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LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE: PSICHIATRI E PSICOFARMACI FINALMENTE MESSI A NUDO PER QUELLO CHE SONO. L'UNICO LIBRO IN ITALIA CHE VI DICE CHIARAMENTE COSA SIANO VERAMENTE LA PSICHIATRIA E GLI PSICOFARMACI. COME LIBERARSI DA QUESTE DROGHE LEGALIZZATE E RICOMINCIARE A VIVERE, ANCHE ATTRAVERSO UN RINNOVATO REGIME ALIMENTARE. PSICOFARMACI ALLA GUIDA, PSICOFARMACI AI BAMBINI, PSICOFARMACI AGLI ANZIANI...C'E' TANTO, TANTO DA LEGGERE. UNA VERA BIBBIA DEL SETTORE. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. IL LIBRO CHE STA AIUTANDO MIGLIAIA DI PERSONE AD USCIRE DALLA DIPENDENZA DEGLI PSICOFARMACI. PER ORDINARE: COSTO EBOOK 16 EURO, COSTO CARTACEO 30 EURO (COMPRESA SPEDIZIONE). Dati beneficiari a mezzo BONIFICO BANCARIO Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Conto di accredito: IT95X0760105138200717600721 Banca e filiale: ENTE POSTE ITALIANE, VIALE EUROPA, 175 - 00144 - ROMA. Dati beneficiari a mezzo RICARICA POSTEPAY Beneficiario: Pietro Eupremio Maria Bisanti Codice fiscale: BSNPRP75S24F205O Numero carta postepay: 5333-1710-0229-5513. NELLA CAUSALE INSERIRE LA PROPRIA EMAIL NEL CASO DI ORDINE DI EBOOK O L'INDIRIZZO COMPLETO NEL CASO DI ORDINAZIONE DI LIBRO CARTACEO. NEL SOLO CASO DI PAGAMENTO A MEZZO POSTEPAY, SCRIVERE LE SUDDETTE INFORMAZIONI A: PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. PER QUALUNQUE, ULTERIORE INFORMAZIONE SCRIVICI SEMPRE A PIETROBISANTIBLOG@GMAIL.COM. SOSTIENICI INOLTRE, SE PUOI, CON UNA DONAZIONE!

NO ALLA PSICHIATRIA

Battiamoci per un mondo senza psicofarmaci, dove i disagi di natura psichiatrica vengono investigati attraverso l'analisi delle cause organiche/psicologiche del singolo individuo, e non attraverso la somministrazione anche coatta di vere e proprie droghe legalizzate.
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La consapevolezza è l'unica arma vincente.
Si precisa che è ammessa la divulgazione di tutti i contenuti di questo blog con perentoria citazione della fonte

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Milano, Italy
Igienista e consulente legale specializzato in ambito giuridico-psichiatrico, ricercatore indipendente sul disagio umano con particolare attenzione a quello giovanile e sui danni da psicofarmaci (NOTA BENE: L'Igienismo è uno stile e filosofia di vita e NON una specializzazione in ambito medico), già maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri (dal 24.09.1994 al 31.12.2017), ora docente ufficiale della prima scuola privata igienista italiana "Health Science University", attivista per i diritti umani e strenuo difensore dei diritti degli animali, da 14 anni si occupa in chiave igienista della correlazione fra alimentazione e malattia, con particolare attenzione alla salute mentale nonché all'utilizzo delle molecole più demoniache e distruttive mai inventate dall'uomo: gli psicofarmaci. L'intento di questo blog non è fornire indicazioni di natura medica, bensì quelle informazioni che possano essere utilizzate per effettuare delle scelte personali e consapevoli, soprattutto in ambito psichiatrico. NOTA BENE: QUESTO SITO RIFLETTE IL PENSIERO ESCLUSIVO DEL SUO AUTORE E NON HA ALCUN COLLEGAMENTO ED/O ESPRIME CONSIDERAZIONI IN NOME E PER CONTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI

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lunedì 13 ottobre 2014

BENVENUTO NEL BLOG NUMERO UNO IN ITALIA SU PSICHIATRIA E PSICOFARMACI

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "VIVERE SENZA PSICOFARMACI": 

spero di essere accolto in questo meraviglioso sito!
e perché no,vivere in un mondo senza psicofarmaci! 



Postato da Anonimo in ALIMENTAZIONE E SALUTE di PIETRO BISANTI alle 07 ottobre 2014 21:36


RISPOSTA

Caro Anonimo,
le do il mio benvenuto.

Qui si fa sul serio, e non si raccontano frottole alla gente.

Ci sono più di 500 articoli consultabili gratuitamente ed è disponibile il mio libro "ASSASSINI IN PILLOLE: la Psichiatria moderna vista con gli occhi di un carabiniere".

Se è pronto al cambiamento, qui troverò tutto ciò che c'è da sapere.

Avanti così
Pietro Bisanti

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Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.









ECCO COME SI COMPORTA UNO SPREGEVOLE PSICHIATRA

LETTERA

Buongiorno Pietro, 

e grazie di cuore per aver preso in esame il caso del nostro amico. Come te, sono anch'io ovviamente dell'idea che la crisi (crisis = mutamento) non rappresenti che il tentativo di superamento di un equilibrio fittizio, sia esso fisico o psichico, e che si debba imparare a gestirla, anziché reprimerla. 
Tristemente, l'insensata vulgata medica al riguardo diffonde la voce che all'avvento di una crisi psicotica l'organo cerebrale, già in partenza compromesso (a detta della casta in camice bianco), vada incontro ad un'irrimediabile "perdita di neuroni", con il conseguente aggravarsi della "malattia".
Tutto ciò, ovviamente, senza alcuna prova empirica e con una manovra palesemente tesa a scoraggiare qualsiasi tentativo di diminuzione dei farmaci (non sia mai che si incorra in una "crisi"), con buona pace delle industrie farmaceutiche, che si assicurano un numero crescente di "psico-ergastolani".
Quanto alle ragioni che presiedono alla crisi stessa, esse includono sicuramente l'equilibro fisiologico dell'individuo, ma lo trascendono allorché sia possibile rilevare i traumi e i conflitti che hanno condotto la psiche ad uno stato di fragilità parossistica, per non parlare di potenziali interferenze "sottili". 
Per essere più espliciti, la "crisi psicotica" manifestata dal nostro amico in seguito ad una sessione di canto e preghiera aveva in tutto e per tutto l'aspetto di un'autentica "possessione". 
Per non sbagliarci, stiamo comunque lavorando su tutti i piani, a partire, come ti dicevo, da quello alimentare... Ma non mancheremo di consultare psichiatri anti-psichiatria, psicoterapeuti, specialisti della terapia neurofocale, esorcisti, guaritori e chiunque possa apportare un aiuto, a modo suo... 
Grazie di cuore, dunque, per gli utili consigli sotto il punto di vista alimentare, ovviamente imprescindibile... 

Per il resto, Clément è uscito dall'ospedale sabato scorso in seguito all'intervento del padre (che aveva originariamente ordinato il ricovero, per evitare l'intervento del prefetto), che ha immediatamente provveduto a rimuovere l'obbligo di permanenza, allorché ha appreso che il figlio era stato trasferito, venerdì scorso, nel reparto in cui aveva già trascorso un anno e mezzo in passato. Qui lo psichiatra responsabile, con cui Clément e la famiglia avevano più d'un conto in sospeso, non ha mancato di far valere la sua vendetta: quando ha appreso che Clément soffriva terribilmente a causa degli effetti collaterali del Loxapac (insonnia, contratture muscolari e crisi di panico) gli ha prescritto una dose improponibile di Tertian, altro farmaco che, notoriamente, ha degli effetti nefasti sul nostro amico (crisi allucinatorie e di panico, ovvero proprio i sintomi che lo hanno condotto all'ospedale). Quando Clément, tremante e piangente lo ha pregato di modificare almeno la dose della prescrizione, lo psichiatra ha risposto che, poiché faceva resistenza, la dose sarebbe aumentata, passando da 300 mg a 450 al giorno. 
A questo punto Clément, in preda al terrore, ha telefonato all'intera famiglia minacciando di suicidarsi, se qualcuno non l'avesse tirato fuori di lì. 
Ringraziamo Dio che, nel suo caso, il padre abbia avuto in qualche modo il potere di farlo, ma non possiamo non pensare alle centinaia di "reclusi" nelle carceri psichiatriche i cui diritti nessun padre e nessuna madre verranno mai a far valere... 
Sono dell'idea che si dovrebbe avviare una denuncia immediata contro un tale mostro abominevole, ma purtroppo la famiglia non vuole al momento far nulla, nel timore di avere a che fare con lo stesso in futuro e di dover subire nuovi e peggiori abusi. 
Tu che cosa consigli? Non sarebbe almeno possibile effettuare una segnalazione anonima presso un qualche organo competente perché l'operato del medico in questione sia quantomeno in qualche modo controllato?

Infine, per il momento stiamo cercando una clinica che possa ospitare il nostro Clément almeno per la durata di un mese, arco di tempo che ci servirà per individuare un percorso di recupero potenziale, in un "lieu de vie" o una "maison d'accueil" francese o una fantomatica struttura italiana, se mai ne emergesse qualcuna. 
Per il momento, purtroppo, Clément dovrà tornare alle dosi originarie del farmaco di base (Seroquel) che avevamo scalato da 700 mg a 200 mg al giorno, aggiungendo a questo delle basse dosi di Tertian in casi particolari. 
Inoltre, a meno di non trovare la casa di accoglienza di cui sopra, ci sarà impossibile riprendere questo cammino di assistenza, perché, com'era prevedibile, tra i familiari non sono mancati quelli che ci hanno additate responsabili della "ricaduta" del nostro amico (senza nulla comprendere delle dinamiche complesse che ci hanno condotte a ciò che noi, personalmente, non riteniamo neppure un vero male, in sé). 

Ti ringrazio di cuore ancora per il tuo contributo e se per caso venissi a conoscenza di qualcosa che possa fare al caso nostro, ti prego di non esitare a segnalarmelo... Qualcuno mi ha accennato alla Fraternità Cenacolo di suor Elvira, ma non so se sia il tipo di ambiente più adatto al nostro amico (che è di orientamento spiritualista e detesta il settarismo cattolico)... Staremo a vedere, mantenendoci sempre speranzosi e fiduciosi.

Ancora grazie e infiniti complimenti per la tua opera umanitaria, 


Gemma


RISPOSTA

Buongiorno Gemma,
concordo pienamente con quello che dici.

Gli psichiatri non capiscono una benemerita mazza di cosa sia una "crisi" e del fatto che essa avvenga per portare il corpo verso una guarigione, e non per distruggerlo.

Un episodio di psoriasi serve per buttare fuori dal corpo quello che dentro farebbe ancora più danni, ma anche in questo caso i medici devono sempre stroncare il sintomo, continuando a dare plateali lezioni di totale ignoranza su che cosa sia il corpo umano e su come funzioni.

Tra tutti i medici, gli psichiatri sono la categoria peggiore.

Quasi tutti quelli che ho incontrato sono soggetti dispotici, direi quasi fondamentalisti: o fate come dico io (e prendete i farmaci) oppure usiamo le maniere forti.

Niente amore, niente comprensione, niente empatia...niente di niente.

Nel tuo caso specifico, prima pensa a riportare Clément a uno stato di guarigione, poi, anche consultandoti con me se lo vorrai, potremo vedere se ci sono gli estremi per delle azioni legali.

Se serve, potete, con il suo consenso, portarlo in qualche sperduto chalet di montagna, con i genitori e voi amici a fargli da cordone di sicurezza, e con uno psichiatria di ampie vedute che lo aiuti nello scalaggio, migliorando nel contempo l'alimentazione così come descritto in questo blog.

Quando c'è di mezzo una vita umana, bisogna giocarsi il tutto per tutto.

Forza, forza, forza: niente è perduto.

Tenetemi informato.
Pietro Bisanti

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XEPLION: CERVELLO ALL'IMPAZZATA E NON CAPISCO NEMMENO PIU' LA GENTE CHE PARLA


LETTERA

Salve, la ringrazio per avermi risposto. Cercherò di scrivere più informazioni possibili in base al mio stato di salute attuale dovuto all'effetto del psicofarmaco. 
Assumo Xeplion da 100 ml ogni 28 giorni e non riesco più ad avere un dialogo normale con le persone, in quanto non recepisco più le cose che mi vengono dette. Ammetto che me ne vergogno moltissimo e faccio molta fatica per questo a chiedere aiuto. 

Mi sento inoltre il cervello scombussolato, un vortice che sente di dover fare tutto di fretta, mi muovo in continuazione, non riesco a restare in piedi stando ferma. Sono ricoverata obbligatoriamente in comunità, dove mi hanno detto che non intendono dirmi quando sarò dimessa. 

Il farmaco lo assumo da circa un anno. Me lo hanno imposto quando ero in un'altra comunità dove ho vissuto per circa 2 anni senza assumere nulla. La mia famiglia pone fiducia nella psichiatria e io non so quindi come potermene liberare. 

Il mio cervello non è più lo stesso, è come se fosse legato. Le chiedo quindi se per cortesia mi potrebbe rispondere al mio indirizzo email facendomi le domande necessarie. 

Grazie.

F.to Siria


RISPOSTA

Buongiorno Siria,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Già le ho detto che medico non sono, e per fortuna direi...

La risposta alla sue domande è semplicissima: lei sta assumendo un vero e proprio veleno, che la sta distruggendo fisicamente e mentalmente.

Lei non è malata, nessuno lo è.

Le manifestazioni psichiatriche sono e rimangono sintomi che non vanno stroncati con bombe chimiche di qualsivoglia natura; esse, invece, vanno capite, ascoltate, sradicando le cause alla base.

Gli psichiatri, al posto di rassicurare, incutono il terrore con parole altisonanti, etichettando il malcapitato di turno, dandogli del malato cronico che dovrà assumere sostanze stupefacenti tutta la vita, sacrificandolo a un'esistenza di stenti.

Invece si può uscire da qualunque tipo di "malattia psichiatrica".

Il concetto è molto semplice: si riequilibra il corpo attraverso un'alimentazione vegana, il più crudista possibile in relazione alle circostanze, con una percentuale di calorie provenienti dai grassi che non sia maggiore del 10% del totale giornalmente assunto (questo per fluidificare il sangue e permettere il giusto funzionamento di tutto il sistema endocrino), scalando al contempo i farmaci in maniera lenta e intelligente in relazione alla tipologia e alla durata di assunzione.

A questo, si aggiunge quello che gli psicologi dovrebbero imparare a dare, e cioè l'amore e non la dipendenza.

Nessuno ha bisogno di stare su di un lettino; tutti noi invece abbiamo bisogno di parlare e di sentirci accettati e compresi.

"Cibi puliti-pensieri puliti": questo è l'unico modo per uscire dal tunnel malato e demoniaco del binomio psichiatria-psicofarmaci.

Veniamo al suo caso specifico.

La primissima cosa da fare è capire come lei sia "legalmente inquadrata", e quindi muoversi di conseguenza.

La seconda è far diventare i suoi genitori suoi alleati: da sola, senza un supporto umano, non sarà in grado di affrontare le crisi da dismissione che arriveranno, e che, se non capite, non faranno altro che ricatapultarla in ospedale a tempo zero.

Il farmaco che lei sta assumendo, oltretutto in versione depot (e quindi con siringone mensile), come lei stessa si sta accorgendo nella lucidità che le è rimasta, la sta distruggendo nell'anima e nel corpo.

Purtroppo, molto spesso, i genitori diventano i migliori alleati degli psichiatri, condannando loro stessi i propri figli.

Si procuri immediatamente il mio libro, e lo faccia leggere ai suoi genitori.

Sono disposto anche a parlare con loro se lo vorranno.

Anche legalmente, se avrà bisogno, noi ci siamo.

Forza e coraggio



Pietro Bisanti

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sabato 11 ottobre 2014

SETTE PSICOFARMACI CONTEMPORANEAMENTE E 30 KG IN PIU' CON INVEGA: DISTRUGGIAMO I SOGNI DI UN ESSERE UMANO

LETTERA

Salve io sono M, ho 32 anni di Palermo e vivo ancora sotto effetto di invega 
9 mg. 
La mia storia risale a quando avevo 20 anni, ho conosciuto la prof della mia 
scuola e me ne sono innamorato.
A casa i miei non volevano e così mi cacciarono fuori di casa.

Dopo circa 5 mesi mi cominciai a sentire solo, perché i miei 
genitori non volevano vedermi così lei mi fece conoscere uno psicologo per 
poter sfogarmi, da qui è cominciato il mio grosso calvario.

Andando dallo psicologo non mi faceva affatto stare bene, ma la mia ragazza mi costringeva ad 
andarci. Dopo poche settimane lo psicologo mi indirizza da una psichiatra 
dicendomi che avevo bisogno di cure farmacologiche, così andai dalla psichiatra.

Da lì comincio ulteriormente a peggiorare e a imbottirmi di medicine che mi 
facevano stare a letto per intere settimane.
Era per me la fine di tutto. Sono ingrassato di circa 30 kg e dormivo tutto il giorno.
Ho perso tutti e tutto. Ho perso amici, ho perso la mia stima, l'unica cosa che avevo era la mia 'fidanzata'.

Cominciai a farmi forza e a reagire così me ne andai disperatamente a vivere a 
Modena, lì trovai subito un bel lavoro per circa 6 mesi ma a causa dei 
psicofarmaci non riuscii a portare avanti.

Nel frattempo lei mi lasciò ed io andai a vivere con i miei genitori.
Avevo 27 anni.

Dopo che andai a vivere con i miei genitori sentii dentro di me una forte sensazione di farla finita o di risolvere il mio problema e così cercai di tagliarmi il polso.

Fui ricoverato in psichiatria e costretto ad assumere circa 7 farmaci al giorno.
Uscito di lì speravo di avere una vita più tranquilla, e bene o male i farmaci mi davano 
sollievo,n on mi facevano pensare, ma pian piano mi sono reso conto che mi 
stavano annullando, così da lì ho capito che avevo bisogno di smettere con i 
farmaci. 

Così al momento mi ritrovo ad assumere una pastiglia di Invega, la quale 
desidero toglierla definitivamente.

Spero di essere aiutato dalla vostra associazione per poter uscire da questo 
incubo ed imparare nuovamente a vivere la vita senza quelle pillole.

Grazie del vostro bellissimo sito

F.to M. da Palermo.


RISPOSTA

Buongiorno Sig. M,
e grazie di aver voluto scrivere a questo piccolo uomo.

Come sempre premetto di non essere un medico, di non fare diagnosi, di non curare nessuno né prescrivere alcunché, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Storie come la sua mi fanno capire sempre di più come l'opera informativa di questo blog debba andare avanti: siamo gli unici a dire le cose per come sono, in un mondo ormai soggiogato da una psichiatria marcia, arrogante e fuori controllo.

Veniamo a noi.

Dismettere un farmaco potente come l'Invega, oltretutto assunto da molti anni (e con un passato di ulteriori prescrizioni farmacologiche) può diventare un inferno.

Anche con uno scalaggio del 5-10% al mese, vi è la concreta possibilità che insorga una psicosi, che non è il ritorno della "malattia", bensì lo sforzo eliminativo che il corpo pone in essere al fine di tornare a uno stato di normalità.

Il problema è che nel momento in cui lei dovesse avere una "crisi", nessuno capirebbe che la stessa andrebbe capita, compresa e "aiutata" senza farmaci, con la certezza che, presto o tardi, rientrerebbe da sola, avvicinandola sempre di più verso una guarigione totale.

No...una crisi significa la possibilità di rimproverarla e di affermare ancora una volta quanto lei sia "bacato" e necessitante di farmaci per tutta la vita.

È necessario quindi avere un team di supporto (genitori, parenti o amici) pronti ad aiutarci nel momento del bisogno.

E a questo va affiancato uno stile di vita alimentare vegano, il più crudista possibile, ma anche qui senza esagerazioni immediate, per evitare che il corpo ponga in essere una crisi eliminativa troppo pesante da sopportare e gestire.

Questo blog può fornirle assistenza legale e umana.

Scalare gli psicofarmaci e abbracciare uno stile di vita alimentare corretto sono l'unica formula per cominciare a vivere una vita da essere umano e non da flaccida balena impotente, come tutti gli psichiatri tendono a ridurre i propri pazienti, dandoli poi per "guariti".

Ma da solo non può farcela.

Io sono qua, ma bisogna anzitutto costruire il suo cordone di sicurezza, come le ho detto, formato da gente informata, che tiene a lei e che non si spaventi davanti a crisi che, è sicuro, arriveranno.

Ci sentiamo in privato

Forza e coraggio


Pietro Bisanti

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PAPILLOMA VIRUS, OPERAZIONE AL LASER E PAURA DI CONTAGIARE IL MIO RAGAZZO

LETTERA

Ciao Pietro,
scusami tantissimo per l'invadenza, ma ho letto una tua testimonianza di guarigione dall'herpes e volevo chiederti se potessi aiutarmi. 
Ho scoperto solo qualche giorno fa di aver contratto il papilloma virus, ho subito un'operazione al laser (molto dolorosa ancora oggi) per eliminare i condilomi.... ma ho letto che sono spesso recidivi e credo di avere qualcosa anche a livello orale. 
Non vorrei dovermi sottoporre al laser anche per la bocca e cercavo un metodo più naturale e alternativo per poter guarire del tutto da questo virus. Ed ecco che ho trovato la tesina di Valdo Vaccaro con la tua testimonianza e mi si è riaccesa la speranza. 
Puoi aiutarmi? Tu come hai fatto? E' possibile guarire del tutto? 
Spero solo di non contagiare anche il mio ragazzo.... 

Grazie mille in anticipo

Sabrina 


RISPOSTA

Ciao Sabrina,
grazie di avermi scritto.

Come tu ben sai medico non sono, non faccio diagnosi, non prescrivo nulla, non curo nessuno e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ora via la lobotomizzazione, e vediamo le cose per quello che sono.

Solo se riuscirai ad avere una visione del mondo scevra da stereotipi e preconcetti potrai capire come le cose stiano esattamente.

Intanto, se hai deciso di scrivermi, significa che la medicina allopatica, ancora una volta, ha fatto più danni che cose buone...e lo sai perché?

Semplice, come al solito i pluridecorati dottori si sono limitati a stroncare  il sintomo, senza eliminare la causa alla base.

I condilomi sono il sintomo, e distruggerli a suon di bombe laser serve solo ad "incattivire" il corpo e a farli recidivare in maniera ancora più aggressiva.

Mettiti bene in testa alcuni concetti:

-ogni arrossamento, crosta, pustola, escrescenza, lesione herpetica è un lavoro preordinato del corpo umano, che, lo ricordo, non va mai contro se stesso: la pelle, utilizzata come organo emuntore, ha in questo caso la funzione di buttare fuori quello che dentro non deve rimanere;

-le "malattie" non si stroncano tagliando, cucendo o prendendo farmaci, bensì attraverso il totale ridimensionamento del proprio stile di vita, in primis alimentare;

-i virus quali esserini vivi a 12 zampe pronti a sterminarci non esistono: essi altro non sono che materiale endogeno (cioè prodotto dal corpo stesso) frutto della moria cellulare e del normale ricambio che avviene ogni istante nel nostro corpo: causano problemi di ostruzione solo se l'organismo, già intossicato di suo, non riesce prontamente ad espellerli.

Capito questo, l'unica soluzione è alleggerire immediatamente l'organismo con tre o più giorni di digiuno, per poi partire senza riserve con un'alimentazione vegana, il più crudista possibile, che elimini categoricamente il glutine e mantenga la percentuale di calorie assunte giornalmente dai grassi a non più del 10% del totale, in modo da permettere, attraverso un sangue fluido, il normale funzionamento ormonale, tra cui quello dell'insulina.

Non puoi, infine, contagiare nessuno: nessuno può passare la propria tossemia ad un altro essere vivente.

La farsa del contagio è un'arma che serve a tenere, da sempre, soggiogati i popoli.

Riporto il link riguardo a quello che è accaduto a me: questa è la testimonianza più vera ed eclatante di quante baggianate ci riempiono la testa i medici ogni giorno.


Ci sentiamo in privato

Pietro Bisanti

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Siamo ora in grado di offrire un servizio di tutela legale, per chiunque si trovi tra le maglie della psichiatria o abbia subito da essa un danno.

Il concetto è molto semplice: chi può pagare poco, paga poco; chi non può pagare nulla, non pagherà nulla e noi interverremo comunque, per il semplice concetto che un essere umano in difficoltà deve sempre essere aiutato; chi può pagare tanto, pagherà il giusto e sarà a sua discrezione donare qualcosa a questa causa.

In questo modo, in base alle proprie possibilità, questo innovativo servizio potrà rimanere in piedi, senza sprofondare dopo due giorni.

Noi ci siamo. Per tutti, nel limite delle nostre possibilità.