò l'ennesimo richiamo per la puntura. 
Devo confessarle che non sto più prendendo da tempo né depakin né en, perché mi sentivo eccessivamente sedato e avulso da emozioni vere. 
 
Non ne ho parlato con la psichiatra di riferimento perché non mi sento particolarmente ascoltato. Il nostro rapporto è iniziato nell'estate 2014, in seguito al tso, e ricordo che all'inizio mi ero sempre fermamente opposto all'uso di farmaci e le nostre sedute sono andate avanti con cadenza mensile fino appunto a settembre scorso, dove ho accettato il trattamento col farmaco. 
 
A questo punto mi chiedo come posso liberarmi nel più breve tempo possibile da questo veleno che mi iniettano?
 
Dovrei parlargliene ma ho il timore di non venir ascoltato e che in qualche modo mi venga imposto. Lei mi suggerisce prima di ricorrere alle vie legali, magari se possibile avere anche una consulenza tramite il suo staff e poi con la lettera di un legale affrontare la psichiatra direttamente?
 
Mi rendo conto di dover mantenere più calma possibile e al contempo far rispettare i miei diritti, ma non so bene direttamente come muovermi in tal senso e data la sua esperienza mi auguro mi possa consigliare al meglio sul come interrompere questo farmaco.
 
Devo aggiungere che nel frattempo, proprio a gennaio, mi è stata riconosciuta una invalidità civile del 100% con revisione annuale e diritto alla pensione. Questa ulteriore situazione, legale, a parer suo può essermi svantaggiosa o favorevole nel far valere i miei diritti di rinuncia alla cura?
 
La ringrazio per il tempo che mette a disposizione e vorrei rimanere in contatto con lei anche per ordinare il libro che ha scritto. Se vuole pubblicare la mia testimonianza è libero di farlo o forse è meglio di no viste le molte info personali che ho inserito. 
 
Lettera firmata
 
 
RISPOSTA
 
Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

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Veniamo a noi...

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33 anni e una pensione di invalidità di natura psichiatrica? Ma lei si rende conto dell'abominio in cui è andato a ficcarsi ANCHE e SOPRATTUTTO con le sue stesse mani?
 
Lei parla di "ingiustizia", di "lacune", di essere "addirittura sottoposto a un procedimento penale", ma non lo può fare con chi questa materia la mastica da ben 23 anni.
 
Lei è stato fermato dalle Forze di Polizia mentre guidava (oppure ha avuto un sinistro) e i fatti sono due:
 
-o ha RIFIUTATO di sottoporsi ai test preliminari/ospedalieri per verificare se fosse sotto stupefacenti;
 
-oppure, l'esame delle urine/sangue ha trovato nel suo organismo residui di sostanza stupefacente.
 
Concordo con lei che per applicare la guida sotto sostanze stupefacenti è necessario che oltre alla presenza della stessa/e nell'organismo, l'interessato abbia chiari segni del suo uso nel momento in cui viene trovato alla guida.
 
Ciò non toglie che, da un lato, è colpa sua se si trova nel "casino" in cui si trova, e, dall'altro, mi chiedo, è mai possibile perdere il senno per il ritiro della patente?
 
Io, dopo 14 anni di studi in merito alla salute mentale, una idea me la sono ben fatta.
 
Lei è un utilizzatore minimo di cannabis (me lo dica lei il resto se vuole) e il ritiro della patente ha distrutto quel poco che rimaneva del suo già precario equilibrio.
 
E, colpo dopo colpo, la Psichiatria, al posto di aiutarla, l'ha avvinghiata tra le sue spire, distruggendola a suon di farmaci, soprattutto il famigerato XEPLION in versione depot, che è il peggio del peggio del peggio.
 
Ora, per darle il marchio finale, le danno una misera pensione d'invalidità per poter lucrare su di lei, dandole un contentino per poterla riempire di farmaci a vita.
 
Perché è questo quello che succederà se non interveniamo SUBITO.
 
Ora la riporto nella vita reale, e le do la "mia soluzione":

1) Acquistare immediatamente il mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere". Non divento certo ricco vendendole un libro, ma a lei permetterà di capire finalmente in chiave igienista come funziona il corpo umano e come lo si mantiene in salute.

2) Leggere ATTENTAMENTE questo vademecum che spiega ESATTAMENTE come ripristinare la salute quando si è in terapia psichiatrica http://pietrobisanti.blogspot.it/2015/12/come-ci-si-disintossica-dagli.html, e potrà seguire il piano alimentare ivi esposto.


Può sentirsi libero di offendersi per le mie parole, ma sappia che vengono dal cuore.

Meglio essere diretti e sinceri che prendersi per il culo facendo alla fine del male.

Sono pronto a darle tutta l'assistenza del caso.

Io ci sono
Pietro Bisanti


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sabato 28 gennaio 2017

SALVADANAIO DI PRONTO SOCCORSO


PROGETTO “SALVADANAIO DI PRONTO SOCCORSO”

DI PIETRO EUPREMIO MARIA BISANTI

REGOLAMENTO GENERALE (ULTIMO AGGIORNAMENTO 01.02.2017)

 


Il denaro, al giorno d’oggi, è diventato praticamente “il fulcro di tutto”.

L’Italia, Paese senza più sovranità monetaria, è costretto a prenderlo in prestito dalla BCE, per poi restituirlo con gli interessi.

Questo mezzo di scambio ha quindi perso gran parte del suo naturale “valore”, poiché le tasse, ad esempio, da strumento di equità sociale (impedire, di fatto, l’arricchimento senza limiti e senza compartecipazione alla vita sociale) sono diventate indispensabili per far quadrare i bilanci di uno Stato che, a differenza del passato, come già detto, non può più produrre denaro dal nulla.

Sei anni fa nasceva il blog di Pietro Bisanti, che con un lavoro tenace e costante è riuscito a diventare un faro nella notte non solo del vegan crudismo associato alle guarigioni psichiatriche, ma anche del concetto tanto semplice quanto dimenticato dell’“aiutare senza chiedere nulla in cambio”.

Sei anni di coerenza e di amore per il prossimo vengono ora investiti in questo progetto, che serve finalmente ad aiutare, sotto l’aspetto squisitamente economico, chiunque si trovi in difficoltà.

Ho ottenuto, e lo dico senza paura di sembrare immodesto, risultati a dir poco strabilianti nel ristabilimento della salute, soprattutto quella mentale, attraverso il binomio “cibi puliti-pensieri puliti”, ma ho capito che devo fare di più.

Quando, ad esempio, venivo contattato da persone che a causa degli psicofarmaci avevano perso i denti, il lavoro, la casa, ecco che, oltre all’alimentazione e all’amore, bisognava fare qualcosa di concreto.

Il progetto è al tempo stesso meraviglioso e di una semplicità disarmante:

·      iscrizione a una newsletter dedicata attraverso il proprio indirizzo email, a cui seguirà l’invio della fotocopia del proprio documento di identità al fine di evitare frodi (iscrizione, che si potrà fare sia dal blog www.pietrobisanti.blogspot.com che dal sito  www.salvadanaiodiprontosoccorso.blogspot.com);

·      al raggiungimento delle 1000 iscrizioni verificate, cominceremo a raccogliere, tra gli iscritti, le “richieste di intervento salvadanaio di pronto soccorso” attraverso il sito www.salvadanaiodiprontosoccorso.blogspot.com);

·       il mio compito principale sarà di agire da garante, vagliando e autorizzando o meno la richiesta di intervento e pubblicando tutto sul blog in una apposita sezione per la massima trasparenza; potranno essere accettate anche richieste di intervento in favore di chi non abbia la possibilità di iscriversi al servizio. La parola d'ordine deve essere una sola: aiutarsi.

·       una volta accettata la richiesta di intervento, farò partire una mail automatica a tutti gli iscritti con la cifra che ognuno dovrà versare in relazione all’ammontare della spesa da perfezionare.

·       ad ogni persona iscritta verrà richiesto il versamento di una somma non superiore ad 1 (un) euro per singola richiesta, perché lo spirito deve essere che TUTTI COLLABORIAMO, NESSUNO DEVE ESAGERARE;

·       la mail conterrà le indicazioni del conto corrente/postepay dell’interessato, e i versamenti verranno fatti direttamente dagli iscritti al destinatario della donazione, per garantire la massima trasparenza;

·       il numero di richieste che saranno accettate, nel corso di un mese, non dovrà far sostenere, individualmente, l'esborso di più di 15 euro a testa; in questo caso, ogni iscritto non si troverà a versare più di 15 euro in un mese, ma noi potremo movimentare, con almeno 1000 iscritti, fino a 15.000 euro al mese in interventi di assistenza!

·       nessun prestito da rendere, nessuna discriminazione… chi ha bisogno viene aiutato, nel tassativo arco di gg. 5 (cinque), pena l’immediata cancellazione dalla lista iscritti di chi ometterà il versamento;

·       saranno accettate richieste di ogni tipo: dalla bolletta che non si riesce proprio a pagare, alla spesa imprevista dell’auto che si rompe, al contributo per l’affitto a chi ha perso il lavoro anche a causa degli psicofarmaci... il limite è dato solo dal buon senso e dalla coerenza e daremo naturalmente precedenza alle urgenze "più urgenti". Il denaro deve smettere DI ESSERE UNA PREOCCUPAZIONE. Tolto questo problema, ci si potrà concentrare sulla salute e su quello che veramente conta!

Chi froderà non se la vedrà con la Legge: niente denunce, perché tanto il danno patrimoniale personale non sarà superiore a 1 (un) euro.

Chi froderà, se la vedrà con il tribunale più severo al mondo, il proprio Karma, e credetemi, il tempo è galantuomo e non ha la memoria corta.

Avete lontanamente idea cosa significhi sapere di NON essere soli e di poter contare su qualcuno nel momento del bisogno, senza doversi "prostituire" con banche, finti parenti, finti amici?
 
Attendo i vostri pareri su Facebook o all’email pbisant@hotmail.com.

Questo mondo lo voglio proprio cambiare, e ho bisogno dell’aiuto di tutti.

Abbattiamo anche l’ostacolo del denaro e l’Amore scorrerà come un fiume impetuoso.

 

Avanti così

 

Pietro Bisanti

giovedì 26 gennaio 2017

POTETE AMARMI, POTETE ODIARMI, MA IO DICO LA VERITA' E LA DICO COL CUORE. LEGGETE COME GLI PSICHIATRI RIDUCONO LE PERSONE E COME PIETRO BISANTI LE SALVA DAL BARATRO

LETTERA
 
Carissimo Pietro, ho letto tutto di un fiato il tuo libro, trovo stupefacente il fatto che pur non avendo assunto mai queste diaboliche droghe, sappia veramente come ci si sente assumendole. Grazie per tutto quello che fai per noi vittime, perché questo siamo, VITTIME.
 
So perfettamente quali siano i rischi che si corrono, e sono veramente devastanti gli effetti da dismissione, avendo subito un effetto di ribalzo pazzesco quando, ignaro di tutto, il mio neurologo di "fiducia", che nel 2004 mi diede i primi antidepressivi per superare il fatto della mia separazione, lo presi fino a due anni fa, e ammetto di essere stato bene per un periodo, anche se avevo la netta sensazione di vivere in un limbo, sensazioni ovattate, nessuna emozione, tutto sembrava scorrere lontano da me.
 
Non riuscivo a piangere né a ridere, a volte ero euforico a volte tristissimo, poco desiderio sessuale...ecc.ecc. cose che cmq tu sai benissimo. Il 24 giugno di due anni fa, mentre ero a letto per il solito riposino pomeridiano, cominciano a saltarmi le gambe da sole, sensazione di smarrimento, tachicardia, tremori in tutto il corpo, paura, panico.
 
Sul momento ho pensato di morire, poi ho realizzato che il citalopram aveva smesso il suo effetto "benefico". Quel luminare di neurologo decise che non dovevo piu' prenderlo per non fare di me un drogato, adesso mi viene da ridere lo aveva gia' fatto e non lo sapeva, me lo scalo' in meno di quattro settimane.
 
Ho subito un effetto di rimbalzo pazzesco, ero ridotto ad un vegetale, uno zombi era piu' vitale di me, facevo fatica a fare tutto, ogni minimo gesto mi provocava smarrimento, angoscia, paura...anche fare la doccia era diventata una impresa impossibile, seduto su una poltrona tutto il giorno a fissare il cielo, occhi fissi in punto, cervello assente, pensieri catastrofici, anche sucidiari, cambiamento di personalita', nausea, vomito bianco, paura di mangiare qualsiasi cosa, insonnia.
 
Cerco di resistere, dopo tre mesi cosi', anche il piu' coraggioso uomo avrebbe smesso di resistere, non ce la facevo piu'. Solo il pensiero di mio figlio Gabriele mi teneva in vita, quindi mi portano ai *****, noto ospedale *****, perché chi non ha soldi per uno specialista, deve andare lì.
 
Una sedicente neurologa si complimenta con me per avere resistito così a lungo, lei ha una forza pazzesca dice, pero' adesso la curo io, risultato....sereupin, paroxetina. La molecola piu' assassina di tutte, oggi ne so piu' degli pischiatri, ti assicuro Pietro, ha degli effetti collaterali pazzeschi....io ho la fortuna di non avere mai preso nulla in dosi massicce, ma si sta malissimo anche con 7 mg....per scalarla da 10mg a 7mg sto passando l'inferno, la mia sfortuna e' che ignaro di tutto ho continuato a prendere questa merda (e' il termine piu' pulito che conosco per classificarla), perché ogni volta che tentavo di scalarla stavo male, mi dicevano che non ero guarito, che non ero cresciuto abbastanza, e la riprendevo.
 
Adesso sono consapevole dei rischi, si presentano ogni giorno durante lo scalaggio.....subdoli ed ogni giorno diversi...magari poi te li descrivo tutti, cmq grazie Pietro per dare voce a noi tutti, credimi siamo solo delle vittime dello stato e delle case farmaceutiche e della disinformazione, un abbraccio a presto.
 
Lettera firmata