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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 16 febbraio 2015

AFFIDATEVI AI PROFESSIONISTI... SI', PROFESSIONISTI DEL MALE.

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "CIPRALEX, SERPLUS, TATIONIL, GABA E GRIFFONIA. È G...": 

Onestamente arrivare addirittura a ritenere inopportuni gli integratori naturali, la griffonia ad esempio, mi sembra una esagerazione e, anche se so che probabilmente questo messaggio verrà eliminato, il mio consiglio per tutti è quello di cercare di essere equilibrati, stando attenti agli alimenti ovviamente ma anche ai farmaci e agli omeopatici prendendoli in modo opportuno ed affidandosi a professionisti. 




Postato da Anonimo in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 15 febbraio 2015 15:32


RISPOSTA

Caro Anonimo,
come vede qui non cancelliamo i messaggi "scomodi", anzi...

Non perderò però molto tempo con lei...

Il messaggio innovativo di questo blog è semplice: non esistono rimedi miracolosi, pillole di alcun tipo, naturali e non, che possano portare chicchessia alla guarigione da alcunché.

Guarire significa mettere il corpo nelle condizioni di farlo, anche e soprattutto attraverso un'alimentazione corretta nel tempo.

Lei dice griffonia, io dico arance e limoni...

E non mi faccia morir dal ridere con la solita filastrocca del "affidatevi ai professionisti e prendete in farmaci in modo opportuno".

Qui non ci sono lobotomizzati sociali, se lo ricordi.

Sono i professionisti che mandano le persone al camposanto, non di certo questo blog non-medico.

Si svegli, e se è uno psichiatra, si svegli ancora di più.

Pietro Bisanti


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Per tutti: con la funzione "ricerca google" in alto a destra, potete inserire delle parole da ricercare (ad esempio "psicofarmaci e suicidio", "prozac" etc...) in modo tale che vengano ricercati gli articoli relativi all'argomento desiderato.


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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

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sabato 14 febbraio 2015

ANORESSIA NERVOSA: FIGLIA VEGANA E GENITORI CON UNA MARCIA IN PIU'

DAL FORUM DI "ALIMENTAZIONE E SALUTE" 
http://alimentazioneesalute.forumfree.it/?t=70303685


Buon giorno,
vorrei lasciarvi la mia esperienza riguardo l'anoressia e depressione.
Ho iniziato a 16 anni ad accusare questi problemi tossici, con conseguente visita da due specialiste, che ovviamente non vedevano il problema.
Istintivamente ho iniziato a mangiare vegetariano, e poi vegano  ho associato il tutto leggendo questo blog).
Ciò andava di pari passo con la mia presa di coscienza, non avevo letto nulla da nessuna parte che ciò mi avrebbe aiutato, semplicemente me lo sentivo, e a 19 anni sono guarita (grazie ai miei genitori che mi hanno sostenuta, hanno avuto fiducia in me non scegliendo la via più facile, e grazie a mia mamma che scardinò le sue convinzioni preparandomi cibo veg).
Ho iniziato a studiare igienismo e naturopatia, sono sei anni che non prendo un farmaco.

Ora ho una bimba che è naturalmente vegana (tranne qualche sporadico caso), per quanto riguarda il glutine cerco sempre di variare i cereali e preferirli al naturale, no prodotti confezionati, no zuccheri, no vaccino.
Ed è così difficile superare tutte quelle credenze per il quale il figlio non cresce senza questo o quell'altro!
All'asilo rispettano questa scelta e le fanno da mangiare veg anche se non è la stessa cosa che a casa.
Non guarda la tv ( per cui non è stimolata verso alcuni cibi) e il nostro supermercato è un mercatino ecobio.
In tutta la sua vita si è ammalata due volte, curata con una supposta omeopatica, igenismo, idrotermofangoterapia..

Il mio messaggio è breve e per fortuna non ho avuto la possibilità di ingurgitare schifezza, Sono stata fortunata avendo due genitori amorevoli e comprensivi e quando vado alle riunioni con logopediste dicono spesso che la maggior pare dei disturbi di un bambino sono intolleranze, avvelenamento alimentare.
Spero che qualche genitore che abbia problemi con il figlio passando di qui capisca quanto sia importante il suo intervento, non per levarsi velocemente un problema ma per prendersi carico del suo ruolo.

Grazie a lei e a tutto ciò che fa.
Non credo sia facile perseguire delle idee in un mondo come questo perciò, complimenti, sta aiutando molte persone, ciò le fa onore.

Un abbraccio Utente Fibi_Fibi



RISPOSTA

Grazie di gran cuore Fibi,
pubblico aggiungendo semplicemente una cosa: chiunque sia in difficoltà e arrivi su questo blog, sappia che il primo passo per guarire è volerlo fare, andando a cambiare le proprie, malsane abitudini di vita.

Solo così si può finalmente percorrere la strada verso la vera salute.

Avanti così
Pietro Bisanti


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venerdì 13 febbraio 2015

OLIO DI CANAPA, DOLORE LOMBARE E DISINFIAMMAZIONE POST PSICOFARMACI

LETTERA

Salve Pietro,  decisamente l'alimentazione umana è un settore in cui non si finisce mai di imparare... : ho letto il suo articolo che riporto sotto in cui dice che, per disinfiammarsi completamente, occorre portare i grassi (ovviamente vegetali), al 10% delle calorie totali. Ora, io soffro di una tale infiammazione, nella parte lombare della spina dorsale, da costringermi all'immobilità più assoluta per intere settimane. Mi avevano detto che l' olio di canapa (ovviamente quello senza THC) è uno dei migliori e più equilibrati, e soprattutto "il più potente disinfiammante" che esista sul mercato, (parole del dott. Jonas Elia, che non è certo un igienista, ma riguardo all'olio di canapa e altre cose mi era sembrato abbastanza affidabile). 

Ma, prendendo l' olio di canapa, ogni volta avvertivo un aumento del dolore (quindi dell'infiammazione). Eppure, a rigor di logica, il dolore, se non sbaglio, sarebbe causato dalle prostaglandine PG2; quindi, l'olio di canapa, andando ad alimentare le PG1 e le PG3, dovrebbe sollevare dal dolore....Quindi, secondo lei, il miglior modo per disinfiammarsi, a parte il digiuno totale (bevendo solo acqua distillata), quale sarebbe?

Devo confessare che con gli olii, (olio di oliva extravergine spremuto a freddo, biologico, prodotto da me stesso, olio di girasole biodinamico, e olio di sesamo biologico sempre spremuto a freddo, olio di cocco biologico) ci sono andato sempre in maniera piuttosto abbondante....
L'olio di cocco e l'olio di canapa hanno fama di toccasana, riguardo alle infiammazioni.....
O forse il  dolore alla parte bassa della schiena potrebbe essere un uso eccessivo di sale, che causa calcoli ai reni ? Io uso solo il sale dell'himalaya rosa, a dosi  "normali".......

Forse dovrei andare avanti bevendo acqua distillata ?
Saprebbe eventualmente consigliarmi come posso distillare l'acqua che bevo ?
Mi scuso per averle rubato il suo preziosissimo tempo che avrebbe potuto dedicare a persone ben più nei guai di me, ma forse questo problema,  infiammazione/disinfiammazione, riguarda un po' tutti, in particolare gli intossicati da psicofarmaci. Grazie ancora di tutto, avanti così.

Marco P.


RISPOSTA

Buongiorno Marco, 
felice di risentirla, anche se non in condizioni ottimali.

Inutile ripeterle il mio non essere medico, ma lo continuo a precisare per evitare che gli invidiosi detrattori del blog possano avere anche la più piccola occasione di "cogliermi in fallo".

Ogni giorno cresciamo, e proporzionalmente cresce l'invidia nei confronti di un lavoro informativo che è a tutti gli effetti epocale.

Veniamo a noi.

Partiamo da un semplice concetto. Il corpo umano ha sì bisogno dei grassi per poter funzionare, soprattutto a livello ormonale, ma la quantità necessaria è veramente molto più bassa di quanto non si creda; una sua eccedenza, infatti, può portare a problemi da non sottovalutare.

Piccolo esempio: metta una goccia d'olio in un bicchiere, e vedrà come diventa.

Immagini questo nel torrente sanguigno, ove il sangue deve essere fluido per poter portare ormoni e sostanze nutritive ovunque.... il diabete, per farle un esempio, è causato proprio dal sangue troppo grasso, che non riesce a portare l'insulina dove serve.

Questo è il motivo principale, assieme al consumo di cereali (soprattutto contenenti glutine), del fallimento di chi intraprende un'alimentazione vegana, soprattutto crudista.

L'alimentazione vegan-crudista è e rimane il miglior modo in assoluto di alimentarsi, ma se mi ingozzo di frutta secca ed avocado starò ancora peggio di prima.

Quindi, con pochi grassi e con una grande quantità di frutta, ecco che abbiamo un'energia sempre disponibile, facilmente "trasportabile", a costo digestivo zero: questo è l'elisir di lunga vita e forza.

Io stesso ero caduto nella trappola dell'"olio di oliva biologico spremuto a freddo è fantastico", fino a ricredermi quando ho cominciato, nonostante un'alimentazione che ritenessi impeccabile, a stare sempre male.

Lei sa inoltre cosa penso dei "rimedi".

Mi sorge una domanda...se l'olio di canapa non esistesse, lei sarebbe destinato a tenersi il mal di schiena?

No... il mal di schiena è un sintomo, l'olio di canapa un rimedio. E noi non vogliamo rimedi, vogliamo eliminare le cause, e non i sintomi.

Porti l'alimentazione a un livello di grassi molto basso, al massimo del 10%, e diminuisca moltissimo il sale, di qualunque tipo.

Non si faccia problemi per l'acqua che beve. Chiunque segua un'alimentazione vegan-crudista corretta non ha praticamente bisogno di bere.

Io stesso, di inverno, praticamente non bevo. E d'estate bevo solo in caso di grossi sforzi e se fa molto, molto caldo.

Ci hanno abituati a pensare che dobbiamo bere per essere sani.

Tutte palle. I liquidi vanno presi dalla miglior acqua biologica del mondo: la frutta e la verdura crude.

Cercate nel motore di ricerca il mio articolo "2 LITRI DI ACQUA AL GIORNO? SI', PER ANNEGARE".

Si beve molto solo ed esclusivamente in fase di digiuno, per aiutare temporaneamente il corpo durante l'espulsione delle tossine. Non dimentichiamo mai che nessun animale beve "costretto", ma solo in presenza di un reale stimolo di sete.

A maggior ragione, chi si sta disintossicando dagli psicofarmaci deve fare di tutto per aiutare il corpo in questo immane lavoro.

Dimentichiamoci i digiuni in fase di scalaggio, dato che, lo ripeterò sempre, digiuno e farmaci non vanno assolutamente d'accordo.

Si migliora l'alimentazione come scritto nel blog e si aspettano pazientemente i risultati.

Che arrivano sempre. Il corpo non vi tradirà mai. Non dimenticatelo.

Avanti così Marco.


Pietro Bisanti


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mercoledì 11 febbraio 2015

MATRIMONIO E CARRIERA DISTRUTTI: SENZA PATENTE, RITORNATA A UNO STADIO INFANTILE. GRAZIE GARDENALE

LETTERA

Salve Pietro,
seguo da un po' i tuoi post e da poco mi hai dato l'amicizia su facebook…
Ti ringrazio per quello che fai e per quello che trasmetti..…
Sono sempre alla ricerca di notizie che riguardano la salute ed e' tutto un cammino per trovarla...
Ultimamente sono alle prese con la conoscenza dei psicofarmaci che personalmente non uso ma che sento molto diffusi.
Mia sorella e' una vita che li usa dal 1993 da quando e' stata operata di un'aneurisma cerebrale, ha iniziato con un farmaco il Gardenale  che e' tipico per quella patologia e poi su consiglio del medico, siccome come risultato si era riempita di fobie e attacchi di panico e' stata seguita da psicologi e psichiatri …adesso ci troviamo che oltre ad aver distrutto la sua carriera lavorativa, matrimoniale ed essere senza patente, naturalmente ci aggiungeva un po' di alcool, che anche se poco buttava tutto in tilt il resto.
Io vorrei sapere se questi farmaci creano dei problemi con la capacita' di ragionamento ed evoluzione del soggetto…intendo dire che mia sorella e' come se fosse involuta, non riesce a prendere decisioni e ricade nel problema alcool, anche se seguita da medici e associazioni del settore, ossia non riesce a prendere una decisione e che duri nel tempo…secondo lei può' essere il farmaco che anche se ci mette tutta la sua forza la fa ricadere nel bisogno di bere…?
Attualmente prende Elopram 20  ed En…
Dopo aver letto i suoi commenti e aver visto che qualcosa ne sa, volevo saper se aveva qualche consiglio…
Premetto che mia sorella era vegetariana e terapeuta Ayurvedica….
Disastri….
Con Stima
Lettera Firmata

RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Gardenale... farmaco utilizzato contro l'epilessia.

Non mi permetto assolutamente di affermare che sua sorella non si sarebbe dovuta sottoporre all'intervento per l'aneurisma cerebrale, trattandosi, questa, di condizione emergenziale.

Non posso però non ammettere a me stesso come, in generale, ci sia una grande corsa al bisturi, che, in ogni caso, non elimina le cause, bensì sradica solamente i sintomi.

Le hanno poi somministrato questo farmaco, che è tutto fuorché acqua fresca.

È e rimane uno psicofarmaco assolutamente sedante, invasivo, che, come vede, ha mascherato il problema, aggiungendone ulteriori e più pesanti.

Non faccio proprio fatica ad associare infatti tutti i disturbi mentali di sua sorella all'utilizzo di questo farmaco, a loro volta "curati" con equipe di espertoni che altro non hanno fatto che aggiungere farmaci su farmaci.

Questo è il gioco: un farmaco crea un effetto che non si vuole, e se ne aggiunge un altro per tamponare... e così via.

Questo significa guarire? Questo significa riportare alla vita un essere umano?

No, questo significa meramente sopravvivere, e io, di una vita del genere, mi scusi se sono duro, non me ne farei nulla.

Sua sorella è stata riportata a uno stadio infantile, e lì rimarrà fino a quando non si deciderà di fare pulizia del proprio corpo e quindi della propria psiche.

Scalaggio lentissimo del 10% al mese, cominciando dall'ansiolitico, e giro di boa verso un'alimentazione vegana, crudista quanto basta, come indicato in questo blog in continuazione.

Via immediatamente glutine e latticini, zuccheri artificiali e qualunque cosa non sia un cibo.

Sua sorella ragiona "male" perché il suo corpo viene trattato come un cesto dell'immondizia.

Capito questo, si può partire all'attacco.

Si procuri una copia del mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere", lo legga e lo regali a sua sorella.

Ha i fatti. Ora combatta. Il lavoro dovete farlo voi, ma io ci sono.

Pietro Bisanti


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Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.

martedì 10 febbraio 2015

COSI' TANTI PSICOFARMACI CHE MI USCIVA LA SCHIUMA DALLA BOCCA...

LETTERA

Gentile Signor Bisanti,
le scrivo per raccontarle il più brevemente possibile la mia storia psichiatrica e non.
Sono una ragazza di 26 anni in cura con abilify 10 mg e akineton (per contrastare gli effetti collaterali di abilify) da quasi due anni. Ebbi quello che viene chiamato un esordio psicotico a marzo del 2013 in un periodo per me molto stressante sia fisicamente che emotivamente (praticavo teatro fisico con orari che mi alteravano il ritmo sonno-veglia e avevo da pochi mesi iniziato l'università, in più continuavo a rimuginare su una storia personale con due uomini, uno dei quali era mio amico ma si comportò molto male con me, e dell'altro mi ero innamorata ma non corrisposta, e anche lui mi disse delle cattiverie. 

Ebbene stetti 10 giorni in casa senza mangiare né bere dimenticandomi di curare la mia persona. Ovviamente vivevo in una casa con delle coinquiline che vedendo quello che mi stava succedendo si spaventarono e scapparono, insomma mi ritrovai completamente sola senza il sostegno di nessuno essendo la mia famiglia lontana. L'unica che continuava a chiamarmi e preoccuparsi era mia madre che riuscivo comunque a sentire una volta al giorno quando mi ricordavo di avere un telefono.

In una di quelle occasioni sentivo odore di gas nel palazzo, lo dissi a mia madre che si spaventò e mi mandò una squadra dei vigili del fuoco in casa. In quel momento però i vigili del fuoco non c'erano ma arrivò la polizia. Mi dissero ti portiamo in un posto. Mi portarono al **** di Milano dove venni ricoverata per più di un mese. Non ricordo che medicinali mi prescrissero, ricordo solo che non stavo in piedi, non mangiavo, deliravo, non dormivo la notte, il giorno di Pasqua del 2013 mi usciva la schiuma dalla bocca e non riuscivo a parlare, dissi a mia madre che volevo morire. Per fortuna questo non accadde. Mi ripresi ma dato che ero molto agitata una sera un infermiere mi picchiò e diversi altri mi minacciarono. 

Nella mia grande fragilità riuscii a trovare la forza di farmi trasferire in un centro di salute mentale più vicino a casa, in una situazione molto più tranquilla dove mi ripresi lentamente e uscii nell'aprile del 2014. Dato che sono giovane mi inserirono in un percorso per cui feci molta psicoterapia che mi aiutò e mi sta ancora aiutando quando torno a casa e vi prendo parte. Nel frattempo mi sono trasferita in un'altra città dove ho incominciato da capo l'università e sono riuscita a dare esami finora con una media alta. Ho una storia personale fatta di traumi e fragilità infatti quando ero nel grembo di mia madre non mi sviluppavo e dovetti stare un mese in incubatrice appena nata, poi a sette anni ebbi un incidente molto grave per cui la mia mano destra rimase offesa e ne perdetti parte della mobilità, lunghe e frequenti ospedalizzazioni segnarono tutta la mia infanzia. 

Ora sono più consapevole, sto imparando a conoscere me stessa ma la strada da fare è ancora lunga. La cosa che mi preoccupa è che queste medicine che prendo mi stanno avvelenando il sangue. Ora sto sicuramente meglio rispetto a due anni fa, ma ho ripreso a fumare da quando mi dimisero da diagnosi e cura. La psichiatra continua a rimandare la data in cui dovrebbero ridurmi la dose di medicine e non riesce ancora a farmi una diagnosi, dice che nel mio caso è stato un episodio e che prescrive abilify anche a chi presenta una lieve depressione. Proprio stamattina mi sono accorta di avere ingerito un abilify scaduto da agosto 2014. E forse ne ho ingeriti altri in questi mesi senza accorgermene. Sono ingrassata ovviamente grazie ad abilify e non faccio attività fisica. Le chiedo gentilmente di consigliarmi una dieta. 

Grazie per l'attenzione.

Lettera firmata


RISPOSTA

Buongiorno Anonima,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Sono le 6 del mattino, e prima di andare a lavorare non potevo non rispondere, seppure in ritardo, a questa mail.

Proviamo a capire quello che le è accaduto.

Corpo fisico, mente e spirito sono intimamente collegati.

Qualunque colpo prenda uno, anche gli altri ne rimangono comunque "feriti".

Nel suo caso, i numerosi colpi "psicologici" si sono sommati a un fisico alimentato in maniera scadente, con l'aggiunta dei soliti vaccini pediatrici, dell'incidente che le è successo e di tutti i farmaci che le hanno conseguentemente propinato.

Il corpo, a un certo punto, non ce la fa più, e alza bandiera bianca.

Arrivano quindi tutti i segnali che esso ci manda, per farci capire che serve una decisa inversione di rotta. I medici, senza capirci un tubo, l'hanno imbottita come un'otre, mentre in realtà andava semplicemente capita e aiutata.

Poco comunque mi interessa del passato, e rimuginarci non serve proprio a nulla.

Ora, concentriamoci insieme sul futuro.

Piano di attacco.

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Si procuri una copia del mio libro "Assassini in pillole: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Lei ha definito nel modo corretto quello che sta assumendo, e cioè "veleni".

Prima si disintossica, e prima potrà cominciare a vivere una vita che valga la pena essere vissuta.

Il problema, come lei ben sa, è che dismettere gli psicofarmaci dopo tanti anni di assunzione può essere equiparato a un viaggio all'Inferno, oltre che a una roulette russa.

Va quindi migliorata l'alimentazione e di pari passo scalato il farmaco (si comincia, di solito, con quello meno potente, e cioè, in questo caso l'Akineton), scalando di non più del 10% al mese.

A livello alimentare, dovrà adottare un'alimentazione che preveda un utilizzo di grassi molto ridotto, le cui calorie giornaliere non dovranno essere più del 10% del totale, in modo da rendere il sangue fluido e di conseguenza aiutare tutto il sistema endocrino.

Quindi, in soldoni:

-agrumi al mattino a stomaco vuoto
-frutta ogni qualvolta si ha fame, lontano dai pasti
-pasti principali composti da un inizio di verdure crude, seguito da un piatto di cereali senza glutine, legumi o amidacei come patate e zucca
-pochissimi olii, anche se di oliva ed estratti a freddo
-pochissima frutta secca (4-5 mandorle o noci al giorno)
-ridurre verso l'eliminazione totale le proteine animali
-via immediatamente glutine, latticini e tutti gli zuccheri artificiali, oltre a caffè
-si beve solo, quando si ha sete, acqua
-munirsi di un estrattore e cominciare a farsi estratti di succhi

Non ci sono bacchette magiche, non ci sono soluzioni miracolose.

Questo modo di alimentarsi permette al corpo di essere alleggerito nella digestione (che è il compito che richiede in assoluto più energia) e di aver al contempo tutte le vitamine e i minerali che gli servono per potersi autoguarire.

Sì, autoguarire, dato che nessuna pillola potrà guarire niente e nessuno.

Il corpo guarisce se stesso, perché se così non fosse, dopo tutti i farmaci che ha preso lei dovrebbe essere una super donna, mentre in realtà l'hanno portata sull'orlo del baratro.

Ha i fatti. Ora combatta. Io ci sono



Pietro Bisanti


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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

SIAMO INOLTRE IN GRADO DI FORNIRE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA NON ATTRAVERSO IL SOLITO "PSICOLOGO DA LETTINO", BENSI' CON L'AUSILIO DI PROFESSIONISTI CHE AIUTINO VERAMENTE, SENZA "INCOLLARE" IL PAZIENTE A VITA.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.