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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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sabato 15 marzo 2014

BIPOLARE E ANNI DI FARMACI: CONTRO TUTTI E TUTTO CE L'ABBIAMO FATTA

SMS RICEVUTO
Buongiorno Pietro!
Un immenso grazie a te di esistere, del tuo lavoro, determinazione, chiarezza, illuminazione e disponibilità.
C***** ad oggi è pulita e libera in viaggio verso la consapevolezza.
E al più presto una email di questo stupendo e tremendo passaggio dall'inferno al paradiso con te vicino a noi come un angelo.


Grazie di cuore per sempre!
F.to J.
RISPOSTA
Cara J.,
testimonianze come questa sono linfa vitale per me.
Avere la responsabilità morale, legale e umana di gestire un blog rivoluzionario come questo, che conta di diventare il punto di riferimento assoluto in Italia per un'antipsichiatria che dia al contempo soluzioni alternative che esulino totalmente dal campo medico, non è cosa semplice.
Qui non si cura nessuno e io non ho fatto niente.

Non si prescrive nulla, nessuna soluzione medica, ma il semplice insegnamento di quanto il corpo possa guarire se stesso, se messo nelle condizioni di farlo.

Nessuna parcella da pagare. Niente di niente.
Tua figlia sta guarendo grazie al tuo amore, alla catena dei farmaci rotta, e all'aver compreso, anche grazie a questo blog, cosa siano gli psicofarmaci, come si manifesti la dismissione e quanto sia importante tenere duro, con la consapevolezza che il sereno arriva prima o poi seguendo la strada giusta.

Il corpo di tua figlia sta tornando finalmente a una situazione di equilibrio, ma la tua testimonianza è preziosa come oro per chi ritiene impossibile tornare in salute e dismettere anni di psicofarmaci.

Attendo una mail completa per dare a tutti i lettori ulteriore speranze, anche ai più scettici.

Il mio cuore è con tutte le persone che ogni giorno soffrono, e ancora di più con quelle che soffrono a causa di una psichiatria ormai fuori controllo e medievale.

Pietro Bisanti

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giovedì 13 marzo 2014

RICCHI, POVERI, BELLI, BRUTTI, FAMOSI, SCONOSCIUTI: NON IMPORTA QUALE TITOLO ABBIATE, SIETE TUTTI CARNE DA MACELLO


Biancavilla, avvocato si toglie la vita nel suo studio legale


Avvocato-legge
di Redazione
25 febbraio 2014
BIANCAVILLA (CATANIA) – Un avvocato di 39 anni si è impiccato nel suo studio legale, a Biancavilla, in provincia di Catania. A trovare il corpo senza vita del professionista è stato, ieri sera, un collaboratore. L’avvocato, da alcuni mesi pare soffrisse di stati d’ansia e di depressione ed era in cura da un medico, suo parente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Paternò. La Procura di Catania ha disposto soltanto l’ispezione medico-legale sulla salma, che è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Garibaldi di Catania.
Fonte: www.sicilianews24.it

RISPOSTA
Pensiamo sempre che i soldi e il potere possano metterci al riparo dalle "cose brutte" che avvengono agli altri.
Gli psicofarmaci uccidono ogni secondo centinaia di persone nel silenzio più generale.
Questo blog vi fornisce le prove, i fatti e le contromisure. Sta a voi tutti reagire.
Qui troverete il testo del mio articolo "PSICOFARMACI E SUICIDIO PER IMPICCAGIONE", che ha ormai raggiunto quasi le 4000 visualizzazioni. Un motivo ci sarà.

Nella mia ormai lunga carriera di operatore della forze di polizia, ho potuto personalmente verificare e toccare con mano come il gesto di suicidarsi abbia molte sfaccettature diverse.
Il gesto di togliersi la vita può essere conseguenza della decisione presa in un lampo, oppure la ponderata riflessione che magari dura da mesi o anni.
Nessuno nega che nel mondo si suicidino moltissime persone ogni giorno senza aver mai toccato uno psicofarmaco in vita loro.
Ma non possiamo nemmeno ignorare il numero spropositato di persone che si suicidano solo ed esclusivamente a causa degli psicofarmaci.
E il suicidio sotto psicofarmaci è particolare, diverso dagli altri.
Facciamo un piccolo passo indietro.
Suicidarsi, come ho testé detto, è una cosa seria, e nessuno lo può negare.
Ma il come ci si suicida è una cosa altrettanto seria.
Perché gli operatori di polizia sono più propensi al cosidetto suicidio d'impeto? 
Perché la disponibilità di un'arma da fuoco rende tale gesto più semplice, meno cruento.
Immaginate di dovervi difendere da un aggressore usando un coltello.
Non tutti riuscirebbero ad avere la necessaria "grinta" per accoltellare qualcuno, mentre premere un grilletto è decisamente più facile, sembra quasi di non fare del male a nessuno. Non si sente l'impatto di un coltello con la carne...in pratica è come se si demandasse alla pallottola il compito di fare del male.
Lo stesso accade nelle modalità del suicidio.
Un conto è spararsi, un conto è buttarsi dalla finestra, un conto è prendere delle pillole, un conto è impiccarsi.
Il suicidio per impiccagione e quello per overdose di farmaci sono quelli che maggiormente coinvolgono persone il cui cervello non è più sotto il loro controllo.
Infatti, si può commettere suicidio perfettamente consci di volerlo fare.
Ma con gli psicofarmaci è diverso: sono loro che ti spingono a farlo quando è l'ultima cosa che vorresti fare.
Mi è capitato moltissime volte di intervenire su suicidi per impiccagione.
E, nella circostanza, riflettevo moltissimo sul grado di disperazione che potesse aver portato un individuo a commettere tale gesto.
Mi sbagliavo.
Non si trattava di disperazione bensì di incoscienza.
Sì, proprio incoscienza.
Gli psicofarmaci in genere, ma soprattutto gli antidepressivi della categoria SSRI (selettori della ricaptazione della serotonina, e quindi Fluoxetina - Prozac -, Paroxetina - Paxil, Sereupin, Seroxat,  Eutimil, Daparox -, Sertralina - Zoloft -, Citalopram - Elopram, Seropram -,  Escitalopram - Cipralex, Entact -) e quelli della categoria SNRI (selettori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, e quindi Venlafaxina - Efexor -, Duloxetina - Cymbalta, Xeristar) e tutti generici di questi farmaci hanno una spiccata relazione con la violenza.
Ma della violenza contro gli altri parlerò in un prossimo articolo dal titolo "ATTENZIONE A TUA MOGLIE SOTTO PSICOFARMACI: PERICOLO DI MORTE", ora mi soffermo su quella contro se stessi.
Incoscienza dicevo.
Sì, perché ormai solo un cieco non vedrebbe che queste categorie di farmaci interferiscono in maniera talmente mostruosa con la biochimica celebrale da rendere il gesto del suicidio persino desiderato.
E chi lo compie, solitamente lo fa in maniera totalmente tranquilla.
Solitamente, infatti, nulla traspare, anzi.
Cosa accade quindi nella realtà?
La persona comincia a soffrire di "depressione" per qualsivoglia motivo, sia esso organico, psicologico, ambientale, o tutti e tre.
Viene mandata dallo psichiatra di turno (quando non dal semplice medico di base), che prescrive, in cinque minuti di visita, un antidepressivo SSRI o SNRI, senza investigare, senza capire le basi del problema, senza un niente di niente.
Il malcapitato comincia ad assumerlo, e i casi anche qui si dividono:
opzione "1": dopo alcune settimane di nausee, effetti collaterali di ogni tipo, svarioni, malessere fisico, la persona comincia a "stare bene", cioè gli compare in faccia il cosiddetto "sorriso da pazzo", e tutti gridano al miracolo. In questo caso abbiamo una persona che verosimilmente rimarrà incatenata a vita al farmaco, oppure lo prenderà per sempre con periodi di sospensione:
opzione "2": la persona sta male da subito, con episodi di destabilizzazione psichica e fisica molto forti. E solitamente il dottorone di turno, ignorante in materia, pensa che il corpo si debba "abituare" al farmaco (come se sia possibile abituarsi a un veleno!) e dice di tenere duro. Questo porta all'immancabile suicidio per impiccagione, se non ad altri atti di natura violenta contro se stessi e gli altri;
opzione "3": la persona sta male da subito, con episodi di destabilizzazione psichica e fisica molto forti. In questo caso però, il medico, ancora più ignorantemente, dopo un periodo senza risultati, alza la dose. Questo porta all'immancabile sucidio per impiccagione, se non ad altri atti di natura violenta contro se stessi e gli altri.
Comprendo perfettamente che riassumere l'immensa casistica sia utopico, ma anche presuntuoso.
Ma quello che voglio far capire è che queste particolari categorie di farmaci inducono al suicidio facendolo diventare un gesto normale.
Se quindi si ha un proprio caro che ha comunque deciso di assumere tali farmaci, monitoratelo assolutamente durante:
-le primissime fasi di assunzione (persino la prima pillola);
-ogni qualvolta si decida di alzare la dose;
-quando si scala per eliminarlo, o anche per cercare di assumerne una dose inferiore.
E, questo nessun medico ve lo dirà mai, state attentissimi ai periodi di troppa calma.
Il suicidio per impiccagione, così tipico di questi farmaci, viene posto in essere nella più completa calma.
Tantissimi casi soprattutto negli Stati Uniti hanno evidenziato che chi ha commesso tali atti sembrava calmissimo, aveva persino cenato con i propri cari, per poi andare a impiccarsi in taverna o nella propria stanza.
Questo accade persino nei bambini, come per Candace Downing, suicidatasi a 12 anni per impicaggione sotto Zoloft.
E per chi ha comunque deciso di assumere questi farmaci: alla prima ideazione di morte, confidatevi immediatamente con un vostro caro.
Perché quando il farmaco ha preso il controllo delle vostre azioni, non sarete più voi.
Ne va della vostra vita.

Pietro Bisanti

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mercoledì 12 marzo 2014

VERTIGINI, ATTACCHI DI PANICO, STATO PRELIPOTIMICO E GOCCE DI TRANQUIRIT

LETTERA

Io assumo da due settimane gocce tranquirit, a causa di vertigini per presunta cervicale con osteoartrosi...devo fare risonanza il 17 marzo..
Non avrei mai voluto assumerle queste gocce...mai, mai...ma gli attacchi di panico erano troppo invalidanti...
Le 10 gocce alla sera mi servono come miorilassante...i muscoli del collo sono piu' distesi...sto un po' meglio di prima...vado a lavoro in autobus, prima a piedi...temo sempre con lo stato vertiginoso di cadere...
Quindi, signor Pietro...e cari lettori...quando un po' di farmaco e' necessario ..lo si deve assumere....

Che facevo, mi tenevo attacchi di panico con tachicardia a 115 e stato prelipotimico..?
Certo, non devo esagerare, ma la mia dott.ssa medico curante mi ha detto che al neonato se ne danno 25!

Auguri x il signore che ne e' uscito..o quasi...

f.to Rita


RISPOSTA

Cara sig.ra Rita,
sono felice di risentirla, ma come sempre mi accingo a dire quello che penso, senza se e senza ma.

Non ci siamo.

Lei non sta assumendo "acqua fresca", ma una benzodiazepina il cui principio attivo è il "diazepam".

Come dico sempre, non sono un dottore, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, ma anche questa volta voglio ragionare di logica.

Alcune domande sorgono spontanee...

A che cosa serve utilizzare un ansiolitico come miorilassante e anti-vertigini se non si ha una diagnosi sicura sulla causa vera e reale a monte di questa sintomatologia?

E una volta che avrà questa diagnosi, pensa che la medicina allopatica le dirà di cambiare stile di vita, magari alimentare? No...anzi...le darà altri farmaci più specifici ma sempre ammazza-sintomo.

Non riesce a comprendere che la sintomatologia in atto è semplicemente un segnale che il suo corpo le sta mandando per farle capire che qualcosa non sta funzionando a dovere?

Inoltre...

Per quanto tempo ritiene di voler assumere tale benzodiazepina? Persino le stesse case farmaceutiche ne sconsigliano l'uso per periodo di oltre due settimane.

È cosciente del fatto che nel momento in cui interromperà l'assunzione di tale farmaco il problema alla base della sua sintomatologia tornerà tale uguale, se non più forte di prima?

È cosciente del fatto che qualunque tipo di benzodiazepina, a qualunque dosaggio, crea comunque dipendenza e crisi di sospensione allorquando si decida di scalarla?

Sig.ra Rita, se di osteoartrosi si tratterà, la affronti cambiando radicalmente il suo stile di vita alimentare e stressogeno.

Tutto il resto, a mio modesto parere, sono solo pericolosi pagliativi.

Pietro Bisanti

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"ASSASSINI IN PILLOLE", FRATELLO INGRASSATO DI TRENTA CHILI E PAURA DI PERDERE LAVORO E PENSIONE

LETTERA

Buonasera sig. Pietro Bisanti,
mi chiamo Sonia e seguo anch'io  i principi dell'igienismo naturale ma le scrivo per sapere quando finalmente sarà disponibile il suo libro "assassini in pillole", vorrei leggerlo e poi regalarlo a mio fratello, anche se ce ne ha fatte passare di tutti i colori. Da circa due anni  è seguito dal CSM (Centro di salute mentale), con somministrazione di psicofarmaci, risultato: è ingrassato di trenta chili circa, riflessi rallentati ecc.. Ma continuo a farmi una domanda: "se smettesse di usare psicofarmaci, il CSM gli toglierebbe il lavoretto di manutenzione giardini pubblici che gli ha trovato? E l'appartamento che condivide con altri come lui? E la pensioncina da parte dell'INPS? Se la risposta è si, come farà a trovare un lavoro a 50 anni che gli permetta di mantenersi ed essere indipendente dopo più di vent'anni di inattività alle spalle"?
Lei che è maresciallo e conosce la legge potrebbe darmi qualche risposta?
Grazie di tutto e aspetto presto una sua risposta!
Sonia


PS: potrebbe fornirmi qualche informazione sugli argomenti del libro?



RISPOSTA

Buongiorno sig.ra Sonia,
e grazie di aver voluto scrivere a questo piccolo uomo.

Maresciallo, Avvocato, Dottore, Professore sono tutti appellativi costruiti ad hoc da questa società: non nego la mia qualifica, ma la utilizzo solo ed esclusivamente per fare del bene al genere umano.

Per il resto siamo tutti uguali su questa terra.

Veniamo a noi...

Il mio libro di prossima uscita "Assassini in pillole: la psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere" ha come data di pubblicazione massima il 30 giugno di quest'anno.

Cosa tratta? Analizza con occhio critico tutto il mondo psichiatrico, visto dalla prospettiva di un operatore di polizia.

Si parlerà quindi di cosa siano veramente gli psicofarmaci, della facilità con cui vengono somministrati, della loro dannosità, del fatto che inducano a uccidere e a uccidersi.

Si parlerà delle fondamenta di sabbia su cui tutta la psichiatria poggia, degli interessi che ci sono dietro e delle vere alternative non farmacologiche per raggiungere finalmente il benessere psicofisico che tutti meritiamo.

Si parlerà quindi delle tantissime cause organiche che sono alla base dei disturbi psichiatrici.

Questo e tanto altro, condito da storie vere, viste e vissute "sul campo".

Suo fratello, invece, è ingrassato di 30 kg, divenendo quindi l'ennesima vittima dell'antipsicotico atipico di turno...non mi meraviglierei se fosse sotto alte dosi di Zyprexa.

Lei mi pone delle domande, e io le rispondo ponendogliene altrettante, premettendo che la frase "altri come lui", mi fa accapponare la pelle; sintomo, questo, di quanto le stigmatizzazioni della moderna psichiatria riescano a fare sempre più breccia nella nostra società.

Suo fratello, grasso come una balena e lobotomizzato come uno zombie, sta godendo della sua vita?

Suo fratello è felice di svolgere un lavoretto da giardiniere, prendere la sua pensioncina, per poi passare le giornate a dormire, vedere la TV e mangiare?

Suo fratello è felice di essere stato chimicamente lobotomizzato, e quindi di non riuscire più ad emozionarsi, piangere, ridere, scherzare, avere intuizioni e quindi usare in toto il cervello che Madre Natura gli ha donato?

Qui non si tratta di Leggi, di pensioni, di lavoro o quant'altro.

Lei può essere ricca sfondata, ma se avesse il mal di testa tutti i santi i giorni che cosa se ne farebbe di tutti i soldi che possiede?

Lei pensa che adesso suo fratello sia felice e indipendente solo perché condivide un appartamento, ha un lavoretto e una pensioncina?

Glielo dico con il cuore signora, lei è completamente fuoristrada.

Vivere non significa trascinarsi e sopravvivere fino a quando non sopraggiunge la morte

Vivere significa essere felici, tristi, arrabbiati o gioiosi in relazione agli eventi e non con l'elettroencefalogramma piatto post-Zyprexa.

Dismettere un antipsicotico dopo anni e anni di assunzione?

Tutto è possibile nella vita.

Come dico sempre, non sono un dottore, non curo nessuno, non faccio diagnosi né prescrivo alcunché.

Credo fermamente che il corpo umano, se ha ancora delle energie residue, possa uscire dalle peggiori situazioni.

Dismettere comunque un antipsicotico dopo anni e anni di assunzione può essere pari alla discesa all'Inferno e ci vuole determinazione, consapevolezza e aiuto totale da parte della propria sfera affettiva.

Come sempre, non mi permetto di giudicare, ma esprimo quello che sento, vedendo giorno dopo giorno sempre più persone vivere una vita di stenti a causa della somministrazione di droghe legali, che mascherano i problemi centuplicandoli nel tempo, al posto di risolverli una volta e per tutte.

Pietro Bisanti

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PSICHIATRI: RISPONDETE A QUESTE DOMANDE SENZA RACCONTARE FROTTOLE ALLA GENTE

Recuperamente ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "PSICHIATRA IN INCOGNITO: BLOG DI PIETRO BISANTI SO...": 

Ho alcune domande da sottoporre a questo presunto psichiatra. Sarei curioso di sapere cosa risponderebbe, sempre che sia in grado.

Perché tra gli effetti secondari degli psicofarmaci ci sono proprio i sintomi delle malattie che tentano di correggere?

Perché la dismissione improvvisa porta quasi sempre a una crisi?

Perché non viene data corretta informazione sugli effetti iatrogeni, e non vi è alcuna competenza né disponibilità dei medici rispetto alla corretta dismissione di queste sostanze?

Perché molte istituzioni, pur riconoscendo la multifattorialità del disturbo sono così impoverite di risorse alternative e complementari, come il supporto psicoterapeutico?

Perché molti psichiatri amano fare l'esempio del diabete per giustificare l'assunzione cronica di psicofarmaci, quando è evidente che non vi sono cause organiche come nel diabete per le malattie mentali, né esistono evidenze che gli psicofarmaci siano indispensabili al pari dell'insulina?

Perché la malattia mentale è in aumento nonostante le cure? Tante malattie che una volta imperversavano sono state debellate dalla medicina; perchè non le malattie mentali?

Perché un'aspettativa di vita mediamente inferiore di 20-25 anni e almeno 150 mila morti all'anno nel mondo per cause riconducibili alle cure mediche, terza causa di morte dopo cancro e problemi cardiovascolari, dovrebbe considerarsi un successo della medicina moderna? Successo per i miliardi che le case farmaceutiche raccolgono?

Perché la maggior parte degli psichiatri continuano a prescrivere psicofarmaci in abbondanza e in polifarmacia mentre molte revisioni di studi ci dicono che a lungo e medio termine sono dannosi e meno efficaci del placebo?

Perché gli psichiatri sono generalmente all'oscuro rispetto ai metodi non farmacologici di gestione dei problemi emotivi quali ad esempio Soteria, Dialogo aperto finlandese, Dieta e micronutrienti, tanto per citarne alcuni?

Perché secondo gli psichiatri non ci sono problemi ad interrompere un trattamento con antidepressivi mentre in Rete esistono forum tematici dove migliaia di persone raccontano una storia completamente opposta e parlano di enormi difficoltà e problemi dovuti alla dismissione?

Perché nei Paesi più sviluppati dove sono disponibili i farmaci più innovativi e maggiori risorse finanziarie per la salute mentale vi sono i peggiori pazienti? Perché nei Paesi del terzo mondo, dove l'uso di farmaci è più limitato vi è un tasso di recupero maggiore?

Perché nonostante l'uso massiccio di antidepressivi i suicidi sono in costante aumento? 


Postato da Recuperamente in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 11 marzo 2014 12:51



RISPOSTA

Grazie Recuperamente...

Un paio di cose le vorrei dire anche io.

Le cause organiche alla base della sintomatologia psichiatrica esistono eccome.

Anzi...direi che la maggior parte delle cosiddette "malattie mentali" hanno una reale, concreta e innegabile causa organica.

Mente e corpo non si possono separare; se sta male uno, non può stare bene l'altro.

Una cosa è certa: non servono lauree o master per capire che gli psicofarmaci non guariranno mai nessuno e che nulla di buono potranno mai fare per l'umanità intera.

La guarigione si ottiene solo attraverso il riequilibrio totale del corpo e della mente: "cibi puliti-pensieri puliti" come urlo da anni su questo blog.

Pietro Bisanti

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